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Erdogan alla conquista del mare

Recep Tayyip Erdogan ha un obiettivo: rendere la Turchia indipendente, sotto il profilo militare, nel 2023, anno del centenario della Repubblica. Negli ultimi anni, il suo programma di governo ha avuto come obiettivo il rafforzamento della Turchia nel settore militare nel suo complesso, dalla cantieristica, al settore della difesa missilistica, fino ad arrivare anche al cambiamento di operatività delle forze armate turche, che il conflitto siriano ha fatto sì che fossero utilizzate. Uno dei punti principali di questo programma di rafforzamento delle forze armate è senza dubbio quello concernente il settore navale: Erdogan ha come obiettivo quello di rendere la flotta turca una delle più potenti al mondo, in grado di competere con le altre flotte delle potenze regionali del Mediterraneo. Un programma che non è soltanto un sogno politico, ma un vero e concreto progetto del presidente turco e che è stato reso manifesto proprio lunedì scorso, durante la cerimonia di varo della nuova corvetta Kinaliada, quando il presidente turco ha dichiarato pubblicamente che la Turchia avrà presto una sua portaerei.

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L’annuncio della costruzione di una portaerei turca non è una questione di secondaria importanza, considerando le logiche di potenza che intercorrono nel Mediterraneo orientale e nei mari del Medio Oriente. Dare il via al progetto di una propria portaerei, significa innanzitutto dare un segnale d’investimento nel settore militare, ma, soprattutto, significa affermare una volontà di proiezione della nazione che la costruisce, svincolandosi dal legame delle basi aeree su terraferma. Una volontà di espandere la propria capacità operativa in altri contesti, anche lontani dal proprio nucleo operativo, che significa, in sostanza, decidere di voler estendere la propria influenza anche in altre aree del mondo: che per la Turchia, sicuramente includono il Golfo Persico e il Golfo di Aden. In questa volontà di espansione e di consolidamento del controllo strategico di alcune aree geografiche lontane dal suolo nazionale ma fondamentali per la politica turca, si aggiunge poi sicuramente la volontà di aumentare la spesa militare che, per un Paese come la Turchia, significa in particolare attrarre l’import straniero. Secondo quanto riferito da fonti governative, l’industria bellica turca ha assistito a investimenti pari a cinque miliardi di dollari, e soltanto con le esportazioni il guadagno è stato di circa un miliardo e mezzo. Soltanto le esportazioni di armi verso Unione Europea e Stati Uniti, hanno fruttato alla Turchia circa un miliardo di euro. Cifre importanti, soprattutto per un’economia in crescita, ma altalenante, come quella di Ankara.

A questa volontà di espansione e d’investimenti, si aggiunge una strategia turca di voler ottenere il pieno controllo dei propri mari. E non a caso, a parte la futura portaerei, la marina turca ha già dato via a più di dieci progetti di costruzione di nuovi mezzi, dai sottomarini alle navi. La Turchia, pur essendo stata sempre una nazione legata alle forze terrestri, non può fare a meno di competere per il controllo dei mari che la circondano. Tre mari di fondamentali importanza per la sua strategia di lungo termine: Mediterraneo Orientale, Egeo e Mar Nero. E se Mediterraneo Orientale e Mar Nero sono superfici in cui il confronto con le superpotenze è ancora impari, per quanto riguarda l’Egeo, il confronto con la Grecia è sempre latente e non ha mai cessato di essere un punto centrale della politica turca.

 Negli ultimi mesi, lo scontro diplomatico fra Atene e Ankara per l’Egeo e alcune delle sue isole ha raggiunto livelli di guardia molto elevati, e proprio in questi ultimi giorni lo scontro ha rischiato di causare un incidente molto grave. Nella giornata di lunedì, a poche miglia dalla costa di Rodi, la Guardia Costiera greca ha sparato sedici colpi contro una nave turca, che si riteneva essere entrata in acque territoriali greche senza essersi fermata in porto come voluto dalle autorità elleniche. L’incidente ha immediatamente scatenato le proteste del governo di Ankara, che ha condannato l’azione della marina greca chiedendo che non succeda più qualcosa di simile. Da parte greca non ci sono state scuse, con il ministro dei trasporti di Atene che ha anzi sostenuto l’operato della Guardia Costiera. Per fortuna non ci sono state conseguenze in termini di vite umane né di escalation di tensione fra i due Stati, ma è evidente che il Mar Egeo sia ancora un terreno di scontro fortissimo fra Turchia e Grecia. Due Stati che fanno della spesa militare il punto centrale degli investimenti pubblici, proprio per tutelarsi l’uno contro l’altro.

  • Gian Paolo Cardelli

    Puo’ chiedere il parere dell’Argentina, riguardo all’efficacia delle portaerei quando non sono integrate in un sistema di Comando, Controllo e Comunicazioni a livello globale… come dite? solo gli USA ce l’hanno? ecco, appunto…

    • Buba17

      cioè non capisco….

      • Gian Paolo Cardelli

        Che una portaerei, come qualsiasi altra nave maggiore, che non venga più che protetta da un apparato di Comando, Controllo e Comunicazioni (anche e soprattutto satellitare) e da un’adeguata flotta di scorta, anche sottomarina, viene affondata nel primo quarto d’ora di guerra.
        Gli argentini, ai tempi della guerra per le Falkland/Malvinas e subito dopo l’affondamento del loro incrociatore General Belgrano che bordeggiava solo soletto in mezzo all’oceano, impararono immediatamente la lezione e la loro unica portaerei, la 25 de Mayo, fu lasciata ben protetta dentro al porto…
        Per lo stesso motivo le argomentazioni di certi “esperti da bar” sul destino delle portaerei americane (le uniche VERE portaerei: tutte le altre sono poco più che costosi giocattoli destinati a limitate operazioni di supporto ad un eventuale sbarco) in caso di guerra fanno ridere i polli: è impossibile avvicinarsi a meno di trecento miglia da una di queste senza essere stati avvistati, intercettati e distrutti.

