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Un’autobomba esplode a Derry
E ora l’Irlanda del Nord ha paura

Un’autobomba esplode a Derry. E in Irlanda del Nord torna l’incubo delle violenze. Uno spettro che continua ad aleggiare in tutto il Regno Unito e che si pensava dovesse scomparire del tutto. Ma il caos sulla Brexit ha di nuovo reso “vivo” il ricordo di morti, arresti e attentati che hanno sconvolto l’Irlanda e la Gran Bretagna per molti decenni.

La dinamica dell’attentato è stata questa. Due uomini hanno rubato un camioncino per il trasporto pizza intorno alle 18 di sabato. Poi, l’hanno lasciato alle 19:23 di fronte al tribunale di Derry, nel centro della città. Mezz’ora più tardi, intorno alle 20, i due uomini l’hanno fatto esplodere, in un’area fra l’altro piena di pub e negozi e con molti edifici pieni di persone, fra cui un centro anziani e un albergo. Poco prima della deflagrazione, una telefonata ha avvertito la polizia nord-irlandese. Ed è solo grazie a quella telefonata che si è evitata una tragedia che poteva trasformare il sabato sera di Derry (o Londonderry per gli unionisti) in una notte di sangue.

Ma questo non deve far credere a un ripensamento dei terroristi. In realtà,. il fatto di telefonare prima dello scoppio della bomba era una strategia usata già ai tempi dell’Ira, la Irish Republican Army. Durante i cosiddetti “troubles”, la polizia veniva avvertita prima della deflagrazione della bomba. Ed è per questo che gli investigatori dell’antiterrorismo britannico stanno mettendo gli occhi sulla formazione nota come “New Ira”, la fazione repubblicana che si è sempre opposta agli Accordi di pace del 1998.

La bomba non ha mietuto vittime. Ma la polizia non guarda con troppa serenità a quello che può avvenire in queste settimane.  Per gli investigatori, l’autobomba innescata per le vie di Derry era un “dispositivo grezzo” e l’attentato è stato “incredibilmente spericolato”. Tuttavia, secondo il vice capo della polizia, Mark Hamilton “è stato un chiaro tentativo di uccidere” e ha continuato dicendo che “le persone sono state evacuate giusto in tempo, ma la bomba è detonata mentre stavamo lasciando l’area”, sottolineando di aver avuto solo 10 minuti fra la telefonata di avvertimento e l’esplosione. “La Nuova Ira, come la maggior parte dei gruppi repubblicani dissidenti nell’Irlanda del Nord, è piccola, in gran parte non rappresentativa e determinata a riportare la gente indietro dove non vuole tornare”, ha aggiunto.

Ma è chiaro che il campanello d’allarme è risuonato per tutta l’Irlanda del Nord, giungendo fino a Londra. Il terrorismo irlandese, che ha per decenni insanguinato la regione di Belfast, può tornare a colpire. E la Brexit, con le sue incertezze sul confine fra Eire e Ulster, rischia di essere una miccia per far riesplodere violenze che si pensava di aver sepolto definitivamente nella memoria del popolo irlandese e britannico.

Tutta la politica dell’Irlanda del Nord si è compattata per condannare l’attentato. Il Sinn Féin, partito nazionalista irlandese, ha immediatamente dichiarato di dissociarsi da qualsiasi tipo di violenza, condannando il gesto. Arlene Foster, leader del Democratic unione party (Dup), partito unionista ultraconservatore nord-irlandese che partecipa alla maggioranza dell’esecutivo di Theresa May, ha invece parlato subito di un attentato terroristico. E anche il ministro degli Esteri della Repubblica di Irlanda, Simon Coveney, ha condannato “l’attacco terroristico con autobomba” affermando che “non c’è alcuna ragione o giustificazione possibile per tali atti di terrore, che cercano di far riprecipitare l’Irlanda del Nord nella violenza e nel conflitto”.

Ma i rischi non sono pochi, e le città del confine iniziano a temere una nuova militarizzazione da parte di Londra. Nei giorni scorsi, come scritto su questa testata, è arrivato l’ordine da parte del governo di addestrare migliaia di poliziotti inglesi e scozzesi da inviare in Irlanda del Nord in caso di Brexit senza accordo. Una scelta strategica: si vuole evitare che in Irlanda del Nord siano inviati agenti nati e cresciuti nelle aree oggetto di violenza. E adesso il governo May sa che non può perdere tempo: l’Irlanda del Nord ribolle.