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Tensioni tra Turchia e Arabia Saudita
E gli Stati Uniti stanno a guardare

È trascorsa una settimana da quando il giornalista saudita Jamal Khashoggi è entrato nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul e non ha fatto più ritorno. Sette giorni di tensione tra accuse e dichiarazioni di non colpevolezza che rischiano ora di provocare una grave crisi nei rapporti diplomatici fra Ankara e Riad. Se da una parte la Turchia punta fermamente il dito contro i sauditi, dall’altra il principe ereditario Mohammad bin Salman si dice tranquillo e “senza niente da nascondere”. Intanto, l’equilibrio già precario tra i due attori è sempre più in crisi.

Dov’è Jamal Khashoggi?

Il giallo sul giornalista e dissidente saudita diventa giorno dopo giorno più intricato. Critico nei confronti di Mohammad bin Salman, di Jamal Khashoggi si sono perse le tracce subito dopo il suo ingresso nel consolato saudita a Istanbul. Gli inquirenti turchi sostengono che il 58enne sia stato ucciso all’interno dell’edificio. L’Arabia Saudita nega le accuse e sostiene invece che il giornalista sia uscito dal consolato, prima di aver fatto perdere le sue tracce. “I funzionari non possono assolversi dicendo che ha lasciato il palazzo”, ha tuonato Erdogan. “Se è vero quello che dicono, allora perchè non ci mostrano i filmati delle telecamere? Il nostro obiettivo è vederci chiaro. Le informazioni che trapelano ci danno molto da pensare. Se è così come dicono lo devono dimostrare”.

La polizia turca, che si occupa della sorveglianza all’esterno del consolato, ha fin da subito dichiarato che dai filmati in suo possesso non risulta che Khashoggi abbia mai lasciato l’edificio. E dopo la visita di alcuni giornalisti Reuters nel palazzo, il mistero si infittisce ancora di più: i reporter hanno dichiarato che le diverse telecamere di sorveglianza presenti all’interno dell’edificio non registrano filmati, per cui non esiste alcuna immagine che mostri il giornalista saudita dentro al consolato. Intanto il Washington Post ha pubblicato quella che descrive come l’ultima immagine disponibile di Khashoggi, prima della sua scomparsa: si tratta di un fotogramma che lo ritrae mentre entra nel consolato. L’immagine, che proviene da un telecamera di sorveglianza, è datata datato 2 ottobre, giorno della scomparsa del giornalista. I funzionari sauditi continuano a negare qualsiasi responsabilità e, per dimostrare la loro versione dei fatti, Riad ha autorizzato la perquisizione dell’edificio da parte delle forze di sicurezza turche.

I rapporti i tra Turchia e Arabia Saudita 

Il caso del giornalista Khashoggi rischia di peggiorare le già fragili relazioni tra i due Paesi. Nel caso in cui Khashoggi fosse stato davvero ucciso, i rapporti tra Turchia e Arabia Saudita potrebbero complicarsi ulteriormente. Lo scorso marzo MbS era stato molto critico nei confronti del Paese guidato da Erdogan, inserendolo in un immaginario “triangolo del male”. La vicinanza di Ankara ai Fratelli Musulmani e le posizioni opposte in molte delle crisi che hanno investito la regione sono solo alcuni motivi di astio tra i due Paesi. Dal giugno dello scorso anno inoltre Arabia Saudita e Turchia si trovano contrapposti anche sulla questione del Golfo: mentre la coalizione guidata da Riad ha isolato il Qatar, accusato di sostenere e finanziare il terrorismo, la Turchia di Erdogan è sempre stata al fianco di Doha, inviando aiuti e rifornimenti. L’omicidio di Khashoggi potrebbe essere considerato come una violazione della sovranità turca e portare così ad una nuova rottura tra i due Paesi.

Il ruolo degli Stati Uniti

“Chiediamo al governo dell’Arabia Saudita di sostenere un’indagine approfondita sulla scomparsa di Khashoggi e di essere trasparente sui risultati di tale indagine”. Lo ha dichiarato il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo intervenendo sul caso del giornalista saudita. Gli Stati Uniti si dicono preoccupati per quanto accaduto, ma le posizioni all’interno dell’establishment sembrano differire. “Se ci fosse qualche verità sulle accuse di trasgressione da parte del governo saudita sarebbe devastante per le relazioni Usa-Arabia Saudita e ci sarà un prezzo pesante da pagare, economicamente e in altro modo”, ha twittato il senatore repubblicano Lindsey Graham. Più cauto invece Donald Trump: “Al momento nessuno ne sa niente, ma ci sono alcune brutte storie che vanno in giro. Non mi piace”. Il presidente si trova ora diviso tra l’Arabia Saudita, storico e più importante alleato nella zona – nonostante gli screzi di qualche giorno fa – e la Turchia, con la quale le relazioni sono sempre in equilibrio precario. “Sono preoccupato, non mi piace sentirne parlare, spero che si risolva”, ha dichiarato Trump, che si augura di non dover intervenire per non creare ulteriori malumori. 

  • Demy

    Per la prima volta tifo Erdogan.