Occhi

Ghetti cristiani ostaggio dei kamikaze

Issa è il nome arabo di Gesù, il nome con cui è nominato nel Corano e Issa Nagri è il nome del quartiere cristiano di Karachi, l’ex capitale del Pakistan, megalopoli del sud affacciata sul mare. Per arrivare nel ghetto cattolico occorre attraversare la città, dal centro sino a Gulshan town.

È assordante Karachi, dicotomica ed è sempre l’opposto di ciò che sembra. Si svela poco a poco. È fatta dai vicoli del centro, dove transitano pullman affollati di viaggiatori, anche sul tetto, richò che formano un reticolato di ingorghi senza sosta, bancarelle e negozi in ogni dove e canali di scolo a cielo aperto. Ma è fatta anche dai lunghi viali che portano al mare, dove transitano suv delle più famose multinazionali e dove si affacciano centri commerciali, McDonald’s e boutique della Levi’s.

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È sacra, con le moschee in ogni dove e i minareti che attaccano il cielo dal centro sino al Golfo, ma anche profana, con il peccato, l’alcol di contrabbando venduto nei vicoli cittadini e l’eroina afghana che lascia i suoi morti distesi sulle aiuole dei viali. È la città dove ha sede il seminario cattolico pachistano e la diocesi dell’arcivescovo Joseph Coutts, ma allo stesso tempo è il luogo in cui sta attecchendo nel tessuto sociale l’estremismo islamico e dove il Daesh sta trovando nuovi fiancheggiatori.


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I clacson accompagnano il viaggio nelle strade di Gulshan Town, dove è facile vedere persone che rovistano tra i rifiuti e riempiono sacchi con bottiglie di plastica. ”Quelli sono fedeli cristiani, li conosciamo perché abitano a Issa Nagri; molti fratelli per vivere fanno questi lavori. Puliscono le strade o rovistano tra i rifiuti, che poi cercano di rivendere. Quando la discriminazione impedisce di fare dei lavori più dignitosi, la gente per poter mangiare è costretta a fare questo”. Padre Bernard Younes Bhatti parla del quartiere e, una volta arrivati al ghetto cristiano, alla ”città di Cristo”, prima di entrare, indossa l’abito talare. ”Nelle altre zone della città noi sacerdoti non possiamo permetterci di vestire in modo religioso, è troppo pericoloso e rischieremmo di essere nel mirino di qualche fanatico. Lo facciamo qua e in tutti i quartieri dove vivono i cattolici. Vogliamo andare in mezzo a loro come rappresentanti della fede, per ricordare che non sono soli e che anche nella sofferenza noi ci siamo”.

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Delle mura circondano i palazzi di Issa Nagri e, all’ingresso, delle vere e proprie porte indicano l’inizio del ghetto cattolico.  Una fortezza del paradosso, con gli ultimi costretti a rinchiudersi nel proprio stato di segregazione, per proteggersi da kamikaze e attentatori. Due giorni prima dell’arrivo di padre Bhatti nel quartiere, tre ordigni sono esplosi: non hanno provocato morti, ma non c’è anno che trascorra senza che vengano celebrati funerali di residenti uccisi dal fanatismo.

Le vie sono strette, abitano oltre 16mila persone e uomini dall’incedere claudicante, proprio a causa dei sacchetti carichi di rifiuti, ciondolano per il budello di piccole vie. Alcune donne sedute in strada celebrano una veglia funebre e poco distante c’è una sala giochi, dove, all’ombra di un crocefisso, ragazzini giocano a biliardino. Ma, di nuovo, vicoli angusti, fogne a cielo aperto e una piccola chiesa.

È tutto così il quartiere di Issa Nagri: ripetitivo e labirintico, un dedalo di privazione e annichilimento senza vie di uscita, nel quale sono rimasti prigionieri i fedeli cattolici. Padre Bhatti benedice un bambino di pochi mesi e poi, dopo aver celebrato messa, continua a spiegare: ”La discriminazione è un aspetto radicato nel tessuto sociale e le sue conseguenze non si manifestano solamente nella presenza di questi quartieri che sono delle zone rosse e nel mirino degli attentatori, ma anche negli aspetti più ordinari e portanti della quotidianità: come nell’istruzione”.

