Conte Trump (LaPresse)

L’Italia torna al centro
delle strategie degli Usa

L’incontro tra Giuseppe Conte e Donald Trump segna una tappa fondamentale nel percorso del governo italiano. Un vertice che ha definito un quadro chiaro delle relazioni fra Italia e Stati Uniti e in cui Roma si è confermata alleata strategica di Washington nel Mediterraneo, divenendo il centro delle strategie Usa per il nostro settore di riferimento.

L’incontro della Casa Bianca conferma quanto ci si poteva attendere in questi giorni. E soprattutto riafferma quanto già compreso dall’insediamento di Conte e del governo composto da Lega e Movimento Cinque Stelle. La strategia americana nel Mediterraneo, anzi, nel Mediterraneo allargato – che è concetto ben diverso e più interessante – vede in Italia il suo centro di interessi maggiori. 

Non c’è solo l’affinità elettiva che lega Conte e Trump a rendere il nostro Paese il fulcro della strategia americana per il fronte Sud dell’Europa. C’è anche un’interessante convergenza di fattori interni ed esterni che fanno sì che l’Italia, oggi, sia sostanzialmente l’alleato perfetto dell’amministrazione Trump.

Il nostro è un governo critico con l’Unione europea e che si contrappone alla Germania di Angela Merkel, nemico numero uno di The Donald all’interno del continente. Questo rende l’esecutivo italiano utile alla strategia americana per l’Ue e, allo stesso tempo, ci consegna un ruolo di primo piano per quanto riguarda le relazioni euro-atlantiche. 

Allo stesso tempo, il governo italiano è favorevole a un’apertura alla Russia e un dialogo sempre più sincero e costante fra Trump e Vladimir Putin. Una politica orientata al dialogo che a Washington piace, perché è quello che vuole Trump, nonostante lo Stato profondo ne sia profondamente avverso. In questo modo, Conte ha avuto la capacità di mostrarsi fedele alleato degli Stati Uniti ma anche sostenitore della strategia trumpiana volta al dialogo fra Casa Bianca e Cremlino. E Roma, dati i suoi storici rapporti con Mosca, può diventare un vero e proprio ponte fra l’America e la Russia.

Queste affinità elettiva sono poi sostenute da una situazione europea che ci permette di poter assumere un ruolo di primo piano nello scacchiere americano che riguarda il Vecchio Continente. Emmanuel Macron, per un certo periodo considerato il principale interlocutore di Trump in Europa, è caduto in disgrazia. Il suo governo non è apprezzato dalla Casa Bianca. E la debolezza dovuta agli scandali interni e alle riforme economiche, lo sta facendo crollare nei sondaggi. Washington non si fida troppo di Parigi. E questo, per noi, è un bene.

Allo stesso tempo, l’Italia è attualmente l’unica potenza regionale mediterranea a poter essere considerata un interlocutore privilegiato degli Stati Uniti. Da ovest a est, non esiste Paese in grado di poter assumere un ruolo di primo piano da un visto politico e militare. Non lo può fare la Spagna, specialmente con un governo come quello di Pedro Sanchez. Non lo può fare evidentemente la Grecia, per motivi tecnici ma soprattutto economici e politici. Non lo può essere la Turchia, che è per gli Stati Uniti più che un alleato un partner scomodo e sostanzialmente avverso.

Resta dunque l’Italia. E questa capacità è la nostra carta da giocare per ottenere qualcosa in cambio. Perché sia chiaro: gli Stati Uniti fanno i loro interessi. L’Italia è utile all’America, su questo non si discute. Però, passare dall’essere utili all’essere indispensabili è uno scatto che ci consegna un potere contrattuale diverso da quello che ci si poteva attendere. E il governo lo ha dimostrato con la Libia.

È vero: l’Italia deve dare qualcosa. Lo ha dimostrato con il pieno sostegno al progetto del gasdotto Tap, che gli Usa considerano strategico. Lo ha dimostrato con la conferma al piano per gli F-35. Lo ha confermato con il sostegno al fatto che l’Iran non debba avere l’atomica. E lo ha dimostrato lo stesso Conte con le aperture sulla questione dei dazi commerciali e con il forte sostegno pubblico alle politiche di Trump sull’economia.

Ma queste cessioni hanno fatto sì che l’Italia abbia avuto il riconoscimento ufficiale da parte degli Stati Uniti come Paese leader nella stabilizzazione della Libia. E avere il supporto americano in un Paese in cui l’Italia ha interessi enormi, diventa estremamente rilevante. Con un’azione rapida ed efficace, il governo italiano ha strappato a Trump la promessa di far diventare l’Italia (e non la Francia) il partner europeo che gli Stai Uniti vogliono per la Libia. Compito difficile ma che Roma è riuscita a ottenere. E per noi italiani è una svolta importante.

