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Gli scenari futuri nel Mar Cinese

Via d’acqua fondamentale per gli equilibri geopolitici della regione dell’Oceano Pacifico occidentale, il Mar Cinese Meridionale si è ritrovato a lungo, nel corso dei mesi scorsi, al centro dei riflettori come teatro della collisione tra le contrastanti strategie internazionali della Cina e degli Stati Uniti. Nonostante nelle ultime settimane a sembrare più ribollenti siano le acque settentrionali circondanti la penisola coreana, oggetto delle grandi manovre della U.S. Navy, gli scenari del Mar Cinese Meridionale vanno tenuti attentamente monitorati, in quanto rappresentano la principale cartina di tornasole per valutare lo stato d’avanzamento dei progetti di Pechino nella regione e della loro interazione con le strategie di Washington.

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La strategicità del Mar Cinese Meridionale, è bene ricordarlo, è dovuta alla sovrapposizione di numerosi fattori di natura economica, geopolitica e diplomatica: in primis, le sue acque sono oggetto delle mire della Cina e di altri Paesi della regione del Pacifico occidentale, che ambiscono ad accaparrarsi parte delle abbondanti risorse naturali del Mar Cinese Meridionale, tra cui si segnalano alcuni degli stock ittici più ragguardevoli al mondo e, come ricordato da Jeff Krohnfeldt di Investopedia, “riserve petrolifere tra i 7 e gli 11 miliardi di barili […] e 900 trilioni di metri cubi di gas naturale”. A ciò va aggiunta la natura cruciale di via di comunicazione e commercio assunta nel corso degli anni dal Mar Cinese Meridionale, che nel 2015 è stato oggetto di un traffico di merci dal valore di 5,3 trilioni di dollari e del passaggio di oltre l’80% delle importazioni petrolifere della Repubblica Popolare, la potenza maggiormente interessata ad acquisire un elevato grado di controllo sulle vie d’acqua del Pacifico occidentale e sulle risorse accessibili. La Cina, infatti, vede nel Mar Cinese Meridionale un’area di competenza prioritaria e una via d’acqua vitale per garantire il perseguimento dei suoi due principali obiettivi strategici del prossimo futuro: l’implementazione dello sviluppo della rotta marittima della “Nuova Via della Seta” e il rilancio dell’operatività della People’s Libération Army Navy (PLAN), ritenute due facce della stessa medaglia. Ciò si scontra con la volontà di Washington di vedere implementata la sentenza del Tribunale dell’Aja del luglio scorso, secondo la quale la Cina non avrebbe alcun diritto al mantenimento della sua sovranità sui banchi di isole dispersi nel Mar Cinese Meridionale che le consentirebbero l’acquisizione di oltre il 90% della superficie marittima contesa entro le proprie acque territoriali e, soprattutto, controbilanciare la crescente rilevanza di Pechino nella regione, cercando di stoppare sul nascere l’ascesa di un potenziale concorrente in grado di insidiare il predominio della U.S. Navy nel Pacifico, allo stato attuale delle cose inscalfibile. 

Nelle ultime settimane le acque del Mar Cinese Meridionale sono state oggetto di intense manovre da parte di Pechino, che il 31 marzo ha commissionato la più recente unità della PLAN, la corvetta cacciasommergibili Liupanshui, appartenente alla classe Jiangdao, prevedendone in futuro l’impiego nella Flotta Meridionale dispiegata nell’importante base di Yulin, come ricordato da Franz-Stefan Gady sul The Diplomat. La classe Jiangdao è stata progettata appositamente per contribuire alle capacità di interdizione della PLAN, garantendole un incremento del potenziale difensivo nella fase di transizione da marina costiera a flotta d’alto mare (blue water navy), mentre la stessa base di Yulin ha subito negli ultimi tempi lavori d’ampliamento funzionali alla stessa esigenza;  tali mosse acquisiscono ulteriore rilevanza in una fase delicata che vede gli Stati Uniti passare, di fatto, dalla dottrina del containment perseguita inefficacemente da Obama, che immaginava un’emarginazione prettamente economica attraverso lo strumento del TPP, al rollback perseguito dall’amministrazione Trump. Come segnalato da Dario Fabbri sul penultimo numero di Limes, ai vertici delle istituzioni di Washington sussiste sostanziale concordia circa la necessità di esercitare crescenti pressioni su Pechino: “Il proposito è condiviso pressoché all’unanimità dall’amministrazione federale, Pentagono in testa, e dal Congresso, che materialmente finanzia la politica estera”. Prima ancora che sul terreno economico, laddove lo scontro sarebbe sicuramente più insidioso, è sul terreno geostrategico che gli Stati Uniti puntano a restringere la cerchia d’influenza della Cina, riducendola a “socio di minoranza” proprio partendo dalla riaffermazione della propria supremazia marittima. Sin dal suo insediamento la Casa Bianca ha  fatto sentire la voce grossa riguardo il Mar Cinese Meridionale e, nonostante il concentramento di forze operato dagli Stati Uniti riguardi oggi principalmente la Corea, non bisogna perdere di vista la priorità accordata da Washington alla decisiva area marittima del Pacifico occidentale nel suo disegno strategico. Gli Stati Uniti mirano a contenere le possibilità di accesso di Pechino ai suoi bastioni offshore (Isole Parcel in primis) e a ribadire la propria supremazia navale, che Trump si propone di rafforzare innalzando da 10 a 12 il numero di portaerei in servizio operativo. Nei prossimi anni, il Mar Cinese Meridionale tornerà al centro dell’attenzione come linea di faglia geopolitica di primaria importanza: arteria vitale degli equilibri internazionali odierni, esso accrescerà la sua rilevanza mano a mano che, con l’implementazione della “Nuova Via della Seta”, il volume di merci scambiate sulle sue acque si incrementerà, rendendo di conseguenza ulteriormente più calda la conflittualità diplomatica e la contrapposizione militare tra Pechino e Washington in un’area dall’importanza strategica decisiva.

