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Donne di Baghdad

Se si escludono i casi di violenza sessuale come arma di guerra, in Iraq gli abusi fisici e psicologici contro le donne, che risultano più numerosi, sono quelli perpetrati in casa per mano di mariti, padri e fratelli. Anche nei luoghi di lavoro, o negli uffici pubblici, il favore sessuale può essere richiesto, o preteso, in cambio di un documento o di un pagamento.

L’articolo 14 della Costituzione irachena stabilisce l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, senza discriminazioni di genere, razza, religione, status economico o sociale. E l’articolo 29, al comma 4, sancisce che ogni forma di violenza in ambito familiare, scolastico o sociale sia da perseguire.

Lo stupro però fa ancora parte dei reati contro la morale, ed è menzionato con le relative aggravanti, negli articoli 393 e 394 del Codice penale, dove ad esempio si prevedono fino a 7 anni di carcere per una violenza compiuta su minore, anche se l’articolo 398 prevede ancora il “matrimonio riparatore”, in grado di sospendere un procedimento legale nei confronti del neosposo, a patto che nei tre anni successivi non avvenga un divorzio.

Nella legge 188 sullo Status personale si parla di poligamia, definendone condizioni e possibilità, fra le quali mai rientra il parere della prima moglie sulle eventuali seconde nozze. Oppure ancora di insubordinazione della donna nei confronti del suo sposo, e non viceversa, pur con attenuanti in caso di malattia, lontananza del luogo di lavoro dall’abitazione, o trattamenti degradanti da parte del marito.

Il divorzio è contemplato dalla legge, ma per le madri subentra il problema dell’affidamento dei figli, difficilissimo da ottenere, anche nei casi in cui il padre si sia manifestato come una persona violenta. I matrimoni precoci, che riguardano bambine con meno di 14 anni (dai 14 ai 18 anni è possibile sposarsi legalmente col permesso del genitore o del tutore legale), non sono autorizzati da alcuna legge, ma questa “illegalità” non impedisce la pratica e ne rende faticosa l’individuazione. Inoltre non solo è difficile agire nella tutela delle bambine forzate a contrarre matrimonio, ma anche della loro eventuale prole, nata al di fuori di un contratto legale, e per questo senza il diritto ad un documento di identità.

Sono però sempre più numerose le donne che cercano di tutelare le vittime di violenza e, leggi alla mano, provano a mobilitarsi per migliorare il sistema giudiziario.

L’Associazione delle donne di Baghdad Bwa è composta da ricercatrici, avvocati e psicologhe che offrono sostegno gratuito alle vittime di violenza e abusi domestici, ma anche nei casi di divorzio e nei matrimoni precoci. I dati più recenti raccolti nei loro centri d’ascolto hanno permesso di stilare un profilo delle donne che chiedono aiuto: la maggior parte di loro ha fra i 25 e i 40 anni, e fra quelle sposate il 45% ammette di aver subito violenze da parte del marito. Le adolescenti che vivono ancora con la famiglia d’origine dichiarano di aver subito pressioni psicologiche dai genitori, o dai fratelli maggiori, nel 33% dei casi. È emersa anche una correlazione fra il livello d’istruzione e la presenza di situazioni a rischio: solo il 19% delle intervistate ha frequentato la scuola secondaria, mentre il 13% risulta completamente analfabeta.

Non c’è invece una relazione diretta fra casi di abuso e situazione lavorativa: contrariamente a quanto si possa pensare, una lavoratrice in Iraq è più esposta a situazioni di rischio in famiglia, perché essere economicamente indipendente può minare l’autorità del capofamiglia e scatenare reazioni violente nei confronti della donna che conquista la propria autonomia.

Per quanto riguarda la genitorialità, più di un terzo delle donne che si sono rivolte all’associazione non ha bambini (37%), mentre il 45% di loro ha da uno a tre figli. Questo non significa che chi non ha figli sia più esposta alla violenza domestica, ma che riesca più facilmente a denunciarla, perché nei casi di divorzio è quasi impossibile ottenere l’affidamento dei minori, e quindi molte madri rinunciano alla causa.

A Sadr City, quartiere popolare di Baghdad a maggioranza sciita, dove vivono tre milioni e mezzo di persone in condizioni particolarmente dure, sono numerosi i casi di donne sposate con miliziani sciiti, rimaste vedove a causa della guerra contro l’Isis, non solo a Mosul ma anche a Falluja. Si tratta di persone che, non avendo mai avuto un’entrata economica propria, si ritrovano a vivere della carità dei vicini di casa, e che spesso subiscono le angherie dei parenti del marito, senza possibilità di ribellarsi.

  • mortimermouse

    ecco cosa significa islam! e la sinistra si fa amica dell’islam… come abbiamo ben visto, ad esempio, renzi che faceva oscurare le statue storiche mentre il presidente iraniano visitava campidoglio….. ma gli italiani ci sono o ci fanno?

    • Lamberto Z

      se sono come Carlo Amurri, Anita Mueller, ci sono e ci fanno.

  • venzan

    Normale cultura islamica, la donna per loro è un essere inferiore, il maschio gli puo far quel che gli pare e non fa mai peccato come nella cultura cristiana, cioè non sbaglia mai maltrattandole.

