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Così i grandi capitali dell’Angola
stanno comprando il Portogallo

L’Angola è tra i primi 20 Paesi produttori di petrolio al mondo, il secondo in Africa e il quarto produttore di diamanti del continente. È tra i Paesi più ricchi di risorse come minerali, legname e pesce. Eppure, esistono solo 36 nazioni con un indice di povertà più alto. Due terzi della popolazione vive con meno di 4 dollari al giorno, solo 4 persone su 10 hanno accesso all’acqua potabile e il tasso di mortalità tra i bambini al di sotto dei 5 anni è del 17%.
La domanda è: dove vanno a finire i soldi?

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Una delle risposte è straordinariamente sorprendente: in Portogallo. I colonizzatori, in sostanza, si stanno via via trasformando in colonizzati, con miliardi di euro detenuti dalle élite angolane, la maggior parte di queste incentrate attorno alla figura dell’ex presidente José Eduardo dos Santos (in carica dal 1979 al 2017), che si riversano nell’economia portoghese sotto forma di investimenti per nulla trasparenti.

Percorrendo il tratto di costa che da Lisbona porta a Ovest verso quelli che una volta erano i confini del mondo conosciuto, si passa per Estoril, nota per il Casinò e per il circuito di motociclismo, e soprattutto Cascais, una delle località estive più rinomate di tutto il Portogallo. Qui, sulle rovine delle residenze estive della corte reale lusitana, sono sorti in pochi anni degli edifici in vetro alti 14 piani a forma di cubo di Rubik e posizionati a poche decine di metri dalla spiaggia. Il complesso si chiama Residenza Estoril Sol, ma per tutti sono i “palazzi degli angolani”.

Acquistare la stragrande maggioranza di questi appartamenti di pregio ha avuto per gli investitori africani un valore simbolico, oltre che economico. Dallo sfruttamento e dalla schiavitù, sono riusciti ad entrare in Portogallo dal portone principale.

Tra gli acquirenti più famosi c’è Álvaro Sobrinho, ex amministratore delegato del Banco Espírito Santo in Angola. In Portogallo è diventato il principale azionista dello Sporting Lisbona, una delle principali squadre di calcio, nonché editore di due quotidiani. Durante la direzione della filiale portoghese del gruppo bancario, però, è stato accusato di aver sottratto ben 5,7 miliardi di dollari sotto forma di prestiti – a lui stesso e a personalità influenti angolane – che non sono mai stati rimborsati. Tuttavia, nonostante le indagini, le accuse non sono mai state confermate.

L’ex vicepresidente angolano invece, Manuel Vicente, è stato accusato di aver pagato una tangente da 810mila dollari a un giudice portoghese per mettere fine a un’indagine per corruzione. Tra le accuse, anche quella di riciclaggio di denaro sporco per l’acquisto proprio di appartamenti nei “palazzi degli angolani”.

Ampliando un po’ il campo delle stranezze, è facile notare come sulle casacche biancoverdi dei giocatori dello Sporting di Sobrinho campeggi a caratteri cubitali lo sponsor ufficiale Nos, il gigante delle telecomunicazioni il cui quartier generale domina il paesaggio del quartiere di Campo Grande, appena antistante allo stadio della squadra capitolina: il José Alvalade.

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Uno dei principali azionisti di Nos è Isabel dos Santos, altra angolana, figlia dell’ex presidente e con un patrimonio stimato da Forbes in circa 3,5 miliardi di dollari.

Il suo ufficio si trova lungo il più grande viale dello shopping di Lisbona. Da qui, quella che è a tutti gli effetti diventata una delle donne più importanti del Portogallo, gestisce il suo impero di partecipazioni nelle banche del Paese, nei media e in asset particolarmente strategici. Oltre a Nos, controlla infatti l’angolana Unitel e il gigante portoghese dell’energia Galp.

Nel 2015, Transparency International ha incluso la signora dos Santos in una lista di 15 casi emblematici di “grande corruzione”. Perché i suoi capitali non si capisce bene da dove provengano, e perché l’ultimo decennio di governo del padre in uno dei paesi più corrotti al mondo è corrisposto con la grande crisi finanziaria che ha colpito anche il Portogallo.

L’auto-arricchimento da parte delle élite angolane grazie al boom petrolifero e le precarie condizioni dell’economia lusitana hanno così favorito l’afflusso di capitali di dubbia provenienza, costringendo le autorità portoghesi a limitare i controlli anti-riciclaggio.

