Uno degli F-35 italiani (Wikipedia)

Qual è il ruolo dell’Italia
nel programma degli F-35

L’Italia è tra i partner principali del programma di sviluppo del cacciabombardiere di quinta generazione stealth F-35 Lightning II. In particolare il suo impegno rappresenta il secondo in ordine di importanza tra i partner stranieri – a pari merito con l’Olanda – subito dopo il Regno Unito e prima di Canada, Turchia, Australia, Norvegia e Danimarca.

La partecipazione del nostro Paese al consorzio che ha portato alla genesi dell’F-35 è dettata principalmente da una necessità contingente delle nostre Forze armate: la sostituzione delle linee di velivoli di attacco al suolo composte da Tornado e Amx in forza all’Aeronautica militare oltre al rimpiazzo degli AV-8B Harrier II Plus operanti con la Marina militare.

Si parla di un totale di circa 250 velivoli suddivisi tra cento Tornado, di cui 52 saranno ancora operativi nel quinquennio 2020-2025 (anno in cui ne è previsto il pensionamento)132 Amx, di cui 60 saranno ancora in servizio nel 2020, ed infine 18 Harrier II.

Tutti questi aerei hanno accumulato, nel corso dei decenni, decine di migliaia di ore di volo, molte delle quali in missioni. Si ricorda, a titolo d’esempio, che il Tornado è sempre stato utilizzato in (quasi) tutte le operazioni dell’Aeronautica militare dalla Prima guerra del Golfo (1991) sino alla Libia (2011); anche l’Amx è stato impiegato attivamente in Bosnia e in Afghanistan, mentre il primo impiego dei nostri Harrier II della Marina militare risale ai tempi della Somalia (1993).

Questo, se da un lato ha permesso la fondamentale e importantissima esperienza sul campo con il miglioramento delle tattiche e della capacità che ne consegue, ha sicuramente accelerato l’usura delle macchine giunte, oltretutto, al limite della loro vita operativa non potendo più adeguarle agli ultimi standard richiesti.

Come nasce la storia degli F-35 italiani

Nel 1998 l’Italia firma l’accordo per lo sviluppo del fase preliminare della macchina che prevede la definizione di un dimostratore. Nel 2002, dopo l’approvazione della Commissione Difesa di Camera e Senato, il governo italiano conferma la partecipazione dell’Italia al programma di sviluppo dell’F-35.

Nel 2009, con la consapevolezza che la nostra linea di velivoli da attacco al suolo sarebbe diventata obsoleta entro un decennio, sempre la Commissione Difesa approva il programma di acquisizione formulato dal governo per 131 F-35 (69 F-35A e 62 B) al costo complessivo di 12,9 miliardi di euro.

Questo numero viene successivamente ridotto a 90 (60 F-35A e 30B di cui 15 per l’AM) dal governo Monti (2012) con una conseguente riduzione dei costi redatta nel Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa (Dpp) per il triennio 2013-2015. Andando nel dettaglio il preventivo ammontava a:

  • Un miliardo di dollari per la fase di Sviluppo e Dimostrazione dei Sistemi (Sdd).

  • 900 milioni di dollari per la fase di Produzione, Sostentamento e Sviluppo succcessivo (Pfsd) da destinare sino al 2047

  • 465 milioni di euro per attività preparatorie in ambito nazionale (adeguamento infrastrutture)

  • 795,6 milioni di euro per la costruzione della Faco (Final Assembly and Check Out line) di Cameri (No)

  • 10 miliardi di euro per la creazione della rete logistica di supporto e acquisto

Il roll out del primo esemplare di F-35, nella versione A e denominato Al-1, prodotto dal Faco di Cameri e destinato all’Italia è avvenuto a marzo del 2015, quattro anni dopo che l’aviazione americana ha accettato il suo primo F-35A della produzione in serie Lrip 1 (Low Rate Initial Production). Il primo F-35B denominato Bl-1, variante a decollo corto e atterraggio verticale (Stovl), destinato al nostro Paese è invece uscito dal complesso di produzione del novarese il 5 maggio del 2017.

I primi due esemplari di F-35A sono stati consegnati all’Aeronautica Militare a dicembre del 2016 mentre il primo esemplare di F-35B è stato consegnato alla Marina militare – dopo una lunga diatriba con l’Aeronautica militare – il 25 gennaio del 2018.

f-35 a italia

Infografica di Alberto Bellotto

Il Bl-1 è il primo in assoluto di questa versione del Lightning II ad essere stato costruito al di fuori degli Stati Uniti. Il primo volo ufficiale è stato compiuto, sempre sull’aeroporto di Cameri, il 30 ottobre del 2017. Il velivolo poi, il 31 gennaio 2018, è volato nella base di Patuxent River (Maryland) per effettuare prove di compatibilità elettromagnetica durate tre mesi presso l’Integrated Battlespace Simulation amd Test Facility. Tappa obbligata, quella americana, per tutti i velivoli costruiti nelle varie Faco sparse per il mondo (Nagoya in Giappone e Fort Worth in Texas).

Il primo marzo del 2018 gli F-35A consegnati al 32esimo stormo di Amendola (Fg) sono entrati ufficialmente nel dispositivo di difesa aerea nazionale. Sostanzialmente l’Aeronautica Militare ha quindi annunciato il raggiungimento formale della Ioc (Initial Operational Capabilty – capacità operativa iniziale) e quindi i nostri Lightning II sono certificati in prontezza di allarme con uno Standard Conventional Load per la difesa aerea che comprende, al momento, solo quattro missili Aim-120C Amraam.

L’Italia ad agosto del 2018 ha in carico in totale 10 velivoli: nove F-35A e un solo F-35B. Della versione A solo cinque sono schierati in Italia, ad Amendola, mentre quattro sono di stanza nella base dell’Aeronautica americana di Luke (Arizona), hub internazionale per l’addestramento della flotta di Lightning II.

L’Italia, con scelta lungimirante viste le problematiche già emerse, ha deciso di acquisire il velivolo a partire dal Lrip 6 con in dotazione il software Block 3I che offre capacità sia aria-aria sia aria-suolo. I nostri F-35A possono infatti montare, oltre ai già citati Amraam, le bombe Gbu-21 Jdam e le Gbu-12 da 500 libbre Paveway II.