        • Gio

          Sono pienamente d’accordo.
          Ritengo che anche la nostra portaelicotteri pseudo portaerei giocattolo Garibaldi così come la nostra portaerei giocattolo Cavour, in caso di conflitto armato vero con qualche potenza straniera dotata di mezzi moderni, avrebbero aspettativa di vita brevissima e possibilità di sopravvivenza uguale a zero !

        • Buba17

          quello che pensavo anche io ma vallo a spiegare al genio….

          • Mario Bianchi

            Il giorno che i tuoi amichetti sionisti soccomberanno per mano nostra sarà un gran giorno! E fidati che arriverà…

          • Buba17

            non credo si stia andando in quella direzione. ormai i paesi arabi stringono i rapporti con israele stufi di mantenere i palestinesi e preoccupati dall’ iran.

          • Mario Bianchi

            Magari hai ragione tu o magari no.

          • Mario Bianchi

            Si si é proprio cosi…

  • Billy Serrano

    Un’altro pazzoide come il cicco bombolo della Korea del nord.

  • Umberto Ciotti

    Un altro avvelenato dalla ottusitá prepotente del potere … Ce ne sono tanti … L´apparato statale italiano é gremito di questi subnormali prepotenti … Certo é che é una infermitá mentale che si esprime come immeschinimento della mente nella faziositá …Solo la sua estirpazione puó assicurare all´umanitá l´inizio dell´era della Intelligenza, capacitá di creare valore e benessere per se stessi e per gli altri.

  • Rifle Leroy

    Storicamente i turchi hanno avuto imponenti flotte…affondate da una certa città che inizia con la V…

    Penso che la turchia di Erdogan preoccupi gli USA in quanto potrebbe aderire alla SCO. Prevedo altri colpi di stato in turchia…

    • Maria

      Ma chi finanzia la costruzione di questa futura portaerei?? Putin?? Il Qatar suo alleato?? Inoltre a suo tempo Israele commise l errore di inviare istruttori militari in Turchia per migliorare le loro conoscenze tecnico militari. Ma dopo l insediamento di Erdogan la luna di miele fini e potrebba anche finire con Putin perche la storia ci dice che i Turchi furono sempre dei nemici della Russia. Oggi pero per motivi strategico politici ha stretto un ipocrita alleanza. Quanto durera?? E come reagiranno i paesi musulmani arabi non molto simpatizzanti per la Turchia in quanto le mire espansionistiche di Erdogan ricorda loro l occupazione ottomana che certamente li sfrutto.Maria

      • Rifle Leroy

        Putin non finanzia di certo la costruzione di una portaerei Turca,ne avrebbe bisogno lui.

        Quindi non lanciamo ipotesi inverosimili.

      • virgilio

        “potrebba anche finire con Putin perche la storia ci dice che i Turchi furono sempre dei nemici della Russia”

        intanto durri fin che durri l’importante e che ci diano sulla capoccia ai sionisti!!

  • agosvac

    A parte che per costruire una portaerei ci vuole un bel po’ di tempo, erdogan ha una minima idea di quanto costi??? Dove li prende i soldi??? Di sicuro Putin si farebbe una grossa risata se erdogan gli chiedesse di finanziarla!!! Ed allora? Forse i sauditi??? Altra barzelletta!!!!! Erdogan non riesce a capire che l’impero ottomano è ormai estinto da secoli. Tra l’altro, sul mare, fu sempre sconfitto alla grande, vedi Lepanto!!!

    • Rifle Leroy

      Non è che il qatar non allunghi fondi alla Turchia,ma magari non si tratta di questo caso.
      Semplicemente lo stato fa un investimento che potenzialmente può essere un volano per l’economia oltre a far sviluppare l’industria navale e mettallurgica turca.

      Fra l’altro c’è una certa necessità da parte di alcuni paesi di questo tipo di imbarcazioni, quindi avere la possibilità di costruirne una ti da la possibilità di accedere ad un mercato,che anche per i veti posti dall’america al resto dei paesi alleati sull’esportazione di determinati hardware militari (vedi caso portaelicotteri francese NON venduto alla russia),abbastanza ampio.

  • johnny rotten

    Minkiate, in guerra le portaerei sono solo un bersaglio più facile, mentre in tempo di pace servono solo a togliere soldi ai cittadini che pagano le tasse, per darli al sistema militare industriale, un altro di quegli apparati che vivono come parassiti della spesa pubblica.

    • Buba17

      sono un bersaglio grosso ma dipende da come vengono gestite. prova a colpire una portaerei usa e vedi come finisce…

      • virgilio

        sott’acqua!!!!!!!!

      • johnny rotten

        ma vai a rompere le palle a qualcun altro, idiota.

      • johnny rotten

        Ah piattola ignorate, sei proprio incompetente come i tuoi amici mangia spazzatura, meno male che qualche analista americano lo ha messo per iscritto, che in caso di guerra le portaerei amerikane sarebbero le prime a venire spazzate via e che sono utili solo con paesi del terzo mondo, ah scemo, nenache sai come la pensano al riguardo quelli che difendi, babbo di minkia.

        • Buba17

          sarei proprio curioso di sapere chi è questo analista. e soprattutto quale nazione e con quali armi affonderebbe le portaerei usa.

          • johnny rotten

            Se me lo chiedi dimostri quanto sei stupido, neanche sei capace di cercare e trovare notizie diffuse dalle testate americane più grandi come numero di utenti, si sei proprio troppo idota, ti conviene impiccarti.