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Il conflitto nella Ghouta
e la memoria corta dell’Occidente

Spesso si afferma che in guerra la prima vittima è la verità, resa parziale da ogni parte e resa quasi del tutto strumentale dagli attori presenti sul campo; ma in realtà, ciò che ancor prima della verità viene tolto di mezzo da un determinato conflitto è la stessa memoria: tutto viene resettato, anche la stessa storia viene resa funzionale al racconto ed alla narrativa imposta da chi vince o da chi, invece, spera di vincere. La memoria corta è una delle piaghe che affligge l’informazione inerente il conflitto siriano; è vero che fanno male le bombe russe, così come quelle americane ed è altrettanto vero che a causare vittime civili spesso sono sia i kamikaze delle sigle jihadiste così come i raid dei governativi, pur tuttavia dimenticare cosa accaduto e come si è arrivati al fatidico numero sette nel conteggio degli anni di guerra siriana, appare operazione scellerata e, nella migliore delle ipotesi, frutto di disonestà intellettuale. A prescindere da ogni considerazione politica che si possa avere su Assad e sul suo governo, dimenticare che la Siria non è stata attraversata da una vera ‘rivoluzione’ ma invasa da orde di jihadisti, stranieri e non, fa perdere di vista ogni giudizio obiettivo sul conflitto.

Cosa è accaduto nel Ghouta Est tra il 2012 ed il 2013

Proprio come accaduto nella zona est di Aleppo, non appena il legittimo governo siriano si prepara a strappare un determinato territorio alle sigle jihadiste, si scopre che il paese arabo ha un numero di ospedali per abitanti tra i più alti al mondo ed una quantità di edifici scolastici da fare invidia anche ai paesi più industrializzati; nel Ghouta l’operazione volta a strappare dalle mani takfire gli ultimi brandelli di una Damasco che da cinque anni vive con lo spettro di razzi e missili lanciati verso il centro, è iniziata da pochi giorni ma già nel mondo dell’informazione occidentale circolano gli stesso video visti e rivisti per Aleppo e per Homs, dove i raid russi e siriani vengono dipinti come brutali mezzi in grado di distruggere ogni volta strutture ospedaliere ed obiettivi sensibili. Ben lungi dall’esultare per l’arrivo sulle teste di tanti civili di bombe e colpi d’artiglieria, è utile però ricordare il motivo per il quale questa crisi non è possibile risolverla per vie diplomatiche: nel Ghouta Est risiedono alcune delle più pericolose sigle jihadiste che hanno messo piede in Siria, tali gruppi nell’estate del 2012 hanno cinto d’assedio la capitale siriana prima di rintanarsi in questa regione posta nella periferia orientale damascena.

Gli abitanti del Ghouta Est sanno bene cosa vuol dire aver iniziato a convivere con la presenza di uomini barbuti inneggianti alla jihad; molti civili hanno visto portare via le proprie mogli, i propri figli ed i propri affetti da terroristi che non hanno avuto scrupoli nel rinchiudere centinaia di innocenti in gabbia per piazzarli sui tetti dei palazzi, in modo da utilizzarli come scudi umani contro i raid governativi. Specialmente tra il 2012 ed il 2013, quando si è ben capito come l’offensiva jihadista non era destinata a centrare l’obiettivo a Damasco, la scure della follia islamista si è abbattuta nei quartieri della capitale e del Ghouta est da loro controllati; ma non solo: nel novembre 2015hanno fatto il giro del mondo le immagini di un corteo, composto da almeno cento gabbie con all’interno almeno sette od otto persone, sfilare lungo una città del Ghouta in un’atmosfera di gogna che ha poi preceduto l’allocazione di tali gabbie sopra i tetti dei palazzi più alti.

Non c’erano nemici o militari dentro quelle sbarre improvvisate, bensì solo civili colpevoli di essere alawiti come il presidente Assad; un’azione criminale di inaudita crudeltà, compiuta tra gli sguardi attoniti dei mariti che vedevano le proprie mogli rinchiuse come animali e portate chissà dove, senza forse la possibilità di rivederle. Il Ghouta Est è dal 2012 occupato, è questo il verbo giusto da utilizzare, da gente senza scrupoli ed i cui atti criminali sono inqualificabili oltre che ingiustificabili; gruppi di terroristi armati e sostenuti, politicamente e non solo, da quei paesi che hanno da subito appoggiato la presunta rivolta siriana anti Assad in nome proprio della democrazia e del rispetto dei diritti umani. Un’accozzaglia di integralisti e terroristi che dal 2012 tiene sotto scacco Damasco, non solo intesa come sede del governo siriano, ma come città dove vivono almeno due milioni di persone la cui quotidianità è provata dal pericolo di uscire da casa e beccarsi un colpo di mortaio sparato dal Ghouta.

