Elicotteri italiani sul fronte del Califfo

ERBIL – “Allertamento per missione di recupero. Due militari rimasti isolati e non addestrati alla sopravvivenza”. Sotto il tendone mimetico l’ufficiale della brigata aeromobile Friuli fornisce i dettagli dell’operazione cominciando dalle coordinate per il recupero dei soldati tagliati fuori nel nord dell’Iraq.

Elicotteri20 Elicotteri19 Elicotteri18 Elicotteri17 Elicotteri16 Elicotteri15 Elicotteri14 Elicotteri13 Elicotteri12 Elicotteri11

I fucilieri dell 66° reggimento Trieste, in assetto da combattimento, prendono appunti. L’ufficiale consegna le foto dei militari in pericolo da portare in salvo. È una simulazione per mantenere la capacità operativa della nuova missione dell’aviazione dell’esercito nel Kurdistan iracheno. Quattro elicotteri NH 90 con 130 uomini fra piloti e fucilieri dell’aria che formano le squadre di recupero e non hanno nulla da invidiare ai Rambo americani. A fornire la copertura di fuoco, in caso di guai, ci penseranno 4 Mangusta, gli elicotteri d’attacco, che facevano scappare i talebani in Afghanistan.

Elicotteri10    Elicotteri9    Elicotteri8    Elicotteri7    Elicotteri3    Elicotteri2    Elicotteri

Per la prima volta è possibile seguire da vicino la preparazione della missione. Da fine maggio i soldati italiani sostituiranno gli americani nel “personal recovery”, le operazioni di “recupero del personale rimasto isolato”.

La squadra di fucilieri dell’aria si imbarca nell’afa che sta diventano soffocante, dell’aeroporto militare di Erbil. La coppia di elicotteri NH 90 si alza in volo come falchi d’acciaio. I due militari tagliati fuori sono nascosti e accovacciati a terra. Gli elicotteri  arrivano a bassa quota. E fanno un primo giro a distanza di sicurezza per possibili imboscate. I droni italiani Predator, che partono dal Kuwait, sono i silenziosi occhi elettronici che dal cielo individuano i militari da esfiltrare e controllano in diretta che i miliziani delle bandiere nere non abbiano disseminato di trappole esplosive la zona o siano pronti ad abbattere gli elicotteri.

Elicotteri31 Elicotteri30 Elicotteri29 Elicotteri28 Elicotteri27 Elicotteri26 Elicotteri25 Elicotteri24 Elicotteri23 Elicotteri22

L’atterraggio è veloce, in una nuvola di polvere, da dove spunta la squadra dei fucilieri usciti dal portellone posteriore.
I militari da salvare alzano le mani e rimangono in ginocchio, come da procedura. La squadra di soccorso si avvicina con molta attenzione e le armi in pugno per evitare qualsiasi sorpresa. I due soldati devono fornire una parola d’ordine per farsi riconoscere. Dopo averli velocemente perquisiti vengono recuperati e portati di corsa verso uno degli elicotteri. In un battibaleno l’operazione è conclusa, se tutto fila liscio. “Siamo addestrati a recuperare piloti, corpi speciali, addestratori rimasti isolati, ma pure chi ha avuto un guasto al mezzo” spiega il capitano M.G. Niente nomi e facce per evitare ritorsioni dei terroristi.

Il colonnello Andrea Ascani comanda la missione Prima Parthica degli addestratori italiani, che hanno già formato oltre 4mila Peshmerga, i combattenti curdi. Pilota di Mangusta spiega che la nuova missione degli elicotteri è in grado “di recuperare del personale senza uno scontro a fuoco, ma pure nella peggiore delle situazioni che potrebbe capitare sul terreno”. Sui mille chilometri della linea del fronte nel nord dell’Iraq tenuta dai curdi si è combattuto duramente agli inizi di maggio respingendo un attacco in grande stile dello Stato islamico. L’area di operazioni si estende per 100 miglia. “L’unica zona off limit è la Siria” spiega il colonello Ascani. Sulla pista sono allineati gli elicotteri italiani pronti a decollare per la nuova missione sul fronte nord della guerra al Califfo.

