Military vehicles, believed to be Russian, are seen in front of the entrance to a military base, with Ukrainian servicemen seen in the background, in the Crimean town of Belbek near Sevastopol March 22, 2014. Russian troops have surrounded a Ukrainian airbase in Crimea and issued an ultimatum to forces inside to surrender, the deputy commander of the base in Belbek, near Sevastopol, said on Saturday. REUTERS/Vasily Fedosenko (UKRAINE - Tags: POLITICS MILITARY)

Crimea, assalto armato alla base di Belbek

La Russia continua a mostrare i muscoli. A seguito di un assalto armato, con blindati, ha occupato la base dell’aviazione ucraina di Belbek, ultimo presidio ucraino militare di rilievo nella Crimea annessa dalla Russia.

Almeno un soldato ucraino sarebbe rimasto ferito. La webcam che da ore trasmetteva in diretta la resistenza della base è stata oscurata da un militare russo. Da venerdi mattina la base era circondata dalle forze di Mosca. Una delegazione di militari aveva informato il colonnello Yuliy Mamchur, comandante della base, del completamento delle procedure di annessione della Crimea alla Russia, chiedendogli di consegnare le armi. “Uno di loro mi ha detto che eravamo qui illegalmente, che violavamo le norme delle Nazioni Unite. Potete immaginare, gente come questa che parla di diritto internazionale. Ho risposto loro che il Parlamento di Mosca non è il mio parlamento. Che avrei aspettato gli ordini del mio governo a Kiev”, aveva testimoniato l’ufficiale in una intervista all’inviato dell’Independent. Oggi i russi sono passati alle maniere forti, assaltando, sparando e sfondando i muri di recinzione con alcuni veicoli blindati (almeno quattro) per il trasporto truppe, mentre al di fuori la struttura era circondata da milizie di cosacchi filo-Mosca. Il comandante ucraino si è visto costretto a trattare la resa. Prima di negoziare ha arringato i suoi elogiandoli per aver “fatto il possibile” per difendere l’onore delle loro divise.

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Intanto a 50 km da Simferopoli una folla di persone ha dato l’assalto alla base diNovofedorivka. L’emittente televisiva nazionale Tsn ha riferito che le truppe all’interno della base hanno lanciato fumogeni per tentare di disperdere i gruppi di giovani che tentavano di entrare nella sede, tra cui c’erano anche dei bambini. Secondo il ministero della Difesa russo, meno di 2mila dei 19mila soldati ucraini di stanza in Crimea fino a ieri sera avevano “espresso il desiderio di tornare in Ucraina”. Il ministero non ha tuttavia affermato che i militari ucraini intendano passare all’esercito russo.

I russi prendono l’unico sottomarino ucraino

Le forze militari filo russe che controllano la Crimea hanno preso il controllo dell’unico sottomarino ucraino finora presente nelle acque antistanti la penisola: lo ha annunciato il portavoce della Flotta russa del Mar Nero, Vyacheslav Trukhachyov, secondo cui il sommergibile “Zaporozhye” è stato trasferito nel quartier generale della stessa Flotta a Sebastopoli, per essere integratio nella divisione sottomarina di quest’ultima.

Quando ancora faceva parte della Marina Militare di Kiev, lo Zaporozhy era di stanza nella base della vicina baia di Striletska, circa 5 chilometri più a ovest. Sul sommergibile è stato ammainato il vessillo giallo-azzurro dell’Ucraina, e al suo posto è stata issata la bandiera della Marina Militare russa, croce blu di sant’Andrea in campo bianco.

Militari cambiano uniforme

Su 18mila militari ucraini dislocati in Crimea, 16mila hanno deciso di cambiare uniforme e prestare servizio per la Russia. Il dato è fornito dal ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu. Delle 67 unità navali che facevano capo alla marina ucraina in Crimea, 54 hanno issato bandiera russa (la croce di sant’andrea della Flotta del mar nero russa), incluso l’unico sottomarino della marina ucraina.

Osservatori Osce

Una prima squadra di 40 osservatori internazionali dell’Osce è partita oggi per l’Ucraina. L’ha annunciato Tatyana Baeva, portavoce dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. La missione decisa ieri sera prevede 100 osservatori, ma la maggior parte deve ancora essere reclutata fra i paesi membri, ha aggiunto la portavoce. Gli osservatori dovranno monitorare la situazione della sicurezza, i diritti umani e la tutela delle minoranze in Ucraina. La Russia, che fa parte dell’Osce, ha escluso il dispiegamento in Crimea.

Berlino attacca Mosca: cerca di dividere l’Europa

Il governo tedesco attacca duramente Mosca, con cui fino a prima della crisi in Crimea aveva eccellenti relazioni bilaterali. La Russia, ha detto il ministero degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier, “cerca di dividere l’Europa”. Le sue dichiarazioni arrivano nel corso di una visita a Kiev del capo della diplomazia tedesca. “Il referendum in Crimea costituisce una violazione della legalità internazionale”, ha aggiunto Steinmeier conversando con i giornalisti al termine degli incontri con il premier e il presidente ucraini, Arseniy Yatsenyuk e Oleksandr Turchynov.