Entro la fine del 2018 tutti i velivoli saranno aggiornati col software Block 3F e quindi avranno raggiunto ufficialmente la capacità operativa iniziale potendo impiegare anche il cannone Gau-22/A da 25 millimetri e il missile aria-aria Aim-9X Sidewinder. Si prevede che la totale capacità operativa sarà raggiunta nel 2020 con l’adozione del software Block 4.

Gli F-35 italiani hanno avuto modo di volare con altri asset dell’Aeronautica militare. In più di una occasione ed in ambito di operazioni simulate, ha volato con Typhoon, Amx, G550 ed M346, ma il vero limite è rappresentato dal software di comunicazione dati avanzato (datalink) Madl. Infatti il velivolo non è in grado di utilizzare lo stesso linguaggio con i velivoli della generazione precedente e deve affidarsi ad altri sistemi come il Link 16 ed il Vms (Variable Message Format), fattore che ne limita di molto la capacità, unica, di svolgere il ruolo di “snodo” moltiplicatore delle informazioni raccolte sul campo di battaglia.

Infografica di Alberto Bellotto

Da questo punto di vista l’Aeronautica militare, anche in forza del fatto che l’Italia è sede di un Faco, sta studiando la possibilità di come far dialogare in maniera silenziosa l’F-35 con gli altri velivoli di vecchia generazione e parallelamente si è attivata per fare in modo che questi ultimi possano ricevere (e comprendere) il linguaggio del software Madl montato sul Lightning II.

Il colonnello Davide Marzinotto, comandate del 32esimo stormo di Amendola, ha riferito a Rid in una recente intervista che “il reparto è pienamente autonomo e capace di gestire la manutenzione del velivolo, compreso il ripristino del rivestimento stealth qualora richiesto”.

La Faco di Cameri

La Final Assembly and Check Out line di Cameri ha un costo complessivo di 795,6 milioni di euro. I primi negoziati per la sua costruzione con la Lockheed-Martin ed il governo americano sono cominciati nel 2005 e la sua approvazione risale al 2009.

Costruita tra il 2011 ed il 2013 in un’area di 40,87 ettari presso la base dell’Aeronautica di Cameri in provincia di Novara, consiste in 22 edifici che ospitano 11 stazioni di assemblaggio e cinque di manutenzione, riparazione e aggiornamento per tutti i velivoli F-35 A e B ed è gestita dalla Alenia/Aermacchi, facente parte del gruppo Finmeccanica. La produzione degli F-35 a Cameri è cominciata a luglio del 2013.

Alla Faco di Cameri l’Alenia è stata scelta dalla Lockheed-Martin per la produzione delle ali dei velivoli e della sezione centrale di collegamento destinate non solo agli esemplari italiani, ma a tutti quelli degli altri Paesi utilizzatori. Secondo gli accordi iniziali dovevano essere prodotti 1215 set di ali, totale poi ridotto a 835 – come da contratto – dopo il taglio del numero di velivoli da acquistare deciso dal governo Monti, creando quindi una perdita in prospettiva per il gruppo italiano. Il complesso di Cameri è in grado di produrre 66 ali all’anno con la possibilità di passare a 72.

Il Pentagono ha deciso a dicembre del 2014 di far convergere su Cameri tutte le attività di supporto relative alla parte strutturale degli F-35 schierati nell’area euromediterranea diventado così a tutti gli effetti un centro Mro&U (Maintenance Repair Overhaul and Upgrade). Questa capacità deve essere raggiunta entro il 2018 e, per questa esigenza, il governo italiano ha stanziato un ulteriore finanziamento di 63,3 milioni di euro ripartiti su due annu (2017 e 18).

Si calcola che a fronte di questo magro investimento il ritorno per l’industria italiana potrebbe ammontare a circa 14 miliardi di dollari fino al completamento della produzione.

Il problema dei costi e la Corte dei Conti

Per i 90 F-35 complessivi italiani si stima che il costo operativo e di supporto ammonterebbe a circa 40 miliardi di euro. A causa della revisione dei conti del governo Monti l’impegno italiano nel programma, che ammontava a 17,3 miliardi di dollari, subì un taglio di 5,4 miliardi.

Per dare un’idea dei costi in dettaglio, oltre a quello unitario di un singolo velivolo, al 2016 questi erano così suddivisi:

  • 8,6 milioni di euro per la partecipazione alla fase di dimostrazione concettuale.

  • 819,6 milioni per la fase Sdd.

  • 2533 milioni per la produzione.

  • 818,9 milioni per il Faco di Cameri.

  • 159,3 milioni per l’adeguamento delle infrastrutture nazionali (Amendola e Grottaglie).

A fronte di questi costi il governo nel 2017 ha recepito l’invito della Camera dei deputati supportato dalla Corte dei Conti per “rendere il programma finanziariamente più sostenibile attraverso una riduzione dei costi nel breve-medio periodo e una maggiore efficienza della spesa nel medio e lungo termine”.

All’atto pratico questo ha portato ad un’ulteriore dilazione del profilo di acquisizione dei primi velivoli che è stato portato a otto (a fronte dei 10 inizialmente previsti) entro il 2017 e a 22, di cui 17 F-35A e 5 F-35B, entro il 2021 (a fronte dei 29 previsti). In questo modo nell’arco temporale che va dal 2016 al 2019 il risparmio, solo temporaneo, per lo Stato, è valutabile in circa un miliardo di euro, ma nel lungo periodo, salvo ulteriori ed impensabili tagli al numero di velivoli acquistati, non ci sarà ulteriore risparmio.

Il calendario delle consegne, in dettaglio, entro il 2020 è il seguente: un velivolo del lot 10 per l’Aeronautica ed uno per la Marina, due del lot 11 per l’Aeronautica militare ed uno per la Marina militare e altrettanti per il lot 12, nel lot 13 i velivoli per l’Aeronautica militare saranno ancora due ma tre quelli per la Marina militare, mentre per il lot 14 all’Aeronautica ne andranno quattro mentre alla Marina cinque.

Il problema del software Alis

Alis, acronimo di Autonomic Logistic Information System, è un software che gestisce, tra l’altro, tutte le informazioni raccolte dall’F-35 durante una missione ed è alla base della gestione altamente computerizzata del sistema di supporto logistico del velivolo.

