LAPRESSE_20170916135933_24319770

Cuba e Corea del Nord più vicine
E adesso Ri Yong-ho vola a l’Avana

Nel 1960, l’allora ministro del governo cubano, Ernesto Guevara, detto il “Che”, s’imbarcò all’aeroporto di l’Havana, direzione Pyongyang. Dopo molte ore di volo, il Che, appena sbarcato nella capitale nordcoreana, fece un giro per la città e si recò al palazzo di Kim Il-sung, elogiando la Corea del Nord come modello per il futuro di Cuba. In quel momento, Cuba aveva necessità di rapporti diplomatici con più Stati possibile, specialmente con quelli affini al sistema socialista. E Guevara sapeva perfettamente che la Corea del Nord, uscita da una guerra sanguinosa con il vicino meridionale, era uno dei pochi Paesi che da subito aveva dipinto i “compagni” cubani come alleati e amici nella lotta per l’avanzata del socialismo. Da quella storica stretta di mano fra il rivoluzionario cubano e il dittatore nordcoreano, si può far discendere la nascita dei rapporti diplomatici ufficiali fra Pyongyang e l’Avana. Rapporti che la Guerra Fredda ha poi consolidato e che si pensava che dovessero affievolirsi con le aperture di Barack Obama al governo castrista e la fine dell’embargo. Gli osservatori credevano (molti speravano) che il loro fosse un rapporto di puro e semplice interesse, che non avrebbe ma potuto resistere né all’avanzata del tempo, né alle logiche commerciali, una volta terminato il drammatico embargo imposto da Washington all’isola ribelle dei Caraibi.

Gli osservatori si sono dovuti tuttavia arrendere a una realtà diversa. Cuba non è un Paese dell’Est Europa. Non si è lasciata andare alla caccia del capitalismo selvaggio, non ha cercato la vendetta sulla Russia quale erede dell’Unione sovietica che aveva invaso il proprio territorio, e non aveva alcuna necessità né voglia di interrompere gli storici legami con Mosca e con gli altri alleati dello schieramento ex-socialista e oggi non filo-occidentale. Raul Castro, succeduto a Fidel, sembrava dovesse essere il leader della controriforma, ma il sistema cubano ha rivelato una sua naturale resilienza a entrare nelle logiche di Washington. Ed è così che il dialogo fra Cuba e Stati Uniti si è interrotto anche abbastanza bruscamente, in particolare con l’ascesa di Trump, da sempre fieramente contrario ad aperture al regime castrista, e che adesso vive la crisi dei cosiddetti “attacchi acustici” ai diplomatici Usa, che la Cia considera opera dei cubani o comunque figlia della complicità dei servizi cubani con altre potenze. A questa freddezza nei rapporti con gli Stati Uniti, si è unito anche un fedele allineamento di Cuba alla vecchia sfera d’influenza sovietica, oggi più geopolitica che ideologica. E in questa sfera, c’è ancora la Corea del Nord.

Non deve dunque sorprendere che in queste ore, il ministro degli Esteri della Corea del Nord, il potente burocrate e diplomatico Ri Yong-ho, stia per giungere a l’Avana in uno storico incontro con il suo omologo, Bruno Rodriguez Parrilla. L’arrivo di Ri Yong-ho arriva in un momento particolare che assomiglia, per certi versi, a quello in cui Che Guevara decise di partire per Pyongyang. Come Cuba, uscita dalla rivoluzione, necessitava di qualsiasi appoggio internazionale, perché isolata dal resto del mondo – a parte ovviamente il blocco comunista – così adesso è la Corea del Nord a essere completamente isolata e disperatamente in cerca di ogni tipo di aiuto, anche soltanto politico. E, come se non bastassero già solo l’isolamento politico e l’embargo commerciale, in questi ultimi giorni sono arriva te le decisioni di Singapore e Filippine di interrompere ogni attività commerciale con il regime nordcoreano. Cuba non può ovviamente competere, sia solo per motivi geografici, con le nazioni asiatiche per il commercio con Cuba. Ma il governo di l’Avana è uno dei pochi ad aver mantenuto rapporti con Pyongyang, tanto che ancora oggi non riconosce ufficialmente la Corea del Sud. Il viaggio ha sicuramente lo scopo di mostrare al mondo che la Corea del Nord è ancora in grado di intessere una rete diplomatica autonoma e legata a una sorta di “asse del male” di tutti i Paesi non allineati con gli Stati Uniti. E Cuba è la spina nel fianco degli Usa nel suo cortile di casa. Ma suona anche come un disperato messaggio di aiuto nei confronti di un antico partner di fronte alla catastrofe economica e umanitaria che l’isolamento e le sanzioni internazionali stanno provocando. Cuba non ha mai abbandonato il suo amico coreano ed ora questa partnership può rinsaldarsi. Oggetto, in modo diverso, del blocco economico e politico di Washington, la loro speranza è quella di unire le forze in ogni campo. Quello tecnologico, militare, politico ed economico. Sono due Stati poverissimi, con economie deboli e una potenza militare non in grado di reggere il confronto con i loro nemici. Ma proprio per questo, potrebbero avere necessità l’uno dell’altro. Magari sperando in uno sponsor internazionale ben più potente ma che rimane nell’ombra. Russia o Cina, per esempio.