Del resto, c’era da intercettare con urgenza almeno una parte di quei 189 miliardi di dollari usciti dall’Angola verso l’estero negli ultimi 15 anni. E siccome l’esposizione debitoria del Portogallo aveva toccato nello stesso periodo la spaventosa cifra di 111 miliardi di dollari ecco che la matematica accorre in prepotente aiuto. I creditori internazionali declassarono il debito nazionale lusitano valutato spazzatura, e in una situazione del genere praticamente nessuno sceglierebbe di farsi domande sull’origine dei capitali che arrivano, inaspettati, dall’Africa Nera.

António Monteiro, ex ministro degli Esteri del Portogallo e presidente della più grande banca privata del Paese, Millennium Bcp, ha affermato di recente al New York Times che gli investimenti dall’Angola hanno aiutato molte aziende portoghesi a sopravvivere, tra cui la sua banca: “Era un investitore molto gradito e, in certi momenti, l’unico investitore in Portogallo”.

“In Angola, chiamano il Portogallo la lavanderia a gettoni”, ha dichiarato più direttamente Ana Gomes, deputata portoghese al Parlamento Europeo e membro del Partito Socialista al Governo.

In cambio, oltre all’influenza politico-economica, gli angolani ne hanno guadagnato in reputazione. Il Portogallo, infatti, ha permesso alla signora dos Santos di trovarsi catapultata sul jet set di tutto il mondo. Ultimamente si mescola con le celebrità di Hollywood, tiene convegni alla London School of Economics, presenzia in prima fila in occasioni mondane di spessore come il Festival di Cannes.

A 45 anni, però, le sue uniche esperienze documentate da imprenditrice sono la gestione di un ristorante, di una società di produzione di eventi e di un walkie-talkie business. Un po’ poco per diventare esempio di self-made woman unico al mondo.
Alla domanda se fosse possibile che la fortuna della signora dos Santos si fosse fatta da sé, Marcolino Moco, ex primo ministro dell’Angola, ha risposto: “Tutta la sua ricchezza deriva dal fatto che suo padre è la legge”.

In pochi anni ha acquisito grandi quote e azioni di controllo nei settori dei diamanti, dei telefoni cellulari, delle banche e in altri settori dell’Angola. Nel 2016 è stata addirittura nominata amministratore delegato di Sonangol, la compagnia petrolifera statale dell’Angola. Peccato che a nominarla sia stato proprio papà Josè.

Un gruppo di avvocati ha poi tentato senza successo di destituirla dal suo incarico sostenendo che, non avendo precedenti in materia di gestione o esperienza nell’industria petrolifera, fosse stata incaricata dal padre di cancellare le prove della sua corruzione prima del suo passaggio di mano.

Tutte accuse più o meno fondate, ma al di là delle sentenze c’è di certo che il Portogallo sia riuscito a tornare a galla dopo la crisi grazie ad investitori tutt’altro che trasparenti: russi, brasiliani, cinesi e soprattutto angolani, che oltre ai capitali hanno portato (e stanno portando) in dote imponenti quantità di braccianti e lavoratori a basso costo. Oggi il Pil del Portogallo è cresciuto del 2,7%, l’occupazione del 3,2%, il debito pubblico è diminuito di più del 4% e il deficit 2018 scenderà all’1,1% del Pil. È davvero difficile pensare che sia tutto merito del controllo della spesa pubblica.

  • Homo Sapiens

    La signora Dos Santos non é esattamente africana a giudicare dalle foto che ho visto.

    • Marco_Seghesio

      Mi pare che la madre della Dos Santos sia arzebaigiana.

  • Otto Oldsping

    cambiano i nomi, peró, é una storia giá raccontata, si ripeterá sempre, in altri posti con altri personaggi,..

  • Albert Nextein

    Un bel porcile.

  • Idleproc

    Si chiama tardo-capitalismo che nella sua dinamica interna sta diventanto un sistema oligarchico-feudale globale digitalmente integrato coi metodi della “reputazione” digitale nel surveillance capitalism.
    L’Angola non è una eccezione “arretrata” è come funziona oggi la “globalizzazione”, profitti e capitali, vanno dove meglio credono a livello globale e senza alcuna mediazione sociale “locale”.

  • Marco Giudici

    Singolare contrappasso. Come disse qualcuno, è un po’ come quando i domestici si comprano casa tua. Oltre a banche, società di telecomunicazioni, non poteva mancare un simbolo del potere per eccellenza, cioè le squadre di calcio ed infatti una delle squadre storiche, lo Sporting Lisbona, è controllata da un miliardario angolano, Álvaro Sobrinho, che possiede anche due quotidiani.