Il problema principale è che tutti gli “utenti” sono collegati attraverso Alis alla sede centrale di Fort Worth (Texas) dove affluiscono tutti i dati raccolti dagli F-35. Questo implica un evidente problema di sicurezza, in quanto una nazione, come l’Italia ad esempio, ha la necessità di tenere segrete certe informazioni raccolte per questioni di sicurezza nazionale.

L’Italia sembra aver risolto questo problema attraverso l’introduzione di un “filtro” mediante un dispositivo hardware/software di fabbricazione italiana e posto sotto l’esclusivo controllo di Roma che consente di bloccare automaticamente dati e messaggi di cui si vuole evitare la trasmissione oltre Atlantico.

Secondariamente i dati raccolti riguardanti la creazione di programmi di missione, chiamati Mission Data Files, verranno trattati in modo parallelo e separato da personale italiano in un laboratorio in via di costruzione presso la base di Eglin (Florida) in un’area riservata esclusivamente al personale italiano.

Per quanto riguarda il ben noto problema dei codici sorgente del software che potrebbero impedire l’integrazione di altri sistemi d’arma rispetto a quelli preventivati, fattore non da poco per la nostra industria che produce missili come lo Stormshadow o il Meteor, l’Aeronautica militare riferisce che la Difesa italiana dispone di chiavi sufficienti per la gestione autonoma della flotta.

  • montezuma

    Strano. Non si è ancora scatenata la bagarre. -:)

    • Flavio Stilicone

      Comincio io allora. Ci conviene restare allineati agli USA e beccarci sti aerei, a qualcosa serviranno. Inoltre non dobbiamo dimenticare che il nostro sistema economico è organico a quello americano e una bilancia commerciale attiva di 26 miliardi di euro annui fa comodo, così come fa comodo che qualcuno ci compri i titoli di stato e ci aiuti a rimettere le mani sul petrolio libico, alla faccia dei francesi.

      Nel frattempo trattiamo con i cinesi per la valorizzazione dei porti di Trieste e Genova, facendo capire agli americani che meglio noi che qualcun altro (e l’alternativa principale per i cinesi è Koper/Capodistria). Dobbiamo imparare a fare i nostri interessi SEMPRE, e smettere di fare la figura dei fessi.

      • bruno

        Sembra la ripetizione del programma f104 fabbrica di vedove

        • montezuma

          Il termine “fabbrica di vedove” è un termine giornalistico affibiato al F-104. Il caccia in sé era un buon sistema d’arma. Caso mai è stato l’impiego spinto e troppo variegato che ne hanno fatto vari Paesi europei a portare a un elevato rateo di incidenti.

          • paolo045

            Mi permetto di completare il suo preciso e conciso commento; (per i non competenti).
            L’F-104 era perfetto per il ruolo che doveva svolgere: caccia intercettore, armato con due missili aria-aria. In caso di aggressione di aerei nemici in territorio italiano, doveva salire velocemente, intercettare i veivoli nemici, lanciare i missili e abbatterli, ritornare alla base e rifornirsi per una ulteriore missione; questa era la sua funzione e null’altro.
            Se poi si è voluto trasformarlo e utilizzarlo anche come caccia-bombardiere o come caccia da dog-fighter, ben stanno gli imbecilli e i relativi morti.

          • Marco_Seghesio

            Penso anche che la Marineflieger tedesca, ma anche il 36esimo Stormo italiano, utilizzarono gli F-104 come bombardieri, specificamente contro un “task group” della flotta sovietica, vuoi nel Baltico, vuoi nel Mediterraneo.
            Con armi assolutamente risibili (forse gli italiani anche con semplici bombe “stupide”). Fino al missile “Kormoran”, che comunque nasceva praticamente insieme alla sostituzione dell’F-104 con il Tornado.

      • montezuma

        Condivido la sostanza. Mi piace. Sono sempre in favore di fare i nostri interessi ponderati.

      • dottor Strange

        condivido, anche perché i Cinesi cominciano a rendersi conto che il Pireo non serve a nulla, essendo privo di valide linee di comunicazione terrestri col resto d’Europa. finché c’è Trump, facciamo gi amici, ci conviene (anche per evitare di essere coinvolti nelle sanzioni)

        • Libertà o cara

          Gentile dottor Strange,
          si arguisce che lei non coglie una linea strategica nella politica italiana!
          Agli ultimi arrivati si danno i compiti meno nobili e più gravosi!
          Chi si fida dell’ultimo arrivato?
          E’ questa una condizione da ben valutare nella geopolitica!
          Sereno anno … Libertà o cara

      • Emilia2

        Se siamo obbligati a restare colonia degli USA (speriamo che poi ci comprino veramente i titoli di Stato ecc.) becchiamoci questi aerei, pero’ sia chiaro che tutti gli aerei e tutte le nostre Forze armate sono inutili, dato che non possiamo neppure difenderci da invasori provenienti dalla Nigeria o dal Burkina Fasso.

    • Alox2

      Solo stanchi del copia incolla…fra quelli che ritengono la Russia/Cina/ chiunque patria della tecnologia e gli USA che producono cariole.

  • enricodiba

    Tanto questo progetto è alla deriva, con russi e cinesi anche ancora ridono.

  • 1n0

    “Per quanto riguarda il ben noto problema dei codici sorgente del software […] la Difesa italiana dispone di chiavi sufficienti per la gestione autonoma della flotta.”. speriamo sia vero, ma ci credo poco. prima di usarlo davvero sarebbe meglio farci una bella scansione dello spyware contenuto. e mi chiedo perchè l’italia, col suo impegno “secondo in ordine di importanza tra i partner stranieri” abbia meno autonomia di gestione di un certo altro paese, altrove definito “marginale” nel progetto f-35, che ha i sorgenti, il suo centro di calcolo, e può sviluppare le sue modifiche in loco e senza seccature.

    • Ilario Fontanella

      Perché hanno il naso aquilino e siedono nel consiglio di amministrazione della Looked Martin…

  • best67

    conviene se funziona la faco.

