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Cuba, anno zero

Quando perfino gli acchiappa-turisti di L’Avana Vecchia, sempre intenti a cercare qualche preda nel quartiere vicino al mare della capitale di Cuba, si rifiutano di parlare di Fidel Castro nonostante un’offerta di dieci pesos, si capisce come la politica sia ancora un tabù per i cubani. La morte del Lider Maximo il 25 novembre scorso ha scosso l’isola, ma pochi giorni a L’Avana bastano per capire come la situazione generale della nazione caraibica sia in realtà molto più problematica del cordoglio per il decesso dell’ex presidente.

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Insieme all’amico Che Guevara, Fidel Castro fu in grado di ribaltare la dittatura a Cuba di Fulgencio Bautista nel 1959 usando solo poche decine di uomini e partendo dalla sua Santiago, dove ora è stato sepolto alla fine di un corteo funebre che ha attraversato tutta l’isola. A lui e ai suoi compagni non andava bene che Bautista avesse stretto accordi economici con gli Stati Uniti e inoltre il dittatore aveva già fatto uccidere vari avversari politici creando un clima di terrore fra i cittadini.

Fidel si presentò quindi al mondo come un liberatore e questo aiutò a creare quell’immagine, sapientemente associata a un look ben studiato con cappello, barba e sigaro, che riuscì ad affascinare il mondo intero e a creare una sorta di credito eterno dei cubani verso Castro che ancora oggi si sente nelle loro parole. Nei primi anni di governo le cose andavano bene e l’autarchia imposta dal sistema socialista migliorò l’economia di Cuba: ognuno aveva un lavoro, venivano costruite nuove scuole e gli ultimi modelli di auto sfrecciavano nelle strade di L’Avana. Se neanche la Guerra Fredda riuscì a fermare l’ascesa di Castro nello scacchiere mondiale, fu il disfacimento dell’Unione Sovietica a segnare in qualche modo la fine del sogno cubano, se mai fosse in effetti iniziato. L’economia dell’isola infatti si basava soprattutto sugli aiuti economici ricevuti da Mosca, dato che la piccola nazione caraibica non possiede le risorse necessarie per sostenersi da sola. Inoltre i metodi usati dal regime castrista cominciarono a essere noti a tutti: gli avversari politici venivano fatti incarcerare senza processo e ai cittadini fu reso impossibile lasciare l’isola.

Arrivarono le carestie e un periodo di povertà che segnarono il punto più basso del regime di Castro. Negli anni ’90 fu resa indispensabile una piccola apertura verso l’esterno alla ricerca di investitori e turisti che prontamente arrivarono, ma Fidel non gradì i cambiamenti in atto nella sua isola. Nuovi controlli e restrizioni furono imposti, lasciando di nuovo Cuba nel degrado economico e isolata dal resto del mondo, proprio come voleva Castro, ostinato a portare avanti il suo credo “Socialismo o muerte” senza mai abbandonarlo. Solo una malattia nel 2006 gli fece fare un passo indietro e lasciare la presidenza al fratello Raul, meno intransigente e più vicino all’apertura verso il mondo, nonostante si racconti che fu proprio lui a far leggere gli scritti di Karl Marx al fratello maggiore quando i due erano studenti all’università. Raul Castro, con l’incontro con Obama, l’apertura delle frontiere nazionali ai cubani e il lasciapassare ai turisti americani sull’isola, sta dimostrando di aver saputo cambiare idea rispetto alle guerre combattute da giovane, proprio quello di cui Fidel non è mai stato capace: ammettere gli errori del socialismo e constatare la povertà cui aveva costretto il suo popolo.

