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Il dramma delle venezuelane che fuggono in Colombia

Il Venezuela divide sempre l’opinione pubblica mondiale. Come ogni Stato in cui vige un determinato ordinamentodi stampo ideologico, non c’è mai una netta distinzione fra verità dei fatti e condizionamenti del proprio modo di pensare. Ci sarà sempre qualcuno che difenderà a spada tratta il governo chavista, chi lo attaccherà perché socialista e chi dirà che tutto ciò che viene detto a favore o contro il regime, è a sua volta opera della propaganda di uno o dell’altro schieramento. Ma a prescindere dalla politica, dalla geopolitica e dal proprio modo di pensare, c’è un dato inequivocabile: il Venezuela vive una crisi profondissima che sta devastando il suo popolo. Agenti interni al Paese ed esterni, il governo di Maduro e l’opposizione, scelte di politica estera da parte degli Stati Uniti e di altri attori, hanno creato una miscela letale ed esplosiva per cui il popolo venezuelano sta soffrendo come mai aveva sofferto in precedenza. Purtroppo è un metodo risaputo: c’è una crisi politica, c’è la crisi economica, e poi c’è chi in questa crisi trova il metodo o per ottenere potere o per togliere il potere. Il tutto con una sola vittima: la popolazione.

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Il popolo venezuelano, che s’impoverisce ogni giorno di più a causa dell’asfissia economica che vive il governo Maduro e a causa delle scelte perpetrate dal governo, sta vivendo una diaspora senza precedenti verso la Colombia. Secondo i dati dell’Universidad del Rosario di Bogotá, negli ultimi sei anni circa 350mila venezuelani hanno attraversato la frontiera con la Colombia per cercarvi fortuna. Di questi, soltanto la metà è scappata tra il 2015 e il 2016, segno inconfondibile dell’esplosione della crisi e della sostanziale guerra civile. Un dato altrettanto interessante è la quasi parità fra uomini e donne, così come le fasce d’età della diaspora, leggermente superiore a quella degli ultimi anni mentre più giovane quella degli anni precedenti.

Il tessuto previdenziale e del lavoro, in Colombia, non riesce ad accogliere quest’ondata migratoria, tanto che almeno il 60% di chi arriva nel Paese negli ultimi anni non riesce ad avere accesso ai servizi sanitari pubblici e privati. A questo fenomeno di mancanza di garanzie sulla propria salute, si aggiunge il dramma dell’incapacità di trovare un lavoro rispetto alle proprie competenze. C’è chi è riuscito a ricollocarsi. E c’è chi, come descritto dal Miami Herald, subisce l’onta di essersi riciclato in altri lavoro, molto peggiori dei precedenti, per riuscire a sopravvivere e a far sopravvivere le proprie famiglie.

Le donne, in particolare quelle più giovani, trovano nella prostituzione l’unica via per sopravvivere. La storia di una donna venezuelana di nome Dayana, intervistata nel bordello dove lavora, è emblematica della tragedia nella tragedia che vive il Venezuela. Dayana è una ragazza di trent’anni che, fino a poco tempo fa, era la responsabile di un impianto di trasformazione alimentare alla periferia di Caracas. Sette mesi fa, fuggita dalla crisi alimentare e dalla guerra civile che insanguinava il suo Paese (perché di guerra si è trattato, pur se formalmente erano rivolte), è arrivata a Bogotà, dove nessuno l’ha assunta. E si è così ritrovata a dover scegliere l’unico modo per mandare dei soldi a casa: prostituirsi. Adesso si è spostata a lavorare in un bordello di Arauca, al confine con il Venezuela, in modo da far arrivare più velocemente soldi e cibo alla sua famiglia. Il bordello dove lavora Dayana è stato messo su un da un colombiano che trent’anni fa decise di trasferirsi in Venezuela. La crisi l’ha costretto a emigrare di nuovo in Colombia, ma nessuno lo prendeva a lavorare. Adesso nel suo bordello lavorano 12 donne, tutte venezuelane. E come Dayana, queste donne facevano tutt’altro. C’è addirittura una donna di 47 anni, adesso già nonna, che in Venezuela faceva la maestra. Ora è costretta a prostituirsi ad Arauca e a inviare i proventi alla sua famiglia in Venezuela per far sì che figli e nipote sopravvivano alla crisi.