  • NSA

    Un bel cesso volante con 1000 problemi, tra altri non puo volare se ci sono temporali perche fulmini lo buttano giu.Dal altra parte cesso volante F35 con grandi problemi di manovrita e partenza e decollo verticale.UN BEL CESSO VOLANTE,LO DICE PANTAGONO DA SOLO HAHAHAHAHA

    • bruno

      La forma sgraziata a barca qualità di volo sacrificate allo stealth

      • potier

        qualità del volo sacrificata allo stealth !? ma lo ha visto volare !? ma se ha una manovrabilità pari se non superiore a molti altri Jet come ad es l’F-16 o l’F-18 !
        pertanto se aggiungiamo la caratteristica stealth a ad un’ottima manovrabilità, rende l’F-35
        piuttosto letale. altra cosa è se possa poi servire realmente all’aeronautica italiana …
        e qui avrei realmente dei forti dubbi … se non altro e soltanto perché non siamo un paese con delle questioni aperte con altre realtà a noi vicine.

        • paolo045

          Due notazioni al suo commento: una positiva e una negativa.
          1-Condivido pienamente i suoi ‘forti dubbi’ che l’F-35 possa ‘servire realmente all’aeronautica italiana’; condivido anche il resto.

          2-bruno ha perfettamente ragione: le ‘qualità di volo’ sono state sacrificate allo stealth: la sagoma del veivolo, da cui, le caratteristiche tecniche (velocità, manovrabilità, ecc.) lo dimostrano.
          Confrontare queste caratteristiche con gli F-16 e F-18 (aerei di terza generazione) è quantomeno superficiale; sarebbe opportuno confrontarle con gli Eurofighter, o con i Rafale, o addirittura con i Gripen, aerei di quarta generazione.

          • potier

            gli F-16 e gli F-18 aerei di terza generazione !? ma stiamo scherzando ?
            sono di QUARTA generazione ! di poco precedenti agli Eurofighter e Rafale !
            e aggiornati come sono sempre, dovrebbero essere addirittura un quarto ++,
            si informi meglio !

          • paolo045

            Ma allora se gli F-16/F-18 sono addiritura di generazione quarto++, gli Eurofighter e i Rafale di che generazione sono?

            QUARTA generazione+++?

            E aggiungendo magari un altro ‘quarto’, con una o due mani di vernice ‘STEALTH’, possono giungere alla QUINTA— generazione?.
            Sempre disponibile a una discussione sulle “generazioni” degli aeromobili.

          • Marco_Seghesio

            Io mi interesso particolarmente della Marina e per essa l’F-35B serve comunque assai.
            Secondo me, dopo i Sea Harrier e gli AV-8B+, le portaerei STOVL (o portaerei aeromobili) oggettivamente fanno un altro non piccolo passo, nei confronti delle vere CVN.
            Se all’Aeronautica non servono gli F-35B, a maggior ragione glieli facciano pagare alla Marina e ai suoi commissari :)

          • paolo045

            Concordo con la sua opinione sull’utilizzo dell’F-35B per la Marina; ma per il resto…

        • Libertà o cara

          Gentile signor potier,
          nulla è cambiato passando da mister Obama a mister Trump!
          Noi, come anche gli atri (Germania?), siamo destinati alla “obbedienza”.
          I nostri F-35 sono destinati a comporre la flotta Nato degli F-35, chi può opporre una flotta equipollente per numero e potenza?
          Sereno anno … Libertà o cara

          • potier

            guardi che nessuno ha obbligato l’Italia a prenderli, se non fosse stato per l’allora primo ministro Prodi che firmò il contratto … e appunto la Germania obbediente !?
            ma di che !? non li hanno presi !

          • Libertà o cara

            Gentile signore potier,
            in politica non è più gentleman usare le cannoniere, ci sono rapporti di convenienza, ci sono “associazioni” non governative spesso segrete, ci sono punti deboli struttiralo della nazionr ed infine c’è il volere della grande potenza. Il cinese qiao scrisse “la guerra senza limiti” sul come farsi ubbidire oggi. I miliardi di Soros.
            Sereno anno … Libertà o cara

    • Occhio

      C’è solo un aereo militare con quelle caratteristiche, l’iraniano Qaher-313 …

      • Buba17

        Aereo è una parola grossa, magari un bel modellino

      • NSA

        SEMPRE UN CESSO VOLANTE E F35,NON LO VUOLE ANCHE PENTAGONO HAHAHAHA

      • montezuma

        Ma cosa sta dicendo? Forza un po’, sia serio :-))

        • Occhio

          Appunto.

          • montezuma

            E’ pieno di esperti da queste parti.

          • Anita Mueller

            Ma io non ero te e tu non eri me?

  • John

    La domanda e’: Conviene a chi?? Agli Usa certamente. E per farne cosa?? Per difenderci dai Russi ?
    O per aiutare gli Usa ad aggredire paesi amici e creare orde di disgraziati che ci invadono..
    E con quali sodi? Non mettiamo in sicurezza le autostrade ed i ponti su cui abbiamo tanti morti e poi spendiamo soldi a debito per questi cancelli volanti..!! Che idiozia..
    Forse e’ perche’ siamo obbligati, essendo la migliore colonia degli Usa, ma quali i vantaggi? NESSUNO.
    Aumentare il Debito Pubblico per assecondare le lobby, e’ un disegno criminale . Dobbiamo uscire dalla Economia Nato e diventare un paese neutrale.

    Le armi non ci servono:siamo gia’ invasi e schiavi.

    • Occhio

      Le baby pensioni, che hanno aumentato il debito pubblico italiano (costo finora: circa 150 miliardi di euro), sono per sostenere gli americani? Pure l’evasione fiscale italiana e ogni paradiso fiscale che la sostiene?

  • Libertà o cara

    Gentile Dott. Paolo
    la domanda che lei pone ha tutto un ventagl’io di risposte,
    alcune: fatti inoppugnabili
    altre: opinioni sperimentate, perciò difficilmente oppugnabili,
    Dei passati governi alcuni li hanno ordinati gli F-35, altri li hanno accettati, gli F-35!
    Mister Obama proverbbe leggero dispetto se solo leggesse il suo articolo!
    La brutale rinuncia all’ F-35 comporterebbe per l’Italia l’avventurarsi solitaria per il mondo!
    Lei, dottore, suggerisce questo?
    Il moderno guerreggiare comporta la presenza massiccia di armamenti in ogni settore del fronte, settore in verticale per la bisogna naturalmente!
    Chi oggi può opporre flotte di concorreti all’F-35?
    Proprio pochini, vero?
    Israele è forse l’unico che non può permettersi errori nella scelta, ne andrebbe della sua esistenza!
    Ne ha, e col permesso del costruttore, lo perfeziona per i suoi bisogni!
    Non mi affascinano gli aspetti tecnici della maccina né le polemiche di parte, ma mi domando quanti vettori Saturno 5 sono stati sperimentati prima dell’allunaggio!
    Nessuna macchina umana esce perfetta dalla fabbrica!
    Ripensando alle altrui alleanze (sudditanze) a tutti conveniva e conviene l’abbraccio rosso?
    Come fini?
    Sereno anno … Libertà o cara

    • montezuma

      Complimenti! Se tutti i commenti fossero come questo, questi blog sarebbero linkati a livello professionale.

