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Se gli Usa sostengono i jihadisti per fermare l’ascesa della Russia

La deriva radicale di matrice islamista transnazionale iniziata negli anni ’80 vedrà il susseguirsi di una serie di aperture e chiusure di fronti tra loro collegate e con dei chiari comun denominatori: il medesimo filone islamista riciclato in salse diverse, la medesima regia e strategia, il medesimo nemico slavofono/russo e i suoi alleati.

Vale la pena ricordare quanto dichiarato nel lontano 1999 da Alexander Zinoviev, scrittore e dissidente sovietico espulso dall’Urss: “La caduta del comunismo è stata trasformata nella caduta della Russia, una catastrofe deliberatamente pianificata dall’Occidente. Dico questo perché un tempo io stesso ero parte di piani che, dietro il pretesto di combattere un’ideologia, preparavano in realtà la morte della Russia…” (Le Figaro, 24 luglio 1999). In poche parole, qual miglior proxy dell’estremismo islamista per contrastare il nemico russo senza dover utilizzare truppe sul campo? Ma andiamo con ordine.

I mujahideen afghani e la lotta per la libertà contro i sovietici

Il 6 dicembre 1993 il quotidiano The Independent pubblicava un pezzo firmato dal noto giornalista Robert Fisk dal titolo “Guerriero anti-sovietico mette il proprio esercito sulla strada della pace: il businessman saudita che reclutava mujahideen ora li utilizza per progetti di costruzione su vasta scala in Sudan. Robert Fisk l’ha incontrato ad Almatig”.

Ebbene sì, trattavasi di Osama Bin Laden, quello che sarebbe poi diventato “lo sceicco del terrore”, il nemico numero uno di Washington, il simbolo assoluto del male.

Un’intervista nel quale Bin Laden appare come benefattore/guerriero coraggioso e altruista che dopo aver combattuto e inviato migliaia di volontari jihadisti (egiziani, algerini, libanesi, kuwaitiani, turchi, tunisini) in Afghanistan, finita la guerra è ritornato alla sua attività di costruttore.

Nell’intervista Bin Laden dichiara di essersi unito alla jihad afghana perché arrabbiato per l’invasione sovietica, aggiungendo poi che né lui e neanche i suoi “confratelli” avevano prove di un coinvolgimento americano nella guerra afghano-sovietica. 

Evidentemente Osama Bin Laden non era al corrente dell’oramai ben nota “Operazione Ciclone”, programma di armamento dei mujahideen afghani durante il conflitto afghano-sovietico. Un’operazione durata ben dieci anni (dal 1979 al 1989), tra le più lunghe e costose mai operate dalla Cia, con un fondo iniziale di $20–30 milioni di dollari all’anno nel 1980 fino a raggiungere i 630 milioni all’anno nel 1987.

Chissà, forse Bin Laden non era al corrente nemmeno dell’esistenza dell’al-Kifah Refugee Center di Brooklyn a New York, costituito nel 1986 come ramo della Maktab al-Khidamat (Mak), quest’ultima però fondata nel 1984 proprio da Osama Bin Laden e dal suo “maestro” Abdullah Azzam per raccogliere fondi e reclutare mujahideen.

Precursore di al-Qaeda, il Mak, ebbe un ruolo fondamentale nel creare la rete di raccolta fondi e di reclutamento che sostenne poi i qaedisti dagli anni ’90 in poi.

Nel 1993 il centro “al-Kifah” di Brooklyn veniva chiuso per sospetta complicità nell’attentato al World Trade Center del febbraio 1993. Tra gli accusati per l’attacco spiccava il nome di Omar Abdel Rahman, meglio noto come lo “sceicco cieco”, ex mujahideen in Afghanistan, leader spirituale della Gamaa al-Islamiyya egiziana.

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Lo “sceicco cieco” riusciva a entrare negli Usa con un visto turistico rilasciato dall’ambasciata statunitense di Khartoum nonostante che fosse nella lista nera (terror list watch) del Dipartimento di Stato Usa.