  • carlo

    l’unico scenario possibile è quello data dalla presenza della United States Seventh Fleet.
    l’unica flotta e l’unico paese che ha garantito, che può garantire, e potrà garantire anche nel futuro la libera circolazione delle merci dall’Europa da e per l’oriente attraverso quegli oceani e quei mari.
    garanzia che hanno da sempre salvaguardato gli USA, e si spera potranno garantire ancora per il futuro.

    alla luce di tutto questo è comunque preoccupante la sempre più presenza e invadenza Cinese la quale pare proprio avere tutto l’interesse a far nascere o a mettere in discussione continuamente con tutti questi atti provocatori conosciuti, tutto quanto è il normale proseguimento di questa prassi internazionale consolidata.
    il fatto di avere, questa Cina, delle ingiustificate pretese su un enorme tratto di oceano e di mare ben lontani dalle proprie coste, e che non gli appartiene, dovrebbe allarmare non poco tutti i paesi circostanti quei tratti di mare e non solo !

    si spera che comunque l’unica potenza capace di opporsi a questa prepotenza marittima da parte della Cina, cioè gli Stati Uniti, non vengano mai ad indebolirsi in quanto vale il detto che se uno lascia la propria posizione, un altra le subentrerà inevitabilmente, e Dio non voglia che queste potenze possano essere la Cina appunto, e specialmente la Russia … in tale caso, una guerra, o una serie di conflitti dagli esiti incerti e fatali, potrebbe essere del tutto plausibile e prevedibile ! pertanto in conclusione, meglio un ineluttabile gendarme che faccia umanamente e ineluttabilmente anche degli errori, ma senza alcun dubbio che ci sia e bacchetti quando necessario chi esce da quella che è la normale convivenza civile tra i popoli !

    • Idleproc

      Se ci sarà una guerra globale sarà indotta proprio dai gruppi che gesticono il fili delle posizioni che esprimi.
      Questa volta non saranno i nazionalisti come posizione “ideologica” ma, come l’altra volta e più estesi gli oligopoli globali e la finanza che sono diventati sovranazionali e sovracontinentali e che hanno la necessità di guerre di rapina.
      Il gioco è sempre lo stesso, cambiano solo i riferimenti politici.
      I nazionalisti oggi si oppongono alla guerra.

      • deadkennedy

        peccato che sti oligopoli, specie quelli occidentali siano un tantino con l’acqua alla gola dato il pauroso livello di indebitamento della corporate america… magari è proprio questo il motivo ma non sarà semplice visto che stavolta gli asiatici hanno liquidità a volte anche da gettare in operazioni inutili

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Storie, e vedi come vengono trattati i lavoratori cinesi.

        • Strottz

          Mueller, guarda che questa battuta è vecchia. Ormai non fa più ridere.
          Meticci un po’ di fantasia, Mueller!

    • agosvac

      Mi sfugge una coserella: come può essere il Mare Cinese Meridionale “ben lontano dalla Cina????? Credo che più giusto sarebbe dire che è “molto” lontano dagli USA!!!

      • carlo

        infatti gli Americani non hanno mai posto il problema su quello che dovrebbe per forza essere è il possesso degli atolli corallini in quel mare o mettere in discussione il fatto che l’area del mar Cinese meridionale debba per forza appartenere a qualcuno …
        il tutto eventualmente dev’essere discusso a livello internazionale e passando attraverso un arbitrato dell’ONU da parte tutti i paesi coinvolti !
        allora perché la suddetta area non dovrebbe appartenere totalmente alle Filippine, piuttosto che al Vietnam, piuttosto che a Taiwan piuttosto che alla Malaysia o a Brunei ecc ecc ? dal momento che i suddetti paesi sono molto più vicini all’area che non la Cina stessa ?
        io mi auguro che gli Stati Uniti non cedano su quello che è il diritto internazionale del mare e si oppongano con decisione a quello che è un arbitrio e una prepotenza bella e buona di un paese, che come la Russia qui in Europa, stanno cominciando a fare la voce un po troppo grossa … a discapito e a danno di popoli minori che hanno anch’essi dei diritti internazionali …o no !?

