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FN, Ukip e Alba Dorata: euroscettici in marcia su Strasburgo

Dopo aver smaltito la sbornia della vittoria, gli euroscettici si guardano in faccia e ripartono. Per ora la European Alliance for Freedom è solo un progetto abbozzato prima delle elezioni. Ma da domani il nuovo gruppo che siederà all’europarlamento potrebbe essere realtà. Marine Le Pen vedrà il segretario della Lega Nord Matteo Salvini per fare scacco matto all’Unione eurpea e muovere guerra alla moneta unica. A questa alleanza euroscettica hanno già aderito anche il Partito della Libertà olandese di Gert Wilders e l’austriaco Fpoe. “L’intenzione della Lega di allearsi con Le Pen – ha commentato il capo della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici – mettono questo partito fuori dal contesto democratico”.

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“Siamo estremamente preoccupati”. Il giorno dopo il terremoto euroscettico e anti-austerity scaturito dai risultati delle elezioni europee è toccato al presidente uscente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, dar voce all’inquietudine dei governi di mezza Europa per un fenomeno che li ha notevolmente indeboliti e che comunque cambia gli equilibri interni ed esterni. Un coro a cui si è unita anche la cancelliera tedesca Angela Merkel che si è affrettata a tracciare nuovi scenari per alleanze a geometria variabile in vista di appuntamenti cruciali con il “pacchetto nomine” ai vertici delle istituzioni europee e con il dibattito sulle politiche di austerità. Le forze euroscettiche, però, non resteranno a guardare Ppe e Pse inciuciare per farle fuori. E così, già domani, si troveranno per fare il punto. D’altra parte sono al primo posto in tre Stati (in Francia il Front National, nel Regno Unito l’Ukip, in Danimarca il Danish People’s Party), al secondo posto in uno (Jobbik in Ungheria), al terzo posto in tre Stati (Partito della libertà in Olanda, i Veri finnici in Finlandia, Alba Dorata in Grecia), al quarto posto in due (Lega Nord in Italia e Congresso di nuova destra in Polonia). Un’alleanza tra tutti questi partiti è pressoché impossibile. Ma la Le Pen è convinta che il nuovo gruppo European Alliance for Freedom ne potrà accogliere buona parte. Senza, però, imbarcare gli antisemiti ungheresi di Jobbik, i nazionalisti bulgari di Ataka e i neonazisti greci di Alba Dorata

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Si partirà dall’unione monetaria. “Il voto europeo ha sancito la fine dell’euro, sarà una moneta di collezionisti, tenete via qualche monetina”, promette Salvini. Ora a chiedere il referendum sulla moneta unica sono in molti. La Le Pen punta a farlo finché il suo consenso è tanto alto. Per questo, chiede al presidente Francois Hollande la dissoluzione dell’Assemblea nazionale e le elezioni anticipate: “E quando il Front National arriverà al potere, organizzerò un referendum per chiedere ai francesi se vogliono uscire dall’Unione europea”. Lo stesso che intende fare Nigel Farage qualora nel 2015 dovesse riuscire a portare lo UK Independence Party a Westminster. Tra la nuova regina di Francia e il conservatore britannico, però, non scorre buon sangue. Sono troppo diversi per combattere lungo la stessa trincea. Il risultato, però, non cambierà. “Democristiani e socialisti hanno sempre inciuciato – continua Salvini – e lo faranno anche questa volta ma ci saranno 150 rompiballe”.