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Dakhla, la dama del deserto

Le Primavere Arabe hanno sconquassato gran parte del Nord Africa. I movimenti di rivolta, in alcuni casi legittima, si sono trasformati in veri e propri boomerang per Libia, Tunisia ed Egitto, che ora si trovano a fare i conti con le bande jihadiste (Stato islamico in testa) e con governi che rischiano di collassare da un momento all’altro. Gli unici Paesi che ne sono usciti indenni sono il Marocco e l’Algeria. Non appena sono iniziate le rivolte, re Mohamed VI ha subito avviato una serie di riforme politiche volte a dare maggior partecipazione al popolo, mitigando così le proteste che sono andate piano piano sparendo.

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A Dakhla, in quella fetta di terra che la popolazione locale chiama con orgoglio «Sahara marocchino», la vita scorre tranquilla: la sveglia è tardi così come l’apertura dei negozi. Di sera i ragazzi e le ragazze (alcune con il velo, altre no) girano per le vie della città e sulla strada che accarezza l’Oceano. Ci si ferma nei bar a bere qualcosa e si scambiano due chiacchiere, come in tante città occidentali. L’economia si basa sulla pesca, sullo sfruttamento delle energie rinnovabili (a Ouarzazate è stata da poco inaugurata la più grande centrale solare del mondo, Noor 1, prima tappa di un progetto molto più ampio, il Noor Solar Project) e ovviamente sul turismo.

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Il Marocco non ha conosciuto la violenza islamista. Attentati ce ne sono stati, ovviamente, come quello del 2003 a Casablanca. Ma si è trattato di episodi isolati. Cristiani e musulmani convivono pacificamente. A Dakhla, per esempio, la chiesa cattolica costruita dagli spagnoli nel 1953 si trova a poche centinaia di metri dalla moschea e i marocchini non si sono mai sognati di abbatterla o di rovinarla in qualche modo: «Fa parte della nostra storia. Qui i cristiani vengono a pregare ogni domenica», ci spiegano con una punta di orgoglio.

Il ruolo svolto da re Mohamed VI, salito al trono nel 1999 dopo la morte del padre Hassan II, nel rilancio e nello sviluppo della regione è fondamentale. Qui tutti lo chiamano il «re dei poveri» perché si è preso cura soprattutto degli emarginati e dei bisognosi. Una fitta rete di strade ben asfaltate, sulle quali si affacciano case colorate e dall’architettura tradizionale, congiunge le città.

Il Marocco cresce portando con sé le proprie tradizioni, come ci spiega il sindaco di Dakhla, Sidi Sloh El Joummani, importante uomo d’affari che ha deciso di fare politica per il bene della città. Attualmente è agli inizi del suo secondo mandato e, non appena lo incontriamo, ci tiene a spiegare che Dakhla sta sì crescendo, ma secondo i canoni tradizionali: «Non ci sono grattacieli e gli alberghi possono avere al massimo quattro piani e le nuove strutture devono seguire la nostra tradizione architettonica».

La sicurezza dei cittadini e dei turisti viene messa al primo posto: i poliziotti sorvegliano le strade e gli incroci principali. Il ricordo degli attentati di Casablanca è ormai lontano e la situazione sembra tranquilla. Le dispute con il Fronte Polisario per il possesso del Sahara sono lontane così come la paura per possibili infiltrazioni jihadiste nel Paese. Lamine Benomar, wali ovvero prefetto della regione di Dakhla, spiega ad AgielleNews che dal Marocco «sono partiti circa 500 foreign fighter per raggiungere lo Stato islamico». Poi però assicura: «Qui l’intelligence e i servizi di sicurezza funzionano. Inoltre il nostro Paese offre un futuro stabile ai cittadini». E sembra proprio essere questo il fattore più importante del «metodo Marocco».

Nei giorni scorsi Mohamed VI ha firmato un contratto di oltre 7 miliardi di euro per rilanciare la regione di Dakhla. E questi investimenti sembrano effettivamente migliorare la vita delle persone, come ci racconta Soufiane, un ragazzo di 32 anni e campione di kitesurf, che ha deciso di aprire un resort sull’Oceano Atlantico. Soufiane ha girato mezza Europa, ma poi ha deciso di fermarsi qui: «Il Marocco è la terra delle opportunità. È un Paese che sta crescendo moltissimo e dove si possono realizzare tutti i progetti che uno desidera. Negli ultimi quindici anni prosegue Soufiane ho girato tutto il mondo per le mie gare. Quando tornavo in Marocco vedevo i turisti europei e mi chiedevo perché venissero qui. Evidentemente dobbiamo avere qualcosa di buono: il clima, le persone gentili e un ottimo cibo. Perché dobbiamo abbandonare questo posto?». Sembra proprio questa la ricetta giusta per fermare l’emigrazione. In passato moltissimi marocchini hanno abbandonato il loro Paese per raggiungere l’Italia, la Spagna o la Francia. Ma ora qualcosa è cambiato. Chi è partito è ritornato e chi ancora vive in Marocco non se ne vuole più andare.

