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Clinton prepara la guerra a Russia e Cina

Mancano circa 60 giorni alla fatidica data delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Qualora il prossimo 8 novembre dovesse vincere la candidata democratica Hillary Clinton – sempre che la salute sia dalla sua parte – le ripercussioni geopolitiche su scala internazionale sarebbero inevitabilmente importanti e significative. Nella fattispecie, sono tre i Paesi che temono di più un trionfo dell’ex Segretario di Stato: Russia, Cina e Iran.


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Recentemente il giurista americano Bruce Fein, esperto di diritto internazionale, ha scritto una disamina durissima sull’Huffington Post, in cui sostiene che “un voto alla Clinton equivale a votare a favore di una guerra contro Russia e Cina”.

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“Se credete che le guerre degli Stati Uniti contro la Russia e la Cina siano necessarie – scrive il noto e stimato giurista statunitense – per adempiere alla missione divina degli Stati Uniti di promozione della libertà, della giustizia e della civiltà nei rispettivi popoli di Russia e Cina, allora dovete votare per il candidato democratico Hillary Clinton. Se credete, come l’ex Segretario di Stato Dean Acheson, che gli Stati Uniti siano la locomotiva del genere umano e il resto del mondo sia soltanto un vagone – un’arroganza che ha prodotto la raccapricciante guerra in Vietnam – allora è lei vostro candidato”.

Secondo Bruce Fein, la Clinton, nell’eventualità diventasse presidente, eserciterebbe una politica estera molto aggressiva, la stessa che ha sempre portato avanti nel corso della sua carriera politica: “Lei ha sostenuto e continuerà a sostenere le guerre degli Stati Uniti in Afghanistan, Iraq, Yemen, Somalia, Libia – prosegue Fein – In tutti questi conflitti, tuttavia, la promozione della libertà è solo per un pretesto per il dominio globale, un po’ come lo era la guerra del Vietnam. Nessuno dei ribelli sostenuti dall’America in questi Paesi rispetta i crismi della democrazia o dello Stato di diritto. Inoltre la nostra presenza militare ha spesso aggravato le certe situazioni e alimentato il caos, come nella Libia post-Gheddafi”.


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Il giurista si sofferma in particolare sulle provocazioni ai danni di Cina e Russia: “Abbiamo intensificato le tensioni con la Cina in aria e in mare, comprese le pattuglie militari e le esercitazioni nel Mar Cinese Meridionale. La Cina considera comprensibilmente questi atti aggressivi e contro i loro interessi in termini di sovranità e sicurezza. La signora Clinton ha esortato il presidente Obama a inviare una portaerei al Mar Giallo, vicino alle coste Cina, in risposta ad una provocazione della Corea del Nord contro la Corea del Sud. Come segretario di Stato Hillary Clinton ha inoltre aiutato ad orchestrare un cambio di regime in Ucraina, sostenendo la fornitura di aiuti militari al nuovo governo che abbiamo creato per combattere e osteggiare la Russia nella sua sfera di influenza storica. E Hillary sostiene un aumento della nostra presenza militare negli Stati baltici e in Polonia”.


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L’altro obiettivo nell’agenda della politica estera di Hillary Clinton è quello di minare l’accordo sul nucleare con l’Iran. Lo ha raccontato in modo efficace qualche giorno fa l’analista di Sputnik International Pepe Escobar: “Poiché la ‘regina della guerra’ è sul libro paga dell’AIPAC (il Comitato Americano-Israeliano di Affari Pubblici) e la Clinton Foundation è sostenuta dai contributi della dinastia saudita, il nemico comune non può che essere lo stesso di Israele e Arabia Saudita: L’iran” – scrive Escobar.


