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Favelas di sangue

I proiettili traccianti bucano l’aria lasciando dietro di loro scie luminose.

I soldati li osservano e aggiustano il tiro: sono uno strumento fondamentale per una guerra che si combatte a piedi nudi e senza nessun altro equipaggiamento.

I trafficanti di droga nelle favelas di Rio de Janeiro non hanno visori notturni. Si fidano del buio per difendere il proprio territorio dalla polizia. Agenti dei battaglioni affiancati dalle forze speciali, rigorosamente vestite di nero, del famigerato Bope vanno a caccia di criminali. Il momento migliore è la notte. In mezzo al fuoco incrociato, i residenti delle favelas, lavoratori poveri costretti a convivere con indici di violenza e di mortalità dei Paesi attraversati da guerre civili.

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Le favelas sorgono spesso a pochi metri dai luoghi più rinomati e turistici da una città dalla quale sono esclusi: urbanisticamente e socialmente. La luccicante città del carnevale che ospiterà le olimpiadi ad agosto, è lontana dai luoghi dove i morti sono mediamente 2000 all’anno. Soprattutto a causa di una contrapposizione guerreggiata tra polizia e trafficanti che mai ha raggiunto un obiettivo reale. Per mettere fine ai fallimenti e limitare la violenza, da quando nel 2008 la città di Rio de Janeiro è stata candidata per ospitare i giochi olimpici del 2016, il governo dello Stato ha portato avanti una massiccia opera di pacificazione nelle favelas. Dopo una prima fase di sperimentazione, a seguito dell’indicazione della città come sede delle Olimpiadi, il processo è stato portato avanti con pesantissimi investimenti pubblici e privati.

 

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La creazione della “Unidade de Policia Pacificadora”, doveva rappresentare la soluzione per strappare le favelas dal dominio delle organizzazioni criminali di trafficanti di droga. Nel progetto la Upp doveva essere una polizia di prossimità e dai metodi democratici che potesse rimanere nelle baraccopoli e arrestare la deriva criminale. Una pace da raggiungere comunque con la guerra. Azioni belliche con tanto di utilizzo di carri armati e forze armate per penetrare nelle favelas e, solo dopo un periodo di transizione, lasciare il territorio alla polizia. I primi territori interessati dalla pacificazione sono stati quelli del centro e della turistica e ricca zona sud. Poi l’espansione del progetto ha portato alla creazione di una bolla di sicurezza intorno alle aree della città che avrebbero ospitato parco olimpico e gare olimpiche. Nonostante le critiche per la scelta strumentale, il contraccolpo positivo in termini di crollo dei reati e della mortalità registrato tra il 2008 e il 2012, ha fatto crescere la speranza. Dal 2013 il modello ha mostrato le prime crepe, sia a causa della riorganizzazione delle strutture dei trafficanti, sia per l’incapacità di riformare la polizia, rimasta ancora una volta troppo ancorata alle dottrine elaborate durante il periodo della dittatura militare. L’escalation di violenza dal 2013 ha causato un peggioramento delle statistiche criminali. Tra violenze, sparizioni sospette e una lunga scia di morte, a ridosso dell’appuntamento più importante il modello andato in crisi rischia di implodere.

 

Foto a cura di Marco Negri reportage photographer: http://www.marconegri.net/

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Tra gli zombie del crack
  • jacksea

    “lunga sia di morte” (…)

  • Debora Maria Do Nascimento

    sostenere cosa, narcotrafficanti, poliziotti corrotti, banditi che vestono divise, abuso di autorita, trafficanti come poliziotti uccidono innocenti e chi soffre la povera gente….

    • telepaco

      Ci sarà anche tanta corruzione in Brasile tra le forze dell’ordina ma non mi sembra il caso di giustificare in questo modo le gang del narcotraffico delle favelas. Piu’ ne uccidono meglio è, chi non vuole essere fatto fuori eviti di mettersi in certi giri

  • Carlo Nervi

    l’unica cosa da fare e’ usare i C130A ” spectra” le cosidette cannoniere volanti e sparare di notte con le vulcan 20 mm all’impazzata come i video sull’ afghanistan l’utilizzo del fosforo bianco e’ anche tassativamente da usare. Ci saranno danni collaterali ma una pulizia totale e’ necessaria e poi anche una rigoroso blocco delle nascite per anni per limitare la sovrappopolazione.

  • Ana Claudia

    Sostienici? Ahahahaah Se c’è una cosa che non bisogna dare a queste associazioni sono i soldi, questi giornalisti vogliono vivere qui a Rio facendo la bella vita con i soldi dei sostenitori italiani che ancora cadono in queste trapole

    • Prose Improbabili

      Sono d’accordo con te. E poi vanno in Babilonia a Trans, a ragazzini per prendere i migliori frutti proibiti e pagarli una miseria…

  • claudio

    la scoperta dell’acqua calda!

  • Pussy_Veronique

    Io sosterrei piuttosto chiunque vi spari addosso.

  • Sourwoods Sonny

    Poi uno fa ‘la fine di quell’altro sciagurato al Cairo e tutti lamentano… Chi la cerca la trova diceva un saggio detto popolare di una volta…..

  • bonoitalianoma

    MAMMA MIA … SE CONTINUERANNO A SPARARSI ADDOSSO FRA POCHI ANNI IL BRASILE SARÀ SPOPOLATO E RITORNERANNO I TAPIRI.

    • Doc Dom

      Prossimamente in Italia