    • paolo045

      Alcune precisazioni, (e qualche domanda):

      l’articolo, esplicativo e dettagliato, si chiede della convenienza economica e ‘geopolitica’ del programma F-35; non parla della ‘filosofia’ militare del suo utilizzo e tanto meno delle caratteristiche tecnologiche dell’aeromobile; espongo la mia opinione in merito.
      1-L’F-35 è stato concepito come aereo di ‘aggressione’ e non di difesa.
      2-L’F-35 è un aereo dotato della tecnologia cosidetta “stealth”, ovvero ‘invisibilità’ ai radar nemici. Tutta da dimostrare quanto sia efficace, e questo a discapito delle prestazione generali del veivolo.

      3-L’F-35 per operare efficaciamente richiede un supporto logistico-tecnologico talmente complesso e farraginoso da far dubitare del suo funzionamento.
      Detto questo, e ci sarebbe molto altro, mi chiedo:

      -perchè l’Italia ha scelto F-35? Chi dobbiamo aggredire? Se invece dobbiamo difendersi non è sufficiente l’eccellente Eurofighter?

      p.s.per Libertà – grazie dell’augurio di serenità.

      • Libertà o cara

        Gentile signor paolo045,
        la Storia dell’uomo è una continua rincorsa tra spada e scudo, quel che ieri era novità per la spada (stealth) oggi mostra le sue prime crepe allo scudo (radar e missili).
        Le tecniche di supporto nelle basi.
        Il problema è culturale!
        Si, le procedure sono plurime e complesse! Vero.
        Ma gran parte della difficoltà potrebbe derivare dal ritardo tecnologico della nazione!
        È un campanello d’allarme dal suono intenso che dovrebbe interessare la politica!
        Lo fa, questa si interessa? Se nemmeno i ponti …
        Le nostre università scendono costantemente nella mondiale graduatoria del merito!
        Resta il problema dell’alleato (padrone) lui ha deciso secondo le sue necessità il tipo di aereo, ha affrontato i costi realizzativi e, giunto al fatto compiuto: F-35 operativo, lo ha messo sul mercato per rimpinguare le casse forse (ripeto forse) esauste!
        Anche la Germania del “Uber alles” ha chinato la testa e steso, ubbidiente, la mano!
        Questa è una libertà concessa dalla geopolitica alla grande potenza: questa ha la cultura, le strutture ed i mezzi per fare e fa!
        Agli alleati la libertà, puramente formale, di dotarsi degli strumenti approntati altrove! Necessario il contribuire alle spese sostenute. Naturalmente obbligatorio!
        In caso di conflitto gli alleati (!) schiererebbero la flotta omogenea di F-35, ripeto una flotta!
        Va notato che l’arma è un legame col fornitore arduo a recidersi! Fondamento dell’alleanza!
        Vedasi URSS ed Egitto! Vedasi Usa ed Iran!
        Chi diceva: Così è se vi pare?
        Trump con il suo: America first, opera perché gli Usa primeggino.
        Niente più è gratuito, tutto ha un costo, deciso altrove!
        Iniziammo la seconda guerra mondiale con degli ottimi aerei, presto superati però!
        È una questione culturale!
        Sereno anno … Libertà o cara

        • Marco_Seghesio

          Gli Stati Uniti nascono nel 1775, non tanto per motivi economici, ma per essere uniti di fronte alla strapotenza militare della Gran Bretagna.
          “United we stand, divided we fall” dicevano le colonie americane di fronte all’impero britannico.
          Oggi le parti mi sembrano invertite ed e’ la strapotenza degli Stati Uniti a togliere liberta’ ai singoli stati europei, che devono anche, se gli USA lo impongono, dobbiamo martellarci gli zebedei, esprimendo pure grande gioia !
          “United we stand, divided we fall” ? Non per gli italiani e per gli europei: questo concetto e’ troppo difficile.

          Non sono convinto che all’inizio della II GM l’Italia avesse “ottimi aeroplani”.
          E’ vero che all’epoca la tecnologia era rapidissima, almeno a confronto della attuale e i caccia ed i bombardieri. ottimi nel 1935, nel 1940 erano decisamente obosoleti.
          Principalmente perche’ l’Italia non pote’ competere con la potenza dei motori che rano ancora fermi alla Guerra di Spagna (700-800 cavalli con G50, C200 e CR42 biplano), quando la Germania (Bf/Me 109), la Gran Bretagna (Spifire), USA (P-40-Esercito/Wildcat-Marina) avevano potenze superiore ai 1.000 cavalli.
          L’Italia non riusci’ piu’ a raggiungerli, infatti pote’ allinearsi soltanto riproducendo su licenza dall’Alf Romeo, il motore Daimler Benz DB601 e poi 605. Che permessero finalmente di realizzare buoni caccia italiani tipo il famoso C202 “Folgore”, a partire dalla 1941.
          Quindi i migliori aeroplani si cominciano a vedere dopo oltre un anno di guerra.
          In quanto ai bombardieri gli italiani sono vincolati a trimotori (anche validi tipo l’SM79 e l’SM81) proprio perche’ non si raggiungono 1.000 cavalli.

        • paolo045

          Esaustiva: non mi rimane che aggiungere “così è se mi pare e…anche se non mi pare”
          Mi manca solo un’ultima precisazione: Perchè “E’ una questione di cultura!”
          Non riesco a comprendere il significato della sua, ripetuta, affermazione: grazie di una sua delucidazione.