        • agosvac

          Le risulta che gli USA abbiano ricevuto il mandato di difendere gli interessi dei “popoli minori”? Tra l’altro non sapevo che esistessero popoli maggiori e popoli minori! A me sembra che gli USA non facciano altro che difendere solo ed esclusivamente i loro interessi, fregandosene di popoli minori, credendosi essere il “popolo maggiore”!!! Si è mai chiesto cosa succederebbe se Cina o Russia se ne andassero a scartabellare nei mari del Pacifico vicini alle coste degli USA???

          • carlo

            il fatto che facciano prima di tutto i propri interessi non c’è dubbio, ma sono anche mossi da uno spirito di libertà e difesa dei più deboli tra cui essi possono annoverare e comprendere anche degli stati, un popolo un paese ecc ecc … come ratificato dai loro padri costituenti che si basarono sui dei principi illuministici.
            in quanto in estrema sintesi, affermarono:
            che tutti gli uomini sono stati creati uguali, essi sono dotati dal loro creatore di alcuni diritti inalienabili tra questi ci sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità, allo scopo di garantire questi diritti sono creati dagli uomini i governi, i quali derivano i loro poteri dal consenso dei governati, e ogni qual volta una qualsiasi forma di governo tende a negare tali fini, e diritto del popolo modificarlo o distruggerlo e creare un nuovo governo
            che ripristini tali poteri di libertà e uguaglianza.

            ora tale principio vale per loro, anche per quanto riguarda altri popoli, pertanto tendono ad esportare tali diritti in tutte le circostanze che essi ritengono questi diritti siano calpestati. ( vedasi a mo di esempio, il Giappone dopo la fine della seconda guerra mondiale dove prima della occupazione Americana il popolo corrente non contava un bel nulla)
            principi comunque che furono più o meno anche propugnati da un “certo” Napoleone alla luce delle conquiste che di volta in volta compiva nelle sue campagne militari. (infatti sono talmente convinto che se avesse occupato la Russia per qualche anno il potere sovietico non si sarebbe mai costituito ed esistito)
            tenga presente che all’epoca di questi principi fondanti, risalgono all’incirca tra il 1777 negli Stati Uniti, e poi nel 1789 anno della rivoluzione francese.
            e alla luce di quanto detto, il paese che tanto veementemente sostiene … per quanto ho capito … era in vigore, e tale rimase almeno fino al 1860 una sorta di schiavitù chiamata “servitù della gleba” … ma la sostanza era poi quella dello schiavismo a vantaggio dei pochi e a detrimento dei tanti …
            in seguito poi, non è che siano poi migliorati di molto … vedasi dittatura dei Soviet e Unione sovietica, dove il cittadino fu schiavo non più dei “padroni” cosiddetti, ma del governo comunista, ossia dei vari burocrati di regime peggiori dei loro stessi Tzar precedenti.
            pertanto ora con il Putin al potere, lo riconoscono gli stessi russi … di democrazia partecipativa, e dei diritti individuali c’è ne sono un po pochini … anzi sono parecchio carenti.
            abbiamo visto recentemente quando alcuni studenti in varie città russe che intendevano protestate pacificamente ! sono stati prima bastonati, poi arrestati a migliaia !
            quindi in conclusione … scherzate pure sostenendo per quanto vi riguarda il gaglioffo di Mosca … ma per me è un modello sinceramente abietto da non importare e non imitare per nulla … poi, con tutti i nostri difetti … un minimo di diritti li ho ancora … almeno non rischio la pelle quando li manifesto apertamente.

          • agosvac

            Una volta, molto tempo fa, ho letto un libro, tra l’altro scritto da un americano, in cui si diceva che la democrazia imposta con la forza è la peggiore specie di dittatura!!!

  • Alberto

    Super Carlo niente da giungere disamina perfetta

    • Alberto

      Deliro e cazzeggio allegramente!

  • Pyrrho Saur

    Ma che ci fanno i Cinesi nel Mar Cinese?
    Se ne stiano a casa loro!

  • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

    La Cina calpesta i diritti umani. Dici Cina dici violazione dei diritti umani. Dobbiamo bloccare alla Cina l’accesso ai nostri mercati.

    • Pyrrho Saur

      E alla Russia??.. perdi colpi Anita!
      Non ti riconosco più!

    • Strottz

      Dici Anita Mueller dici una xxxxxxxxxxx xxxx x xxxxxx xxxxxx xxx xx x xxxxxxx xx xxxxxx xxxonza !!!

  • Alberto

    Barcollo per via dell’ingestione di troppi alcolici.