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Ecco chi è Eric Drouet,
il leader dei gilet gialli

“Una sera io ed Eric parlavamo al telefono, ci dicevamo che eravamo stanchi di pagare tasse su tasse e vedere che il prezzo del carburante continuava ad aumentare. Così lui ha creato un evento su Facebook, e da lì è nato tutto”. Bruno Lefevre, uno dei leader dei gilet gialli, ha raccontato così a CheckNews l’origine del movimento che da un mese e mezzo sta sconvolgendo la Francia.

Eric Drouet, camionista di 33 anni, con i suoi post sui social network è l’anima delle proteste. Sabato 22 dicembre, dopo il blitz a sorpresa dei gilet gialli nel quartiere parigino di Montmartre, la polizia lo ha arrestato. La mente dei gilet gialli viene da Melun, nel dipartimento della Senna e Marna, zona agricola famosa per il formaggio brie che si sviluppa a est di Parigi. È padre di una bambina e ha una passione per le auto di grossa cilindrata. Capelli corti e barba ben curata, sul suo profilo Facebook spiccano le foto durante le manifestazioni. È il volto più noto della protesta. Per il pubblico televisivo, perché è comparso su vari canali a spiegare le ragioni del movimento. Ma soprattutto per gli utenti dei social, che attendono i suoi aggiornamenti sui gruppi dei gilet gialli per sapere dove radunarsi.

Finora Eric e compagni hanno organizzato sei “Actes”, cioè azioni dimostrative. Le prime quattro erano state un successo continuo: il 17 novembre ci furono blocchi in tutta la Francia, animati da oltre 100mila persone (250mila quelli che si erano dichiarati “interessati” all’evento lanciato da Drouet). Poi le manifestazioni del 24 novembre, del primo e dell’8 dicembre, con il progressivo inserimento dei casseurs (“teppisti”) e le scene di guerriglia urbana sugli Champs Élysées. Da quando il presidente Emmanuel Macron ha annunciato una serie di misure per rispondere alle proteste, tra cui l’innalzamento del salario minimo per i lavoratori e la cancellazione dei rincari sul carburante, le adesioni alle manifestazioni sono calate.

Così il 22 dicembre Drouet si è inventato una nuova trovata: ha chiesto l’autorizzazione per una manifestazione a Versailles, ma poi ha convocato tutti nel quartiere chic di Montmartre. Ovviamente senza avvertire i gendarmi: è bastato un post sul gruppo Facebook “La France en colere!!!”, “La Francia arrabbiata”, per radunare gli attivisti. E anche se i presenti erano molti meno che nelle scorse settimane (23.800 in tutto il Paese, secondo il ministero dell’Interno, contro gli oltre 33mila del 15 dicembre), la capacità di sorprendere le forze dell’ordine ha mostrato che i gilet gialli non hanno intenzione di fermarsi.

L’arresto di Drouet ha scatenato gli utenti dei gruppi. Molti attivisti postano la foto di Drouet con la scritta “Je suis Eric”, altri invitano a fare collette per pagargli le spese legali. Il camionista è accusato di organizzazione illegale di una manifestazione sul suolo pubblico, porto d’armi illegale e partecipazione a un raggruppamento finalizzato a violenze e danneggiamenti.

Sul gruppo “La France enervée”, che conta più di 50mila “Mi piace”, è comparso un appello a tutti i militanti a intraprendere “azioni non violente contro la finanza e i luoghi del potere tirannico”, per ribadire il diritto a “vivere umanamente” contro quello che giudicano un sopruso delle autorità statali. Non è il primo guaio con la giustizia per Drouet: dopo che il 5 dicembre aveva invitato i gilet gialli a “marciare sull’Eliseo”, il procuratore di Parigi aveva aperto un’inchiesta contro di lui per “provocazione alla commissione di un crimine”.