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Il tema dell’educazione pubblica in Pakistan è una delle questioni che stanno maggiormente a cuore alla minoranza cristiana e al clero cattolico; già nei mesi scorsi l’arcivescovo Joseph Coutts aveva denunciato il fatto che negli istituti pubblici si registrano casi di discriminazione e non è raro che le insegnanti diano temi ai bambini dal titolo ”Scrivi una lettera a un tuo amico e invitalo a convertirsi all’Islam”.


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È per questo che oggi ci sono 300 scuole cattoliche nel Paese, istituti privati dove la Chiesa cerca di dare un insegnamento basato sull’integrazione e la tolleranza agli studenti di diverse confessioni. Una di queste scuole è la Saint Philip High School. Mura e filo spinato a presidiare l’ingresso e poi telecamere a circuito chiuso. La parrocchia e l’edificio scolastico sono nello stesso perimetro e a spiegare il perchè di tale prevenzione è sempre padre Bhatti: ”Il fatto che noi accogliamo bambini di ogni fede e cerchiamo di insegnare il rispetto tra religioni non è ben visto da molti. Abbiamo dovuto alzare delle reti perché da fuori lanciavano bottiglie e sassi all’interno del cortile e poi hanno fatto un attacco a colpi d’arma da fuoco”. I segni dei proiettili sono ancora presenti nel vetro e nel muro ma sembrano essere l’evocazione di un altro Pakistan rispetto a quello che si materializza a Saint Philip. Nella scuola infatti bambini col velo e bambini cristiani giocano e studiano insieme, fanno la fila alla fontanella d’acqua e ridono. E con loro anche i figli delle famiglie induiste. Sono oltre 1100 gli studenti e il sacerdote Bhatti così riflette: ”Sono loro la sola speranza che abbiamo. Loro che già da piccoli capiscono come si è tutti uguali, indipendentemente dalla fede. Noi non vogliamo fare proselitismo, vogliamo solo che il Pakistan sia il riflesso di questo microcosmo, dove i sorrisi sono assoluti e non rimangono ancorati al credo personale”.

Foto di Marco Gualazzini www.marcogualazzini.com

  • venzan

    L’islam è il cancro del Mondo.

    • spartaco

      Anche l’imbecillità lo è

  • unamattinamisonsvegliato

    Pensateci su quando vedrete la prossima volta per le strade i pasciuti vitelloni autocertificati pakistani, immeritatamente mantenuti per anni ad ufo, a spese di operai ed impiegati.

    • Antonio Fasano

      Pensateci su quando vi diranno “Perché Moschee a casa mia e non le Chiese a casa loro”? In Pakistan solo i cattolici hanno 300 scuole, molte chiese – 124 Parrocchie, 7 Cattedrali con vescovi e arcivescovi e addirittura una città dedicata alla Madonna MARIAMABAD!!! Il tutto con 1 milione di credenti cattolici. In proporzione che figura ci fa l’Italia con 2 milioni di Musulmani? La repressione religiosa esiste qui non in Pakistan!!! A proposito chi ce l’ha portato il cattolicesimo in Pakistan???

      • best67

        nulla vieta agli islamici residenti in italia di “finanziarsi” per costruirsi luoghi,”legali”,di culto, con imam anch’essi residnti che non invitino ad aderire all’isis!le chiese cattoliche presenti in Italia sono state costruite nei secoli con le donazioni dei fedeli,e in alcuni casi più recenti le autorità locali si sono limitate a concedere i terreni su cui si potevano costruire i luoghi di culto(e basta9 o a finanziare opere di ristrutturazione di chiese in quanto per la loro età e le opere in esse contenute,considerate parte del patrimonio artistico nazionale! il fatto che in islam si riservino ai cristiani locali un’aliquota di posti,vuol dire una sola cosa (poco edificante),e cioè che dei cittadini pachistani,sono considerati “minoranza” solo perché seguaci di un credo non islamico,pur essendo etnicamente pachistani!si possono tutelare minoranze etniche e linguistiche,ma il farlo per la fede è pura discriminazione! al cittadino italiano che chiede di concorrere per un bando di concorso pubblico,non viene richiesta la fede professata!