Ora in Libia possiamo contare sul supporto totale degli Stati Uniti, che ci hanno eletto a interlocutore occidentale per la pacificazione. E possiamo contare anche sul sostegno russo, dal momento che in Europa siamo il governo occidentale più incline alle aperture nei confronti del Cremlino. Questo lo sa Putin, lo sa Trump, e lo sanno tutti i loro partner libici e nordafricani. Per l’Italia, una vittoria. Ora, non resta che avere le capacità lungimiranti di farne una politica sistemica e non solo legata alla situazione contingente.

  • random640

    è.anche un modo.per disinnescare il bruxelliano(francotedesco) Mattarella, e i suoi burattinai..

  • HappyFuture

    Con the Don le giustificazioni del “piffero”, come l’autorizzazione dall’ONU, o l’esito delle esplorazioni ONU, UE, lasciano il tempo che trovano. Se c’è un problema (e problemi ce ne sono da scegliere), Trump si aspetta azioni…, possibilmente finalizzate.

    La storia, volente o nolente, ci sommerge nel Mediterraneo. Anche se preferiamo guardare, con la testa fuori d’acqua, al neo Sacro-Romano Impero Teutonico di Anghela… Dobbiamo rimanere a galla nel “Lago Mediterraneo”! L’anno controllato i Romani con le triremi, perché adesso non possiamo controllarlo noi con le fregate?

    Buona giornata!

    • piotr

      Perchè se le sono fregate (le fregate).

    • ClioBer

      Perché ora abbiamo le palle ai piedi dell’universalismo umanitario e buonista d’oltre Tevere
      I romani avevano, si, i triremi, ma anche il “gladio”, che non si faceva problemi o scrupoiii ad usare; secondo gli ordini e criteri di difesa dell’epoca, naturalmente.

    • Mario Marini

      Ecco il pistolotto dell’islamofilo avvocato degli usa obamioti……

  • luigirossi

    E’bastata cacciare dal potere la sozza marmaglia di traditoriPD per ritrovarci protagonisti.Nessun paese al mondo viveva col fardello di una quinta colonna di infami.Ora con prudenza si puo’ fare i nostri interessi,e cacciare Macron dalla Libia.

    • Zeneize

      Bisogna ripulire la magistratura al più presto e iniziare una grande purga tipo “mani pulite”.

      • Occhio

        La grande purga di Mao? Poveretto …

        • Zeneize

          Per le nullità come te basteranno I clisterini.

          • Occhio

            Ancora: poveretto …

          • Mario Marini

            Ormai i pdioti sanno solo insultare….poveretti voi siete vicini all’estinzione…..mi dispiace per Forza Italia ma, se non vota Foa alla Rai farà la fine del pd……

          • Occhio

            Les jeux sont faits …

          • Mario Marini

            Allora chi voterà Forza Italia? Io NO, io voglio un centrodestra sovranista, non certo uno zerbino degli usa alla mc cain, islamofilo. russofobo e psicopatico. Eppure le percentuali da prefisso telefonico di Fini e della sua accozzaglia dovrebbero far comprendere cosa vogliono gli elettori di centrodestra

          • Occhio

            Sovranista, ma gli stati già sono sovranisti … propria lingua, legge, usanza, religione … forse è piuttosto inteso prima gli indigeni perché hanno anche il debito pubblico …

  • Flavio Stilicone

    Articolo ottimistico, speriamo. Intanto la situazione libica è emblematica di come e perché fallisca l’UE. Se il signor Bruni e poi il piccolo Napoleone non avessero promosso gli interessi eminentemente francesi a danno e beffa dell’Italia (e sorvolo sui morti e sul terrorismo), ora non dovremmo appoggiarci agli USA per ritornare sulle nostre posizioni storiche. Alla fine di tutto, nel migliore dei casi, nulla sarà cambiato rispetto al 2011 se non che noi dobbiamo un favore in più agli USA e conosciamo meglio i nostri “cugini” … l’Europa è morta, vittima dei troppo furbi.

    • Lorenzo Vita

      Purtroppo ha pienamente ragione: la guerra in Libia è stato il segnale che l’Italia era scomoda e siamo ancora tali. Non a caso il governo si rivolge fuori dall’Ue: a Parigi, Berlino, ma anche in tante altre capitale europee, Roma non è un Paese amico

      • luigirossi

        Caro Vita,li citi i nomi celle capitali non amiche:Madrid,Varsavia,Stoccolma,L’Aia,Helsinki,e qualcun altro.

  • ClioBer

    L’Italia ha , finalmente, un governo dignitoso , quindi incominciano a rispettarci..
    Prima aveva degli ubbidienti codardi agli ordini di Soros. e della criminale finanza mondiale.
    Altrimenti, dovrebbero spiegarci il motivo per cui Gentiloni e Renzi, ca, un anno, si prestarono ad incontrare “belzebù”, personaggio tanto chiacchierato (e, universalmente, inviso) che, in più, nel 92 aveva gettato il nostro paese sull’orlo del default.