  • Paolo Zanardi

    Scusate, mi spieghereste il significato della seguente frase? “Cuba non può ovviamente competere, sia solo per motivi geografici, con le nazioni asiatiche per il commercio con Cuba”.
    Una rilettura prima di pubblicare gli articoli eviterebbe evidenti errori di “distrazione” e battitura.

    • Lorenzo Vita

      Grazie, è stato un errore.

  • Ling Noi

    I governi americani, nella loro perenne immensa stupidità, perseguono sempre la distruzione totale di chi non si allinea ai loro diktat, spesso con con gli embarghi, che come già contestato da analisti CIA, rafforzano sempre la leadership al potere. Ricordo una frase di uno di loro quando diceva (+ o -) “altro che embargo, noi dovremmo invaderli con i nostri prodotti e in poco tempo diventerebbero dei rammolliti”.

  • carlo

    mi sembra che qualcuno qui stia giocando con il fuoco … e non sono gli americani …

    • Demy M

      Sono solo gli americani che continuano a giocare con il fuoco. Chi dà loro il diritto di comminare sanzioni e/o embarghi? Nessun Paese, al mondo, si è inginocchiato ai terroristi americani a causa del loro boicottaggio. Vedasi Iran, Cuba, Venezuela, Nord Korea e Federazione Russa. In ogni caso, in uno Stato di Diritto, si deve punire il colpevole, e non indiscriminatamente come fanno gli Usa da sempre, perchè significa sparare nel mucchio. Il loro stile preferito.

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        … in uno Stato di Diritto … Per decenni, sotto il regime di Fidel Castro, Fidel «il grande», Fidel il rivoluzionario che lottava per la giustizia sociale, i dissidenti della dittatura cubana, i prigionieri politici, gli oppositori del «Lìder Màximo», sono stati torturati, condannati a morte, imprigionati e uccisi. Perseguitati per anni per la loro resistenza alla tirannia castrista, lasciati morire di fame per le loro proteste, sottoposti alle peggiori sevizie per la loro richiesta di democrazia … tratto da Il Tempo – Il vero volto di Fidel Castro: nei suoi gulag 500 mila dissidenti …

  • Bob184 —

    Hanno voluto il comunismo ? che se lo godano. Eppure, di evidenze che avrebbe portato allo sfacelo ce ne sono state tantissime, dagli nni ’20 in poi. Ma non c’è peggior soredo di colui che non vuole intendere.

    • Ling Noi

      Non è questione di comunismo, ma di rifiutare di essere schiavi della potenza imperiale americana. C’è chi accetta, ma anche popoli che per storia e tradizione preferiscono un combattimento impari pur di preservare la loro indipendenza.

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        … rifiutare di essere schiavi …

        I crimini del comunismo
        URSS, 20 milioni di morti,

        Cina, 65 milioni di morti,

        Vietnam, un milione di morti,

        Corea del Nord, 2 milioni di morti,

        Cambogia, 2 milioni di morti,

        Europa dell’Est, un milione di morti,

        America Latina, 150 000 morti,

        Africa, un milione e 700 000 morti,

        Afghanistan, un milione e 500 000 morti,

        movimento comunista internazionale e partiti comunisti non al potere, circa 10 000 morti.