    Non sarà mai abbastanza sottolineato, comunque, che chi fa shopping in Portogallo è una ristrettissima e ricchissima elite di angolani, non è una storia a lieto fine per la stragrande maggioranza del popolo angolano.

    • iotuluinoivoaltri

      hai ragione, ma è una storia a lieto fine per moltissimi portoghesi. è Questo è stato possibile perché in vari ambiti le istituzioni sono state tacciate od hanno chiuso un occhio. per spiegare che tutto il mondo è paese e senza illegalità, purtroppo, non ci si risolleva da niente.

  • best67

    si compra il portogallo?perché non importa un po di manovalanza dalla vicina nigeria?

    • montezuma

      A loro interessa il Portogallo, primo perché mettono piede in Europa in un Paese dove puoi dire tutto, ma ci si vive benissimo (finché non gli fa la festa la UE come alla Grecia), secondo la manovalanza nigeriana non ha voglia di fare un c…. e importerebbe solo delinquenza che a conti fatti è molto peggio di quella angolana o mozambicana. Mai visitata la Nigeria? Un bijou. Un generale nero USA (proprio lui) definì i Nigeriani come “i più odiosi furfanti che la storia abbia mai conosciuto”. Ovviamente noi li importiamo a frotte.

      • best67

        grazie alla presidenta!

  • Bob184 —

    Se una sola nazione occidentale avesse le risorse naturali di solo uno fra i tanti stati africani, oltre l’Angola, il Congo, il Sud Africa, Niger, Rep. Centrooafricana, Gabon ed altre, diverrebbe economicamente più ricco degli Usa, della Russia, forse anche della Cina. Invece il popolo langue ed i buonisti bianchi si cospargono il capo di cenere dicendo che, secoli fa, sono stati gli occidentali a colonizzare queste terre. Ed è vero, allora le attività agricole ed estrattive erano in pieno sviluppo; sono crollate quando il potere è passato in mano degli autoctoni, con la conseguenza che i dos Santos, i Bokassa, i Mobutu ed altri simili sono diventati miliardari (in dollari) il popolo fa la fame e noi dobbiamo mantenerli. Col cavolo ! Se li dobbiamo accogliere e sfamare, ci paghino almeno per le rette ed altre spese !

    • Lorenzo

      troppo scolastico e semplicistico… devi ancora studiare molto il problema africano..e cercare di capirlo ..liberandoti dai paraocchi dei luoghi comuni

      • Andrea B

        Sa così gentile allora da dare qualche dritta al sig. Giubra e a quelli che la pensano come lui ( come il sottoscritto) e cioè che il problema dell’Africa sono anche gli africani stessi…grazie

    • https://plus.google.com/111270859164215141850/posts giubra63

      concordo, gli africani, tranne rare eccezioni, non sanno amministrarsi…un ovvietà, sono passati dal colonialismo Ottomano a quello europeo perché non si rendono autonomi. Ora sono sotto Cina, Stati Arabi, India e multinazionali. Ai governanti africani bastano tangenti

  • Gian Franco

    tremate pensionati italiani in portogallo.

    • Lorenzo

      lolol…la mia pensione e’ olandese e portoghese..a dir la verita me la danno anche gli italiani..per otto anni di contributi versati..prima di espatriare..e ammontano a ben 440 euros divisi in due rateazioni ..a gennaio e luglio…e devo pure presentare una dichiarazione di vita redatta da un ufficiale comunale portoghese…lolol. pero’ mi sa che hai toppato..parlando in generale..mi sa che a tremare dovrebbero essere i pensionati in Italia…visto che se continua cosi’…prenderemo il posto lasciato vuoto dalla Grecia..allora si che vedremo finalmente giustizia..quando taglieranno le ricche pensioni retributive basate sull’ultimo stipendio e magari con solo 20 anni di contributi..tipo paghi 10 e ricevi 1000…Hanno affondato il bilancio dello stato…e siccome i pensionati sono una forza enorme di voto..tutti hanno paura a toccarli e si prefersce la demagogia dei “vitalizi” ..per carita’ pure quelli sono da togliere ..ma non sono certo quelli la palla al piede del bilancio dello stato Italiano

