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Critica Soros e islam: il filosofo Roger Scruton licenziato

Osi mettere in discussione la “filantropia” del finanziere George Soros e criticare l’Islam? Per il governo britannico sei “antisemita”, “islamofobo” e da licenziare. È successo al filosofo e scrittore Roger Scruton, 75 anni, professore all’Università di Buckingham. L’accademico è finito nella bufera per via di un’intervista rilasciata al NewStatesman .

La colpa di Roger Scruton è quella di non essere gradito alla sinistra politically correct, che dimostra di essere sempre di più un’ideologia totalitaria e fanatica. Parliamo, infatti, di un intellettuale conservatore che ha un curriculum di tutto rispetto, membro della Royal Society of Literature e della British Academy. Nel 2016, il professore ha ricevuto l’onorificenza di Knight Bachelor “per i servizi alla filosofia, all’insegnamento e all’istruzione pubblica” dalla Regina d’Inghilterra. Scruton ha però un “brutto difetto” per il politicamente corretto: è un convinto conservatore. 

Roger Scruton: “Assurde le accuse contro Orbàn”

Nell’intervista rilasciata al NewStatesman, Scruton ha spiegato che “chiunque non pensi che ci sia un impero di Soros in Ungheria non ha osservato i fatti” e che è “un’assurdità” accusare il primo ministro ungherese Viktor Orbán di antisemitismo. Lo stesso vale per le accuse di islamofobia rivolte a Orbàn. “Gli ungheresi erano estremamente allarmati dall’improvvisa invasione di enormi tribù di musulmani provenienti dal Medio Oriente”. L’islamofobia è, ha sottolineato, “una parola di propaganda inventata dai Fratelli Musulmani per fermare la discussione su un problema importante”.

L’accademico ha anche criticato l’ascesa della Cina: “Stanno creando dei robot dal proprio popolo, ogni cinese è una specie di replica del prossimo e questa è una cosa molto spaventosa”. E sulla globalizzazione e il libero mercato: “È scandaloso che Amazon non paghi alcuna tassa in questo Paese, o quasi nulla, ma operi dal Lussemburgo, che è un piccolo Paese di latta, che sembra avere sempre più potere su di noi. Si sarebbe potuto fare molto di più per disciplinare gli affari internazionali”. 

A seguito dell’intervista, il governo inglese lo ha licenziato con effetto immediato dalla presidenza della commissione “Building better, building beautiful”, dipendente dal ministero dei Lavori pubblici. Ruolo che ricopriva a titolo gratuito. “Il professor Scruton – ha sottolineato un portavoce del ministero – è stato licenziato con effetto immediato per i suoi commenti inaccettabili”. 

“Scruton non è antisemita”

La sensazione, come sottolineato dal Spectator, è che l’intervista fosse una sorta di “trappola”.
Poco dopo il licenziamento del filosofo, l’intervistatore del NewStatesman, George Eaton, ha pubblicato su Instagram una foto di se stesso mentre sorseggia champagne per celebrare il destino del suo intervistato, affermando di essere contento di aver fatto licenziare “un razzista di destra e omofobo come Roger Scruton”. Non propriamente il massimo della professionalità. 

Per quanto riguarda le accuse di antisemitismo, lo Spectator sottolinea che “è un dato di fatto che Soros non è solo un uomo d’affari, ma una forza politica in Ungheria, e un importante donatore. Non c’è nulla di intrinsecamente antisemita nel criticare il ruolo di Soros nella politica ungherese, o la parzialità dei suoi finanziamenti. Né le opinioni di Scruton sull’Ungheria possono essere riassunte nel semplice antagonismo inventato da Eaton”. 

Lo stesso Scruton ha poi chiarito meglio alcuni punti della sua intervista: “Per quanto riguarda l’Impero di Soros – ha spiegato – sono l’unica persona che conosco che abbia effettivamente cercato di persuadere Viktor Orbán ad accettare la presenza del finanziere e quella dell’Università Centrale Europea in Ungheria. Non ci sono riuscito, ma questa è un’altra questione”. Sull’islamofobia il filosofo ha sottolineato di saper distinguere “l’Islam, come una fede e uno stile di vita, dai radicali che commettono crimini nel suo nome. Ho rispetto verso i primi e nutro odio per i secondi”. 

Il licenziamento di Roger Scruton, a maggior ragione per come è stata condotta l’intervista, rappresenta un precedente molto pericoloso. Se criticare George Soros e le sue attività significa essere “antisemiti”, che cosa si dovrebbe dire allora del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, suo acerrimo nemico?