Come viene vissuta a Damasco la nuova operazione

Intanto, mentre si fa riferimento da più parti alle conseguenze dei raid siriani e russi nelle città del Ghouta, nel cuore della capitale siriana la popolazione vive nel terrore delle ritorsioni islamiste per l’operazione avviata dall’esercito fedele ad Assad; nella giornata di lunedì, un razzo ha colpito un taxi in una delle vie più trafficate di Damasco, uccidendo un civile. Questo è soltanto l’ultimo episodio che vede la città più popolosa della Siria essere oggetto di attacchi a colpi di mortaio e razzi da parte delle sigle che controllano il Ghouta, i quali non hanno mancato di provocare nell’ultimo mese ancora morti e feriti; la percezione di una sicurezza sempre più precaria rischia di impadronirsi degli animi dei damasceni, anche se la popolazione continua a vivere la sua quotidianità nella speranza che l’assalto alle posizioni delle sigle jihadiste a pochi chilometri dal centro possa finalmente allontanare per sempre la guerra dalla città.

Soffrono sia i damasceni che gli abitanti del Ghouta Est, del resto gli innocenti sono tali in quanto parti non direttamente in causa del conflitto ed è per questo che da entrambe le parti essi vivono il comune destino di essere vittime di un qualcosa più grande di loro; pur tuttavia, dimenticarsi cosa accaduto in questa regione già cinque anni fa, omettendo le crudeltà commesse da chi ha occupato questa zona, è un’operazione che rischia di prolungare l’agonia di milioni di civili, siano essi di Damasco, del Ghouta o di altre zone di questo martoriato paese.

  • Claudio

    Scopriamo che si combatte persino a Damasco. Altro che Assad il ‘vittorioso’….certi giornali si dovrebbero cospargere il capo di cenere. Ci avete capito qualcosa? Io avevo capito che Assad aveva vinto, l’ho letto con i miei occhi su giornali che si reputano di grande livello. Francamente mi pare roba da matti, che modo indecoroso di fare informazione…

    • Ling Noi

      Assad sta conducendo una lotta impari, (come a suo tempo i vietnamiti) contro gli americani invasori e i loro mercenari e alleati. Già il fatto di aver rintuzzato e rinchiuso in sacche questi criminali è già un successo, anche se la strada per la vittoria è ancora molto lunga e dolorosa.

    • Zeneize

      Si vede che qualcuno (che porta un certo copricapo) ha messo degli altri soldi in questa gigantesca farsa che è l’isis.

    • kison

      imbecille

  • Tobi

    Oggi su Radio Vaticana ho sentito il giornalista che chiamava opposizione i gruppi terroristi mercenari esteri che l’esercito del legittimo governo Siriano sta combattendo da anni per difendere la Siria da quest’aggressione esterna. Cioè i terroristi mercenari che provengono dall’estero e che tagliano le teste a donne e bambini sono chiamati “opposizione” anche da Radio Vaticana. Quei terroristi mercenari arruolati e supportati da USA, Israele, Arabia saudita (e codazzo di nazioni sciacalle al seguito) sono definiti opposizione da quasi tutti i giornali. Addirittura anche Radio Vaticana. Sempre su Radio Vaticana citano l’ONG Save the children che lamenta che in Siria i bambini muoiono per la scarsità di medicinali. Bell’ipocrisia, come se non sapessero che l’Europa ha rinnovato (per conto degli USA) le sanzioni alla Siria e queste sanzioni stanno uccidendo la popolazione proprio per fame e mancanza di medicinali. I lamneti delle ONG arrivano sempre ogni volta che il governo siriano si difende militarmente (perché costretto) dai terroristi. Si tace invece su chi ha voluto ed ottenuto questa ignobile guerra decisa per distruggere e spolparsi la Siria. Si cerchi il seguente articolo su internet per saperne di più: “SIRIA/ Sanzioni, perché l’Europa sta con i fondamentalisti islamici?”

  • johnny rotten

    Il mondo dell’informazione è diviso in due parti che confliggono, c’è quello dei fake-media di regime che ha costruito in questi sette anni di guerra una narrazione il cui fine è strettamente politico e si identifica con i piani geo-politici stilati già negli anni 70 del secolo scorso, il main-stream mente sapendo di mentire e fa un uso subdolo del rovesciamento dei termini, i cannibali che mangiavano il cuore di un soldato appena ucciso sono diventati eroici resistenti, ribelli, combattenti anti-Assad e bestemmie del genere, mentre il popolo syriano è diventato il grande assente di questo racconto di fanta-politica, mentre anche il più disattento non farebbe alcuna fatica a capire che l’esercito syriano è il popolo syriano, mentre i mercenari cannibali non sono il popolo syriano.
    L’altro mondo dell’informazione è quello cosiddetto della controinformazione, il web ne è l’esempio anche se assai diversificato, ed è quel luogo dove si confuta la narrazione main-stream, la sua forza sta proprio nella memoria condivisa, cosa che difetta volutamente nei fake-media, anche qui però si incorre in un grossolano errore, quello di usare le stesse terminologie su cui si basa la falsa narrazione del mondo dei media di sistema, è bene, se si vuole raccontare una versione credibile di questa aggressione al mondo arabo da parte delle nazioni occidentali a guida sionista, usare i termini corretti.

  • best67

    i crimini dei barbogi islamici vengono sempre messi in secondo piano!