      • Bob184 —

        La sua risposta rispecchia lo stereotipo di chi si attacca ad un pensiero unico senza averlo mai controllato, comparato, vissuto. Lei parla di “schiavitù della potenza imperiale americana” ,? Lo dimostri. Forse che tale potenza le impedisce di manifestare, come sta facendo, i suoi pensieri ? Forse che tale potenza la intruppa per fare dei lavori che non sono il suo – si chiamava nei tempi antichi, ed il nome é ancora valido – corvée obbligatoria. Lei è mai stato in un paese retto da un regime comunista ? Ha mai visto la povertà esistenziale, non parlo solo di quella economica ma anche di quella intellettuale e di quella che va sotto il nome di libertà ? Cosa fanno gli USA, paese che non mi piace e dove non vivrei mai, per attirare tanti strali ? Forse corrompono i governi per farli agire secondo la loro ,linea ? Cosa ha fatto la Russia/Urss ? Cosa sta facendo la Cina in Africa ? Ê di queste ore l’operazione Zimbabwe ma, mi creda, i cinesi erano presenti molti decenni fa, vedi Tanzania, vedi Zambia, vedi Burkina Faso, vedi Ciad, vedi i vari Congo, e zitti zitti depredavano le risorse locali con la collaborazione di un Quisling a loro gradito. Se ne faccia una ragione, il regime liberista del mondo occidentale ha molte moltissime pecche che lo rendono deprecabile sotto molti aspetti. Ma comparato con la povertà di vita complessiva che il comunismo ha generato e genera, meglio schiavi di chi ci riempie la tavola ogni giorno che di chi ci fa stare in catene e a pane ed acqua. Vuole un esempio per tutti, signor Ling Noi dal nome vagamente reminiscente di oasi superlusso in paese tropicali per i benficiati dal capitalismo, La R.P.Cinese se ha voluto sopravvivere, espamdersi e godere ha dovuto tralasciare l’assurdità del comunismo ed abbracciare il deprecato capatialismo. Di cui a torto o ragione, il nord america è l’esempio guida. E sotto Mao Tse Dong i cinesi non potevano andarci, mentre oggi sono clienti abituali ed ambitissimi. Ha mai pensato come mai paesi sotto rfegime comunista beneficiavano di suffragi al 99% per il partito unico ed oggi, quelli stessi, senza la spada di Damocle del totalitarismo, i suffragi comunisti sono ridotti a singola cifra ?

        • Ling Noi

          Glielo dimostro subito, io non sono esperto di sudamerica ma viaggio e ho visitato molto e per lunghi periodi il S E Asia. Singapore Vietnam Thailand Hong Kong Cambodia Philippines. Sa qual’è di questi quello messo peggio? Le Filippine, nonostante dalla fine della WW2 non abbiano più avuto guerre. Perchè? Perchè sebbene abbiano ufficialmente avuto l’indipendenza dagli Usa, sono de facto ancora una loro colonia (sopratutto delle loro multinazionali) con connotati di povertà, arretratezza, miseria che non ci sono ne in Vietnam ne nel suo vicino scalcinato, la Cambogia. Voi sempliciotti usate la parola “comunismo” come una coperta di Linus, perchè non avete voglia di capire realtà storiche e culturali talmente distanti dal nostro pensare comune che vi scombussolano la mente. il comunismo, nel senso di CCCP e suoi stati satelliti, è fallito (economicamente) e giustamente non esiste più, mentre ci perseguita la sua variante più perniciosa, sopravissuta con camaleontistico cambio di allenaze, il cattocomunismo, che è dominante qui in europa in quanto fedele alleato degli Usa, della loro idea di distruggere le nazionalità per creare lo zombie comune che compra secondo gusti classificati e regolarizzati. La Cina in Africa fa i suoi interessi, ma al contrario di Usa e ex coloniali europei, in cambio delle risorse che prende costruisce importanti infrastrutture.

  • Fracaxxodavelletri

    Ho vissuto in Cuba per un anno e mezzo. Cuba non produce nulla. Produce solo valenti medici che appena possono scappano. E quelli che vanno in missione nei paesi amici (Venezuela e C.), preparano le basi per trasferirisi in quegli stessi paesi dove lo stipendio medio é di 2.500 Usd in confronto ai 50 che ricevono in patria. L’economia cubana é sostenuta solo dal mercato nero: rubano allo stato per rivederlo ai privati o scambiarlo con baratto. Tutto ha un prezzo: per qualsiasi documento o altra necessitá si paga all’incaricato per ricevere un qualcosa che hai diritto subito. Pertanto cosa potrebbe esportare Cuba: cragna miserevole cragna.

    • Rifle Leroy

      Un altro successo del socialismo…

      • Demy M

        Incluso la politica estera americana.

        • Rifle Leroy

          anche quella. Non difendo nemmeno il capitalismo anglosassone,ci mancherebbe.

          • Winston Smith

            Tertium not datur…

    • carlo

      lei allora confermerà il fatto che se uno straniero, un turista ad esempio, ha necessità di recarsi all’ospedale o al pronto soccorso è meglio che si rechi all’ospedale internazionale dell’Avana, pagando naturalmente … in quanto quelli disponibili che usano normalmente i locali sono un obbrobrio come igiene e pulizia in quanto paiono essere un optionals … insomma non ce nemmeno l’ombra di salubrità e professionalità.