Tornando al centro “al-Kifah”, nonostante la chiusura a Brooklyn, il gruppo rimaneva curiosamente attivo a Zagabria, con un ufficio aperto nel 1991, ben dopo la fine del conflitto afghano. Di lì a poco sarebbe scoppiata la guerra di Bosnia.

Bosnia e Kosovo: stesso nemico, stesso obiettivo

Nel marzo del 1992 scoppiava la guerra in Bosnia, un sanguinoso conflitto caratterizzato da agghiaccianti atrocità commesse da tutte le parti in lotta, che avrebbe visto fronteggiarsi prevalentemente fazioni serbe di religione ortodossa contro i bosniaci musulmani e con un coinvolgimento anche della parte croata.

Se il conflitto inizialmente era legato a motivazioni etnico-nazionali, con odi ancestrali latenti, limitati e soffocati per decenni dal regime titino, poco dopo il conflitto avrebbe assunto sempre di più caratteristiche di stampo religioso.

Non solo, ma c’era un aspetto troppo spesso dimenticato e cioè il fatto che la Serbia, slava e ortodossa, veniva vista come la “lunga mano di Mosca” nei Balcani, in contrapposizione a Croazia e Slovenia che da subito avevano guardato a Ovest. In mezzo c’era la Bosnia, regione musulmana ma composta da musulmani moderati, con una visione della religione più etno-nazionale, con una spinta sufi e decisamente non belligerante. Un contesto non esattamente dei migliori per combattere i serbi, meglio armati anche a causa del fatto che Belgrado era in possesso della stragrande maggioranza dell’arsenale bellico dell’ex Repubblica Socialista di Jugoslavia.

Servivano degli input, uno politico e l’altro militare e se il primo sarebbe giunto grazie all’ex presidente bosniaco Alija Izetbegovic, legato ai Fratelli Musulmani e da sempre pronto a far entrare in Bosnia tagliagole arabi, il secondo vedeva in primis il coinvolgimento di jihadisti arabi, non a caso ex mujahideen della lotta afghana anti-sovietica che confluivano in Bosnia per dar vita all’unità “el-Mudzahid”, con base a Zenica. Una milizia di tagliagole resisi autori di crimini non soltanto contro i serbi ma anche contro quei bosniaci che non condividevano ideologia e metodi.

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Vienna, Zagabria e Milano (tramite il Centro Culturale Islamico guidato dall’allora imam Anwar Shaban) diventeranno i punti di riferimento per il rifornimento del jihad in Bosnia e nel Paese balcanico passeranno elementi di spicco di al-Qaeda.

Osama Bin Laden veniva avvistato nella sala d’attesa dell’ufficio di Alija Izetbegovic niente meno che da Renate Flottau, corrispondente per i Balcani del quotidiano Der Spigel. Ayman al-Zawahiri veniva segnalato in Bosnia, nella zona di Maglaj, già nel 1992 per poi dirigere le operazioni da Khartoum servendosi di Ong di copertura, come illustrato sia da John Schindler che dall’intelligence egiziana. Il fratello di al-Zawahiri, Muhammad, negli anni ’90 aveva lavorato presso la International Islamic Relief Organization in Albania, Croazia e Bosnia. Tra i jihadisti attivi in Bosnia figuravano anche Khalid Sheikh Muhammad, “principale architetto degli attacchi dell’11 settembre”, secondo la relativa Commissione d’Inchiesta; Kemal Mustafa Kemal “Abu Hamza”, ex imam della moschea radicale di Finnsbury Park a Londra.

Lo stesso Anwar Shaban si recava in Bosnia per sfuggire all’arresto delle autorità italiane e moriva in un agguato dell’Hvo croato il 14 dicembre 1995, pochi giorni dopo la firma degli accordi di Dayton che ponevano fine al conflitto.

La guerra in Kosovo

Come illustra Germana Leoni von Dohnanyi, nel saggio Some call it peace, Yossef Bodansky rivelava che il conflitto in Kosovo non era altro che la diretta emanazione di quello in Bosnia nonché un piano concepito dal governo di Sarajevo e dai suoi alleati per lanciare una rivolta armata contro la Serbia, iniziato nel 1995 col dispiegamento di veterani albanesi e “mujahideen”.