  • Lorenzo

    vivendo da ben 34 anni in Portogallo..devo dire che l’articolo e’ molto accurato e preciso…ed ha focalizzato abbstanza fedelmente cio’ che e’ accaduto e sta accadndo… purtroppo l decolonizzzione e’ stata una dellepiu’grandi farse della storia dell’umanita’..gli europe uscirono dalla porta e rientrarono dalla finestra accompagnati da qualche caporale locale immediatamente eletto generale..e quando invece furono le elite ..poche ..locali a prendere le redini del paese..immediatamente dovettero affrontare “ecessioni delle zone piu’r ricche” abilmente manovrate daglle vecchie potenze coloniali..vedi Congo..o Zaire…..vedi Angola stessa..quei pochi di nquelle elite locali che sopravvissero..si dovettero rapidamente mettere in riga e seguire gli ordini dei vecchi colonizzatori… il risultato e’ a vista..la spolizazione dei beni africani continua ancora pggio dell’epoca coloniale..e i capitali continuano ad affluire in Europa…

    • http://www.cultora.it/ Daniele Dell’Orco

      Grazie per l’apprezzamento!

    • enricodiba

      La guerra in Angola i portoghesi e sud africani l’avevano vinta, se non arriva l’Urss che si tirava dietro gli ascari cubani il problema era risolto, tra l’altro il portogallo in mozambico praticamente aveva vinto la guerra anticoloniale e pacificato il territorio.

      • montezuma

        Confermo tutto. Tral’altro una conferma che il PCI era “in qualche modo” già al potere in Italia. L’Italia portava aiuti … umanitari che venivano consegnati ai Cubani per la distribuzione!! Ovviamente i media tacevano o quasi su tutte le questioni. Ci sono tracce anche nelle regioni rosse dove insieme ai club per l’amicizia Italia-Cuba ci sono anche associazioni Italia-Mozambico e -Angola!

  • prolunga

    il prossimo passo è comprarsi l’Italia

  • agosvac

    La domanda è: visto che l’Africa è ricca, tanto ricca che un solo paese, l’Angola, si può permettere di comprare mezzo Portogallo, perché gli africani invece di venire in massa in Europa a fare casini non vanno in massa nei loro paesi di origine per riprendersi le ricchezze che spetterebbero a loro??? Dovrebbero solo trovare il coraggio di combattere per sé stessi invece di venire a chiedere l’elemosina: meglio morire con dignità che sui barconi senza dignità alcuna!!!

    • best67

      territorio immenso e ricco e pochi abitanti (anche se sono sestuplicati dagli anni 60)!

    • Dario Asso

      L’Africa è ricca,non ci sono dubbi.Allora perche ci sono così tanti poveri? Un motivo potrebbe essere la discriminazione sociale.Cioè non il colore della pelle ma il colore del conto in banca.Gli Africani benestanti,non regalano soldi.(nessun ricco regala soldi,forse Gates e un l’unico.) Prendono il potere,è se lo tengono ben stretto.E allora i poveri restano in Africa,è chi viaggia verso l’europa sono i ragazzi del ceto medio.quelli che se lo possono permettere finanziariamente.Quelli che a fare una rivoluzione non interessa per niente.La fame la fanno nei paesi dove ce la guerra.Gli emigrati che vengono da noi sono quelli che vogliono salire la scala sociale.

      • agosvac

        Giusto, ma non mi sembra che venire in Italia per fare i lavavetri agli incroci porti a salire la scala sociale. Né si può dire che in altri paesi europei abbiano possibilità maggiori che in Italia. Tra l’altro quelli che vengono in Europa non è che siano molto istruiti, a stento parlano l’inglese e nessuno parla le lingue locali. Saranno del ceto medio , forse anche benestanti, nei loro paesi, ma non hanno nessuna specializzazione che permetterebbe loro di lavorare , sempre ammesso che in Europa ci fosse lavoro per loro.

        • Dario Asso

          Esatto.Ma loro prima di partire non lo sanno dove vanno a finire.Quelli che guadagnano 5-6 mila $ per ogni rifugiato,di sicuro non lo vanno a dire,la fine che sono destinati a fare.

          • agosvac

            E lei, davvero, crede che i migranti fasulli ormai non sappiano che di lavoro per loro in Europa non ce ne é???

          • Dario Asso

            Si lo credo davvero.perche quando ce un buon venditore,riesce a vendere ghiaccio agli esquimesi,e tutti si ragazzotti non mi sembrano tanto svegli.Un po come la volpe con Pinocchio.

    • best67

      dovrebbero lavorare!

  • enricodiba

    Il portogallo è l’esempio della potenza distruttrice della sinistra, negli anni 70 i portoghesi si potevano tenere qualche pezzetto dell’angola o monzabico, per non parlare di timor est, tutte zone ricche di petrolio, invece la sinistra la fatti ritirare da guerre coloniali che stavano vincendo e ora il portogallo resta un paesino povero all’apice dell’europa.