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Francia, la Chiesa in allarme: cattolicesimo “in fase terminale”

Per la Chiesa cattolica, le cose, in Francia, non vanno affatto bene. A lanciare l’allarme è Jerome Fourquet, che in un recente studio ha fornito dei dati a dir poco cristallini sulla grave crisi che sta colpendo il cattolicesimo d’Oltralpe, con partecipazione alle messe sotto il 4% e matrimoni in chiesa che rappresentano solo il 40%. Per la Chiesa francese, questo è più di un campanello d’allarme. Tanto che l’autore ha usato per il cattolicesimo francese la definizione di “fase terminale”.

Come riporta Italia Oggi, secondi lo studioso francese, la Francia è di fronte a un’epoca che può essere definita completamente “post-cristiana”. La società è completamente distaccata da qualsiasi identità che faccia riferimento ai valori della Chiesa. E anche l’identità nazionale non ha più alcun legame con la religione che per secoli ha caratterizzato il Paese.

I numeri non fanno che confermare quello che è un trend che la Francia subisce praticamente in maniera ininterrotta dai tempi della Rivoluzione. E oggi, complice anche una condizione generale della Chiesa e un’evoluzione in tal senso a livello mondiale, Parigi ha quasi del tutto rinnegato la sua identità cattolica: “C’è una scristianizzazione crescente, che sta conducendo alla ‘fase terminale’ della religione cattolica (a meno che non si camuffi con i valori laicisti anticristiani, come sta anche avvenendo)”.

E se questo trend sarà confermato, spiega l’autore, si stima (chiaramente come linea tendenziale) che nel 2048 possa esserci l’ultimo battesimo, mentre nel 2031 l’ultimo matrimonio cattolico. Addirittura potrebbe esserci anche la totale scomparsa di sacerdoti francesi nel 2044.

La scristianizzazione francese non è soltanto una questione di numeri. La disaffezione della popolazione verso la Chiesa è evidente anche dal totale distacco della politica rispetto all’identità religiosa. E anche lo storico legame fra cattolicesimo d’Oltralpe e Repubblicani è ormai diventato soltanto un retaggio culturale, ma non c’è più quel vincolo che tradizionalmente legava il cattolicesimo al centrodestra di matrice gaullista.

La Francia però non sta perdendo soltanto i valori cristiani, ma vi sono anche continui attacchi nei confronti della comunità cristiana che lasciano ben pochi dubbi sulla piega che sta assumendo il Paese. Gli attacchi vandalici nei confronti delle chiese sono ormai sempre più costanti. Molti edifici di culto sono chiusi, venduti o addirittura demoliti. E nel frattempo, è evidente che l’arrivo di comunità straniere sta modificando il quando sociale e religioso del Paese, a tal punto che già esistono aree di alcune città a larga maggioranza musulmana.

Il quadro che ne dà Fourquet non è certo roseo: “Per centinaia di anni è la religione cattolica che ha strutturato profondamente l’inconscio collettivo della società francese. Oggi questa società è l’ombra di quello che era. È in corso un grande cambiamento di civiltà”. Ed è evidente che la Francia è solo uno degli ultimi esempi, forse il più grave visto il rapporto che ha sempre legato la Francia alla Chiesa, considerata da Roma “la sua prediletta”. Ma anche in altri Paesi cattolici, in particolare in Spagna, si nota ormai da anni un veloce processo di perdita di identità cristiana.

Come riporta Italia Oggi, il cardinale Robert Sarah, nel terzo volume della sua trilogia,  Le soir s’approche et déjà le jour baisse spiega questo crollo del cattolicesimo con il lento declino dell’Occidente: “L’Occidente non sa più chi è, perché non sa e non vuole sapere chi lo ha formato e costituito. Sono ormai molti i paesi occidentali che non conoscono la propria storia. È una forma di autoasfissia che conduce a una decadenza e apre la strada a nuove civiltà barbariche”. Alcuni segmenti del cattolicesimo sanno dunque perfettamente a cosa vanno incontro. Ma l’idea è che in alcuni Paesi questa tendenza alla fine sia quasi inevitabile.