Le auto degli anni ’50, simbolo dell’apice di Cuba mai più toccato, appaiono colorate e lucenti nelle cartoline, ma lasciano dietro un forte odore di gasolio e ruggine che affligge L’Avana. I palazzi decadenti, le strade con le buche e l’assenza di negozi sono la vera immagine della città: un luogo povero dove la gente appare felice, ma al prezzo di una libertà troppo spesso sottovalutata. Internet è bandito, eppure ci si può accedere in alcuni punti della città dopo una rigorosa registrazione o di contrabbando se si adocchia la persona giusta. Le verdure si trovano molto raramente, ma lo stato continua a concedere gratis riso, farina e pane ai cittadini. L’alfabetizzazione è altissima e chiunque vi dirà che i medici cubani sono ben preparati, peccato però che gli ospedali cadano a pezzi e non ci siano macchinari. “Non credo che abbandoneremo il socialismo ora che Fidel è morto – dice un tassista che non vuole farsi riprendere – solo lo adatteremo al progresso del resto del mondo”. Questo è il parere di molti cubani, soprattutto dei meno giovani, nati con il mito di Che Guevara e che difficilmente riescono a capire le nuove scelte di Raul. Senza internet, molti fanno affidamento ai quotidiani locali, che sono ovviamente in mano al governo.

L’informazione a Cuba passa infatti attraverso tre canali tv e due giornali. Il quotidiano Granma è l’unico dell’isola insieme a Juventud Rebelde, dedicato ai lettori più giovani. Fino a poco prima della sua morte, Fidel Castro teneva una rubrica su Granma, molto letta e citata. Il capo della redazione internazionale di Granma, Sergio Gomez Gallo, è convinto che la morte di Fidel cambierà ben poco nell’economia e nella politica di Cuba, anche perchè il Lider non aveva ruoli ufficiali nel governo già dal 2006. Suo fratello Raul è giudicato più disponibile all’apertura e meno intransigente, anche se ora molti lettori temono che possa prendere decisioni sbagliate senza i consigli del fratello maggiore. La redattrice di Juventud Rebelde Ysell Rodriguez Milan è invece preoccupata per l’elezione di Donald Trump, un sentimento comune fra i cubani. Entrambi i giornalisti parlano fieramente delle proprie pubblicazioni e non sembrano preoccupati che l’assenza di altri quotidiani non filo-governativi possa essere un problema per i cittadini, dato che secondo loro i lettori hanno già tutte le informazioni necessarie all’interno dei due quotidiani nazionali. Internet però comincia a essere sempre più diffuso e non è un caso che di pari passo aumentino anche i tentativi di lasciare l’isola: chi riesce a scoprire come si vive in Occidente, con libertà di pensiero e senza carestie, è disposto a mettere a rischio la propria vita in una barca traballante nell’oceano pur di tentare la fortuna altrove.

La sensazione che si ha dopo un periodo a Cuba è quella di avere di fronte una nazione molto povera, incapace di sostenersi da sola eppure ormai convinta, dopo anni di regime di Fidel Castro, di potercela fare. Il Lider Maximo è riuscito a inculcare un’idea di orgoglio nazionale in tutti i cittadini e neanche la sua morte sembra riuscire a scalfirla, nonostante gli evidenti errori che si notano nel sistema politico e le mancanze nella vita di tutti i giorni degli abitanti. A L’Avana e dintorni socialismo fa rima con povertà. Se neanche l’arrivo internet, che inevitabilmente sarà molto più diffuso nei prossimi anni sull’isola, riuscirà a scalfire il culto di Castro, allora Cuba resterà un’oasi abbandonata a se stessa, dove però verrà reso necessario un intervento per aiutare gli abitanti.

  • venzan

    Chi ci è stato a L’Avana ci ha trovato una miseria che non si immaginavano, hanno visto galline a anche qualche maialino nei palazzi in centro, sicuramente allevati negli appartamenti.

  • remo balestra

    sono stao a Cuba molti anni fa´ quando ancora CASTRO comendava, ospite di un politico del partito, dopo 3 giorni preso atto della situazione , molto educatamente presi un volo per tornare a casa, che tristezza, l´esperienza e´statA positiva in quanto dove arriva la sinistra, arriva FAME,MISERIA,DITTAURA, confermato da un amico che la settimana scortsa per ragioni commerciali e´stato a CUBA, pessimo resoconto attuale

  • Stefano61

    Per anni hanno vissuto sulle virtu’ erotiche delle cubane anche minorenni, prese da orde di rivoluzionari europei da bordello. Se questo e’ il socialismo. Resta il fatto che ovunque la sinistra governa devasta tutto il tessuto economico, morale, seminando miseria, fame, ingiustizie, morte. Basta vedere in Brasile, Venezuela, Bolivia. E anche in itaglia.