In Colombia, dove la prostituzione è legale e ogni città ha il suo distretto del sesso, il mercato è invaso di donne e uomini venezuelani che vendono il proprio corpo. Guadagnano come non riuscirebbero mai a guadagnare in Venezuela e vivono senza il rischio di non avere cibo o medicine. Come ha dichiarato Fidelia Suarez, presidente dell’associazione che riunisce i lavoratori del sesso in Colombia, quello che deve essere chiaro e queste persone non devono essere sfruttate, ma considerate come dei lavoratori. Il rischio, tuttavia, è che la loro origine condanni molti uomini e donne a essere anche sottopagati o costretti a vivere in condizioni di lavoro pessime, perché comunque per loro significa guadagnare molto di più di quanto guadagnavano in Venezuela. Un frutto terrificante della crisi che ha colpito un Paese dalle enormi potenzialità e dove tutti, da Maduro, all’opposizione alle potenze internazionali, hanno commesso errori che pagano soltanto i cittadini.

  • best67

    è il comunismo reale bellezza!

    • Idleproc

      è la destabilizzazione reale bellezza!

      • Giancarlo09

        Credo che siano un po’ tutte e due le cose. Infatti, abbiamo visto già in passato che in molti regimi comunisti, di per sé afflitti da povertà endemica, la prostituzione era per molte donne e le loro famiglia l’unica possibilità di sopravvivenza, peraltro, nel caso specifico del Venezuela le manovre americane sono sicuramente corresponsabili della crisi economica che il Paese sta attraversando. Personalmente condanno sia il regime chavista ma anche le intromissioni ed il gioco sporco che fanno alcuni Paesi “democratici” sul piano internazionale perché le conseguenze alla fine le pagano le persone comuni.

        • Idleproc

          Concordo, era solo una semplifiazione su di una semplifiazione.

  • carlo

    quando un popolo è costretto a vendere le proprie donne è un paese praticamente alla fine … è mai possibile che nessuno possa fare nulla per cambiare questa situazione !? che ne so … una rivolta, una guerriglia o un colpo di stato, insomma fate qualcosa ! i criminali li al potere di certo non se ne andranno di loro spontanea volontà … loro i corrotti e potenti, stanno tutto sommato molto molto bene, mentre il popolo langue …

    • Demy M

      In ucraina, dopo il colpo di stato, le Donne sono andate a “lavorare” all’estero per mantenere i criminali rimasti ad oziare. Queste Donne, quelle del Venezuela, sono vittime, non complici del dittatore Maduro, cosa ben diversa dalla dittatura nazifascista ucraina.

    • best67

      si levassero dalle palle il camionista rosso maduro!

      • Silvio

        QUALE **POLITICO EUROPEO*** SUGGERISCE.¡¡¡¡ L´INGLESE , la TEDESCA, L´ITALIANO , los SPAGNUOLO IL TRUMP . o chisa l´ ARGENTINO,il COLOMBIANO, il CAGNOLINO PERUVIANO che muove la coda per l´allegria agli USA ????? MI DICA.¡¡¡

        • best67

          ‘?????

        • Celida Vasquez

          Ma ti droghi? Non sai scrivere o cosa??

          • Silvio

            CHISA mi drogo con un BUON CAFFE non COLOMBIANO e rileggendo lo mio scritto, vedo che so scrivere ,pero osservo che tu , METTENDO l´interrogazione , NON SAI LEGGERE tra le **righe**.
            p.d. Mi dispiace vedere que del SUD AMERICA sebbene hai un NOME e COGNOME CREOLE sembra non conosci molto le SUE VERE STORIE. Il ***CASO del PERRITO o CAGNOLINO que mueve de contento ,frente a los USA ,el RABITO O CODINO **é una ***MISERABILE METAFORA del PRESIDENTE **SIONISTA EBREO*** del PERU sebbene quel paese abbia una popolazione 60 % AUTOTTONA , che LANCIO in una CONFERENZA in una UNIVERSITA GREENGA , RIGUARDO alla condotta delle REPUBBLICHE SUDAMERICANE che, secondo lui, sono **CAGNOLINI CONTENTI con gli USA** eccetto il Venezuela che ha un altro tipo di GOVERNO .Hai capito fin qui o continuo?