Tra questi veterani albanesi pare vi fossero anche membri della guardia pretoriana che proteggeva il presidente bosniaco Alija Izetbegovic, formata da circa tremila uomini e denominata “Divisione Handzar”, un sinistro richiamo a vecchie e tristemente note formazioni locali della Seconda Guerra Mondiale.

Assieme agli “indipendentisti nazionalisti” dell’UCK veniva segnalata la presenza di mujahideen arabi veterani di Bosnia (sauditi, afghani, pakistani, bosniaci, macedoni, ceceni, yemeniti) e persino dei contractors legati alla Military Professional Resources Inc. con sede in Virginia.

L’ex ambasciatore in Jugoslavia, James Bisset affermava: “Già nel 1998 la Cia assisteva le britanniche Sas nell’armare e addestrare in Albania i membri dell’Uck allo scopo di fomentare una ribellione in Kosovo” (Leoni Von Dohnanyi, p.97. Bisset, We Create a Monster, Toronto Star, 31-07-2001). E ancora: “Molti membri dell’Uck sono stati spediti in Afghanistan per essere addestrati nei campi terroristi”. (Leoni Von Dohanyi ibid).

990701-M-5696S-003 	U.S. Marines provide security as members of the Royal Canadian Mounted Police Forensics Team investigate a grave site in a village in Kosovo on July 1, 1999.  Elements of the 26th Marine Expeditionary Unit are deployed from ships of the USS Kearsarge Amphibious Ready Group as an enabling force for KFOR.  KFOR is the NATO-led, international military force which will deploy into Kosovo on a peacekeeping mission known as Operation Joint Guardian.  KFOR will ultimately consist of over 50,000 troops from more than 24 contributing nations, including NATO member-states, Partnership for Peace nations and others.  DoD photo by Sgt. Craig J. Shell, U.S. Marine Corps.  (Released)

Altro elemento di interesse, l’Uck figurava nella lista nera delle organizzazioni terroriste del Dipartimento di Stato americano, ma come per miracolo venivano improvvisamente promossi in “freedom fighters” e a quel punto si trasformavano in un legittimo alleato in chiave anti-serba e quindi anti-Mosca. Un “miracolo” che avremmo visto ripetersi anche in Siria con la formazione qaedista “Jabhat al-Nusra” in chiave anti-Assad e quindi anti-russa.

Il susseguirsi del conflitto è ben noto e gli abitanti di Belgrado lo ricordano molto bene, tanto che ancora oggi nella capitale serba sono visibili i segni dell’aggressione Nato. Non dimentichiamo inoltre della segnalazione, durante il breve conflitto macedone nel 2001, di un’unità di jihadisti arabi nota come “unità Imran Elezi”, composta da circa un centinaio di uomini e attiva nelle zone di Kumanovo, Tetovo e Skopje.

Il conflitto siriano

Inizialmente la guerra civile siriana scoppiata nel 2011 era apparsa a molti come un fattore endogeno ma ben presto i fatti avrebbero mostrato ben altre dinamiche. Alleato storico di Mosca e pezzo essenziale di quell’”asse sciita” che collega l’Iran al Libano, la Siria era target primario per la destabilizzazione del nemico storico dell’Occidente, a prescindere che si chiamasse Russia o Unione Sovietica.

Presto ci si sarebbe resi conto che in Siria confluivano gli interessi di tutti: sauditi e qatarioti in chiave anti-sciita; israeliani in chiave anti-Hizbullah/Iran; turchi in chiave anti-Assad e anti-curda e ovviamente della Nato e di Washington in chiave anti russa.

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I jihadisti dal canto loro vedevano nella destabilizzazione dei territori siriani ed iracheni una ghiotta occasione per dar vita a uno Stato islamico utilizzando le formazioni jihadiste irachene formatesi dopo l’abbattimento del regime di Saddam Hussein.