    • carlo

      magari fosse normale SOLO della cultura Islamica … funziona così anche in certe altre culture che Islamiche non lo sono, come ad esempio tra una certa cultura un po più a est rispetto
      a noi …
      ad esempio non ha mai sentito parlare di “le donne cecene vittime di violenze sessuali da parte dei soldati russi reagiscono spesso votandosi al martirio in nome della causa indipendentistica”
      oppure: “lo stupro durante le guerre russo-cecene fu sistematico secondo Human Rights e Amnesty International” lo raccontava peraltro molto bene anche la scrittrice e giornalista
      Anna Politkovskaja nei suoi libri e reportage dalla Cecenia …

      • venzan

        Non hai capito, se queste cose da loro sono normali e giuste da noi sono sbagliate, negative, ciò non vuol dire che noi occidentali siamo tutti corretti

      • luigirusso6667

        Si però a sentire Anita metà dei soldati russi sono musulmani

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Chiedi all’egiziano … lui lo sa.

        • carlo

          e ha ragione in questo … ormai secondo tutte le previsioni entro pochi anni, si parla del 2020, la maggior parte dei coscritti dell’esercito russo saranno in maggioranza di religione islamica … sai che scintille ? ne vedremo delle belle … e qualcuno pensa che quelli difenderanno il Putin e la Russia fino alla morte …
          ah ah ah … saranno le lepri nella fuga se qualcuno mai li invadesse … sarà mica per quello che il dittatore di Mosca minaccia sfracelli nucleari se qualcuno mai dovesse invaderli ? non temere Putin ! nessuno vuole invaderti … sei purtroppo tu che fin’ora stai muovendo i carri armati e facendo guerra ai tuoi vicini …

      • Lamberto Z

        come i soldati USA che stuprano e torturano le donne in ucraina insieme ai battaglioni nazisti. hai sentito parlare di questo?

        • carlo

          ma lei certe cose le sogna di notte, o è in preda a qualche allucinogeno ? vuole che le racconti di come le cose, ossia gli atti di cui farnetica le fanno esattamente ila soldataglia russo Islamica, mercenari Ceceni soprattutto e non solo, nelle zone occupate del Donbass … a tal punto che i Russi di Putin hanno cominciato da qualche tempo ad eliminare anche fisicamente quella certa gente dal momento che gli stavano rovinando la piazza e tutta la propaganda di cui sono capaci e maestri quella gente ?
          comunque se sostiene questo, le prove ! voglio le prove, voglio sapere dove ha letto tutte queste puttanate ! mi mandi i link … se non ne ha, taccia ! farebbe giusto un figura migliore …

          PS: gli stupri in Cecenia egregio furono una realtà ben documentata al contrario delle puttanate sugli Americani di cui farnetica, che pure nessuno nega esserci state in altri conflitti ma furono molto molto limitati e a causa di singoli, ma non sistematici come lo praticano tuttora i suoi amici russi … i quali lo hanno riconosciuto a denti stretti persino loro … pensi un po che roba.

  • Tobi

    ringraziamo USA ed Israele. I primi sono una “democrazia” acefala, lobotomizzata e pilotata da Israele che ne ha sfruttato la potenza militare per far fuori ad una ad una le nazioni mediorientali ritenute “ostili” da Israele stessa. Basta guardare la cartina geografica. Tra le nazioni da distruggere manca l’Iran all’appello, ma è chiaro a tutti che Israele, telecomandando gli USA, è da tempo che ha progettato la distruzione anche dell’Iran. Del resto Israele si è alleata ufficialmente con l’Arabia saudita che è la nazione che più delle altre sponsorizza il terrorismo. Anche se i primi sponsor del terrorismo ormai sono chiaramente gli USA ed Israele, e le altre nazioni che le seguono (mediorientali ed europee) sono solo cagnolini obbedienti.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Il tempo passa e la tecnica fa progressi, oggi la nostra specie è capace di usare meglio il deserto … e vedi l’esempio del Marocco. https://uploads.disquscdn.com/images/3211a6a35f04147b3cc359e2674a33a57a6aca4e9205c9ba20a813ce386d1615.jpg

    • Mirco Baldari

      Condivido al 100% quello che hai scritto!
      Naturalmente non potevano mancare i commenti demenziali di Anita Mueller che con le sue menzogne o discorsi tutte le volte fuori luogo cerca di distrarre la gente dalla verità.

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Torna ai succhi di verdura e alle scie chimiche …

  • Lele Depascalis

    per fortuna noi siamo civili e la legge tutela femmine e froci

  • eusebio

    Il massacro degli sciiti in medio oriente sta continuando, con i bombardamenti sauditi nello Yemen e le autobombe dell’ISIS in Iraq e Siria.
    La vigliaccheria dei salafiti sconfitti dappertutto sul campo di battaglia nel prendersela con i civili è palese.
    Così come per esempio non fanno niente per fermare il genocidio dei musulmani in Sinkiang ad opera dei cinesi o nel Kashmir ad opera degli indiani, che con enorme esercito di occupazione di mezzo milione di uomini ed una massiccia emigrazione di induisti stanno cambiando il volto della regione.
    Se indiani e cinesi spostassero 2 o 300.000 mila soldati in Afghanistan sarebbe risolto pure il problema talebano.
    Del resto ormai le sfiatate monarchie del golfo non sono economicamente in grado di far fronte alle colossali minacce militari di Cina, India e Russia, visti i palesi danni del cambiamento climatico si sta imponendo una veloce attuazione dei protocolli di Parigi che potrebbe azzerare 2000 niliardi di investimenti nell’industria oil & gas ed azzerarne l’importanza, ammazzando l’economia delle petromonarchie.