  • liberopensiero77

    I miei complimenti all’autore dell’articolo. Finalmente qualcuno che, anche dalle pagine de Il Giornale, fa passare l’informazione che anche nel mondo arabo, a maggioranza musulmana, la società possa crescere e svilupparsi modernamente, senza troppi integralismi o intolleranze rispetto alle altre religioni. Vedo però che questo succede soprattutto nei Paesi dove c’è stata una colonizzazione europea, e francese in particolare (Marocco, Tunisia, Algeria), mentre i Paesi a tradizione secolare islamica (Iraq, Afghanistan, Siria, Arabia Saudita, ecc.) hanno forti problemi di integralismo religioso e culturale. In fondo bisognerebbe concludere che, storicamente, il colonialismo ha lasciato tracce importanti in quei Paesi, e che quindi non è stato solo “sfruttamento”.

    • alfapenta

      cresce moderatamente la dove fa comodo che cresca e basta… gli integralisti sono la legione straniera dells NATO

  • Tommi

    Se ci si stà cosi bene in quel meraviglioso paese, allora spiegatemi perchè vengono in Europa a rompe’er cà ??????????????????

    • Vomito

      La metà dei marocchini che viene qua in effetti scappa, per guai economici o giudiziari, la sarebbero presi a mazzate

      • Carlo Lauletta

        Credo anch’io che la grande maggioranza dei migranti (quasi tutti baldi giovani di sesso mascolino) non fuggano da guerre, persecuzioni, miseria e fame, bensì da: disciplina sociale, necessità di lavorare, genitori anziani e bisognosi, mogli e figli, sorelle nubili, parenti della ragazza che hanno messo incinta, creditori, autorità di polizia, corti di giustizia.

  • alfapenta

    all’incirca come lo era SIRIA e LIBIA prima della guerra. E quindi questo cosa vuol dire , che se forze esterne non si intromettono nei paesi arabi e non solo , le rivoluzioni / integralismi non ci sono. Evidentemente il Marocco ha l’appoggio dell’occidente

  • albertzanna

    Tommi
    i marocchini che trovate in Italia e Francia sono, per la maggior parte, il 90%, detenuti condannati per varie cause, cioà ladri e delinquenti comuni, a cui il governo ha offerto di potere scappare dal paese, ed è uno scappare più o meno con un arma puntata alla schiena.
    In pratica le autorità marocchine hanno scoperto come sia facile cacciarli dal paese, che così si libera dalla feccia. E si arrangino coloro che se li ritrovano nei paesi dove vanno a sbarcare dai barconi
    Chiamalo scemo, Mohamed VI!!!

  • random640

    Allora e’ ora di riprendersi le caterve di marocchini…graaandi “lavoratoori” e graaandi “risorse” che continuano ad arrivare in massa..in europa..

  • Mr.Joe

    Ah sì, grandi lavoratori i marocchini! Ladri e stupratori di prete e donne indifesa, se me lo chiedete.
    La SGM e le scorribande nella Ciociaria da parte dei soldati coloniali francesi non ti dice niente?

  • Malak

    cerco di essere breve sanza insulti ni polemiche e vi prego cari italiani di scusarmi perche lo faro in francese cosi rendo meglio la mia idea. E saro grato a quelli che preferescono insultare invece di usare la teste ( e questa é una sfida) di dimostrare che son all’ atezza di cio che sostengono
    Pour monsieur Tomm: pour les italiens sont partis pour les Etats-Unis, l’Allemagne, la Belgique, l’Australie, la France, la Grande-Bretagne….? je compte sur votre intelligence à fournir une réponse convaincante.
    A Monsieur Vomito, Son stato a Londra per tanti anni. Dicono la stessa cosa che hai scitto adesso. Italiani son mafiosi, criminali, poveracci che vengono a rompere ….E invece ho conosciuto tanti studenti italieni che sono andati solo per cercare lavoro non sono ne criminali, ni mafiosi…

