Nave militare cinese Changchun

La Cina penetra in Israele
E ora gli Stati Uniti tremano

Da alcune settimane, gli esperti israeliani si interrogano sul ruolo della Cina nel Mediterraneo e in particolare nei porti di Israele. La questione inizia a essere particolarmente importante per gli strateghi dello Stato di Israele, a tal punto che l’università di Haifa insieme all’Hudson Institute ha ospitato un convegno proprio per capire il peso di Pechino nelle infrastrutture portuali dello Stato ebraico. E sono in molti a lanciare l’allarme sui rischi non solo per la sicurezza israeliana, ma anche per i legami con gli Stati Uniti, potenzialmente a rischio proprio a causa della penetrazione cinese.

A destare preoccupazione è stato, in particolare, l’ingresso cinese nel porto di Haifa. Come riporta il quotidiano israeliano Haaretz, la compagnia cinese Sipg ha ottenuto da più di tre anni l’appalto per l’implementazione del porto di Haifa. Secondo gli accordi, il gruppo di Shanghai prenderà la gestione di una nuova area portuale, sempre nella località israeliana, a partire dal 2021. E questo arrivo dei cinesi inizia a essere considerato un problema per la sicurezza della flotta israeliana, ma soprattutto per la Sesta Flotta degli Stati Uniti, ospitata regolarmente nel porto di Haifa.

Data la sua posizione e le relazioni più che positive che intercorrono fra Israele e Usa, è chiaro che Haifa è da sempre considerata una base amica della flotta americana. Come riporta il Maritime Executive,  l’anno scorso il porto ha ospitato la Uss George W. Bush, a marzo 2018 è stata la volta della Uss Iwo Jima, mentre a giugno c’è stata una visita del cacciatorpediniere Uss Donald Cook.

Il problema è che, come ha spiegato l’ammiraglio Gary Roughead nella conferenza che si è tenuta nella stessa città israeliana, l’ingresso nel porto da parte di operatori privati cinesi pone problemi di natura strategica. Perché queste aziende cinesi non sono mai indipendenti dallo Stato centrale e rappresentano molte volte delle vere e proprie braccia del governo di Pechino nelle infrastrutture dei Paesi coinvolti dalla Nuova Via della Seta, terrestre o marittima.

“Gli operatori portuali cinesi saranno in grado di monitorare da vicino i movimenti delle navi statunitensi, di conoscere le attività di manutenzione, avere accesso alle apparecchiature che si spostano da e verso i siti di riparazione e di interagire liberamente con i nostri equipaggi per periodi prolungati”, ha spiegato l’ex ammiraglio Usa. E a questi timori, si aggiunge la preoccupazione che i sistemi informatici cinesi possano interferire o monitorare quelli della flotta statunitense, riuscendo ad acquisire informazioni classificate della marina di Washington e, ovviamente, di quella israeliana.

In un periodo di forti tensioni fra Cina e Stati Uniti, con Donald Trump e Xi Jinping coinvolti in una pericolosa guerra commerciale e con la flotta Usa che ha puntato sul Mar Cinese Meridionale, la possibilità che il mare israeliano entri nel mirino cinese è vista con sospetto e con estrema preoccupazione da parte di Washington. E sono in molti a temere che la flotta Usa possa essere costretta, in futuro, ad abbandonare i porti dello Stato ebraico per evitare che Pechino interferisca sulla flotta o rubi informazioni preziose alla Us Navy.

La questione, per Israele, è chiaramente molto complessa. Gli Stati Uniti seguono da sempre una linea strategica profondamente legata a Tel Aviv. Mentre la Cina, a differenza degli americani, conduce una politica slegata dall’asse con Israele. Questo non significa che Pechino sia ostile a Israele: gli interessi economici fra i due Paesi sono molti importanti. Ma non c’è la stessa simmetria che esiste con Washington.