Foto di Gabriele Orlini

Questo reportage è stato realizzato grazie al contributo del Distretto Rotary 2050. A breve usciranno altri reportage su “I profughi dimenticati”

LEGGI ANCHE
Damasco aggira la tregua di Monaco
  • mortimermouse

    in siria ci pensa già putin. ed è un peccato che gli italiani , al soldo di renzi, non capiscano un bel niente! renzi ha fatto perdere un sacco di tempo, cosi ci ha dovuto pensare putin, e con ottimo successo! in iraq che mai ci andremo a fare? è come mettere un topo in mezzo a 100 gatti e poi di mandare una pattuglia a salvare quel topo…..

  • Franco

    queste operazioni costano milioni siamo tutti spesati o il PD mette tutto in conto a voi cittadini italiani? Al soldo di Renzi? ajajaja ai vostri soldi non di Renzi

  • Franco

    ahahha dove vanno a finire i vostri soldi…

  • Gabriella Trasmondi

    piccoli fanfaroni disorganizzati giocano a farei i soldatini ?……..restate in Italia che c’è molto più bisognoqui di voi.
    dell’isis non ce ne può fregar di meno, non la stuzzichiamo però. L’obama e la Clinton ci pensino loro che l’hanno creata. Cacchio! Ma ci dovrebbe andare anche il sarkozy e il nostro re pannolone…. Buon appetito isis …sbranateli, grazie.

    • il vecchietto

      Probabilmente ad essere disorganizzati sono gli ufficiali di alto grado, ma la “truppa” non è da meno dei più rinomati corpi speciali degli altri paesi.
      Che in Italia ci sia bisogno di loro è probabile, ma visto che avrebbero le mani legate dai distinguo di tante procure, meglio che si diano da fare dove possono mettere sul campo la loro professionalità, pur di essere utili alla causa complessiva.
      Che il “nobel per la pace sulla fiducia”, ovvero l’abbronzato, sia tra quelli che hanno creato Isis si potrebbe discutere, di certo ha sottovalutato quanto stava accadendo e fatto si che si arrivasse a ciò.
      In ultimo vorrei capire il tuo passaggio: “…Buon appetito isis …sbranateli, grazie…”
      Chi deve sbranare chi?
      Dalle tue parole sembrerebbe tu faccia il “tifo” per isis, in tal caso mi auguro che il tuo desiderio rimanga insoddisfatto.
      p

  • virgilio

    ma dico io madonna santissima ma quando meteremmo la testa aposto?
    2 grandi guerre,siamo gia stati in Libia siamo anche stati in Russia in inverno con le
    ciabatte e in canotiera e le abbiamo sempre prese la figura di merda l’abbiamo sempre
    fatta e si continua!!!!
    robba da matti siamo preoprio dei masicisti

  • Ste

    i militari italiani dovrebbero’ aiutare la nostra polizia con la criminalità e mafia che c’è in tutte le regioni

  • Lorenzo

    A parte lo stupore nel vedere questa svolta pacifista dei lettori del “Giornale”, penso si debbano considerare un paio di punti secondo me piuttosto importanti:
    1) L’Italia ha dei grossi interessi in Iraq, ed è una delle poche Nazioni che in questi anni è riuscita a far CRESCERE il suo volume d’affari in un Paese che, ricordiamolo, vanta le più grosse riserve di greggio al mondo. In particolare a Mossul la ditta Trevi sta eseguendo lavori per circa mezzo miliardo di euro
    2) Questo ha anche delle ricadute positive, tipo il contrattino da 8 Miliardi di € per 28 Eurofighter al Kuwait. Mentre Germania, Spagna e, molto probabilmente, Gran Bretagna dovranno chiudere le loro linee di assemblaggio per carenza ordini, noi abbiamo la pancia piena
    3) La guerra all’ISIS si fa su due fronti, quello Siriano e quello Irakeno. Sul secondo fronto i Russi non ci sono, né ci saranno, noi, gli Iraniani e gli Americani sì.

    Certo: possiamo stare con le mani in mano e sperare che tutto vada bene, ma mi parrebbe stupido.

    A Mossul abbiamo 4 Mangusta (contro Saddam ne avevamo mandati 6, tanto per fornire un po’ di contesto, e l’ISIS non è certo Saddam…) e 500 uomini piuttosto ben attrezzati. In più ci sono 4 Tornado e 2 Predator basati non distanti da lì.
    Non mi sembra una forza sottodimensionata per fronteggiare 7.000 beduini in bicicletta…