        • Antonio Fasano

          Nei secoli???? Ma ho chiesto chi ha importato il cattolicesimo in Pakistan e nessuno mi ha risposto. E poi molto spesso gli Islamici vogliono finanziarsi la costrutione di Moschee (tra l’altro per l’Islam una Moschea non costruita con soldi islamici non è una vera Moschea). Ma ci sono tante leggi e tanti pretesti per non lasciarglielo fare. Mi mostri un solo caso in cui gli islamici hanno chiesto contributi pubblici? In Italia esiste unalegge simile: ad esempio in Alto Adige. Un certo numero di posti sono riservati ai cittadini di lingua tedesca. Discriminati anche loro? Che poi i cristiani in Pakistan siano una minoranza non è un dato di fatto? E che spesso le maggioranze tendano a discriminare le minoranze o i più deboli (vedi le donne negli organi elettivi) è altrettanto un dato di fatto. Addirittura adesso si riserveranno per legge (in molti paesi d’Europa) dei posti di managers (anche in aziende private) alle donne. Discriminazione anche questa?

          • best67

            chi ha “importato” l’islam nel pakistan (nome inventato a tavolino significante “paese dei puri”?gli arabi dopo il 7° secolo d.C,!il pakistan era parte del più grande (anche se diviso) mondo indiano,e se anche gli arabi ivi giunti dopo la conquista non vi si stabilirono,fu il luogo del predetto mondo indiano (assieme all’area dell’attuale bangla desh) in cui l’islam fece più proseliti nei riguardi dei nativi( gente che prima professava la religione induista<9!e si narra che tali conversioni si verificarono perché la maggior parte degli abitanti di quei territori erano "intoccabili",ovvero i fuori casta della religione induista che a passare ad altra fede avevano solo da guadagnarci..!in alto adige,la legge limitata solo a quella provincia,nacque con la scopo di "tutelare" gli abitanti di lingua tedesca della predetta provincia,passata all'Italia dall'austria dopo la 1^g.m.,e ha non poche criticità,poiché ha di fatto prodotto un "apartheid" tra gli abitanti di quei posti a seconda della lingua! le leggi contro l'omofobia,così come quelle sul femminicidio,sono norme ipocrite,poiché in un paese veramente democratica, le leggi approvate in ossequio alla costtuzione,dovrebbero bastare a tutelare tutti i cittadini ,indipendentemente da sesso,età e fede,come prescrive la costituzione predetta!

          • Antonio Fasano

            Non sono norme ipocrite. Sono norme realiste. Anche rubare è un reato ma i furti non cessano.

          • best67

            forse perché in Italia,non c’è certezza della pena!

          • Antonio Fasano

            Conosci un paese al mondo, tra quelli in cui c’è certezza della pena, in cui i furti siano cessati del tutto? Vivo in Germania e ho vissuto molti anni anche nel vero nord Europa (Scandinavia). Ma i furti, sia pure in misura ridotta rispetto all’Italia, c’erano anche li.

      • agosvac

        Le faccio gentilmente notare che il Cristianesimo precede l’islamismo di 600 anni. La domanda giusta è: chi ce l’ha portato l’islamismo in un paese che prima era solo induista e con minoranze cristiane che convivevano pacificamente??? Oppure crede che il Pakistan sia “nato” islamico???

        • Antonio Fasano

          Inatnto che il cristianesimo preceda l’islamismo di 600 è solo una semplice congettura. In quanto, senza prove, si attribuisce alla venuta di Gesù il Messia figlio di Maria la nascita di una nuova religione e alla predicazione di Mohammed la stessa cosa. In realtà entrambe le cose sono false. E se vuole glielo spiego. Comunque anche ammesso (e non concesso) che ciò sia vero le ricordo che l’Islam ha governato la penisola indiana (compresi gli attuali Bagla Desh – Ex Pakistan Orientale – e il Pakistan) per ben 1000 anni. A questo punto bisognerebbe spiegarmi come mai i cattolici (1 milione) e i protestanti (3 milioni) siano arrivati sino ai nostri giorni e non siano stati massacerati dai ferocissimi Islamici. Ma bisognerebbe farmi capire anche come mai si sarebbe affermata la riforma protestante. E ancora, saltando un pochino di palo in frasca, come mai nella penisola iberica, anch’essa islamica per 800 anni, non sia rimasta traccia di Musulmani e di Moschee dopo la “Reconquista” cattolica. Tengo anche a dire che il Pakistan è un paese nato SU BASE CONFESSIONALE ISLAMICA (il paese di puri) che nel rispetto della “Cosituzione di Medina” (vada a vedere su internet di cosa si tratta) ha protetto e tutelato le minoranze religiose. Cristiana e Induista. Ovviamente il Pakistan, in quanto Stato, nasce islamico.