    • paolo

      Infatti Batista (non Bautista, giornalista ignorante!) tutto era men che di sinistra! Fantoccio manovrato in USA x fare gli interessi dell’ industria yankee dello zucchero e della frutta! Tu invece delle minorenni cubane scommetto che hai sentito parlare solo da tuo cugggino che a Cuba ci andava coi viaggi del ventaglio perche senno manco all’ aeroporto arrivava. Leggeri certi deliri come quello tuo qui mette in pace con se stessi: c’e sempre qualcuno che sta peggio!

      • Aaron Goodman

        Tu a Cuba non ci sei mai stato, o ci sei stato per le minorenni a 10 euro, altrimenti diresti cose hai visto, cioè’ miseria.

        • paolo

          Mi sa che Cuba la conosco meglio di te visto che ho vissuto in casa con loro e non al clum med . Le zoccole non sono un prodotto del socialismo, quindi il commento del tuo compare e’ e rimane un ragionamento sconnesso e disarticolato, tipico dei fans berlusconiani mi sa’.

          • Aaron Goodman

            Visto che la conosci bene, perché’ non ci racconti quanto vengono pagati, quanto e cosa si trova nei negozi e come funzionano REALMENTE gli ospedali, compreso l’elenco delle medicine che si trovano soltanto al mercato nero?

      • Cristina Bonolis

        A parte le minorenni cubane, che è solo un colorito dettaglio, tutto il resto è un dato di fatto, accettalo e fattene una ragione

        • Libertà o cara

          No signora Cristina, Cuba e non solo naturalmente, era una meta del turismo “finalizzato”! Per campare a Cuba o hai amici sfruttati in Florida che ti mandano dollari o devi ricorrere al turista pervertito! Terza opzione la fame stile Corea … del nord! La regola è una, unica per tutto il globo! Le masse sovietiche tutte, sempre, ovunque alla fame!

          • Cristina Bonolis

            Mi riferivo esclusivamente alla risposta data da “Paolo” al primo inserimento di “Stefano 61”. Il colorito dettaglio a cui faccio riferimento, pur essendo realtà, è parte inutile della sua risposta che tralascia di commentare su tutto il resto…. Sono ovviamente d’accordo con lei.

          • Libertà o cara

            Gentile signora Cristina, accolga le mie più sentite scuse per questa mia inserzione che non ha colto appieno il suo pensiero. Grato di condividere con lei i valori tradizionali italiani, valori da uomini (nel senso latino del termine) veri! Maestro in questo il padre Dante: fatti non foste a viver come bruti! Il padre Dante fine teologo e uomo (in senso italiano) del suo tempo! Rinnovo le espressioni e porgo saluti dal cuore! Libertà o cara!

      • frabelli

        Se per lei oggi i cubani stanno meglio rispetto a prima, allora erano tutti schiavi. Poi mi spieghi come mai moltissimi, compresa la figlia di Fidel fuggirono da Cuba?

      • errico carloni

        cugino non cugggino, senno’ non senno, Leggere non Leggeri (scarsino in grammatica). Bautista è come lo chiamavano in spagnolo a cuba E’ vero tu stai peggio !!

        • paolo

          Uso una tastiera UK (United Kingdom, Regno Unito, cosi non fai lo sforzo di cercarla su Google…) e “cuggino ero ironia (cosa che ovviamente non hai) e Bautista a CUBA lo chiamano BATISTA. Attaccarsi a un errore di battitura (la “i” al posto della “e”) ti qualifica in pieno. Ciao bello, grazie anche a te per avermi regalato un sorriso!

        • Walter Billy Olt

          Che correzioni da maestrina dalla penna rossa ,veramente incredibile Carloni,lavori per il ministero dell’istruzione?No,non credo,visto che usi le parentesi in modo non corretto.

