I cristiani in Siria (LaPresse)

Il difficile futuro dei cristiani:
in Siria tra normalità e intolleranza

Eredi di culture antiche, depositarie di una storia millenaria, i cristiani in Siria si sono trovati nell’occhio del ciclone a seguito della destabilizzazione della regione mediorientale , l’insorgenza del conflitto civile nel Paese nel 2011 e l’ascesa dell’Isis.

Si stima che prima del conflitto i cristiani rappresentassero il 10% della popolazione siriana e che, dopo l’inizio della guerra,dai 300mila ai 900mila cristiani siano stati costretti a lasciare il Paese. La guerra ha assunto tratti settari salienti ma non completamente accentuati, dato che il governo di Damasco ha potuto contare sul saldo appoggio di buona parte della popolazione musulmana e della stragrande maggioranza dei cittadini di fede cristiana, che temevano il fanatismo delle bande dell’Isis e di gruppi simili come Al Nusra. Ora che le forze del legittimo governo di Damasco si avvicinano al successo finale, è importante rilevare l’importanza che la restaurazione delle prerogative della minoranza cristiana in Siria avrà per poter riportare il Paese alla normalità. E, per farlo, è necessario sottolineare l’importanza della Siria nella storia della cristianità.

La Siria è la culla del cristianesimo

In un certo senso, il cristianesimo è nato in Siria: proprio sulla via di Damasco avvenne la straordinaria “folgorazione” e conseguente conversione di Paolo, futuro apostolo missionario che portò verso Occidente, verso il cuore dell’Impero romano, le prime forme istituzionalizzate della fede in Cristo. 

In Siria furono probabilmente scritti il Vangelo secondo Matteo e il Vangelo secondo Luca, la Didaché e il Vangelo di Tommaso, e sul suo suolo la lingua greca era in contatto con la lingua aramaica;  molto poco noto è che ben sette Papi ebbero origini siriane, e l’ultimo di questi, Gregorio III (731-741) è stato l’ultimo pontefice nato fuori dall’Europa prima di Francesco. 

Per i cristiani, parlare della Siria significa parlare delle proprie radici, delle proprie origini, dell’inizio di una lunga storia. La cristianità siriana, oggigiorno, si divide in un multiforme ed eterogeneo mosaico di riti tra cui spicca, per dimensione, la Chiesa greco-ortodossa di Antiochia, dal nome dell’antica città dove secondo gli Atti degli Apostoli i cristiani iniziarono a definirsi tali, ma anche importanti comunità come quella armena, siriaca e cattolica, a sua volta caratterizzati da comunità di rito assiro e caldeo.

I cristiani di Siria e la guerra civile

Per lungo tempo ai cristiani di Siria è stato permesso di vivere pacificamente nel contesto multiculturale del Paese, che il regime autoritario degli Assad ha sempre voluto plasmare su basi laiche. Nel 2007, mentre nell’Iraq devastato dalla guerra per i cristiani la deriva settaria assunta dal conflitto civile iniziava a causare forti problematiche Mar Gregorios Yohanna Ibrahim, metropolita siro-ortodosso di Aleppo, dichiarava alla rivista 30 Giorni che il regime degli Assad si era sempre dimostrato tollerante per le prerogative della cristianità siriana.

Giovanni Paolo II assieme a Bashar al Assad durante una visita apostolica in Siria nel 2001 (LaPresse)

Giovanni Paolo II assieme a Bashar al Assad durante una visita apostolica in Siria nel 2001 (LaPresse)

Lo scoppio del conflitto civile nel 2011 ha sconvolto i fragili equilibri in cui viveva la Siria baathista. Anche per i cristiani di Siria la situazione è cambiata drasticamente, complice l’ascesa di gruppi islamisti radicali a trazione salafita che hanno fatto dell’intolleranza religiosa il loro tratto distintivo e hanno portato intolleranza e divisione nelle aree via via occupate dalle milizie dell’Isis, di Al Nusra e di gruppi affini. Logico, in questo contesto, che i cristiani si schierassero compatti a fianco del legittimo governo siriano. Come noto, i problemi posti alla sopravvivenza dei cristiani in Siria dall’ascesa jihadista hanno interessato poco o nulla le cancellerie occidentali annebbiate dalla cieca opposizione al regime di Damasco. 

Il cristiani di Siria sono garanti della diversità

In Siria, finalmente, ora si ricomincia a parlare, finalmente, di ricostruzione, di futuro: e in questo futuro si prende consapevolezza di come la cristianità regionale possa giocare un ruolo decisivo. Decisivo in quanto improntato a un sostegno alla laicità degli Stati mediorientali messa in discussione dalla guerra e dal ricollocamento delle popolazioni che rischia di dare origine a nuove linee di faglia etniche e confessionali; ma al tempo stesso decisivo perché, per lungo tempo, le Chiese hanno svolto un ruolo concreto di garanti della diversità culturale in regioni polarizzate tra sunniti e sciiti. Come ha scritto Fulvio Scaglione ne  Il Patto con il Diavolo, “hanno imparato a convivere con una religione e una cultura che aspirano al monopolio, e hanno saputo sfruttare le sue non rare oasi di tolleranza e moderazione e sopravvivere alle sue pulsioni peggiori”. 