          • agosvac

            Il fatto che il pakistan “in quanto stato” nasce islamico non significa niente: precedentemente faceva parte integrante dell’India da cui si staccò dopo la conquista islamica. L’India non è MAI stata governata dall’Islam. E’ sempre stata induista, tra l’altro , geograficamente, il Pakista non fa assolutamente parte della penisola indiana. Per quanto poi riguarda la nascita del Cristianesimo e dell’Islam , penso che lei abbia delle idee un po’ strane. Il Cristianesimo nasce nel primo secolo dopo la presunta nascita di Gesù mentre l’islamismo nasce nel VII secolo dopo la nascita di Gesù e queste non sono supposizioni ma dati storici. Maometto scrisse il Corano sotto dettatura dell’Arcangelo Gabriele( ma guarda un po’) nel VII secolo dell’era Cristiana. L’Islam riconosce la nascita di Gesù ma lo considera non il figlio di Dio, ma solo un profeta che ha preceduto l’islamismo.Forse lei dovrebbe ripassare un po’ le sue conoscenze storiche ed anche quelle geografiche.

          • Antonio Fasano

            Mi trovi un solo passaggio nelle scritture greche in cui Gesù afferma di portare una nuova religione e poi faccia la stessa cosa con il Corano. Entrambi fanno riferimento all’unica religione data da Dio ovvero quella della “sottomissione a Dio”. Che è esattamente ciò che significa, in arabo, la parola Islam. La storicizzazione io la lascio agli altri. E mi limito a verificare il contenuto dei libri ritenuti sacri. Gesù afferma (lo si legge nei Vangeli) di non essere venuto a modificare “La legge mosaica” nemmeno di una iota e Mohammed dichiara che il Corano non è nulla di nuovo ma il ripristinare l’autenticità della parola di Dio, già data all’umanità, ma corrotta e falsificata. E anche Gesù afferma la stessa cosa rispetto alle pratiche del “clero” ebraico. Tant’è che ancora oggi i Musulmani non parlano mai di “conversione all’Islam” ma sempre e solo di “ritorno all’Islam”. Partendo dall’assunto che tutti gli uomini nascono “sottomessi a Dio” e che poi si sviano ripetendo l’errore di Adamo. Ovviamente L’Islam riconosce Gesù come uno dei massimi Profeti nella logica che le ho esposto. E riconosce anche la sua nascita miracolosa. E rispetta Maria sua madre (nel Corano, a differenza dei Vangeli, un’intera Sura è dedicata a Maryom). Ma non riconosce la trinitá. Che anche per i cristiani (in realtà “paolisti”) rimane un dogma misterioso.

          • agosvac

            Eravamo partiti dalla sua affermazione che l’Islam è più antico del Cristianesimo. Ora lei parla di cose che con questa questione non hanno niente a che vedere. Tra l’altro rifiuta la storia perché, secondo lei, non interessa. Se ha un po’ di tempo , la invito a leggere un libro molto interessante ” Unità trascendente delle religioni” di Fritihof Schuon, edizioni mediterranee. Poi potrebbe anche leggere “il simbolismo della croce” di René Guenon. Per quanto mi riguarda, con lei ho chiuso!

          • Antonio Fasano

            Grazie dei consigli e chiudiamo pure.

          • Ottavio Pasotti

            Io,avrei chiuso molto prima….con lei……

          • Antonio Fasano

            Per quanto riguarda il governo Musulmano sull’India, a parte le regioni del subcontinente a tuttora profondamente islamiche ha mai senti parlare del “sultanato di Delhi e del sultanato di Bahmani? Inoltre le faccio notare che oggi in India (stato indiano) vivono 150 milioni di Musulmani che sommati ai 200 milioni di pakistani e ai 160 milioni del bangladesh fanno 510 milioni di Islamici in quella che furono le Indie Britanniche prima dell’indipendenza.

      • unamattinamisonsvegliato

        Come no, qui c’è talmente tanta repressione religiosa che manteniamo illimitati pasciuti vitelloni autocertificati e di ogni credo a russare per anni sui patrii materassi. E, non contenti, ne importiamo ogni giorno, senza alcuna prospettiva lavorativa seria. D’altro canto non credo che il Pakistan mantenga nell’ozio o in stellate magioni alcun cristiano, non dico autocertificato estero, ma nemmeno autoctono.

