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Quel vizietto della Germania:
credersi la padrona d’Europa

Il lupo perde il pelo ma non il vizio, dice il proverbio. E in Germania, in particolare in Baviera, quello di pensare all’Europa come terra di conquista è un vizio che non sembra destinato a interrompersi. Lo ha dimostrato Horst Seehofer, il leader e candidato della Csu per la guida della Baviera, in un comizio a Ingolstadt. Davanti alla platea dei suoi colleghi di partito, il ministro dell’Interno tedesco se n’è uscito con una provocazione infelice riguardo la Grecia: “I bavaresi hanno governato la Grecia per un po’, ma sarebbe stato meglio se fosse durato di più”.

L’ironia del politico tedesco faceva riferimento al regno di Ottone di Grecia, principe di Baviera, e che governò sul popolo ellenico dal 1832 al 1862. Monarca anche abbastanza disprezzato dal popolo greco, visto che finì la sua vita in esilio fuggendo su una nave da guerra britannica.

Ma evidentemente la storia non ha insegnato molto a Seehofer, se ha usato questo esempio per ricordare a tutti come l’amministrazione germanica, in quel caso bavarese, fosse nettamente migliore di quelle nazionali. Una battuta infelice che ha trovato ovviamente la reazione critica di molti esponenti politici greci, che, dopo aver incassato per anni le imposizioni volute da Berlino, adesso non vogliono sentirsi anche oggetto di scherno per ottenere qualche centinaio di voti in più in un’elezione locale.

Storia a parte, la battuta del ministro tedesco non è però un fulmine a ciel sereno. Non è un mistero che in Germania molti considerino la loro politica e la loro amministrazione come migliore rispetto alle altre dell’Unione europea. E non è neanche un mistero che la stessa Unione europea possa essere considerata una sorta di costruzione di un’Europa a immagine a somiglianza dei sogni egemonici di Berlino. 

E la Grecia forse è l’esempio più evidente di questa malcelata idea della Germania di essere la potenza leader dell’Europa “unita”. In questi anni, le manovre imposte dalla Troika e con il supporto della Bundesbank, hanno non solo impoverito i cittadini greci e mandato sul lastrico un intero Paese, ma hanno anche dato il via a una privatizzazione e successiva svendita senza precedenti del patrimonio greco che, in larga parte, è finito in mani tedesche. Prova più eclatante gli aeroporti turistici, vero volano dell’industria ellenica, diventati quasi tutti di proprietà tedesca.

Ma Atene è solo una delle “vittime” dell’ideale tedesco. In realtà sono molti i Paesi che subiscono quest’idea non troppo remota di Berlino di essere il Paese che vuole controllare l’Europa. L’Italia è sicuramente una delle vittime preferite da parte dei ministri e dei politici tedeschi, accusata di essere una sorta di ventre molle dell’Europa a trazione franco-tedesca. E il fatto che la nostra economia si basi sullo spread tra Btp e Bund è già di per sé un indizio. Ma sono in genere i Paesi mediterranei a essere quelli più additati dalla Germania come nemici della loro idea di Europa.

La loro idea: non quella degli europei. Ed è su questa “piccola” divergenza di vedute che è nato in larga parte il fenomeno sovranista. L’idea che non possa essere Berlino a decidere le sorti di un intero continente. Un vento che è iniziato a spirare da Est, con l’Europa di Visegrad, che si è spostato a sud, nel Mediterraneo, e che ha ricevuto una spinta fondamentale da Ovest, al di là dell’Atlantico, con gli Stati Uniti di Donald Trump a cavalcare l’ondata di risentimento contro la Merkel che dilaga in tutta Europa.

Ed è proprio su questo punto che è importante soffermarsi. Se infatti per molto tempo è stata la parte “povera” dell’Unione europea a ribellarsi ai dettami di Francoforte e Berlino, adesso l’assedio è diverso: insieme ai ribelli ci sono anche gli Stati Uniti. Trump ha messo da subito la Germania nel mirino per la sua politica commerciale.