Il futuro incerto.

Mario Zenzari, uomo “con la mimetica macchiata di porpora”, è l’unico nunzio cardinale al mondo, “un riconoscimento del Papa al popolo siriano”, come lui stesso ammette.

Dalle parole di Zenzari in un’intervista ad Avvenire traspare non solo una grande consapevolezza delle problematiche della Siria, martoriata da una guerra civile in cui “il presidente Assad ha le sue grandi responsabilità, come le hanno i tanti altri attori sulla scena militare siriana” ma che soprattutto è destinata ad affrontare il problema della ricostruzione morale del dopoguerra: “È il momento opportuno per non fare distinzioni tra cristiani e sunniti e alauiti. Ho udito un anziano islamico che, in coda per ricevere aiuti alla Caritas, diceva: ‘Allah è grande! Gli infedeli sono venuti ad aiutarci!‘. C’è bisogno di questa presenza cristiana che accoglie e unisce i cuori. Tra l’altro, quest’azione di misericordia sarà il lasciapassare per un futuro di pace in queste terre proprio per i cristiani”.  

Cristiani che, giorno dopo giorno, danno una grande lezione a noi occidentali. Scaglione, nel suo saggio, si chiede: “Perché, dunque, non proviamo ad ascoltare con animo sgombro queste persone che, per dirla con una battuta, sono più mediorientali dei mediorientali, più arabi degli arabi, e, in aggiunta, praticano in un ambiente difficile, quando non ostile, gli stessi valori cristiani che noi occidentali che oggi noi pratichiamo meno ma su cui è stata comunque costruita la nostra civiltà?”. La risposta a questa domanda, di fatto, è ancora da scrivere.

  • Gianbattista Pasinetti

    Almeno i nomi italiani cerchiamo di non sbagliarli.. soprattutto se non si tratta di personalità conosciute.
    Zenari.. Mario Zenari, non Zenzari!!

  • Mario Marini

    Con Assad possono dormire sonni tranquilli, con qualche amichetto di usa, qatar, turchia, arabia saudita, gb, merkel, macron invece sono in pericolo

    • Alox2

      Se non ti opponi al Dittatore dormi. I Cristiani, in USA, sono torturati tanto quanto i testimoni di Geova in Russia…meglio andare in Russia: fora di ball.

      • Mario Marini

        Lei evidentemente ha una concezione “malata” di democrazia, essere zerbino degli usa non significa essere “democratico”, lei è zerbino e basta. Se ne vada lei in usa, gb, arabia saudita o qatar, dato che l’elettorato, i partiti più zerbini degli usa, ossia pd, lista vecchia meggera bonino e listarella fini, li ha ridotti ai minimi termini oppure gli ha estinti politicamente. Lei usa la setta dei testimoni di geova in maniera strumentale, non incanta nessuno, se ne vada lei fuori dai marroni, lei è in Italia MINORANZA, burattino della peggiore subcultura nordamericana.

  • Alox2

    Cristiani o Musulmani o Buddisti vivono purche’ non si oppongono al regime. I Siriani sono in prigione, come in tutte le Dittature…

    • Mario Marini

      Idiozie, l’alternativa ad Assad sono gli islamici integralisti, Io quegli pseudoppositori, come il losco Dachan dell’ucoii in Italia li rispedirei in Siria, speriamo che marciscano tutti nelle prigioni, io manderei anche gli zerbini degli usa amiconi delle canaglie saudite e qatariote

  • Alox2

    Lo scoppio del conflitto civile? Guerra civile? Perche’ scrivete queste fake? Per definizione la guerra civile e’ una guerra fra la gente di una stessa nazione…questa e’ stata una guerra di conquista da parte degli USA e dell’Occidente per esportare la democrazia…ma, per ha, ha vinto la Russia che esporta la 4th teoria(?) e gli Hezbollah con la solita teoria. lol

    • Mario Marini

      Gli usa con i loro amichetti arabi esportano lo stato coranico, alla barzelletta della democrazia non crede più nessuno, non a caso Trump inizia a tirarsi fuori

  • Lu Isa Milella

    Francamente non so cosa pensare dei cristiani in Siria e in Oriente in generale. All’interno della loro cricca stanno bene, sanno spartirsi i soldi che arrivano, ma quando una persona come me va da loro chiedendo un favore o almeno qualche indicazione quando si trova da sola in Oriente, tutte le porte sono chiuse. Cosa c’è cari fratelli cristiani è finita la carità? Non siamo tutti figli di Dio, anche se proveniamo da Paesi diversi? Come si comportò Pietro con Cornelio? Io in Giordania ho avuto un’esperienza pessima con i cattolici, invece ho un ottimo ricordo del vescovo anglicano di Irbid.
    Cari cristiani siriani, invece di pangere miseria con lamentele del cavolo sulle persecuzioni ed altre assurdità, vi invito a contattarmi, chè ho un favore da chiedervi, e fate una cosa buona nella vostra vita , perchè chi sta in Oriente vi conosce.