Putin e Xi applaudono al vertice bilaterale in Cina (Getty)

Mentre il mondo guarda al Canada
in Cina va in scena l’anti G-7

Mentre gli occhi del mondo si concentrano sul  Canada, a Qingdao, in  Cina, va in scena  l’anti G-7.

Al vertice della  Shanghai Cooperation Organization(Sco), si riuniscono i leader di Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, India e Pakistan. E l’Iran è presente come osservatore. Le grandi potenze dell’Asia sono riunite per decidere le strategie del futuro.

L’anti G-7 di Qingdao

A  Qingdao sono rappresentate le potenze emergenti (o ormai consolidate) che rappresentano non solo buona parte della popolazione mondiale, ma anche la maggior parte dell’Asia.

Proprio per questo motivo, il vertice cinese rappresenta un summit estremamente importante che svuota per certi versi di significato quello del Canada. Parlare di  grandi della Terra senza avere fra gli ospiti Cina, India e Russia, sembra essere una scelta sbagliata non solo a livello politico, ma anche a livello storico.

La Shangai Cooperation Orgaization oggi non è più un’organizzazione politica per contrapporsi alle forze occidentali, come se fosse un moto di ribellione post-coloniale. Oggi la Sco rappresenta Pil in crescita, potenze militari, Paesi che hanno una linea politica convergente su molti aspetti.

Il polo d’Oriente, cui rischia di entrare definitivamente anche la Russia, rappresenta ormai il  contrappeso ideologico e politico a tutto quello che rappresenta il mondo occidentale: Stati Uniti in testa.

La Cina guida il vertice

Xi Jinping ospita il summit con l’idea di presentarsi, ancora una volta, quale leader di un Paese che può avere la leadership del continente. La  Nuova Via della Seta, il progetto infrastrutturale, economico e politico desiderato con forza dal presidente, rappresenta l’immagine più eloquente di questo sogno di Pechino.

Il vertice sarà aperto da un discorso di Xi in cui la  One Belt One Road, lanciata nel 2013 dallo stesso presidente cinese in Kazakistan, avrà un ruolo essenziale. Ed è un progetto che investe gli interessi di tutti i Paesi coinvolti nella Sco. Per la Cina un simbolo del suo potere geopolitico. Per gli altri Stati uno strumento di crescita, ma anche un pericolo legato all’evidente supremazia economica di Pechino.

L’Iran e la Corea: la Sco come realtà alternativa

Le crisi in Corea e le tensioni con l’Iran sono sicuramente i nodi più importanti del summit. Per quanto riguarda l’Iran, rappresentato a Qingdao da Hassan Rohani, Cina e Russia hanno sempre sostenuto una politica del tutto contrapposta a quella degli Stati Uniti. Mosca e Pechino vogliono salvare l’accordo sul nucleare iraniano. E anche l’India  ha negato di voler seguire Donald Trump nella sua politica anti-iraniana.

L’Iran vuole entrare nell’organizzazione. E oggi Putin, incontrando Rohani, ha dichiarato:  “L’Iran è coinvolto nella Sco da molto tempo, siamo consapevoli del vostro desiderio di partecipare pienamente. Voi conoscete la posizione della Russia e la sosterremo”.

Un’unione d’intenti che è rappresentata anche nella questione della  Corea del Nord. Cina e Russia hanno sempre svolto una politica favorevole a una stabilizzazione della crisi e a una denuclearizzazione graduale. In questo, ancora una volta, contrapponendosi a Washington. 

La Russia e la Sco: un rapporto complesso

la Russia vive con la Sco un rapporto complesso. Da un lato  Vladimir Putin ha cementato con Xi Jinping  un asse di fondamentale importanza. Ieri l’incontro a Pechino è stato il simbolo di un asse politico (ma anche umano) decisamente in crescita. Un’alleanza pragmatica che serve a entrambi.

Dall’altro lato, la Russia ha una  natura bicefala che le permette di guardare all’Asia e all’Europa nello stesso momento. Per Mosca è essenziale ancorarsi in Asia, ma sa che questo format continentale rischia di essere molto più legato ai desideri della Cina che a quelli della Russia.

Al Cremlino interessa essere inserito all’interno del blocco della Sco. Ma non vuole che questo enorme sistema politico ed economico diventi una sorta di grande  palcoscenico cinese. Per questo, i rapporti blaterali fra Cina e Russia sono essenziali per comprendere il gioco di pesi e contrappesi politici all’interno dell’organizzazione di Shanghai.

L’asse fra i due Paesi regge, ma esistono una serie di ambiti in cui Mosca sa che  Pechino può strapparle lo scettro, in primis in  Asia centrale. Le repubbliche nate dalla dissoluzione dell’Unione sovietica erano tradizionalmente legati a Mosca. Oggi, l’ascesa di Pechino rende questi Stati molto più aperti all’influenza cinese.

Lotta al terrorismo

Al centro del vertice di Qingdao anche  la lotta contro gli estremismi, i separatismi e il terrorismo, questioni che per la Cina e la Russia sono legate quasi indissolubilmente. Lo Xinjiang in Cina come la Cecenia per la Russia rappresentano simboli di questa connessone fra separatismo e terrorismo. Con l’estremismo islamico a fare da matrice di fondo de nemici di entrambi

La guerra in Siria ha già evidenziato i legami fra la Russia e la Cina nella lotta al terrorismo. Putin ha sostenuto con forza Bashar al Assad contro le bandiere nere del Califfato. Ma anche la Cina, in maniera più silenziosa, ha supportato Damasco inviando consiglieri militari in territorio siriano.  I terroristi uiguri arruolati dall’Isis sono un problema.

Temi che interessano naturalmente anche le repubbliche dell’Asia centrale, dove l’Afghanistan, non ancora membro della Sco, rappresenta un buco nero di terrorismo. E fondamentali anche per India e Pakistan, dove il terrorismo è un problema di natura fondamentale. Islamabad ha spesso utilizzato  gruppi criminali nella sua eterna sfida contro l’India. Ma l’asse creato con la Cina ha fatto sì che il governo pakistano si sia assestato su posizioni meno intransigenti. E la spinta degli Stati Uniti per un  maggiore coinvolgimento indiano in Afghanistan nasce anche dall’esigenza di spezzare l’influenza pakistana sul territorio controllato dai talebani. 

  • Ward Cornell

    guardiamo il cavallo forte

  • best67

    al g7 che coi vanno a fare?

  • Ernesto Pesce

    “l’anti G-7” viene posto 3 volte nel presente articolo. Perche’ contraporre Shanghai Cooperation Organization(Sco) al Gruppo – 7 (Paesi Occidentali)? ma e’ nell’interesse dell’Umanita’ risolvere gli attriti e non versare benzina sulle divergenze.