    Monsieur Joe. sei troppo influenzato dai film. sans les soldats marocains vous serez encore aujourd’hui sous la domination nazie. Il faut lire et relire l’histoire (la vraie) e vedrei che potrei capire quanto e stata cruciale la bataglia di MonteCateni. C’était la guerre, il y a toujours des victimes et les soldats marocains ont payé avec leurs vies votre liberté aujourd’hui. IL FAUT QUAND MEME PAS EXAGER. Les soldats Américains pour vous ils étaient bien entendu les anges!!! beaucoup d’italiens sont nés à cette période de rapports entre italiennes et américains (pour rappel)
    –Random60,? monsieur (ou madame) il termine massa é sbagliatissimo (vai a leggere il rapporto di l’Idos e vede i numeri). E piu scjentifico quando puo demostrare le cose con statistiche o argumenti chairi e precisi. Credo che fra qualque anni non le vedrei piu ( al minimo comme le vede adesso). Un bonne lecture sur les causes des flux migratoire tu feras surement du bien parce que vous êtes à côté de la plaque.
    Albertzanna: non credo necessario che rispondo al tuo 90 pc. PERCHE SOLO UN IGNORANTE IN MATERIA CHE PUE PARLARE COSI. Pare che non é giusto di dire che tutti gli italiano son mafiosi, appartengo a n’drangheta, a la corona sacra… Invece possiamo parlare di Falcone, P; Bersellino, scrittore, Medici e altre grande personnalita che hanno fatto et fanno la sotira 5DI TUTTI GIORNI)
    —PER I DUE ULTIMI COMMENTI CHE HO LETTO QUI VORREI CHIARIRE UNA COSA. me stupisce quando qualcuno parla di le cose che non ha mai cercato prima di approfondire. JE M’EXPLIQUE:
    Les italiens critiquent souvent l’intervention des occidentaux surtout en Libye. Pourquoi ? C’est simple, ils préfèrent toujours préserver leurs intérêts et au diable la démocratie (mieux Gadhafi, un dictateur que il casino che ce sta adesso). La Libye sans pétrole ni gaz n’intéressera ni l’Italie ni un autre pays de la planète.
    Invece, l’intervento doveva essere condotto per l’unica ragione di stabilire la democrazia et sanza accanimeto per cercare sempre di fregare (la richezza) gli altri.
    QUELLO CHE VEDETE ADESSO CON ”Le masse di migranti in Italie” é proprio la conseguenza di certe decisioni prise negli anni novanta in puo sia in Afghanistan, Irak, Libia, Syria…

    Bref, chers amis italiens je crois que nous sommes loin de la vérité. Rien ne justifie la terreur, rien ne justifie les malheurs de tous ces gens qui quittent leurs terres, leurs biens, leurs familles pour mourir dans les eaux de la méditerranée et même en la traversant (encore en vie) ils doivent s’attendre à ce que la dignita umana sia calpestata.

    REMARQUES: beaucoup d’italiens ne savent que ” i marocchini” non sono tutti del marocco dove potrei gente diversa di pella charissima con occhie azzuri, chiara o scura e dove la gente non da molto attenzione al colore di la pele (preferesco francamente guardare al cuore perche li dove se nascondono i veri sentimenti verso il prossomo)
    — Une autre chose, il faut étudier bien l’histoire de ces peuples que vous traitez à présent de Marocchini et vous allez découvrir que sans eux l’occident ne serait jamais ce qu’il est aujourd’hui (les rapports entre le monde arabes et les républiques et les royaumes d’Italie, l’influence des sciences arabes, la traduction des ouvrages grecs…..
    Dès fois l’ignorance tue
    merci

  • cesareber

    Se quella descritta nell’articolo è la realtà del Marocco allora dobbiamo ritenere, in base a quanto sta succedendo nel nostro paese, che il popolo marocchino sta bene soltanto perché manda da noi la feccia criminale.

    • Carlo Lauletta

      È quello

  • Silvia

    È un articolo davvero carino e soprattutto veritiero. Abito da diversi anni in Marocco e sono stata in vacanza a Dakhla e vi assicuro che è proprio così :-)

  • Aldo Rando

    Dakhla è una città occupata dai marocchini. Essa appartiene al popolo saharawi. Assad II, ex re del Marocco favori’ la occupazione del Sahara Occidentale in attesa di un referendum organizzato (sic!) dalla ONU che non si farà mai mentre il popolo saharawi Langue a Tindouf in Algeria in attesa. Esso è stato espropriato del proprio paese. Perché non scrive la verità Sig. Carnieletto?