A Lockheed Martin F35A Lighnting II displays during the Royal International Air Tattoo at RAF Fairford - the world's largest military airshow. PRESS ASSOCIATION Photo. Picture date: Sunday July 10, 2016. Photo credit should read: Andrew Matthews/PA Wire

Gli F35 italiani sono operativi
Ecco la loro prima esercitazione

Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, il generale Alberto Rosso, ha dichiarato lo scorso 30 novembre che gli F-35A italiani hanno ufficialmente conseguito la Ioc (Initial Operational Capability) durante l’esercitazione Nato Tlp (Tactical Leadership Program) che è in corso presso la base di Amendola (Foggia) sede del 32esimo stormo.

Durante l’incontro con la stampa il generale Rosso ha dichiarato che “con il conseguimento della Initial Operational Capability dei nostri F-35 siamo in grado di esprimere – primi in Europa – una capacità operativa reale con una macchina di quinta generazione, che vuol dire la capacità di un sistema costituito da più velivoli, da equipaggi addestrati ad impiegarli, da supporto manutentivo e logistico sostenibile nel tempo”. 

Che cos’è l’esercitazione Tlp?

Il Tactical Leadership Program è, come riporta lo Stato Maggiore Aeronautica, un programma che mira a fare dei giovani piloti dei package leader, consentendo loro di comandare formazioni complesse di velivoli da combattimento. 

L’esercitazione è cominciata lo scorso 21 novembre e terminerà il prossimo 14 dicembre avendo come centro nevralgico l’aeroporto di Amendola dove ha sede il 32esimo stormo che è al momento l’unico in Italia ad avere in dotazione i nuovi cacciabombardieri stealth F-35 nella loro versione A. 

Quello di Amendola è il quarto corso nell’ambito del programma Tlp che si tiene quest’anno. Corso che vede la partecipazione di 10 Paesi della Nato (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti) e che ha il suo centro ad Albacete, in Spagna. 

Il corso rappresenta il polo principale di riferimento nell’ambito dell’addestramento aero tattico congiunto dell’Alleanza Atlantica ed in particolare ha la finalità di fornire le competenze ai piloti per la leadership nella gestione delle macchine e delle tattiche di combattimento aereo che sono essenziali per affrontare le sfide poste dai moderni scenari operativi.

Tramite uno specifico addestramento in operazioni aeree complesse in cui sono previste interazioni tra forze multinazionali aeree, navali e terrestri, vengono infatti formati i futuri comandanti di missione (mission commanders).

La novità del Tlp di Amendola

La vera novità del corso che si sta tenendo ad Amendola in questi giorni è la presenza, per la prima volta in assoluto, dei caccia F-35.

Questo, come detto dall’Aeronautica, rappresenta il primo tassello della transizione verso l’utilizzo operativo di asset di quinta generazione come il nuovo cacciabombardiere in un ambito di integrazione con velivoli di quarta generazione in un ambiente interforze ed internazionale. 

La presenza contemporanea di velivoli di quarta e quinta generazione costituisce infatti la peculiarità del quarto Tlp di Amendola, che permetterà di standardizzare le tattiche, le tecniche e le procedure ma soprattutto testerà l’interoperabilità tra sistemi diversi, anche non omogenei quali i caccia di due generazioni diverse. L’F-35, grazie alle sue elevate e uniche caratteristiche che ne fanno un moltiplicatore di forze quando integrato ad altri sistemi sul campo di battaglia, è un esempio di come le tecnologie di quinta generazione riescano ad implementare le capacità dei velivoli legacy.  

Gli asset dell’Aeronautica al quarto corso Tlp

Al programma in svolgimento presso la base italiana stanno partecipando circa 900 militari italiani e l’Aeronautica Militare ha schierato diversi asset oltre il già citato F-35.

Ci sono infatti Eurofighter Typhoon, gli addestratori T-346A, velivoli da guerra elettronica G-550 CAEW, aerocisterne KC-767A, pattugliatori P-72A, elicotteri HH-101 e HH-212 e velivolo a pilotaggio remoto (MQ-1C e MQ-9A), oltre al sistema mobile di comando e controllo IT-Dars, al sistema Surface Based Air Defence (Sbad) Sirius e a  personale specializzato Joint Terminal Attack Controller (Jtac).

In aggiunta è prevista anche la partecipazione degli AV-8B della Marina Miliare. La partecipazione straniera vede la presenza di oltre 700 militari di diverse nazionalità ed in particolare i velivoli coinvolti spaziano dagli F-15C e KC-135 americani, ai Typhoon, Tornado ECR e Jamkite LJ35A/60 tedeschi, sino agli F-16 belgi e olandesi e AWACS Nato.

L’operatività degli F-35 italiani

Tutti e otto i velivoli F-35A in dotazione all’Aeronautica Militare ed in forza al 32esimo Stormo di Amendola hanno completato il passaggio al software 3F che garantisce loro una operatività bellica pressoché completa.

Il conseguimento della Ioc per i velivoli con le coccarde tricolori attesta l’ampia versatilità operativa dell’F-35 dell’Aeronautica Militare e ne fa la prima Forza Aerea europea a raggiungere questo obiettivo.

Ci sono voluti due anni per ottenere questo traguardo: il primo esemplare di F-35A arrivò ad Amendola proprio a dicembre del 2016, ma il velivolo di quinta generazione non ha ancora acquisito la totale operatività per quanto riguarda il suo complesso spettro di missione. 

La capacità di bombardamento nucleare sarà infatti acquisita solo con il software Block 4 il cui sviluppo, cominciato quest’anno e che si dovrebbe concludere entro il 2024, costerà circa 8 miliardi di dollari.

Questa capacità resta prioritaria anche se non essenziale per la maturità della macchina nel quadro delle esigenze operative dell’Aeronautica Militare in quanto la nostra forza aerea ha in dotazione – ma sarebbe meglio dire in uso condiviso – un certo numero di bombe atomiche a caduta libera del tipo B-61-12 che sino ad oggi – e sino al 2024 – vengono impiegate dai Tornado del Sesto stormo di Ghedi (Bs).

Si stima che l’Italia possieda circa 40 ordigni di questo tipo tra le basi di Ghedi e Aviano (Pd) controllate col meccanismo a doppia chiave. Questo meccanismo implica che l’utilizzo dell’armamento atomico venga autorizzato da una decisione congiunta dell’Italia e degli Stati Uniti che sono i veri possessori delle armi atomiche.

Lo stesso meccanismo per l’utilizzo dell’armamento atomico viene utilizzato anche dalla Germania, che infatti tra le diverse opzioni che riguardano l’acquisto del nuovo cacciabombardiere che dovrà sostituire i propri Tornado, vede anche riaffacciarsi quella dell’F-35.