Ma dietro a questo conflitti economico fra Washington e Berlino, c’è anche un obiettivo strategico che da sempre caratterizza l’altra sponda dell’Atlantico: evitare che la Germania prenda il sopravvento proprio attraverso l’Unione europea. Un’idea che piace tanto a molti esponenti della politica tedesca. Seehofer docet.

  • Gino Bernasconi

    la è..

  • rivobravo

    Per gli USA la Germania non e’ un paese strategico come durante la guerra fredda, la Polonia invece per la vicinanza alla Russia.

    Poi gli USA tra qualche anno dovranno vedersela con la Cina come superpotenza, avere un’Europa germanizzata come terzo incomo da fastidio.

    Al di la’ di tutti i convenevoli, bisognera’ vedere cosa e come succedera’ con la Brexit. Una cosa e’ certa, agli inglesi non piace l’idea di perdere parte del settore bancario-finaziario a favore di Francoforte. Wall Street e la City non amano l’idea che Francoforte diventi un terzo incomodo.

    Le tariffe doganali sono principalmente in chiave antitedesca perche’ la Germania imponendo l’austerita’ aal’Europa crea un pericolo all’economia mondiale e poi per il disavanzo commerciale da fastidio agli USA quando la Germania e’ indietro con i pagamenti NATO.

    In passato l’alleanza con la Germania ci ha portato alla sconfitta, adesso con l’euro siamo diventati piu’ poveri invece con la lira si andava molto meglio. Uscire almeno dall’euro e’ la cosa piu’ necessaria.

  • Christian Ciuca

    non riesce grazie a Macron.

  • la-gazza

    sono stato diverse volte il Germania e il popolo tedesco è gentile e accogliente. Ma è fuori di dubbio che la Germania politica ha vocazione imperialista. Grazie alle istituzioni politiche Ue è riuscita dove il Kaiser e Hitler avevano fallito. Il IV Reich esiste, anche se è virtuale…

    • Antonello

      No ,esiste il sistema bancario giudeo che Hitler scaccio’ dalla Germania.

    • Demy

      La Germania perderà anche questa guerra commerciale.

  • Antonello

    La germania di oggi e’ a guida dei banchieri catto/giudei esattamente come gli altri stati europei. Certi paragoni non andrebbero fatti.

  • tommaso_ve

    Colpa nostra che non riusciamo a far valere i nostri punti di forza e dimostrare la debolezza del sistema tedesco, soprattutto quello bancario. Anche in Germania ci sono molti che affermano che nel credito tedesco ci sono più ombre che luci. Il fatto stesso che Merkel si ostini a non chiarire nulla riguardo i bilanci delle “landesbank” la dice molto lunga. A tutti è evidente come da noi, banche con grandezze non paragonabili vengano messe sotto i riflettori, ma in Germania, molte banche locali, a pieno controllo pubblico, abbiano un regime opaco e senza controllo. I tedeschi dovrebbero capire che se questa bomba esploderà sarà la fine dell’europa e per la Germania sarà come ripiombare nell’era pre-nazista.

  • Vlado Cremisi

    Già…la Baviera, ce la siamo dimenticata perchè ultimamente interessati al Nord Irlanda e…alla Catalogna.

    • Marco_Seghesio

      E che mi dice della Fiandre, della Scozia, della Lombardia, del Veneto e magari, perche no ?, della Sicilia, se davvero e’ solo in prestito dagli Stati Uniti all’Italia, avendola noi italiani perduta nel luglio del 1943 ?
      Per l’amor di Dio non mi dica piu’ niente.

      • Vlado Cremisi

        ok, come preferisce lei, non scrivo niente.

      • Zeneize

        E io posso ancora dirti qualcosa? O non mi vuoi più?

  • Zeneize

    Bisogna capire i krukki: sono un po’ imenotteri e in più hanno alcuni fra i media più allineati al mondo. Anche loro vengono indottrinati fin dalla più tenera età, peggio di noi. Non sono cattivi, sono imenotterizzati.