Vi è però un aspetto che spesso sfugge all’attenzione dei media e cioè il fatto che una delle formazioni jihadiste più pericolose e composta da reduci di conflitti recenti era formata proprio da elementi provenienti dai Balcani, jihadisti kosovari, albanesi e bosniaci.

Il Kosovo risulta essere il Paese con il più alto numero di jihadisti partiti dai Balcani, 319 secondo le ultime stime ma c’è chi ipotizza 340, di cui circa 150 rientrati in patria ed anche quello che avrebbe fornito il maggior numero di foreign fighters in rapporto alla popolazione. Sarebbe interessante conoscere il background di questi volontari kosovari e in particolare se hanno o meno preso in qualche modo parte ai conflitti balcanici tra il 92 e inizio 2000.

Figura di riferimento del jihadismo balcanico e kosovaro in Siria è Lavdrim Muhaxheri, noto anche come ”il macellaio” e a capo delle milizie balcaniche dell’Isis, presumibilmente ucciso lo scorso giugno.

Strano personaggio Muhaxheri: plausibili legami con l’Uck, fino al 2010 aveva lavorato per la Kfor a Camp Bondsteel, nella città kosovara di Ferzaj; in seguito veniva promosso e trasferito in un campo della Nato in Afghanistan dove restava per due anni e dove improvvisamente si radicalizzava.

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Interessante la testimonianza di alcuni suoi amici e familiari che affermavano come Lavdrim non era mai stato particolarmente religioso prima di rientrare dall’Afghanistan.

Nel 2012 Muhaxheri rientrava in Kosovo dove fondava un’associazione islamica a Kacanik per poi andare a combattere in Siria con i jihadisti e veniva segnalato prima con Jabhat al-Nusra e poi con l’Isis.

Nel contempo dal Kosovo giungevano segnalazioni inquietanti su “campi di addestramento” come il “Kampet e Zeza”, segnalato da alcuni media albanesi, o come quello individuato nel 2012 sulle montagne nei pressi di Rastelica, entrambi definiti dalle autorità kosovare come “campeggi islamici” dove non sarebbero state trovate armi.

In un’intervista di giugno 2016 il sindaco di Kaçanik, Besim Ilazi, denunciava la presenza, nelle boscaglie appena fuori della cittadina, di luoghi di ritrovo dei jihadisti, con tanto di guardie armate che precludono l’accesso ai non autorizzati.

Lunga è inoltre la lista di predicatori jihadisti kosovari radicali come Mazllam Mazllami, Shukri Aliu, Rexhep Memishi, Zeqirja Qazimi, Shefqet Krasniqi, e Ridvan Haqifi.

Mosca e Damasco sconfiggono l’Isis. E adesso?

Con l’intervento militare russo in Siria e il passaggio della Turchia sotto l’asse Mosca-Damasco l’esito del conflitto è rapidamente e drasticamente mutato.

I russi sono infatti riusciti in pochi mesi a raggiungere quell’obiettivo che la “Coalizione” guidata da Washington non è riuscita a conseguire in anni di operazioni e cioè quello di distruggere l’Isis, il cosiddetto “Stato islamico”.

Il cambio di linea di Ankara è risultato fondamentale in quanto la Turchia, se prima svolgeva un ruolo di primo piano nel far transitare jihadisti e armamenti ai jihadisti anti-Assad (che si trattasse di gruppi qaedisti o Isis, tutto ampiamente documentato), l’allineamento con Mosca ha di fatto soffocato i rifornimenti ai jihadisti e l’offensiva russa e curda ha fatto il resto.

A questo punto però è fondamentale porsi una domanda, dove confluiranno i jihadisti utilizzati nel conflitto siriano e iracheno? Si aprirà un nuovo fronte? Dove? Probabilmente non bisognerà attendere molto per rendersene conto.

  • gfranco0039

    che la USA sia un paese canaglia già lo sappiamo questo, allora speriamo che usino l’ISIS anche contro Israele. altro paese canaglia.

    • AlbertNola

      Viva Israele!