Un esempio perfetto sono i rapporti con l’Iran. Mentre Trump ha sposato la linea di Benjamin Netanyahu, e il Pentagono ha rafforzato l’asse con le Israel defense forces a tal punto da considerare del tutto leciti sia i raid in Siria che un eventuale strike militare contro le centrali iraniane, la Cina ha intrapreso una linea del tutto differente. Non solo rafforzando la sinergia con la Russia, ma anche cooperando in maniera sempre maggiore con lo stesso Iran, in particolare nell’acquisto di petrolio.

Da questo punto di vista, è chiaro che la presenza cinese, pur rappresentando una potenza partner di Israele, pone degli interrogativi sulla strategia del Paese. Perché è evidente che i due Stati non hanno una linea comune e si trovano a dover condividere due porti fondamentali: Haifa e, in futuro, Ashdod, a 40 chilometri da Tel Aviv. Difficile dire che questo possa, nel breve termine, rappresentare una sfida per gli Stati Uniti e per l’asse con Israele. Ma nel medio e lungo termine, con la crescita della presenza navale cinese nel Mediterraneo e con la Russia impegnata a riequilibrare il dominio nello stesso mare, le cose potrebbero cambiare.

  • Flavio Stilicone

    Nulla di strano, i cinesi sono in fase espansiva e non sarebbero i primi a rafforzare la propria presenza in quella zona a suon di moneta.

    Tuttavia la nuova via della Seta può tranquillamente e più economicamente girare attorno a Israele, non credo che i cinesi abbiano un bisogno cruciale di Haifa e non credo che metteranno lo stesso impegno che metteranno gli americani per mantenerla sotto il loro controllo.

  • enricodiba

    I cinesi vogliono far vedere che la loro marina arriva ovunque.

  • Bragadin a Famagosta

    i cinesi fanno quello che non fanno gli americani: Politica estera!

  • Buba17

    non credo ci saranno problemi di convivenza dato che haifa non è un polo fondamentale per la cina.

    • alberto_his

      Non hai capito il senso dell’articolo, allora

    • Zeneize

      Interessante, ero ansioso di conoscere la tua preziosa opinione.

  • dagoleo

    Se lascio entrare una persona in casa mia poi non mi devo lamentare se mi occupa il divano o il bagno. I Cinesi entrano ad Haifa ed in Israele se Israele li lascia entrare. Di cosa si lamentano. Sono loro che li lasciano entrare. Pecunia non olet? Credo che il vecchio detto sia sempre valido.

    • agosvac

      Se avessi letto il suo commento, su cui concordo al 100%, non avrei scritto il mio che è molto simile.

    • Alox2

      L’importante che rispettano le tue regole, altrimenti OUT!

    • Rifle Leroy

      Mi pare che vogliano fare lo stesso con un porto italiano, non ricordo quale però.

      • dagoleo

        Erano interessati al porto di Gioia Tauro come Hub di stoccaggio merci. Ma credo abbiano optato per il Pireo in Grecia, almeno per ora.

  • agosvac

    Domandina: se Israele ha questi timori sull’eventualità di spionaggio dei cinesi contro di loro e degli USA, perché hanno accettato tanti bei soldini cinesi???? Potevano benissimo dire ai cinesi un bel NO secco! Ora che hanno accettato i soldini, mi sembra un po’ troppo tardi recriminare.

    • Flavio Stilicone

      Condivido. Se aggiungo che questo discorso potrebbero farlo anche gli israeliani quanti giorni mi date prima di linciarmi? :-))

      • Lucci

        Ma sono gli Usa che soffrono di paranoia o i titolisti dell’articolo?