  • Mirco Baldari

    Io in Baviera ci ho vissuto 10 anni, poiché ero sposato proprio con una donna di Monaco di Baviera. Mi ricordo ancora quando arrivai per la prima volta a Monaco. Un ticinese come me che aveva vissuto in varie parti d’Europa (per il tipo di lavoro ingegneristico che svolgo), per ultimo in Irlanda, arrivare a Monaco mi fecce un effetto un po’ strano: la ditta americana per la quale lavoravo aveva spostato il suo quartier generale europeo dall’Irlanda alla Baviera e alla fine con molta riluttanza accettai di trasferirmi. Il primo impatto fu strano: gente molto silenziosa e anziana sulla S-Bahn che portava dall’aeroporto al centro, silenzio tombale a bordo e una volta arrivato al centro il senso fu di una città in apparenza pulita (certo non pulita come la mia Svizzera) ma molto marcia nella mentalità della gente. Ero già stato molte volte in varie parti della Germania per lavoro o vacanza ma mai a Monaco di Baviera. La città per quanto non così piccola (e molto estesa geograficamente) mi dava sin da subito un senso di soffocamento; vi regnavano una mentalità provinciale, conservatrice e anche molto razzista: mi ricordo ancora gli sguardi di disprezzo e di odio sopratutto all’interno della metro cittadina (la famosa U-Bahn) da parte di persone anziane nei confronti di coloro che avevano la pelle più scura del normale, i capelli scuri e gli occhi castani. A parole niente, solamente con gli sguardi. Premetto che io ho gli occhi azzurri e i capelli biondo-scuri, ma anche con me quando sentivano che parlavo il tedesco con un accento che non era il loro il trattamento nei miei confronti era molto diffidente e freddo. Non dimentichiamoci inoltre che proprio la Baviera e in particolare Monaco sono state la patria del nazismo e il luogo dove Hitler ha potuto iniziare il suo malato e perverso progetto del terzo reich. Inoltre la Baviera è anche la patria dei famosi “illuminati” che secondo alcuni non si sono mai estinti e continuano ancora oggi a combinare i loro guai attraverso il satanico governo ombra mondiale. Ciò che a mio avviso distingue la Svizzera dalla Baviera è che la Svizzera è veramente ricca e per la gente è normale guadagnare moltissimo o avere molti soldi e di conseguenza si comporta normalmente senza mai darsi delle arie, in Baviera invece benché l’economia in questi ultimi anni sia diventata molto florida la gente non è veramente ricca ma si atteggia come tale e la gente in giro si comporta in modo altezzoso a arrogante cercando di mostrare ciò che non sono o che non hanno: neanche a Parigi ho visto gente così superba (e molto stupida) come a Monaco. L’unica cosa che mi tratteneva in quel finto giardino dei balocchi (ah, l’Oktoberfest è quanto di più satanico e finto abbia mai visto…) era il fatto che avevo conosciuto la donna con la quale mi sposai e il fatto che all’inizio ci fosse sempre un cielo molto limpido e un clima secco, oltre al fatto di non trovarsi così lontano dalle mete sciistiche come le alpi bavaresi o quelle austriache. Peccato che solo dopo qualche anno ho assistito a quello che sembrava un paesaggio apocalittico: le scie chimiche! Benché questo schifo di illegali e criminali esperimenti di geo-ingegneria clandestina vengano eseguiti regolarmente in tutta Europa (inclusa purtroppo la mia Svizzera) e in nord America, non ho mai visto un uso così massiccio e orribile di scie chimiche come in Germania. A volte anche centinaia di aerei trasformavano un cielo limpidissimo con un paesaggio innevato e incantato in un orribile cielo perlaceo, che provocavano bruschi aumenti di temperatura d’inverno (da meno 20 gradi si passava di colpo a qualche grado sopra lo zero) che provocavano delle piogge improvvise e innaturali che scioglievano completamente tutta le neve, aumentavano di colpo il tasso d’umidità e provocavano influenze e problemi respiratori a persone che fino a qualche anno prima erano sempre rimaste sane come un pesce. D’estate invece l’esatto opposto: quando qualche anno prima (ovvero prima dell’uso massiccio di scie chimiche) una sorta di “termostato” trasformava giornate calde e afose in notti