        • Antonio Fasano

          Lei dice bene: “di ogni credo”. E questo, scusi tanto, cosa c’entra con la mancanza di libertà religiosa? Come mai i Musulmani in Lombardia, A PROPRIE SPESE, non riescono a costruirsi una Moschea perché le autoritá locali li boicottano? Mentre in Pakistan 1 milione di cattolici ha a disposizione 142 chiese e 7 Cattedrali?

          • unamattinamisonsvegliato

            L’edilizia religiosa è altra cosa dalla libertà di culto. In Italia la libertà religiosa è assoluta: nessun credo, per quanto palesemente strampalato, è perseguito. Sarebbe però forse il caso, viste le conseguenze pratiche dell’applicazione di ideologie e farneticazioni varie, di diminuire, di sfrondare l’esistente piuttosto che proporre l’aumento e l’ampliamento dell’offerta. Sempre che si voglia convivere in modo compatibile, cosa per molti ancora non chiara e non facile in un paese senza materie prime, pieno di disoccupati, inquinato e che sopporta già un carico antropico oltre al triplo del sostenibile (dati GFN 2015). Difatti smepre più ci sono le condizioni perchè la possibilità di pretesti religiosi per malesseri che hanno tutt’altra causa diventi praticamente una certezza

          • Antonio Fasano

            Perseguitato no, ma osteggiato e boicottato si. E poi vuole guardare a quello che fa l’occidente in nome della “Dea” Democrazia?

          • unamattinamisonsvegliato

            In questo concordo, la nostra cosiddetta “democrazia”, rispetto alla democrazia tanto idealizzata e narrata, pare sostanzialmente virtuale: può essere rappresentata da una sorta di asintoto, neppure rigoroso, ovvero che non si avvicina troppo…

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            … Oggi, secondo una ricerca appena pubblicata da Stefano Allievi , docente di sociologia all’Università di Padova ed esperto di Islam, le sale, gli scantinati e i capannoni dove si prega Allah in Italia sono 661, su un totale di oltre 9 mila luoghi di culto islamici in tutta Europa: quasi quante sono le chiese cristiane dei paesi europei o le moschee nel mondo islamico … tratto da Panorama … Mattoni per la religione …

          • Arturo Silvestrini

            Perché così quando un islamico ha voglia di far saltare in aria qualche cattolico sa dove andare…

          • Antonio Fasano

            Beh allora lasciate costruire le Moschee così quando vorrette internare i Musulmani saprete dove andarli a cercare. Particolarmente di venerdì!

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      … Ad oggi, gli stranieri residenti in Italia sono 5 milioni: 151 mila in più rispetto al 2014. Di questi, i lavoratori dichiarati sono 2,36 milioni. Si tratta di lavoratori impiegati in diversi settori (lavori domestici, ristorazione, commercio al dettaglio…) e che, secondo un rapporto della Fondazione Di Vittorio – Fillea Cgil, producono 123 miliardi di Prodotto interno lordo, pari al 9% della ricchezza italiana complessiva … Tgcom24 … Quanto producono gli stranieri che lavorano in Italia …