      • Stefano61

        No. Non ho cugini ne fratelli. Racconti di Rivoluzionari da sezione pci che andavano ad incesare la rivoluzione cubana passando tre quarti del tempo dentro le cubane che alla fine spuntavano un pranzo decente. Poi sempre grazie ai successi della rivoluzione ci sono anche quelli dei viaggi del ventaglio.

      • Libertà o cara

        Ecco la riprova: Batista un dittatore fantoccio manovrato mentre Castro, sfamano dai compagni dell’URSS con il cibo estorto ai bimbi della Russia e dei paesi satelliti schiavi, no! In cambio di cosa quella nave di cibo intriso di sangue innocente? I prigionieri politici erano imposti dal fratello russo e sono un dono gratuito del nobile, munifico Castro? Chi ha ucciso Che Guevara? Perché? … Libertà o cara

    • Alessandro Simoncini

      Italia, cmq si scrive italia, sia che uno la rovina da destra o da sinistra.

      • Aaron Goodman

        Si scriveva ….

      • Stefano61

        No. Questa non è più Italia e diventata itaglia. L’Italia e’ finita l’8 settembre del 43. Un minuto dopo è diventata una colonia. Indegna del suo nome.

        • venzan

          Fassistaa!

      • Libertà o cara

        Se destra e sinistra sono opposte riconoscendo ai sinistri distruttori di popoli il titolo sommo di cinici persecutori delle loro genti, le destre non possono che costruire e portare le loro genti al benessere! Vero?

  • Fracaxxodavelletri

    La sorte mi ha portato a vivere in Centro Habana per quasi un anno e mezzo. Cuba, antes la revolucion, era lo stato piú prospero dell’America Latina. Aveva un reddito pro capite che era quasi uguale a quello degli Stati Uniti. Aveva peró pure un dittatore feroce, Fulgencio Batista. Venne deposto con la rivoluzione e con grande giubilo della gente. Fidel abbracció la dottrina economica marx-leninista. L’unione sovietica e satelliti foraggiavano Cuba con ogni ben di dio. Nulla mancava. Con il crollo Cuba cadde in una terribile crisi economica dalla quale mai piú s’é risollevata. Il gran tamarro, invece di scendere a miti consigli, con il suo ego smisurato non disgiunto da tanta arroganza, rimase fermo nei suoi propositi. I bimbi crebbero rachitici, i vecchi morirono di stenti. Malattie e deformazioni causate dalla malnutrizione erano all’ordine del giorno. Ma tanto lui se ne fregava: la sua famiglia ed i suoi gerarchi e gerarchetti vivevano in sibaritiche ville, attorniati da guardie del corpo, cibo in abbondanza con cuochi che cucinavano ”a la charte’. Durante una una riunione costui (gli dicevano bubbole del tipo ‘va tutto ben madama la marchesa’) si chiedeva come mai tanta gente si ammalava. Vi fu il ministro della Salute Pubblica che, a differenza dei leccaculi, gli disse papale papale: il popolo ha fame e tanta fame. Il gran tamarro si incazzó a morte perche non ammetteva alcuna critica. Il ministro venne deposto e venne mandato a dirigere un piccolo ospedale della Sierra Maestra. Cosi´hanno funzionato le cose in quel disgraziato paese. Della disorganizzazione, della inefficenza (p.es. la carta igienica puó mancare pure mesi). la colpa la riversano sull’impero del male ubicato poco sopra ed alle sue sanzioni. Ora il popolo non ci crede piú a quelle fandonie. Il giorno che aboliranno le sanzioni, il popolo si chiede a quale santo daranno la colpa della disastrosa situazione. Vi racconto un esempio: fino a non molto tempo fa a Cuba il governo aveva proibito possedere una vettura privata. Solo alcune categorie potevano averla. Venne tolta la proibizione peró, il privato che voleva comprarsi una semplice utilitaria (una peugeot p.es) doveva sborsare 220 mila (220 mila proprio cosí) CUC. pari a poco piú di 220 mila dollari Usa. Ha concesso la possibilitá di comprarsi l’auto, resa vana dato il prezzo elevatissimo imposto. Dovete pensare che in Cuba la paga media non arriva a 20 dollari. Un medico secializzato puó arrivare a 60 dollari mensili. Una vera presa per il culo. Seguendo ogni sera i loro TG celebranti i fasti del regime per coprire i disastri, erano per me le migliori barzellette. Me la ridevo a crepapelle per le madornali coglionerie che raccontavano. Sarebbe lungo raccontare tutto quello che ho visto in questo anno e mezzo. Non c’é spazio sufficente.