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E come sarebbe condotta questa eventuale guerra?: “Il modo migliore – afferma l’analista brasiliano – è quello è minare l’accordo di pace sul nucleare con Teheran. Lei e il suo staff potrebbero mettere in atto un massiccio programma di disinformazione contro l’Iran, attraverso l’uso dei mass-media, per far sì che Teheran cada nella trappola e riprenda il suo programma nucleare. Tutto questo avviene mentre l’Iran sta progettando un nuovo corridoio commerciale, dal Golfo Persico al Mar Nero, che collegherà Armenia, Georgia e Bulgaria. Questa via – sostiene Pepe Escobar – trasformerebbe la nazione persiana nel centro commerciale chiave per collegare il mondo arabo e l’Asia Centrale con l’Europa”.

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Nonostante tutto ciò, il nemico numero uno dell’opinione pubblica e dei mass-media – americani ed europei – rimane il candidato repubblicano Donald Trump, contro cui si è scatenata, da mesi, una campagna di disinformazione senza precedenti. Che sia in realtà l’istrionico tycoon, con la sua politica isolazionista e propensa alla riappacificazione – almeno a parole – con la Russia di Putin, l’unica speranza per una pace duratura su scala internazionale? Una domanda che cominciano a porsi in molti.

  • carlo

    avete ragione. Tutti, PD compreso, sostengono Hillary. Perché non conoscono l’America e hanno dei Clinton — compreso Bill, un bugiardo matricolato, colui che ha indebolito l’assistenza sociale e creato le condizioni per la crisi del 2008, e che ha promosso l’estensione della NATO fino ai confini della Russia — una visione rosea, un New Deal, una democrazia socialista, modello della nostra. Balle. I clinton sono tossici. Se fossi americano voterei per lei, perché la politica domestica di Trump fa schifo, ma la sua politica estera per noi europei — sempre che mantenesse le sue parole — sarebbe una manna dal cielo.

    • Giuliano De Marchi

      Mi permetto di farti notare che la politica estera della zoccola è quella che ha affamato la nostra economia di export con la Russia con la perdita di molti posti di lavoro soprattutto nel comparto agro alimentare…….ma dove cavolo vivi su Marte?????????

  • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

    Si parla del Vietnam senza riprendere le persecuzioni dei comunisti dopo la scomparsa dei giapponesi nel 1945, durante e dopo la presenza francese e americana, con milioni di vittime, tra cui anche moltissimi cristiani, e milioni di profughi, i boat people. Cioè si cancella il Vietnam comunista assassino.

  • luca63

    Speriamo che questa puttana psicopatica crepi prima delle elezioni.

    • VALENTINA

      I CATTIVI SONO DURI A MORIRE !

  • ippolito

    Speriamo che vinca Trump e permetta agli iraniani di vendicarsi della fragile monarchia saudita.

  • rio

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  • luca ber

    Definire quella di Trump una politica appacificatoria mi sembra esagerato… Grasso che cola se mantenesse la parola data verso la Russia, ma del suo odio per tutto quello che riguarda Medio Oriente e migranti in generale quindi Nord Africa e guerra in Libia??!!!! Considerando gli interessi contrapposti di USA e Russia in Medio Oriente non credo che la sua “amorevole stima” verso Putin possa durare a lungo… Diciamo che se uno dei due morisse prima delle elezioni rimandandole sarebbe l’unica scelta saggia, non sono mai stato un fan di Obama, anzi! ma quasi quasi inizio a preferirlo a questi due, lui almeno non è uno squilibrato

    • VALENTINA

      E’ STATA PROFETICA LA POCA DURATA DELL’ *AMOREVOLE STIMA* DI TRUMP PER PUTIN VISTA OGGI 27 NOVEMBRE 2017….QUANTO ALL’EQUILIBRIO MENTALE DI TRUMP, 27 PSICHIATRI HANNO ESPRESSO LA LORO OPINIONE NEL LIBRO *THE DANGEROUS CASE OF DONALD TRUMP* .GIA’ IL TITOLO LA DICE TUTTA !!!

  • thalia

    Ma la signora è stata poi ricoverata e curata? certe affezioni sono recidive, attenti neuropsichiatri!