  • Lamberto Z

    Purtroppo anche se ben commentato, l’articolo non rivela nulla di nuovo, USA-CIA, UK, Francia,Turchia,Israele,Arabia Saudita,Qatar, e gli stati Zerbini della EU sono i responsabili, di queste guerre e di milioni di morti nel mondo, tutti lo sappiamo. Onore e merito al Russia che ha bloccato il loro piani criminali, alla Siria che ha resistito ad una vera e propria invasione. Ancora una volta, ieri elicotteri degli USA hanno messo in salvo jiahadisti e le loro famiglie con elicotteri, dalla Siria e dall’Iraq,anche questo è documentato. Dove verranno impiegati? in quale parte del mondo? in Europa? In Russia?

  • Mr.Joe

    La Russia si fa furba e fa ripagare il conto agli Anglo-Americani e ai suoi alleati per gli scompiglio da loro creati. Prima o poi, era da aspettarsi. La pazienza e la dipolomazia all’infinito non è un virtù e tutti noi abbiamo i nostri limiti di sopportazione. “Payback is a bitch” come dicono States-side. Stavolta assaggeranno l’amarezza della vendetta.

  • Newspartan

    Si si continuate pure a venerare Mr. Putin e il suo mondo da KGB! L’unica cosa che vi auguro è di finire sotto il suo tacco e poi mi raccontate che bella vita che vi fa fare. Eh già facile vivere in un sistema democratico e liberale e poi sputare nel piatto in cui si mangia!!! Il popolino piccola gente come voi mi fa solo una gran pena (e non parlo di soldi ma di CERVELLO!).
    PS.: pf che non contate un emerito c…o!!!!!

    • Ling Noi

      Tutta la merda come te merita solo di essere spiaccicata dai Tir guidati dai vostri amori islamici.

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Sei curioso: un cinese antislamico che tifa per un paese come la Russia dove negli ultimi 5 anni sono state edificate 500 moschee …

    • Demy M

      …omissis… facile vivere in un sistema democratico e liberale e poi sputare nel piatto in cui si mangia!!! E quale sarebbe questo paese democratico e liberale, lo stesso che “democraticamente” lotta il suo Presidente eletto democraticamente dai suoi cittadini? E questa la sua “democrazia” o, come si evince, preferisce mettersi in bocca un emerito Caxxo?

      • Nick2

        Guardati intorno, al mondo non esiste un El Dorado. Al difuori dell’occidente c’è solo povertà, dittatura, guerra, negazione dei diritti. L’UE è la patria, la culla della democrazia e dei diritti individuali. Io ti auguro di finire i tuoi giorni oppresso da un sistema antidemocratico che ti discrimini solo perché non ti ritiene “normale” come gli altri cittadini.

        • Demy M

          Io me ne sono andato dalla patria chiamata Ue che, di fatto, ha annullato la libertà e democrazia nel vecchio continente. Una UE serva vassalla degli Usa e getta che hanno disseminato il mondo intero di bombe e guerre “democratiche” Vivi nel tuo El Dorado e non criticare caxxosamente chi la pensa come te o, in nome della tua “democrazia” ci vuoi imporre il tuo pensiero? Chiuso con chi dice solo Cassate senza zucchero.

        • Demy M

          …omissis…Io ti auguro di finire i tuoi giorni oppresso da un sistema antidemocratico che ti discrimini solo perché non ti ritiene “normale” come gli altri cittadini. Fulgido esempio di koglionaggine mentale acuta. Non mi augurare nulla, ho già quello che voglio. Cialtrone di seconda mano non riciclabile, osi anche augurarmi il tuo stato di vita attuale? Tienitelo per te.

        • Rifle Leroy

          Al difuori dell’occidente c’è solo povertà, dittatura, guerra, negazione dei diritti

          Certo perchè in sud corea si vive male.Idem in malesia o negli emirati.

          • Demy M

            Potremmo aggiungerci “anche” l’Australia, il Giappone, la Nuova Zelanda ma, per questo trolley senza rotellle l’occidente è solo Usa e UE.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller
          • chelavek

            AnitO è convinto che esista per davvero la democrazia…..