  • Leonardo Zangani

    Trump deve cancellare gli accordi USA-CUBA.
    Non si può lasciare un gaglioffo da forca come Raoul Castro che e’ stato l’esecutore di migliaia di condanne a morte ordinate dal fratello e poi continuate da lui dopo il 2006.
    Tutto questo mentre lui e gli scagnozzi di partito vivevano nel lusso mentre le donne locali, con gran piacere dei compagni europei, erano costrette a prostituirsi per mettere il cibo a tavola.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Trump deve andare urgentemente dal parrucchiere. Dopo magari riuscirà a riflettere circa il perché l’1% umano sulla Terra possiede quanto il restante 99% …

    • Carlo

      Questa e’ la verita’. Speriamo che Trump cancelli presto quegli accordi stilati da un comunista con un altro comunista.

      • Leonardo Zangani

        Carlo,
        e’ ripugnante che Obama per legare il suo nome ad un qualcosa abbia completamente assolto i fratelli assassini Castro responsabili di torture ed omicidi ordinati da Fidel e portati a compimento da Raoul.
        Questi MAIALI devono pagare per ciò che hanno fatto al loro popolo ed ai loro amici come il Che’ venduto ai Boliviani e fatto assassinare da Fidel per gelosia.

  • quinti.dorado

    non erano accordi economici con gli USA ma accordi si associazione a delinquere a stampo mafioso ai tempi di Batista imperava la mafia usa (quella italiana per intenderci) e le torture erano all’ordine del giorno.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Poi le torture sono cessate? E nemmeno ha avuto luogo l’esproprio di massa senza indennizzo? https://uploads.disquscdn.com/images/9d2ba5c9b3c351442b57ef4587aef5ef134708f07705d813291fa04c4c10614d.jpg

    • Libertà o cara

      L’obiettivo della mafia è giungere al potere che esercita coi mezzi ad essa soliti per non perderlo! Gli italiani sono migrati in occidente ed in oriente. Non capisco perchè la mafia italiana debba stare solo negli Usa, o forse nei paesi sotto dittatura sovietica la mafia non c’è appunto perché sovietici! E la mafia cecena stanziale a Mosca, nella Mosca dell’Urss?

  • errico carloni

    PURTROPPO BATTISTA ERA UN DILETTANTE

    • Aaron Goodman

      Infatti Batista liberava i prigionieri, Castro compreso. Castro da professionista gli ammazzava. Ecco spiegato il “successo”.

  • Libertà o cara

    È proprio buffo! Per certi giornali (libertari, cioé amanti delle libertà sovietiche) negli Usa va tutto male a cominciare dagli Usa stessi, passando poi alle multinazionali, per finire ai datori di lavoro sfruttatori dei lavoratori! Qui a Cuba invece, ove va tutto non male ma peggio, per certi giornali va tutto bene! Certo il padrone oscuro, terrore del Main Stream, impone le sue verità è la truppa, ben foraggiata, si adegua! Negligendo l’etica professionale antica (reazionaria) e soprattutto contribuendo a turlupinare la gente che si attende informazione vera e difesa dal potere! I dottori, dicono i giornalisti, sono bravi! Sarà pur vero ma senza strumenti di analisi più che dottori sono stregoni dotati del carisma della preveggenza! A quanti miliardi di $ dollari ammontano le proprietà della famiglia Castro? E quelle personali del leader maximo? Se la proprietà è un furto da dove viene quella proprietà? E i prigionieri politici? Segno anche essi della libertà sovietica a tutto sesto dono gratuito al popolo cubano? Batistuta era un dittatore e questi? Negli Usa si vota e si sciopera? Perché a Cuba no? Perché la gente muore in mare pur di giungere dagli sfruttatori della Florida? … Libertà o cara