    • Zeneize

      Ricordiamo anche Prodi, che nel ’95 fece avere a soros una laurea bolognese honoris causa.

      • bruno

        Traditore ci vorrebbe una Norimberga x lui e Berlusconi

        • Mario Marini

          Non mi pare che Berlusconi abbia dato lauree a Soros…..

    • bruno

      Nel silenzio assordante del mainstream

  • Melie Polenta

    Tre motivi per il successo di Trump: depotenziamenti, tagli fiscali e confini forti

    • HappyFuture

      Certamente, ma il risultato è che nel 2° trimestre (apr,mag,giu) il Pil USA è cresciuto del 4,1% La proiezione a fine anno è del 2,8 – 3,1% Ma i redditi medi NON sono aumentati proporzionalmente, e la paga oraria diminuita. C’è stata una corsa alle esportazioni di semi di soia, gli acquirenti all’estero si sono affrettati, prima dell’aumento delle tariffe prospettato da Trump. Quindi si può concludere che il benessere è aumentato per i redditi alti non certo per il ceto medio basso, che continua a NON sentire i benefici del “trend economico positivo”! Il giudizio sulla strada per la crescita iniziata da Trump è da stabilire, bisogna vedere dove porta la strada. L’economia in espansione dovrebbe favorire il ceto medio basso, non quello alto… (Ogni riferimento alla nostra situazione economica è… voluto!)
      Saluti.

      • Mario Marini

        Di sicuro negli usa sta finendo il buonismo e l’islamofilia ma, i soliti zerbinetti sorosiani e obamioti come lei parlano solo di pil, spread, rating…..come pappagalli e dischi incantati

  • HappyFuture

    C’avete un modo di distorcere le informazioni. Il Tap “trans-adriatic-pipeline” è un rifornimento strategico, l’ha detto Giuseppe Conte nella Conferenza Stampa Congiunta. Trump ha risposto che le “sanzioni” alla Russia rimangono. E che, guarda caso, lui si oppone al Tap, per il semplice fatto che “NON c’è concorrenza” (Ma vaaa!?) Allora lui chiederà che l’Italia attrezzi i porti (a spese nostre-NO REPLY!) per far arrivare il Gas USA in concorrenza col Tap.
    Certo una svicolata del genere dimostra che c’è MOLTO di più che non sappiamo. Il Don si è arrampicato sugli specchi! Può mai essere che le “sanzioni” si riducono ad una “mancanza” di concorrenza? (Donald all’improvviso globalista, quando aveva appena detto che una Nation to be great, deve avere solid boundaries!) The Don si è scordato completamente dell’Ucraina, la Crimea e tutte quelle ventate di scirocco che arrivano dalla fredda Anghela, che ci sta evidentemente portando in giro, che giustificano le sanzioni. Questa è il bello di avere Donald POTUS! Lui non sa proprio collegare la politica “che è stata intessuta” da decenni a questa parte. E quindi ci mette niente a far cadere le maschere. Perché poi lui ritorna a collegare la spesa militare con la Nato, e di quanto la Germania si sia impegnata con la Russia, per l’energia. Lui continua a dire che the “money is pouring into NATO”, senza conoscere la differenza di spesa per l’organizzazione e la spesa militare che ogni nazione fa nel suo Bilancio Statale.

    Udite, udite, udite…
    Ha detto che lui è pronto a parlare CON L’IRAN.
    Troppo forte. Baby Donald sta scoprendo tutti gli altarini. E meno male che all’Italia Frega Niente, se lui li scopre.
    Siamo utili a qualcosa. Go Conte, go!

    Buona giornata.

    • Luigi Zambotti

      Concordo nella sostanza.

      …..un quadro chiaro delle relazioni fra Italia e Stati Uniti e in cui Roma si è confermata alleata strategica di Washington nel Mediterraneo, divenendo il centro delle strategie Usa per il nostro settore di riferimento.

      Roma alleata strategica?? Direi Roma il poodle europeo più debole e quindi facilmente piegabile agli interessi USA.

    • Mario Marini

      Nella sostanza lei ha fatto il comizietto stile giovanna botteri, ormai chi le crede? NESSUNO

      • HappyFuture

        Prendo tutto… Non mi accosti neanche alla lontana alla Giovanna Botteri. Spero che Foa arrivi alla Rai e la… promuova ad altro incarico.
        Buona notte.

  • bruno

    Intanto le navi da guerra turche hanno fatto filare via da Cipro la nave eni e tutti zitti, nel 1911 erano i turchi a filare via

    • luigirossi

      Tutti zitti perchè al governo c’erano luridi traditori innamorati di chiunque fosse un nemico:da Erdogan a Macron.