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller
          • chelavek

            la “democrazia” esiste solo nelle menti bacate di personaggi come AnitO

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Non funziona, l’URSS non c’è più e tra non molto la Cina comunista …

          • chelavek

            AnitO caro, in Cina non esiste alcun comunismo come negli USA non esiste alcuna democrazia. Torna pure a fare la nanna

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller
          • chelavek

            Supponendo che sia vero (il che è tutto da verificare)….. quindi?

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Quindi non lo sapevi …

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller
          • K22

            E’ stato il tuo datore di lavoro a colorare questa cartina? Altrimenti come si spiega che paesi come la Croazia, la Serbia o l’Ungheria, che da decenni hanno parlamenti democraticamente scelti e dove c’è una vera alternanza di governo, risultino meno democratici dell’Italia dove bisogna andare molto indietro con la memoria per ricordare un governo scelto dai cittadini.
            A me sembra che questa cartina rappresenti il livello di simpatia che il verme imputridito, che ti paga lo stipendio, nutre per i singoli stati.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            1989 – 1945 = 44 anni … 44 anni di comunismo dove li hai messi?

          • K22

            E i mille anni del medio evo dove li hai messi ? E i secoli di colonialismo? E questi anni di merda dove li metti?

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Classica arrampicata sugli specchi …

          • K22

            Mai bravo quanto te sugli specchi

        • Toni Mona

          ed e per questo che vado in russia per non essere piu opresso da questa merda di europa coglione deficiente nato!!

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Occhio che lì ci sono circa 750 colonie penali … se parli male di Vova finisci lì …

        • Emilia2

          In Italia il diritto alla proprieta’ di un immobile e’ cosi’ ben tutelato, che, se viene occupato da dei clandestini, devi lasciarglielo.

          • Demy M

            E non è solo questo il dramma Italiano. Purtroppo

          • Demy M

            La coerenza di Nick2 :….Ed infatti non lo eleggeranno visto che i krukki NON sono dei pecoroni-coglioni con le pezze al culo come invece lo sono i greci e noi italiani (e tra 3/5 anni al max noi italiani saremo ancora più affamati dei greci!!!)…..Questo commento è di ieri, relativo alla germania.

        • Demy M

          …omissis…Il deputato del parlamento estone Igor Gryazin crede che i “l’Unione Europea abbia i giorni contati” e che l’UE sia attesa da un immininente collasso.
          L’Unione Europea ha i giorni contati, mentre il colasso dell’UE è inevitabile, lo scrive nel suo articolo per il Telegraph il deputato del parlamento estone e professore di diritto Igor Gryazin.
          Secondo l’autore in questo momento i paesi dell’UE non hanno forti leader, la maggior parte degli istituti ufficiali sono inattivi e l’imposizione dell’euro come valuta ufficiale ha indebolito l’economia.
          La domanda adesso secondo il deputato estone è se l’UE collasserà in una sola volta o gradualmente.
          Riportando l’esempio della Brexit e del recente consolidamento della propria sovranità di Ungheria, Repubblica Ceca e altri paesi, il politico osserva che i recenti sviluppi possono far pensare che il collasso dell’UE avverrà lentamente su modello di questi paesi.
          La “Brexit non è un caso isolato, ma piuttosto il primo della serie del collasso dell’Unione Europea. In precedenza si è vista la “Primavera araba”, e presto vedremo “l’autunno europeo”, perché l’UE ha i giorni contati” scrive Gryazin.

        • Divoll79

          L’UE e’ una gabbia di matti. Almeno meta’ dei cittadini europei vorrebbe uscirne, probabilmente ben piu’ della meta’, ormai.

    • Divoll79

      A parte il fatto che non conti un emerito neanche tu, molti di noi sotto quel “tacco” non solo ci sono stati o ci stanno, ma ci stanno pure benissimo. Invidia, eh?

  • Nick2

    Oh Putin, zar delle Russie, statista illuminato / strenuo difensor della tradizione cristiana, / con un tuo sol
    gesto dall’Isis il mondo hai liberato. / Il debosciato occidente teme la tua forza sovrumana. / Con le invincibil tue armate annienterai la Nato /e fine porrai dalla dittatura della culona ariana./ L’islamico invasor dal nostro sacro suol sarà cacciato / e tu tosto regnerai sulla fiera stirpe dei…BANANA!!