      • unamattinamisonsvegliato

        Sì, ma qui non c’entrano nulla i lavoratori stranieri. Per precisione ricordo che i dati che riporta sono ripresi a sua volta da quelli della Fondazione Moressa nel rapporto 2015, (a latere: non certo una organizzazione super partes) e sono solo una stima, ottimistica, vista in progressione, della fondazione stessa. I valori attualizzati sono purtroppo assai più bassi e includono comunque e soltanto quanto risulta regolare. Nulla da eccepire ovviamente su chi lavora, a patto che chi lavora non sia, come invece pare essere, il pretesto per l’arrivo di illimitate masse inindentificate di clandestini inoccupati e con possibilità nulle di occupazione, ed anche se la compensazione di entrate e costi per i lavoratori regolari alla fine porta attualmente a margini risibili, poco più di 3,6 miliardi di euro (e includendo nelle entrate Gettito Irpef, Imposta sui consumi, Imposta sugli oli minerali, Contributi previdenziali, Tasse e permessi ecc. ) a fronte però di 5,5 miliardi di rimesse estere. Non dobbiamo comunque prendere in giro italiani e stranieri, presentando situazioni più rosee di quello che sono. Riporto (sempre da un rapp.Moressa) ” Il disagio economico delle famiglie straniere. Le famiglie straniere dichiarano maggiori difficoltà economiche rispetto a quelle italiane e il livello di vulnerabilità economica delle famiglie straniere è in certi casi abbastanza preoccupante. La maggioranza delle famiglie straniere (58,8%) non è in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 750 euro e ben il 16,4% dichiara di non poter riscaldare sufficientemente l’abitazione. Ancora più seri i dati relativi all’acquisto di beni di prima necessità: il 10,8% delle famiglie straniere almeno una volta nell’arco dell’anno non ha avuto i soldi per comprare beni alimentari, contro il 5,4% di quelle italiane, e ben il 15,8% non ha potuto sostenere delle spese mediche, contro l’11,1% di quelle italiane”. Oppure:” La recessione economica che ha interessato il nostro Paese è diventata ben presto una crisi sociale, con gravi ripercussioni sull’inclusione e il benessere dei cittadini italiani e stranieri. In generale la crisi ha colpito in misura maggiore le fasce più vulnerabili della popolazione, di cui Fondazione Leone Moressa sono parte anche molti immigrati. Il mercato del lavoro ha subito un contraccolpo significativo. La diminuzione dell’occupazione straniera corrisponde anche a una significativa contrazione della domanda di manodopera straniera proveniente dalle imprese e dai servizi: tra il 2008 e il 2010 i posti previsti dalle aziende per i lavoratori stranieri non stagionali sono diminuiti del 37,2%…”

        Tornando a noi. Più interessante considerare invece i costi per l’accoglienza indiscriminata (più che altro in Italia), considerando il costo gornaliero pro-capite. L’Italia è fra quelle che spendono di più, cito quelli che pagano giornalmente di meno: Gran Bretagna 6,7 euro/al giorno, Austria 9,5 euro/g, Ungheria 15 euro/g, Germania 18,4 euro/g, Francia 25,1 euro/g, Svezia 32,7 euro/g., poi c’è l’Italia con 35 euro (non include i minori, che costano molto di più). Differenze incredibili, soprattutto ancor di più contando che in Italia gli autocertificati, a differenza di altri paesi più seri, vanno alla grande. E i rimpatri tanto enunciati? E la ridistribuzione tanto propagandata? Caliamo un velo pietosissimo…

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Ma i NOBILI non sono forse ANCHE, come da descritti, pasciuti vitelloni immeritatamente mantenuti per anni ad ufo?

          • unamattinamisonsvegliato

            Restiamo sul tema, stiamo andando troppo indietro nel tempo, anche perchè non si vedono illimitate masse di nobili in arrivo.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            L’1% degli umani che possiede quanto i restanti umani è ATTUALE.

          • unamattinamisonsvegliato

            La questione essenziale, prima di trovare infinite scusanti, prima di cullarsi in continue deresponsabilizzazioni o guardare distante, è anzitutto imparare a vivere comprendendo quello che la terra ci può dare, senza perciò continuare a moltiplicarsi e ad ammassarsi a casaccio (la sola popolazione dell’Africa, ad es, è follemente aumentata del 40% in soli 15 anni). Sostenibilità ed ecologia, carico antropico, temi in voga anni fa, sono ora emarginati. Per il resto, attualissimo e chiarificatore è stato PAPA Ratzinger, Benedetto XVI, nel suo MESSAGGIO per la 99ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, 13 GENNAIO 2013, nel quale PROCLAMA:
            “Il Papa ESORTA AD “EVITARE il rischio del mero assistenzialismo”. Bisogna “favorire l’autentica integrazione,
            in una società dove TUTTI siano membri ATTIVI e RESPONSABILI…ogni Stato ha il DIRITTO di REGOLARE i flussi migratori e di ATTUARE politiche dettate dalle ESIGENZE
            generali del bene comune…SOPRATTUTTO, aggiunge il Papa, andrebbe però affermato “il diritto a NON EMIGRARE”, cioè a essere messi in condizione di RIMANERE NELLA PROPRIA terra…secondo il Pontefice sono “quanto mai opportuni
            interventi organici e multilaterali per lo sviluppo dei Paesi di partenza, CONTROMISURE efficaci per DEBELLARE il traffico di persone, PROGRAMMI organici dei flussi di ingresso LEGALE.” …
            Come prevedibile, l’11 FEBBRAIO 2013 IL PAPA RASSEGNA LE DIMISSIONI, CON DECORRENZA DAL GIORNO 28… IL RESTO E’
            STORIA, una brutta storia.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Guarda che noi abbiamo 200 abitanti per chilometro quadrato mentre la media africana è di 36 abitanti per chilometro quadrato. E siamo piuttosto noi a togliere terre coltivabili agli africani come le togliamo a noi stessi non coltivandole. Negli ultimi quattro decenni abbiamo perso 5 milioni di ettari. Un paese come la Russia nemmeno è autosufficiente sul piano alimentare. Qui urge la revisione di notizie non vere per quanto concerne il nostro comportamento.

