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Non c’è pace per Macron:
gilet gialli ancora in piazza

La Francia è una polveriera. Mentre i  gilet gialli continuano a manifestare contro Emmanuel Macron, il terrore piomba sul Paese con i colpi sparati da Cherif Chekkat, un estremista che avrebbe agito per vendicare i suoi “fratelli in Siria”. Un Paese sull’orlo del precipizio, come l’hanno definito molti analisti, che ora può implodere.

Nel suo discorso alla nazione, il presidente francese ha proposto diverse iniziative per accontentare i manifestanti. Iniziative che, però, rappresentano essenzialmente un bluff, dato che erano già nel programma di Macron, come ha spiegato Le Figaro. Per questo i gilet gialli stanno ancora protestando, e sabato saranno ancora in piazza, nonostante il presidente dell’Assemblea nazionale francese Richard Ferrand abbia chiesto ai manifestanti di fermarsi. 

Anche perché nel frattempo l’Eliseo ha annunciato di voler organizzare un “grande dibattito cittadino nazionale” per risolvere la crisi. In questo modo, precisa un comunicato diffuso dal governo si “permetterà a ogni francese di portare la sua testimonianza, di esprimere le proprie aspettative e proporre soluzioni”. Cinque gli argomenti proposti dall’Eliseo: transizione ambientale, fiscalità, servizi pubblici, dibattito democratico e immigrazione. Proprio quest’ultimo punto per Macron è fondamentale per “mettere la nazione d’accordo con se stessa sul senso della sua identità profonda”. Non a caso, nel suo discorso d’addio, l’ex ministro dell’Interno Gèrard Collomb metteva in guardia il presidente dicendo: “Sono andato in tutti questi quartieri – a Marsiglia, a Tolosa, Aulnay, Sevran –  e la situazione è molto degradata e il termine ‘riconquista repubblicana’ qui ha senso perché in questi quartieri oggi vige la legge del più forte, quella dei narcotrafficanti e degli islamisti radicali, che hanno preso il posto della Repubblica”.

Chi aiuterà Macron?

Nel suo discorso alla nazione, Macron ha promesso di aumentare lo stipendio minimo ai francesi e di detassare gli straordinari. Inoltre, facendo appello alle imprese, chiedeva di concedere bonus detassati per i lavoratori. Ma come farlo concretamente? Certamente sforando il 3% e poi cercando nuove sponde negli attori economici francesi, che sono stati ricevuti all’Eliseo.  

Come riporta l’Agi, “i gruppi Orange, Publicis, Altice, Iliad, Kering, Lvmh hanno invece confermato la disponibilità a pagare un premio di fine anno a parte dei dipendenti francesi, che andrà da 500 a mille euro. Total si è impegnata a procedere ad un aumento globale delle remunerazioni del 3,1% e all’assegnazione di un premio eccezionale di 1500 euro per il personale attivo in Francia”. Un ruolo più marginale lo avranno invece le piccole e medie imprese, che non dispongono di grossi capitali per contribuire allo sforzo socio-economico nazionale richiesto da Macron. 

I gilet gialli ancora in piazza (nel sangue)

Le misure proposte da Macron sono state giudicate scarse da parte dei gilet gialli che hanno quindi deciso di continuare a manifestare. Questa notte, un manifestante di 23 anni è stato travolto e ucciso da un camion non lontano dall’uscita autostradale di Avignone. È la sesta vittima dall’inizio delle proteste. 

Il fronte interno si complica per Macron. Minacciato dalle proteste di piazza e dall’incubo del terrorismo islamico.