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DENTRO LA GUERRA

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C’è una guerra dimenticata nel cuore dell’Europa. In Ucraina, nel Donbass, si continua a sparare e morire, da una parte e dall’altra della barricata. Una guerra assurda che abbiamo deciso di raccontarvi a 360 gradi. I nostri reporter Andrea Sceresini, Lorenzo Giroffi, Alfredo Bosco, hanno passato un mese “embedded” con i miliziani separatisti realizzando il primo reportage “immersivo” grazie alle riprese in soggettiva di Ricoh Theta 360.  Sarete catapultati nel bunker a pochi metri da un feroce bombardamento, camminerete sulle macerie dopo la battaglia, entrerete nelle case distrutte dei civili disperati. Vivrete la guerra in prima linea.

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  • alberto L

    Sinceramente non trovo utili questi reportage. La guerra è sempre quella, disperazione, civili in fuga, soldati, morti e feriti.Tentare di raffigurare la vita al fronte in modo “asettico” conduce solo verso una specie di esaltazione delle doti guerresche degli eroici soldati rappresentati nei servizi (spartaco, cecchino….). In questa guerra ci perdono tutti e dai servizi non riesco a capire quali sono le ragioni se ci sono degli uni e degli altri e se è possibile uscirne.

    • Matteo Brustia

      Il problema di questa guerra è che una guerra TACIUTA.. Kiev non vuole che se ne parli ed esiste una legge che punisce chi la definisce guerra, per loro è solo una operazione di polizia antiterrorismo chiamata ATO, il tutto per non perdere i finanziamenti del fondo internazionale (FMI) che da clausola non possono essere concessi a stati in guerra o in preda a sommosse interne, quindi per quanto ipocrita Kiev non ha mai dichiarato lo stato di guerra ne di emergenza nazionale, arruola con leve obbligatorie a cadenza trimestrale orde di giovani che manda a morire a migliaia (il conto dei morti da parte di Kiev è fermo da anni ed è sottostimato almeno di 5 fattori!). Anche i massacri di civili vengono taciuti, pensa al massacro di Odessa dove circa 50 pacifici manifestanti sindacali (al pari dei nostro sindacalisti italiani filo sinistra) sono stati bruciati vivi nella loro sede ad Odessa (come se fosse la sede CISL a Milano) e nessuno ha ritenuto necessario dopo tre anni chiarire chi fossero i responsabili (nonostante riprese video di simpatizzanti pro-maidan che sparano mentre si qualificano al cellulare per nome e cognome).. tantissime efferatezze vengono taciute e tantissimi giornalisti che ne hanno parlato o hanno fotografato per questo sono stati uccisi, come il nostro Andy Rocchelli ucciso perché fotografava uno scomodo treno bombardato e reo di aver fatto un servizio sui bambini nascosti in cantina sotto le “bombe ATO” (curioso che in una missione di polizia antiterrorismo al posto di fare perquisizioni si bombardino direttamente le case dei civili!!).. capisci che piacciano o non piacciano i servizi su questo tema l’importante e non smettere di parlarne.