    • Ling Noi

      E tu potrai finalmente andare a vivere a New York nei meandri delle metropolitane a dormire sui cartoni e cibarti con le scatolette per i cani.

  • Pietro Esposito

    Purtroppo è una delle macchie forti della politica estera americana cui ha fortemente contribuito Barak Osama Obama, figlio di islamici.

    • Demy M

      La politica estera americana non è mai esistita, e non è solo colpa di Osama Bin Obama, ma del sistema “democratico” basato sulle guerre da esportare in giro per il mondo.

      • Divoll79

        Piu’ che sistema democratico, e’ un sistema economico. L’industria bellica tira l’economia americana (visto che quasi tutta la produzione “civile” e’ stata delocalizzata all’estero) e quindi impone a Washington le continue guerre.

        • Demy M

          Morale della favola, guerre a mai finire. Delle volte mi domando: ma se per caso gli Usa venissero attaccati nel loro paese, come reagirebbero? Cosa farebbero, gli americani, se la “democrazia” con le bombe venisse importata a casa loro? Sarebbe bello fare un referendum fra i cittadini americani.

          • Divoll79

            Sarebbe interessante (non bello, magari) vederlo nei fatti…

          • Demy M

            Mai dire mai, specialmente con la politica estera basata sull’esportazione della “democrazia”. Sono andati in tilt con un terribile attentato (?), immaginiamo cosa potrebbe accadere in caso di bombardamento sul suolo americano?

  • Ling Noi

    Finalmente! Ce ne è voluto per poter scrivere che fin dagli anni ’70 gli Usa e terrorismo islamico sono culo e camicia.

    • Demy M

      “Solo” terrorismo islamico e basta?

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller
        • chelavek

          La “piccola” differenza è che la Russia il terrorismo ed i terroristi li combatte per davvero, non li finanzia e coccola come fanno da 40 anni gli americani ed i loro scodinzolanti cagnetti

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            In Siria solo 1/10 delle operazioni militari russe sono state contro l’Isis … Operazioni militari che hanno mangiato i soldi per asfaltare le strade russe … https://uploads.disquscdn.com/images/9118b96bcf3fca37ca5d300f125c362979527490678a8ff4d1497fb805aa6119.jpg

          • chelavek

            In Siria con l’intervento russo le sorti della guerra, che fino a 2 anni fa sembrava ormai vinta dai tuoi amici tagliagole dell’ISIS, sono state rovesciate. invece che pensare a delle remote strade russe in mezzo alla taiga, faresti meglio a pensare al disastroso stato dell’occupazione in Italia

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Informati, Putin per 9/10 si è dedicato ai ribelli siriani …

          • Emilia2

            I “ribelli siriani” sono comunque dei terroristi

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Non sono comunque ribelli russi … e nulla dici circa i migliaia di russi parte dell’Isis in Siria …

          • Emilia2

            Quelli dalla parte dell’Isis non sono Russi, sono Ceceni (quelli che gli Americani speravano potessero uscire dalla Federazione Russa e fare un loro califfato)

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Capisco, un toscano (ceceno) non è un italiano (russo) …

    • AlbertNola

      Sì, Professore, dei miei stivali, Lei sa tutto. Lei è un agente della CIA, pagato dai russi!

      • Ling Noi

        Chissà, magari il giorno che un suo famigliare sarà vittima dei terroristi islamici, lei farà meno lo spiritoso. Non è obbligatorio studiare la Storia, ma quando si leggono le notizie, d’ogni tanto togliersi gli hamburger di McDonalds dagli occhi permette di vedere le prospettive in maniera diversa….

  • alberto_his

    Ottimo articolo su cose comunque già scritte e riscritte. Occorreva menzionare anche la Cecenia, conflitto che coinvolgeva direttamente la Russia; il caso del narco-stato Kosovo andrebbe approfondito a parte. La domanda finale è quella vera da porsi per quanto concerne l’evoluzione delle guerre proxy; come in precedenza, ipotizzerei Libano in primis, Caucaso o Xinjiang in subordine.