  • Severo

    È solo utopia! Il poverissimo stato cubano non ha risorse per affrontare un eventuale conflitto armato e tanto meno sarebbe sensato allearsi con Kim Un. E poi, in Cuba si devono contare ancora oggi le migliaia di vittime del Castrismo prodotte tra il 1959 al 1995 e non credo che l’attuale governo di l’Avana, Raul Castro, ne vorrebbe avere altri per favorire la Corea del Nord. Il ministro Ri Yong-ho ritornerà sicuramente a mani vuote dal suo imperatore nord coreano e, se un conflitto ci sarà, può solo godersi lo spettacolo della sconfitta del suo paese. Peccato che nei guai finiscono milioni di persone che non vorrebbero che ciò avvenissa, ma nelle dittature non è il popolo che comanda. Infine, per neutralizzare Cuba gli americani ci mandano i pompieri di Washington e non l’esercito!

    • luigirossi

      Devo dire una cosa,sull’Unione Sovietica ed il suo entourage (Comecon e Patto di Varsavia).la fine dell’Urss ha provocato 1) la destabilizzazione del Medio oriente:le primavere arabe non ci sarebbero mai state,nè l’ISIS loro conseguenza 2)non ci sarebbero state le orrende guerre jugoslave con 400mila morti(come in Siria)3)Non ci sarebbe stata la riunificazione della GErmania.SE Gorbaciov fosse stato prudente come i cinesi…gia’:la storia non si fa con i ma,Si fa con i ma..ssacri.

      • Severo

        Intanto la Russia non è intenzionata a intercedere in questa stupidissima controversia tra Corea del Nord e USA. Dico stupidissima perchè in questa storia non c’è alcuna motivazione conflittuale se non quella dei capricci e le posizioni politiche contrapposte. Da una parte un dittatore furibondo di colore rosso e dall’altra parte un presidente che le ragioni se le fa da solo e a modo suo. In ogni caso, non è leale tentare di coinvorgere una nazione sofferta come la Repubblica di Cuba per proprie ambizioni di forza. Perchè Kim Jong-Un non si rivolge alla Russia o alla Cina? Chiaro: questi non si confondono con un ambizioso guerrafondaio!
        Lo scioglimento dell’UdSSR non ha destabilizzato il Medio Oriente, semmai alcuni stati dell’Europa orientale che da quasi 70 anni cercavano l’indipendenza dall’UdSSR, e quando l’hanno ottenuta hanno perso il controllo dell’autodeterminazione avviando conflitti tra di loro stessi (guerre dei balcani). L’unione delle due Germania avvenne dopo l’abbattimento del muro di Berlino nel 1989 e l’unione decisiva della RDT con la RFT nel 1990 che pose fine alla guerra fredda. Dunque, un anno prima della dissoluzione dell’UdSSR.
        In sintesi, il territorio arabofono non è stato mai stabile a causa dei conflitti dilagati tra di loro; Iran contro Iraq, sciiti contro sunniti, musulmani contro ebrei, israeliani contro palestinesi e arabi. La Guerra di Kippur 1973 tra Egitto e Siria; la violazione degli accordi di Camp David nel 1978 da parte dei palestinesi; gli attacchi Intifada avviati da Arafat; occupazione del Kuwait nel 1990 da parte di Saddan Hussein ecc. ecc. Per non parlare poi delle attività degli ottomani turchi che per secoli generano conflitti con lo scopo dell’islamizzazione a partire dale guerre contro I bizantini, l’occupazione della terra santa, il genocidio degli armeni appena un secolo fa, e perchè no, anche l’abuso di potere da parte di Erdogan nella Turchia di oggi.
        L’Isis nacque come gruppo terroristico anti-occidentale per volontà di Abu al-Baghdadi, grazie dall’alleanza con il successore di Osama Bin Laden e capo di Al-Qaida “Ayman al-Zawahiri” supportato anche da Al-Nusra e altri gruppi terroristici esistenti nel vicino oriente, soprattutto per vendicare l’occupazione dell’Iraq da parte degli USA nel 2003 e del suo arresto a Falluja nel 2004. Anche in questa formazione la Russia non c’entra anche se ha giocato attivamente un ruolo di parte pro Assad in Siria e la lotta al terrorismo islamico.
        Cosa certa è che, tutti I conflitti intercorsi nel vicino e medio oriente a partire dal 2001 sono frutto degli attentati alle torri gemelle di New York che, gli americani, vedendosi attaccati senza motive, hanno giustamente reagito per l’autodifesa. Credo che I russi avrebbero fatto la stessa cosa in quanto all’epoca dei fatti, anche il neopresidente Vladimir Putin ci teneva a preservare la sicurezza e l’immunità della sua nazione!

  • luigirossi

    Ma Macron lo sa?O si muovono senza coinvolgerlo?