          • Libertà o cara

            Gentile signor paolo045,
            ben volentieri le illustro il mio modesto pensiero!
            Gli States sono States in forza del loro stare, come i surfisti sul mare, sull’onda della tecnologia più avanzata.
            In ogni settore dello scibile umano!
            Hanno università prestigiose, che non vuol dire ricche, vuol dire tra le prime per conoscenze scientifiche maturate e padroneggiate! Ne discende una dirigenza ben formata professionalmente! E quando altrove ne trovano di migliori: se li prendono, pagandoli in modo congruo!
            Un esempio: i telefonini.
            L’Italia è ferma agli SMS dei primordi, loro hanno Whatsapp e diavolerie simili!
            Loro hanno colossi intangibili come: IBM, Microsoft, Google, etc. etc.
            Noi abbiamo la strage di Genova, loro hanno il Golden Gate!
            Noi abbiamo avuto “due aspro” e loro l’aspirina! Prima di noi molto prima,
            Non conosco le diavolerie conseguite nel mondo militare ma …
            Allora è meglio pagare accompagnando i nostri milioni con un bel: grazie signore della sua graziosa bontà! Solo questi pochi spicciolini!
            Quanto tempo impieghiamo noi a padroneggiare una novità, nel tempo a noi necessario per conoscere oggi il loro di ieri, nel loro domani cosa ci sarà?
            La misura del baratro, loro dicono Gap, la danno il numero enorme di miliardari che ogni anno arricchiscono gli States con le loro fruttuose iniziative!
            Anche noi sforniamo miliardari … ma forse … è meglio tacerne!
            Non trova? Fermi come siamo a: destra e sinistra!
            Sereno anno … Libertà o cara

  • Albert Nextein

    Soldi buttati via.

  • Divoll79

    A noi conviene tutto il contrario di quello che conviene agli americani.

  • montezuma

    Non si può affermare che un velivolo allo stadio di sviluppo attuale del F-35, sia un “cesso”. Alcuni commenti riporta affermazioni basate sul nulla o su questioni irrilevanti. Alcuni caccia del recente passato che avevano mostrato problemi rilevanti, si sono poi rivelati sistemi d’arma di spicco. Un esempio è stato il FA-18 Hornet. Se poi si vogliono fare considerazioni politiche o di confronto con altre soluzioni, ognuno può sparare la sua. Ma eviterei di sostituirmi a ingegneri e collaudatiti di prim’ordine che ogni Paese impiega in programmi del genere.

    • Ilario Fontanella

      Per favore, io non ho i mezzi per informarmi, a quante missioni di guerra ha partecipato l’f104? Altro gioiello della looked? Personalmente mi piace l’aermacchi, macchinetta lenta, ma con una manovrabilità spettacolare…. e bene o male costruito “quasi” tutto in Italia…

      • Marco_Seghesio

        Penso che l’F-104 fu re nella missione di intercettazione, in difesa dello spazio nazionale, nell’arte degli anni ’70, primi anni ’80. Tutto il resto (autonomia, raggio, dogfight, carico armi…), erano subordinati alla elevatissima salita. Credo fosse un caccia in stile “Guerra Fredda” in quelle tecnologie. In quel contesto, non avrebbe avuto senso, nè lo avrebbe oggi ancora, paragonarsi reciprocamente aeroplani più diversi, tra quelli da Lei citati. Che poi ad Ustica gli F-104 non riuscirono, almeno ufficialmente, a partecipare alla difesa del nostro spazio aereo, credo sia un altra storia, ancora da scrivere interamente. Tra l’altro mi pare che nel settore dello scontro fu presente soltanto un TF-104 in missione di addestramento o di collegamento, senza armi, in particolare armi aria-aria.

      • montezuma

        Come detto bene da Seghesio, il F-104 è stato il tipico caccia da difesa aerea della Guerra Fredda. Quello era il suo profilo operativo e lo faceva egregiamente. Di fatto la missione di difesa aerea è sempre “di guerra” anche se nessuno lo ha mai detto agli … Italiani. Aermacchi …. quale?

        • Marco_Seghesio

          Mi fa piacere che il mio intervento e’ stato visibile, tanto basta che anche Lei lo ha potuto riprendere. E, ora che e’ stato “rimosso” (why ?), a maggior ragione ha potuto comunque sostenere queste nostre ragioni, riguardo ai citati aeroplani.

          • montezuma

            Rimosso, e perché (rivolto anche alla redazione)? Cose del genere sono anche peggio di certi commenti imbecilli che galleggiano qui.

        • Ilario Fontanella

          Quello che usa la pattuglia acrobatica…..

          • Marco_Seghesio

            Credo intenda l’Aermacchi (oggi Leonardo) 339 e, tra un po’, sara’ forse sostituito con il 346.

          • montezuma

            Una macchina rispettabile. Il MB-339 tuttavia non ha né la potenza né le caratteristiche per fare quel che faceva il F-104 nemmeno vagamente. Il -339 è un addestratore spinto che ha dei profili bellici di rilievo, ma no paragonabili a velivoli di caratteristiche di spinta e carico molto superiori.

  • Marco_Seghesio

    Se ho ben capito l’avanzato datalink (Madl) dell’F-35 non dialoga con i software dei sistemi precedenti
    E, sempre se ho capito bene, perchè l’Italia non ha accesso al codice sorgente del sistema operativo e delle applicazioni dell’F-35. Così da poter inserire un “patch” e far sì che quest’ultimo software possa anche “emulare” i linguaggi dei datalink precedenti.
    In teoria, avendo questo codice, per l’industria militare non sembra molto difficile.
    Così come aggiornare l’hardware, per eventuali diverse interfacce.
    Ma forse, anche avendo questo codice, i costi vivi software e/o hardware potrebbero essere proibitivi.
    Mi chiedo però se anche le forze armate statunitensi non hanno questo problema di datalink o l’hanno risulto diversamente.