  • pierluigi

    “Proprio come accaduto nella zona est di Aleppo” –

    Proprio come fu per Aleppo, è molto probabile che anche nel Ghouta si trovi un buon numero di “consiglieri militari” israeliani, americani ed europei, incaricati di coordinare le azioni dei terroristi ed oggi intrappolati insieme a loro nell’enclave occupata; non a caso le prime lamentazioni delle prefiche occidentali, la Haley, la Mogherini, hanno subito preteso la “immediata sospensione delle operazioni governative” e “l’accesso incondizionato agli aiuti umanitari”, in altre parole la possibilità di assistere ed eventualmente evacuare i propri preziosi esperti in sabotaggio e terrorismo.

    • http://vaffanculo.org/ guest star

      oltre ai”consigliori e addestratori democratici” che alla fine verranno salvati,
      ci sono quei delinquenti a pagamento che una volta si chiamavano mercenari
      e che ora sotto la voce foreign fighters si permettono i peggiori delitti di strage al di fuori di ogni diritto internazionale e di ogni legge morale umana
      e che i loro mandanti U$$ionisti vogliono poter garantire con un “processo”
      a casa loro
      anzichè essere giustiziati direttamente sul posto della cattura come criminali di guerra.
      spero che alla fine i “prigionieri ” saranno molto pochi…

  • http://vaffanculo.org/ guest star

    una gran bella presa di posizione con questo articolo.
    complimenti.
    chissà se la giornalista Poracci e le colleghe rai, lettrici di velina saranno d’accordo

  • Ernesto Pesce

    LE DUE ANIME DE “IL GIORNALE” DI ALESSANDRO SALLUSTI.

    VI PREGO DI CONFRONTARE IL PRESENTE ARTICOLO DI
    MAURO INDELICATO CON UN’ALTRO ARTICOLO DI OGGI INTITOLATO “Torna il macellaio Bashar nella guerra tutti-contro-tutti”
    Massacra il suo stesso popolo, come ad Aleppo” di Fiamma
    Nirenstein – Gio, 22/02/2018 – 08:38
    FIAMMA APRE IL SUO ARTICOLO: “Chi ha la sfortuna di vedere le immagini tv di ieri dal quartiere di Ghouta nella periferia di Damasco desidera spegnere la luce sulla natura umana: è mai possibile che di nuovo Bashar Assad, dopo aver riempito il suo carniere con
    250mila morti sia sempre là ad ammazzare bambini? Questo sta accadendo a Ghouta: bambini feriti alla testa, genitori che urlano, macerie sotto le quali disperati fuggitivi cercano tuttavia di scavare per estrarre qualche essere umano. Questo è Assad: bombarda la sua stessa capitale….. Martedì Erdogan ha telefonato a Putin per dirgli di prendere per il collo il suo valvassino Assad e di bloccarlo dalla difesa dei curdi di Afrin.

    CONCLUSDO IL MIO COMMENTO CHE Fiamma Nirenstein E’ UNA
    SIONISTA VISCERALE, PEGGIO DEI TERRORISTI DI GHOUTA.

    SIGNOR DIRETTORE SALLUSTI COSA ASPETTI DI LICENZIARLA IMMEDIATAMENTE SENZA UN MINIMO DI INDUGIO

    • kison

      tranquillo,si è giocata quel poco di credibilità che aveva;
      ormai non la fila più neanche Letamayhu

  • Ernesto Pesce

    Padre salesiano di Damasco su Ghouta: “Ma quali vittime perseguitate dal regime. È l’esatto contrario, sono terroristi che

    sparano missili contro le nostre scuole” “Voi europei invece
    appoggiate i terroristi che colpiscono la gente innocente. Questo è
    inaccettabile e qualcuno deve dirlo”
    Ogni volta, ogni volta, ribadiamo ogni volta che l’esercito siriano è impegnato a liberare il SUO territorio dai terroristi finanziati, armati e supportati da Nato e Nato del Golfo, l’arma più potente di questi ultimi, la propaganda mediatica inonda l’etere di fake news per bloccare l’avanza. E’ lo stesso copione di Aleppo che si ripete in queste ore a Ghouta
    lantidiplomatico site

  • Ernesto Pesce

    Le bugie di Ghouta

    Il copione si ripete con ripetitività estenuante: la campagna condotta dall’esercito di Damasco per liberare il Ghouta dalle milizie jihadiste che lo controllano da anni è «un massacro senza precedenti»; le vittime sono migliaia etc L’Onu interviene, chiede di fermare le operazioni.

    Quanti hanno fornito armi, munizioni e assistenza a quelle milizie sono gli stessi che protestano contro la campagna militare di Damasco

    Ora si chiede una tregua umanitaria per Ghouta, per far finire la “disumana violenza”. Sarebbe bello far finire questa violenza. Basterebbe che chi arma tali miliziani chiudesse i rubinetti dei finanziamenti (peraltro sono gli stessi canali usati dall’Isis) per far finire tutto

    piccolenote de “il giornale” di Indro Montanelli

  • Ernesto Pesce

    Anche Piccolenote de “Il Giornale” si sprime contro la sionista Fiamma Nirenstein

  • roberto

    Bellissimo e terribile articolo.