          • unamattinamisonsvegliato

            E torniamo al discorso della sostenibilità. Ovviamente gli abitanti per kmq dell’Africa risentono delle vastità desertiche. Come già osservato, il caso africano può essere un tipico caso in cui all’incontrollato aumento geometrico della popolazione corrisponde al massimo un aumento aritmetico dei mezzi di sostentamento. In Italia, invece, i complessivi 200 ab/kmq sono un dato ottimistico, in vaste aree del nord la cifra quasi raddoppia. E difatti, l’aumento dell’inquinamento, con acqua e aria di qualità spesso scadente, aumento delle neoplasie (siamo leader europei per i tumori ai polmoni) ecc. sono inevitabilmente conseguenti. Evidente comunque la totale mancanza di senso comune insito nello spostare masse di persone da dove c’è tutto da fare per andare dove da fare ce n’è sempre di meno. Questo è un fatto mai accaduto nella storia. L’Italia inoltre sopporta già oltre al triplo del carico antropico sostenibile (dati GFN 2015) e, se non fossero per le campagne di propaganda e il vorticoso sottostante giro di soldi, i numeri dei cercatori di fortuna irretiti insensatamente dallo storytelling dilagante sarebbero ben altri.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Risente, certo, come noi con le montagne. E quindi siamo sempre 200 e loro 36. Dopo l’invenzione del trattore e dell’igiene il mondo umano poteva rilassarsi, controllare le sue nascite e vivere la pacchia, ma non l’ha fatto.

          • unamattinamisonsvegliato

            Sono d’accordo

          • Pit267

            Mi spiegate come si fa a integrare nella civiltà occidentale greco-romana, popoli la cui evoluzione genetica si è fermata al 600 dc e da allora qualunque passo avanti è punito con la morte?
            Geneticamente un occidentale è più simile a un Bonobo che a un islamico e nella mente, cosa assai più grave.
            Per integrarli occorrerebbe fare come Pol Pot, eliminare i cervelli polarizzati e mandare a scuola i giovani. Ma vedete che la prevalenza genetica supera quella culturale, le seconde generazioni hanno studiato ma la loro mente continua a pensare come ordina il Corano, secondo sharia.

      • http://batman-news.com dagoleo

        ricchezza che in gran parte esce dall’Italia con le rimesse ai loro paesi e che impoverisce il nostro…. fonte Report …… questo però non lo precisi perchè non ti fà comodo…..

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Esattamente come facevano gli italiani all’estero. Tu qui proponi il due pesi due misure che ancora arricchisce l’1% degli umani.

    • AngeloTorino

      aggiungerei caro KKK artigiani, commercianti, piazzisti, perché gli impiegati è meglio non parlarne.

      • unamattinamisonsvegliato

        Sono d’accordo, mi scuso per l’omissione

  • Antonio Fasano

    La legge pachistana prevede che nelle assemblee nazionali e provinciali una quota di seggi sia riservata alle minoranze religiose. Inoltre è loro riservato il 5% degli impieghi nella pubblica amministrazione. Esiste un partito che rappresenta tutti i cristiani del Pakistan, il «Congresso dei cristiani pachistani» (Pakistan Christian Congress). Nel 2008 è stato istituito il Ministero per le Minoranze religiose. Dalla sua fondazione la carica è sempre stata ricoperta da un cristiano.—E voi temete la formazione di un partito Musulmano che si presenti alle elezioni!!!!Siete veramente al Medio Evo.

  • Luca Insubria

    #stopislam #noiconSalvini #leganord