        • Flavio Stilicone

          Caro (cara?) Lucci, le dichiarazioni dell’ammiraglio americano mi paiono ragionevoli ed espresse in maniera piuttosto asettica. Non lo immagino tremebondo mentre esprime i suoi concetti. Propenderei perciò per un difetto del titolista.
          Ma non si tratta di paranoia, si tratta di un modo in cui l’Offerta interpreta il desiderio della Domanda. Questo foro è popolato da una maggioranza antiamericana. O meglio, è popolato da persone con gli occhi aperti percepiti come antiamericani da chi li studia per conto dell’Offerta. Sulla base di queste analisi (di sicuro non gratuite) chi “vende” pensa di accattivare o attrarre il lettore (cioè noi) esagerando i fatti e, nella fattispecie, attribuendo tremarelle in maniera anche troppo generosa.
          Insomma adottano con noi, presunti “antiamericani”, tecniche americane di marketing … che furboni …
          Nota che, analogamente, qualche settimana fa è stato pubblicato un pezzo dal titolo “ECCO I NUOVI MISSILI DI ISRAELE: COLPIRANNO TUTTO IL MEDIO ORIENTE” (anche Israele non è particolarmente amato da queste parti). Naturalmente nel pezzo non c’era traccia dell’intenzione di Israele di porre in essere un programma tanto impegnativo. Hanno semplicemente costruito missili dalla gittata maggiore della precedente.
          Che dire? Mi ricorda un po’ il metodo di Emilio Fede … però gli articoli sono spesso interessanti, prendiamo il buono …

        • Alox2

          Senza dubbio I secondi…gli USA sono l’obbiettivo dei vari Paesi al Mondo e quando non riescono li accusano dei mali del mondo.

        • Alox2

          Senza dubbio I secondi…gli USA sono l’obbiettivo e l’invidia di tanti Paesi al Mondo (per motivi economici, politici, culturali, sportivi etc etc) quando per cause ideologiche, religiose, politiche… questi Paesi non riescono ad affrire la liberta’ USA, li accusano dei mali Loro e del mondo.

  • diocer

    Non ho capito perchè gli USA dovrebbero tremare. Per così poco.

    • Alox2

      Infatti non tremano…

  • Marco_Seghesio

    E vero che la strategia nasce dalla politica, che a sua volta nasce dall’economia.
    Ma se si dovesse mai arrivare a “chiamare le carte” non e’ detto che siano poi cosi’ compenetrate.
    Conviene quindi definire le cose per il loro nome, senza troppo fantasticare.
    E tanto per dire, ne’ Brest, ne’ Tolone, ne’ Taranto, ne’ Eilat, ne’ Suda, ne’ Salamina etc.sono state acquistate dai cinesi.
    E’ questo non e’ un caso. Cosi’ come non e’ che i marinai occidentali siano del tutto fessi.
    Certo ormeggiare o stare in fonda in un porto civile, sai bene i rischi: qualunque fesso puo’ passarci o starci vicino con uno yacht, senza per questo potergli sparare addosso. E questo lo possono fare senza neanche comprarsi l’intero porto.

  • Alox2

    Tremano? Gli US sono da sempre la spiaggia dei disperati del Mondo, anche Cinesi (con tutti I problemi razziali del caso e che l’Italia sta’ assaggiando da pochi anni) che nel passato hanno letteralmente costruito le ferrovie e pure oggi 4 milioni sono Cinesi-americani e probabilmente i primi oppositori del Comunista Xi Jiinping sono Cinesi… a tremare e’ il Dittatore Comunista.

    • Zeneize

      Stai sperimentando frasi più lunghe e parole più lunghe, vedo. Devi però lavorare molto di più sui concetti, che purtroppo richiedono un cervello.

  • Alox2

    Gli US Tremano? Gli US sono da sempre la spiaggia dei disperati del Mondo, anche Cinesi (con tutti I problemi razziali del caso e che l’Italia sta’ assaggiando da pochi anni) che nel passato hanno letteralmente costruito le ferrovie US, e oggi 4 milioni sono Cinesi-americani e probabilmente sono anche i primi oppositori del Comunista Xi Jiinping… a tremare e’ il Dittatore Comunista perche’ Dittatura e Comunismo non hanno futuro…