    • Silvio

      CONCLUSIONE MEDIOCRE.¡¡¡

    • crunch

      poveretto…sei inutile quanto banale

  • Silvio

    PUO darsi che quella donna sia VENEZUELANA ma potrebbe anche essre NAZIONALIZZATA o figlia di uno dei 6.000.000 di COLOMBIANI che dal 1970 EMIGRARONO dalla sua NARCO-PARAMILITARE COLOMBIA per FUGGIRE dalla MISERIA GENERALE e dalla GUERRIGLIA e che il VENEZUELA accolse senza CHEDERE nulla e, anzi, dando a lor LAVORO, SALUTE, ed EDUCAZIONE .***QUELLO*** che NON FA invece LA COLOMBIA con questi INMIGRANTI che dei 350.000 che COLOMBIA dice aver ricevuto , e molto probabile che buona parte siano COLOMBIANI che in VENEZUELA erano INDOCUMENTATI o senza lavoro e PROBABILMENTE MOLTISSIMI con le AUTORITA VENEZUOLANE devono FARE i contiI. QUESTI quasi 6.000.000 .senza contare MIGLIAIA di ECUATORIANI,PERUANI,DOMINICANI ,HAITIANI, il VENEZUELA APRI loro le PORTE con benevolenza ,chisa troppa , perche abbondavano i USDOLLARI, come FECE nel DOPOGUERRA con 2.000.000 di ITALIANI, 1.500.000 di PORTOGHESI, 1.500.000 di SPAGNUOLI ,MIGLIAIA di TEDESCHI ed EUROPEI quasi tutti POVERI pero LAVORATORI e anche MOLTI VAGABONDI. Cuasi tutti fecero una NUOVA vita perche c´era lavoro per costruire un PAESE e tra loro quasi tutti gli italiani aiutarono in BUONA PARTE a RICOSTRUIRE l´ITALIA DISTRUTTIA dalla GUERRA che ,combinazione, EBBE gli stessi ***NEMICI*** che ora ha il VENEZUELA . Quello che ha scritto il REPORTAGE no ha approfondito per CERCARE a FONDO la VERITA di quello che SUCCEDE nel VENEZUELA, le cause della sua SITUAZIONE e riguardo a **QUESTA FEMMINA*** la di lei e delle altre ,la loro ,POVERINE,***VERA*** SITUAZIONE . IN PIU ,i ***FORISTI** che hanno scritto finora solo RIPETONO quello che leggono SENZA avere VISTO ne VISSUTO ne VERAMENTE SAPERE cosa SUCCEDE o é SUCCEDUTO e del perche IL VENEZUELA che é CERTAMENTE in una SITUAZIONE CRITICA,DOVUTO al CRACK della SUA PRINCIPALE **ECONOMICA ENERGIA*** , il PETROLIO che, da **100US$*** lo ´hanno fatto SCENDERE a 20,30,40 US$ gli INTERESSI AMERICANI-ARABI-EUROPEI . SEBBEN QUESTO , é falso che MUOIONO di fame perche i GRANDI NEGOZI e SUPERMERCATIi sono pieni di TUTTO persino con TUTTE le MARCHE di PASTE ITALIANE , CERTAMENTE a PREZZI con INFLAZIONE PRODOTTA dalla VERGOGNOSA ***SPECULAZIONE *** di , PRECISAMENTE, PORTOGHESI ,ITALIANI, SPAGNOLI , ARABI, molti EBREI, e caspita anche di COLOMBIANI . ¡¡¡¡¡

  • random640

    il comunismo porta solo merda diffusa, poiche’ al contrario non e’ della “dottrina” la crescita diffusa, oramai e’ assodato, solo i cd “intellettuali” di sinistra ci sguazzano come anatre, e i loro pappa politici, funzionari di partito, e di governo. Ma c’e da dire che negli anni tutta l’America latina ha dimostrato incapacita’ storica e consapevolezza di equilibrio democratico, alternandosi da regimi di destra a regimi comunisti, mi paiono tutti Emiliani e Toscani…anche la mentalita’ personale si e’ deformata, ho sentito diversi latino americani in Italia..son proprio “zecche” dentro
    non parliamo di chi aveva un ruolo, magari da ricercatore o docente universitario..l’antiberlusconismo di qualche anno fa era la norma, ho avuto con sta gente anche scontri accesi, ricordandogli il loro “meraviglioso” mondo peruviano, colombiano, venezuelano..ecc ecc purtroppo, penso, coke accade spesso, che a regimi di destra, segua poi sempre una grave deformazione mentale innsenso opposto in buona parte della popolazione, difficile da estirpare

  • Celida Vasquez

    Quello che ci vorrebbe nei paesi latini è la vera democrazia senza passare da uno estremo al altro. Questi Stati, compresa l’Italia, passano dal benessere al decadimento economico perché manca la via di mezzo che porterebbe maggiore equilibrio,, ma che le grande potenze non vogliono…….