    • Libertà o cara

      Gentile signor Marco,
      il software di un velivolo, Sistema Operativo, ha a che fare con le potenzialità della arma: potrebbe essere un bel segreto? Non trova anche lei?
      Noi abbiamo aerei di produzione europea, pensati per colloquiare coi sistemi yankees? Non credo!
      Si potrebbe avanzare il software dei sistemi d’arma in nostro possesso! Concettualmente quanti lustri distano questi nostri sistemi d’arma dai sistemi americani? Possono essere appaiati o l’operazione è non fattibile?
      Il nostro esercito è equipaggiato per integrarsi nei sistemi bellici degli alleati?
      Anche questo del sistema bellico è un bel segreto!
      Però noi segreti amo termini contrattuali e nomi di debitori!
      In Iraq andarono otto aerei, gli unici nostri che potevano essere integrati con gli altri presenti!
      Le scelte di campo moderne hanno conseguenze a lungo termine, purtroppo!
      La Germania avrà i suoi F-35!
      Sereno anno … Libertà o cara

      • Marco_Seghesio

        Sotto molti aspetti ha ragione.
        Tra l’altro gli unici aerei italiani che andarono in Iraq (presumo che allude alla I Guerra del Golfo), perche’ erano gli unici in grado di integrarsi con gli alleati (britannici e sauditi). Non un caso, ma in quanto il Tornado era stato progettato e costruito totalmente in Europa, hardware e software compresi.
        In quanto alla Francia e alla Germania e’ forse un caso che non acquisito nessun importante velivolo americano, a parte l’E2C per l’Awacs della portaerei “De Gaulle” ?
        Al punto che la Germania e’ ridotta non molto lontana dalla Svizzera ? Anzi la Svizzera ha un ottimo leggero F-18, che la Luftwaffe, in questo settore, se lo sogna.

        • Libertà o cara

          Gentile signor Marco,
          quel che lei scrive su Svizzera e Germania dovrebbe sorprendere ma invece lascia tranquilli.
          Non conoscevo la notizoa, ma essa appare essere la naturale conclusione degli eventi recenti.
          L’Europa ha perso la sua indipendenza!
          La Russia di Putin è indipendente ma nel mirino! Le sanzioni di Obama!
          Negli Usa la guerra intestina è asperrima!
          Gli Yankees hanno daggiatob

          • Marco_Seghesio

            In Europa vi e’ arrivata una tardiva, sconclusionata, ingenua e limitata comprensione di questo “Problema” (chiamamolo cosi’ :). Ma manca del tutto la coesione laddove, da soli, non basta.
            E essere divisi, dove ci sono potenze finanziarie, che possono influenzare intere grandi potenze suddite, pochi ma abissalmente meglio organizzati dei popoli, non vuole forse dire gia’ essere sconfitti al 100%. ?
            Non credo che la scelta dell’F-35 dell’Italia sia oggettivamente una scelta fatta solo “altrove”. E’ il contesto, questo si’ creato da altri esterni, che fatalmente porta anche l’Italia a questa scelta.
            Una scelta discutibile per molti aspetti, ma non priva di logica.
            E nei limiti di quel contesto (ribadisco di “quel contesto”), questa scelta Italiana, acquisisce anche peso ed una ben limitata “potenza”, ma sempre “potenza”.
            E’ il “contesto” in cui vive l’Europa che, nel lungo periodo, e’ suicida, perche’ in sintesi, pur con tanti “birignao”, e’ ad essa ostile.
            Ma questo contesto fu (ed in parte lo e’ ancora) troppo comodo, per cambiarlo: moriremo dunque con il “tight”, ballando nel salone del “Titanic”, anziche’ almeno provare a “salvarci la vita” ?
            Uniti, perche’ senno’ e’ meglio davvero crepare “bene”, con il “tiight”, con una buona band, abbracciando la piu’ graziosa ballerina.

          • Libertà o cara

            Gentile signor Marco,
            piacevole il leggerla, per la sua ben consapevole condiscendenza verso gli eventi nazionali.
            Le dimensioni delle nazioni europee, ottimali fino agli anni 50, sono oggi del tutto insufficienti per essere potenza. La aggregazione europea, che porterebbe a potenza, è impossibile per i miopi egoismi piccolo borghesi degli Stati nazione, sia per la feroce opposizione delle potenze oggi in essere!
            Chi è la signora Merkel che parla e si porta da “Europa” ed, al contempo, è fautrice del NWO? Oggi chi siede sul trono incompleto di questo NWO in divenire prossimo?
            La saluto con i complimenti per la sua serena visione dell’oggi augurandole ogni bene per il futuro!
            Libertà o cara

          • Marco_Seghesio

            Grazie e ricambio.
            L’unica cosa e’ che non sono serenonin merito alla visione dell’oggi, anzi sono imbufalito come una ultracentenaria mandria di bisonti in carica.

          • Libertà o cara

            Gentile signor Marco,
            il popolo italiano sta saggiando la avversione di gente che si pone al servizio del padrone straniero lontano ed opera contro di noi soliti fel sì!
            In una nave carica di clandestini tutte le belle intelligenze (!) moderne e solidali salgono a bordo!
            Stuprano ragazze? Le stesse belle intelligenze (!) si domanderanno “Ma è italiana? Allora dove sta la notizia? ” e disertano l’incontro di solidarietà! Così un tizio s’è espresso in un blog: dove sta la notizia?
            Saviano ha la scorta!
            Meglio celiare.
            Dall’Africa via documentario.
            Se i bufali si imbattono in un branco di leoni lo caricano disperdendolo e calpestando i piccoli che non fuggono in tempo!
            Se i leoni si dispongono a caccia la mandria dei bufali fugge lasciando ai leoni il più debole dei loro!
            I crediti non riscossi delle banche rosso-toscano li copre la povera gente!
            L’Italia ha 10 milioni di poveri! Cinque di essi sono poveri assoluti!

          • Libertà o cara

            Gentile signor Marco,
            per essere grande potenza non occorrono fabbriche, geni e risorse! Tutte cose che si comprano!
            Per essere grande potenza occorrono signori “statisti”!
            Al popolo il dovere della solidarietà con loro!
            Libertà o cara
            A Genova strage e disastro!

  • Mona

    Certamente conviene all’impresa USA che lo fabbrica.

    Conviene all’Italia ?
    1. Quale sono i vantaggi economici per l’Italia per la sua partecipazieone nel progetto.
    Leggo che l’India è pronta a partecipare a un progetto di un nuovo areo di caccia russo, ma domanda in scambio vantaggi economici/industriali per la sua partecipazione.
    Perché non sarebbe opportuno di domandare cosa hanno da offrire i nostri amici Americani in cambio a una partecipazieone italiana ?
    2. Chi sono gli eventuali nostri nemici da cui ci dovremmo difendere con l’acquisto di F-35?
    La Russia…. La Cina…. la Francia ? Emigrazione clandestina marittima?
    Da chi e da che difendersi?
    3. Si legge che lo F-35 sarà già sorpassato al momento di entrata in funzione.

    Al ministro della difesa suggererei di aspettate per il momento e trovare risposte chiare prima di continuare a spendere sul progetto.