di pioggia che rinfrescavano e abbassavano le temperatura attraverso un bel temporale durante la notte, le estati cominciarono a diventare veramente calde e insopportabili senza neanche una goccia di pioggia. E quando pioveva l’acqua nelle strade era completamente schiumosa e bianca (chissà quali porcheria chimiche avevano provocato quelle orribili scie chimiche). Poi quello che odiavo di Monaco era la gente sempre musona e scortese nei negozi, nei bar o nei ristoranti. Al contrario della mia Svizzera dove di solito (specialmente nelle città più piccole o nei paesini) ci saluta quando si incrocia una persona per strada che neanche si conosce, a Monaco nessuno si salutava anche all’interno dello stesso palazzo: sembrava quasi che per sentirsi più importanti le persone evitassero di rispondere al tuo saluto: e questa è una cosa che avevano riscontrato non solo i non tedeschi ma persino gli stessi tedeschi che venivano da altri Länder della Germania, i quali odiavano a morte (e con ragione) tutti i bavaresi e non vedevano l’ora di lasciare anche loro al più presto la Baviera. Che dire poi delle facce dei politici: le più orribili e disgustose che abbia mai visto. Mi facevano poi schifo quando una volta fui invitato per tenere una conferenza al Maximilianeum (il parlamento della Baviera) dove ebbe la sventura di incontrare di persona tutti i membri del parlamento e del governo bavarese: vedendoli con i loro Lederhosen e i loro Dirndl addosso, ma ancor di più le loro orribili facce da nazisti, provai un disgusto che non potete neanche immaginare. Posso dire che i miei 10 anni in Baviera sono stati gli anni più infelici della mia vita e il mio più grande errore. Già dopo un anno volevo lasciare la Baviera e tornare in Svizzera (o andare in qualsiasi altro paese del mondo) ma mia moglie era molto attaccata alla Baviera e così sono rimasto più del dovuto. Alla fine non ho potuto più e così dopo 10 anni ho lasciato sia mia moglie che la Baviera. Considero i tedeschi e specialmente i bavaresi come un popolo nevrotico, malato ed insicuro che vuole avere il controllo sulle altre nazioni solamente perché non riesca ad avere il controllo delle proprie orribili emozioni. I tedeschi in generale e i bavaresi in particolare sono un popolo con un’energia molto negativa e onestamente ai miei occhi non hanno proprio nulla di positivo per il potrei ammirarli. Certo sono molto efficienti e precisi, ma gli svizzeri e i nordeuropei lo sono altrettanto senza però essere così str0nzi come lo sono i tedeschi. E poi al contrario di noi svizzeri che con tutti i difetti che abbiamo almeno siamo genuini, autentici e sinceri, i tedeschi invece (i bavaresi in particolare) sono un popolo falso, sadico e pure masochista. Insomma fanno schifo e basta. Spero solo che un giorno i bavaresi paghino per tutte le loro colpe e così pure il resto dei tedeschi. Non credo che metterò mai più piede in Germania, neanche per vacanza.

    • mauroc59

      concordo con le scie chimiche a cui non credevo. I cieli della Romagna dal 5 di marzo sono tersi come non vedevo dalla mia gioventu. Estate bellissima. Non dico fregnacce.. ho scattato decine di foto negli ultimi anni come testimonianza e ricordo.

  • dottor Strange

    domenica prossima si voterà in Baviera e la CSU è data in caduta libera, con un ipotetico 35%. il governo della Merkel ha poche probabilità di durare a lungo, dopo la mazzata la CSU si sfilerà

  • Maria 1

    Anni e anni di Ue e siamo tornati esattamente al punto di partenza con la Germania che mira la controllo sugli altri, la Francia ambiziosa di mettersi al suo fianco per poi cercare di portale via il comando gli altri Paesi che tergiversano ignavi, ma forse se tornassero le destre al comando potremmo evitare un’altro scontro.

  • potier

    non per nulla il nostro venerabile Andreotti, per qualcuno compianto per altri un po meno, nel momento in cui si discuteva della fusione tra est ed ovest Germania, se ne usci con una felice e arguta a posteriori battuta, che faceva più o meno così “mi piace così tanto la Germania che preferirei continuare a vederne ancora due” …