LAPRESSE_20160802004339_20154411

Battaglia di Aleppo, cosa cambia

La battaglia in corso ad Aleppo tra le forze del regime di Bashar Al Assad, sostenute dall’aviazione russa, e gli Hezbollah libanesi e le forze eterogenee del fronte dei ribelli non è soltanto l’ennesima e drammatica pagina del conflitto siriano ormai in atto dal 2011. L’offensiva lanciata dai ribelli lo scorso 30 – 31 luglio ha come obiettivo quello di rompere l’assedio delle forze governative alla città di Aleppo il cui controllo, con il passare dei giorni, si va sempre più connotando di significati strategici per le sorti del conflitto.

LEGGI ANCHE
La guerra di Hezbollah in Siria

Non sfugge, infatti, come le forze del regime non abbiano prontamente reagito alla controffensiva dei gruppi armati dell’opposizione, tra i quali Jabhat Fatah al Sham, il gruppo sganciatosi pochi giorni fa da al Qaeda, e che sembra rappresentare, insieme al gruppo Ahrar al Sham, la milizia più attrezzata militarmente.

Sia le opposizioni sia il regime sono consapevoli delle centralità di Aleppo e per questo l’esito dello scontro può, da un lato segnare la perdita del più grande centro urbano attualmente in mano alle forze dell’opposizione, dall’altro può significare una battuta d’arresto per il regime, per il quale la conquista di Aleppo potrebbe non essere così determinante.

Negli ambienti dell’opposizione siriana si ritiene, infatti, che l’offensiva del regime su Aleppo possa essere più una carta da giocare da parte di quest’ultimo all’interno di eventuali colloqui di pace, che non un concreto obiettivo strategico a lungo termine. Nell’ipotetico scenario di frammentazione siriana Aleppo potrebbe non far parte dello stato che rimarrebbe sotto il controllo di Assad e che invece, comprenderebbe, le province di Latakia, Homs e Damasco. Uno scenario, quest’ultimo, di cui si parla da anni e che, anche in virtù dell’avanzata sul campo delle milizie curde nel Nord della Siria, sembra prender sempre più forma. In questa ottica, Aleppo e Idlib, territori con popolazione a maggioranza sunnita e con un’importante presenza di turcomanni, potrebbero far parte di un nascente stato sunnita, dalle ceneri dell’attuale Siria.

Ipotesi, quest’ultima, fortemente smentita dal numero due di Hezbollah, Naim Qassem che, proprio in un’intervista rilasciata ieri all’emittente al – Manar, ha ribadito che il Presidente Assad resta l’unica garanzia dell’unità della Siria e che l’offensiva su Aleppo, per quanto strategica per il regime, non è legata ad una precisa scadenza.banner_occhi_sotto_attacco

Naim Qassem ha anche dichiarato che con molta probabilità il conflitto siriano non troverà alcuna soluzione prima delle elezioni americane, un messaggio che lascia intendere come il fronte di Assad con molta probabilità non farà nessuna concessione diplomatica all’amministrazione americana uscente.


 

SOSTIENI IL REPORTAGE SUI CRISTIANI SOTTO TIRO


 

  • luca63

    Il “regime” e’ a Washington e Tel Aviv ,non a Damasco.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Secondo The Guardian la famiglia Assad controlla fino al 60 percento dell’economia in Siria.

      • amaryllide

        estigran… del giornale di partito del criminale contro l’umanità Bliar….

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Già … Siria: impazzano i massacri e la moglie di Assad fa shopping a Londra per 300mila euro … Corriere … Assad, un clan da 120 mld … Lettera43 … Siria, ONU: oltre 83% popolazione vive al sotto soglia povertà … Swissinfo …

          • amaryllide

            dalla padella alla brace…dalla stampa che difende il criminale contro l’umanità Bliar a quella che COPIA la stampa inglese….ROTFL

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            La doppiezza svizzera, il punto è questo. Il paese che si diceva difensore dei diritti umani mentre ospitava i frutti della loro violazione. L’apparenza che inganna, che ha ingannato tutti noi.

  • ernesto.rebolledo1

    in Siria è stata dimostrata la superiorità delle armi russe

  • agosvac

    La Siria divisa e spezzettata è stato lo scopo di Obama come seconda soluzione perché la sua prima era la “fine” della Siria come stato sovrano. Se non fosse intervenuto Putin , ci sarebbe riuscito. Con Putin si è fatto tutto più difficile. Allo stato attuale Obama ha ben pochi margini di operatività visto che il suo mandato è prossimo a scadere. O lancia un’offensiva che però scatenerebbe una controffensiva devastante oppure rinuncia alle sue mire in attesa che si chiarisca chi sarà il prossimo Presidente. In fondo c’è solo da aspettare a dopo le elezioni. La Clinton proseguirebbe l’opera di Obama, Trump, probabilmente, farebbe una cosa completamente diversa. Basta avere un po’ di pazienza!!!

  • Ilario Fontanella

    Personalmente desidero la Siria come stato federale

  • http://vincenzomannello.it Vincenzo Mannello

    Assad e la maggioranza dei siriani non accetteranno mai la creazione di stati satelliti degli americani (e dei loro servi musulmani). Pure dovessero perdere sul campo (e non accadrà) si aprirebbe una fase ancora piú tragica della questione Siria..con buona pace di chi arriverà a rappresentare il Grande Satana come presidente.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Intanto la maggioranza siriana è povera. Mentre Assad è ricco. E i suoi soldi non li fa custodire da banche americane. A tal proposito … L’esame dei conti mostra come all’ombra dell’anonimato garantito per decenni da Hsbc, politici inglesi, russi, ucraini, indiani, tunisini o egiziani hanno curato affari d’ogni genere. Ci sono numerosi conti di Rami Makhlouf, cugino del presidente siriano Bashar al Assad considerato la mente finanziaria del regime di Damasco … L’Espresso … I conti neri della Svizzera. Ecco chi c’è nella lista Falciani …

      • http://vincenzomannello.it Vincenzo Mannello

        Già,come Putin ? queste liste molto dubbie non contano nulla..conta quanto ho scritto sopra. E la Siria,prima della aggressione di BombObama era ben messa socialmente ed economicamente rispetto ad altri paesi dell’area.

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Quindi la famiglia Assad non controlla, come ci fa sapere The Guardian, fino al 60 percento dell’economia in Siria?

      • Emilia2

        Anche Renzi e’ molto piu’ ricco di me.

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Ci sono miliardi più poveri di te …

  • Massimo

    ma perche continuate a chiamarli ribelli..sono terroristi criminali a basta.

    • Emilia2

      E il governo legittimo ed eletto di Assad continuano a chiamarlo “regime”.