    • Libertà o cara

      Gentile signor Mona dalla bella Italia,
      i russi non possono fare da soli, il moderno costa e tanto!
      Gli States possono fare da soli e lo fanno!
      I russi non ne hanno la forza, scenderanno a patti con l’India!
      Cosa ha da offrire in cambio l’Italia che già gli Usa non abbiano in casa, nulla?
      Le nostre università sono relegate nel “gruppone” dei mediocri! I nostri licei sfornano studenti che non conoscono eppure la lingua dei loro padri: l’italiano!
      Tutto è gratis, han detto loro, ma così proprio non è!
      Sul piano dell’alleanza (sudditanza) l’Italia gode di poca autonomia, vincolata come è da accordi capestro sottoscritti spesso nel silenzio e tenuti ben nascosti alle masse (termine caro ai sinistri).
      Berlino un, allora, prossimo senatore a vita per l’italia: “Vado a casa a fare i compiti”!
      Occorre un cambio di passo e di morale, doloroso a compiersi, se si vuol tornare alla usata dignità! Lo faremo?
      Sereno anno … Libertà o cara
      P. S. L’Ungheria sperimenta una economia florida e pace sociale, l’Italia sperimenta stragi, disastri e funerali di Stato rifiutati!

      • Mona

        Sono pienamente in accordo con lei caro Signore Libertà.

        Tuttavia, se gli USA domandano agli altri paesi di contribuire allo sviluppo dell’aereo prima che questo sia operazionale, bisogna riconoscere che fanno quello che i Russi cercano di fare con l’India. I russi non sono technologicamente arretrati, anzi………

        L’India domanda di avera una parte industriale nell’affare proposto, perché l’Italia no dovrebbe esigere pure una parte industriale e accesso alla technologia aeronautica come lo domanda l’India alla Russia ? E perché un aereo d’attacco come F-35. Per fare la guerra a chi ?Per difenderci da chi?
        Non è chiaro.

        La Germania non lo vuole più. Io direi di aspettare e di riparare ponti prima di pensare agli F-35. Gli USA possono semplicemente stampare soldi per tenersi su, noi con l’Euro possiamo solo PRESTARCI soldi altrui e riparagli caramente. La situazione economica è brutta per l’Italia. Prudenza s’impone, e le spese devono essere investimenti industriali e non giocattoli nel cielo.

        • Libertà o cara

          Gentile signor Mona dalla bella Italia.
          Ciò che viviamo e sperimentiamo nel concreto è la geopolitica degli Usa, delle altre potenze meglio tacere!
          Dobbiamo dirlo con franchezza (ricorda i franchi di Carlo Magno?) dovremmo fare una “mappa nautica” delle azioni politiche possibili (franche) e di quelle impossibili (bandite).
          Il tema è tutto qui!
          Dobbiamo ahinoi riconoscere che gli Usa hanno in seno due potenze geopolitiche: “We the people” fautrice di America First ed il “Deep State” fautrice del NWO.
          Sono due potenze geopolitiche contrapposte: dal lato Costituzionale Trump, dal lato NWO: Obama, Clinton, Bush, …
          La politica dei NWO: abbattere gli States perché non rientrano nel disegno strategico del “Deep State”! Infatti Rust Belt, industrie delocalizzate ed immigrazione clandestina musulmana favorita! Auspice la Merkel!
          La politica dei costituzionalisti: industrie rimpatriate, confini protetti, espulsioni, facciamo noi quel che possiamo o a dire dazi!
          Una politica che assorbe capitali, tanti capitali! Quindi …
          Questa politica vuole: picchiare in testa chi si oppone,
          essa afferma con Alberto Sordi: io sono io e voi …
          Quale attenzione possono avere nella Stanza Ovale le piccole (per gli Usa) beghe nazionali italiche. Certo Soros e stato (ospite o padrone?) a Palazzo Chigi per conto del NWO.
          Gli F-35 dispiegati in quantità fra alleati (!) sono una flotta ben numerosa ed una deterrenza non contrastabile (tomawack)! È dato a noi il poter dire: non li vogliamo?
          Forse uno statista lo potrebbe (per la sua politica superiore) … abbiamo oggi statisti?
          L’Italia ha di fronte a sé una domanda: fuori dall’UE? Sì, solo se gli Usa volessero e supportassero … ma senza gli F-35?
          Alcuni politici (!) italiani (!!!) han tolto all’Italia ogni dignità nazionale (dimostrabile, dimostrabilissimo)!
          Questi bravi (!) ci han messo in un pantano mefitico, e gli attuali al governo mostrano forza e coraggio ciclopici (vero Saviano?).
          Noi li sosteniamo?
          Anche la divisa Usa è ben salda nelle mani del Deep State! Il Deep State, per l’intanto raccoglie vittime in America latina: Venezuela, Bolivia e, dicono: El Salvador, Nicaraguarda! Gli sfuggì il Cile di Pinochet, come sfuggì la Spagna di Franco!
          Sereno anno … Libertà o cara

  • Ilario Fontanella

    problema principale è che tutti gli “utenti” sono collegati attraverso Alis alla sede centrale di Fort Worth (Texas) dove affluiscono tutti i dati raccolti dagli F-35. Questo implica un evidente problema di sicurezza, in quanto una nazione, come l’Italia ad esempio, ha la necessità di tenere segrete certe informazioni raccolte per questioni di sicurezza nazionale.

    L’Italia sembra aver risolto questo problema attraverso l’introduzione di un “filtro” mediante un dispositivo hardware/software di fabbricazione italiana e posto sotto l’esclusivo controllo di Roma che consente di bloccare automaticamente dati e messaggi di cui si vuole evitare la trasmissione oltre Atlantico.

    Secondariamente i dati raccolti riguardanti la creazione di programmi di missione, chiamati Mission Data Files, verranno trattati in modo parallelo e separato da personale italiano in un laboratorio in via di costruzione presso la base di Eglin (Florida) in un’area riservata esclusivamente al personale italiano.
    Metti che entriamo in guerra contro gli USA… O nazioni a loro in quel momento legate… le bombardiamo con le catapulte…. ma per piacere…..

  • Chris LXXIX

    Mah… il ‘cielo’ non è un problema, il ‘mare’ si: serve il blocco navale.

    • montezuma

      Non si faccia fuorviare. La copertura aerospaziale è ESSENZIALE per qualsiasi operazione di militare.