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La Francia blocca condanna di Haftar. Ira di Salvini: “Atto gravissimo”

La Francia continua a muovere i suoi fili sulla Libia. E il fatto che in queste ore sia arrivato il blocco, da parte di Parigi, della condanna dell’Unione europea al generale Khalifa Haftar è un segnale molto importante: la prova che tutti stavamo aspettando. Ieri notte, l’Europa voleva diramare una condanna ufficiale di ogni azione militare intrapresa dall’uomo forte della Cirenaica. E, come spiega Repubblica, “una bozza del documento era stata preparata ieri dal Servizio Esterno dell’Unione ed è stata fatta circolare fra tutti gli stati membri”. L’obiettivo era l’approvazione del documento da parte di tutti i governi entro le 21. Ma la Francia ha bloccato perché nominava esplicitamente Haftar e le sue forze armate. Di fatto, è  arrivata la conferma dei sospetti non solo di Tripoli ma anche di molti servizi d’intelligence europei e mondiali: Emmanuel Macron ha sostanzialmente avallato la campagna del generale.

La notizia è particolarmente importante. E getta un’ombra su tutta la strategia europea per la Libia. Perché è chiaro che a questo punto i giochi sono molto più complessi ma anche (finalmente) cristallini rispetto a prima. L’Unione europea non esiste, gli Stati giocano la loro partita singolarmente. E l’Italia, con l’avanzata di Haftar, rischia di essere messa con le spalle al muro da un asse composto da Francia, Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. E con il non troppo tacito placet della Russia che, da giocatore esterno ma presente, muove i fili libici sostenendo (pur non formalmente) l’avanzata dell’Esercito nazionale libico. Per Palazzo Chigi, la caduta di Tripoli in mano ad Haftar rappresenterebbe la chiusura definitiva di una volontà di leadership della transizione nel Paese nordafricano. E gli errori del nostro governo rispetto a tutti i possibili partner coinvolti in Libia, rischiano di pesare in maniera molto grave.

Dopo la notizia dello stop francese alla condanna verso Haftar, è arrivata la replica del governo da parte di Matteo Salvini. Parole molto dure che fanno tornare le lancette dell’orologio dietro di qualche mese, quando la tensione tra Italia e Francia aveva raggiunto livelli di guardia. “Se è vero che la Francia per interessi economici o commerciali stia bloccando l’iniziativa europea per la pace e stia sostenendo una parte che combatte sarebbe gravissimo. Da ministro dell’Interno non starò a guardare, stiamo approfondendo, ci sono delle evidenze purtroppo. Se qualcuno per business gioca a fare la guerra con noi ha trovato il governo sbagliato e con me il ministro sbagliato”. Queste le parole di Salvini a “Non Stop News” su radio Rtl 102.5.

Ma adesso Roma rischia di essere rimasta isolata. In queste ore, Giuseppe Conte ha telefonato al premier libico Fayez al-Sarraj per confermare la volontà italiana di non abbandonare l’alleato libico. E la presenza delle nostre truppe a Tripoli e a Misurata dimostra la volontà da parte del governo giallo-verde di non lasciare il campo alle milizie locali, ma anche per lanciare un segnale a tutte le parti in campo. Il problema è che adesso, con la battaglia di Tripoli che infuria, la questione sembra essere molto più complicata. Non si tratta di abbandonare un alleato, si tratta di capire come gestire l’inevitabile transizione di un Paese in cui Roma poteva contare tantissimo ma che, per colpa di evidenti errori strategici e tattici, stiamo perdendo quasi definitivamente. E la mossa francese con Haftar sembra essere l’ultima dimostrazione.