  • de andrade

    L’utilizzo dell’estremismo radicale si sta rivelando un Boomerang: da Ankara al Cairo, i regimi islamici moderati stanno oramai sempre più guardando a Mosca come arbitro e garante della stabilità regionale.

    • Demy M

      Frutto della Politica Estera della Federazione Russa, cosa che manca da sempre agli Usa.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Stanno guardando alla Russia come paese cristiano sempre più islamizzato …

      • eusebio

        Secondo il centro di ricerca russo Public Opinion solo il 6% della popolazione russa si ritiene musulmano, inoltre vista l’elevata incidenza dei matrimoni misti e la sempre più forte presa della chiesa ortodossa sulla società russa solo le minoranze molto concentrate come quelle cecena e daghestana sono musulmane praticanti.
        Il Tatarstan vede una elevatissima percentuale di matrimoni misti ed una avanzata russificazione.
        Casomai la Russia si dovrebbe guardare da una massiccia colonizzazione cinese, che potrebbe rivolgersi alla Siberia come all’Asia centrale.
        L’islam sunnita è in crisi nera, in Irak è stato completamente sconfitto ed in Siria dopo le prossime caduta di Rakka e liberazione di Deir Ezzor resterebbe solo la provincia di Idlib dove i jihadisti fedeli ai sauditi ed ai qatarioti, orfani della protezione e sovvenzione americane causa crisi finanziaria (le monarchie del golfo hanno finito i soldi ed i cinesi controllano gran parte del debito americano) si stanno scannando fra loro.
        Inoltre gli houthi yemeniti ormai fanno arrivare i loro razzi su Riad (qualche settimana fa) e Abu Dhabi (non molte ore fa), segno che le dinastie wahabite non sono più sicure nemmeno a casa loro.
        L’Asse della Resistenza sciita ha trionfato, l’Iran e l’Irak sciiti e la Siria alawita hanno vinto la guerra.
        Se Hezbollah togliesse di mezzo il sunnita Hariri e prendesse il controllo del governo libanese (e sarebbe normale visto che gli sciiti sono la metà della popolazione) la vittoria sarebbe totale.
        Inoltre nel caso si costituisse un grande Kurdistan indipendente, visto che la maggioranza dei curdi turchi è alauita (diverso da alawita ma sempre di derivazione sciita) sarebbe il declino definitivo della sunna in medio oriente.

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Perfetto, hai elencato società umane che usano soluzioni inventate da quelle che detestano …

        • Divoll79

          La storia ci ha dato abbastanza lezioni negative sul creare stati artificiali dentro stati sovrani altrui (=ricetta sicura per conflitti infiniti). Non e’ necessario un Kurdistan, basta che i curdi, presenti in vari paesi mediorientali, possano vivere in pace, come hanno sempre fatto in Siria.

  • beppe casciano

    Bella scoperta… lo fanno dal 1980… con Reagan…

    • johnny rotten

      Da prima, in italia con le BR e con il terrorismo nero e nel meridione con le mafie.

      • Demy M

        Assassinio di Aldo Moro docet.

        • AlbertNola

          Sono stati i comunisti, amici tuoi.

          • beppe casciano

            pare siano stati loro, ma chi c’era dietro?

          • Demy M

            Ricordiamoci chi, oltre Oceano, era contrario al famoso “compromesso storico” che voleva Aldo Moro.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Ricordiamo i crimini comunisti …

          • Rifle Leroy

            Per come è avvenuto l’omicidio il sospetto è che quella gente fosse stata in qualche modo addestrata. Forse dagli inglesi o gli americani?

          • Divoll79

            CIA & Mossad mi sembrano gli addestratori piu’ probabili.

  • Divoll79

    Un commentino OT, ma informativo: alcuni commentatori che non ho mai bloccato (Nick2, Lamberto Z) risultano tuttavia bannati dal mio sistema. Avendo io bloccato soltanto Anita Muller e Carlo, mi viene il sospetto che gli IP siano gli stessi…..