China's President Xi Jinping reviews honour guards during a welcome ceremony with Kyrgyzstan's President Sooronbai Jeenbekov at the Great Hall of the People in Beijing on June 6, 2018. / AFP PHOTO / FRED DUFOUR

La Cina investe in Europa dell’Est
Ma ecco cosa vuole veramente

La Cina vuole prendersi l’Europa. E per farlo, ha iniziato dalla sua parte più debole: i Balcani e l’Europa orientale. Gli investimenti cinesi nella regione sudorientale del Vecchio Continente, che sta entrando faticosamente all’interno dell’Unione europea, sono il simbolo della volontà di Pechino di inserirsi nel contesto europeo partendo proprio dai Paesi dove è più semplice il processo di penetrazione.

Sono Paesi tendenzialmente poveri e con forti deficit infrastrutturali in cui Pechino può arrivare offrendo due cose: capitali e investimenti nella rete portuale, viaria e ferroviaria. “Un’offerta che non si può rifiutare” ma che rende questi Paesi sempre più legati, anche politicamente, al governo cinese. E adesso, la sfida fra superpotenze per avere una quota d’Europa si arricchisce anche del coinvolgimento della Cina. Che però sta attuando quella che già è stata descritta come la trappola del debito, che caratterizza la Nuova Via della Seta.

L’esempio del Montenegro

Uno degli ultimi esempi arriva dal Montenegro e lo riporta la testata spagnola El Confidencial. Nel Paese balcanico, la Cina ha forti interessi nella costruzione di una nuova autostrada di 165 chilometri che collegherà l’Adriatico alla Serbia. Un’autostrada in cui Pechino ha da subito colto le opportunità per la propria strategia europea mentre il governo di Podgorica ha voluto investire ingenti quantità di denaro per sopperire alle carenze infrastrutturali ma anche come volano di crescita in un Paese già molto fragile.

Il problema è che quest’autostrada pesa (e molto) sulle casse del governo montenegrino. Il primo ministro Dusko Markovic ha detto che il progetto deve essere realizzato a ogni costo. Ma i costi potrebbero essere decisamente esagerati per l’economia del Montenegro, visto che solo per l’85% del primo tratto di 41 chilometri ha già costretto Podgorica a indebitarsi per 810 milioni di euro. Cifre enormi e che sembrano essere solo una piccola parte, dal momento che le stime del Fondo monetario internazionale parlano di almeno un altro miliardo di euro.

Il sito Eastwest riporta le dichiarazioni dell’agenzia di rating Moody’s che affermava: “I costi totali del progetto sono stimati a oltre il 23% del Pil del 2014; nel 2018 il debito salirà quasi all’80% del Pil”. L’autostrada più cara d’Europa sta quindi strangolando il Montenegro. 

E chi può garantire finanziariamente la costruzione di quest’opera ingegneristica? Gli stessi che la stanno costruendo: i cinesi. Perché se la China Road and Bridge Corporation (Crbc) è l’azienda che ha avuto l’appalto, l’unica banca che è disposta a prestare altri soldi è la Exim Bank of China, istituzione finanziaria statale cinese subordinata al Consiglio di Stato. Questa capacità di finanziamento, unita al fatto che le aziende cinesi hanno ricevuto offerte molto vantaggiose sotto il profilo fiscale per lavorare in Montenegro, rende chiaro il tipo di accordo che intercorre fra Pechino e Podgorica.

Europa orientale nel mirino

Gli Stati Uniti hanno da sempre considerato l’Europa orientale come l’oggetto della sfida prima verso l’Unione sovietica e ora verso la Russia. Con la caduta dell’Urss e l’espansione di Nato e Unione europea a Est, l’Occidente sembrava destinato a inglobare quest’area. Ma se la Russia si è vista circondare da questa avanzata, la Cina sta mettendo in serio pericolo le aspirazioni di Washington. Nessun accordo militare, ma solo accordi come quello con il Montenegro. Ma sono patti molto più profondi di quanto si possa immaginare.

La Cina ha investito oltre sei miliardi di euro nei Balcani occidentali. E in questa politica di investimenti, l’assenza dell’Europa ha avuto un ruolo fondamentale. La Cina è riuscita a inserirsi in un contesto dove tutti si aspettavano la mano di Bruxelles. Ma la crisi finanziaria che ha colpito gli Stati europei e lo stallo politico del blocco continentale, ha reso possibile alla Cina l’inserimento in quel fragile contesto balcanico. Non solo nei Paesi extra Ue, ma anche in quelli già all’interno del sistema comunitario.

Uno dei progetti-chiave per comprendere questa politica cinese è quello di una ferrovia di 350 chilometri che collegherà Belgrado e Budapest. Anche in questo caso, il costo è molto elevato: tre miliardi di euro. E questo progetto è particolarmente interessante perché la Cina lo considera parte della Nuova Via della Seta.

Ma un altro simbolo della penetrazione cinese da Est è senza dubbio l’acquisizione del porto del Pireo, in Grecia. La compagnia statale cinese Cosco ha già investito 600 milioni di euro per la modernizzazione del porto. Un’opportunità storica per la Grecia, che in piena crisi del debito e con la Troika che imponeva manovre di lacrime e sangue, si è vista arrivare centinaia di milioni di euro in cassa e progetti infrastrutturali che Atene non avrebbe mai potuto realizzare. Il problema è che adesso il più grande porto greco è a tutti gli effetti cinese.

Una sfida politica da parte della Cina

Ma sarebbe superficiale credere che siano solo accordi economici. Questi contratti siglati fra aziende pubbliche cinesi e Stati dell’Europa orientale e sud-orientale sono a tutti gli effetti accordi politici che stanno spostando l’asse della politica di questi Paesi, non più legata alle logiche occidentali. Sono Paesi dentro l’Unione europea o in procinto di entrarvi che però hanno forti interessi politici legati a Pechino. E questo può essere particolarmente interessante per capire le mosse dell’Ue con la Cina.

Esemplari in questo senso le posizioni di Grecia e Ungheria in alcune dichiarazioni dell’Unione europea sulle violazioni dei dritti umani in Cina, ma anche sulla politica di Pechino nel Mar Cinese Meridionale. In entrambe le occasioni, Atene e Budapest hanno fatto fronte comune per bloccare le dichiarazioni o depennare le parti più pericolose per il governo di Xi Jinping. Un segnale chiaro di come gli investimenti stessero fruttando anche sotto il profilo politico.

Ed è proprio per questo motivo che l’Unione europea sta assistendo con sempre maggiore preoccupazione al consolidamento del formato del 16+1 fra i Paesi dell’Europa centro-orientale e la Cina (quest’anno il summit si è tenuto a Sofia). Come scrivemmo su questa testata, il governo cinese ebbe modo di rassicurare Bruxelles che questo formato di cooperazione non aveva nulla contro l’Unione europea. In quell’occasione, il vice ministro degli Esteri Wang Chao disse che “Una Unione europea unita, prospera e stabile è in linea con gli interessi di base della Cina”. Ma se Bruxelles ha voluto rassicurazioni su questo modello di cooperazione, un motivi ci sarà. Così come è evidente che non è un caso che Xi Jinping stia implementando questa forma di accordi partendo proprio dall’Europa orientale.

  • potier

    lasciate, lasciate pure fare ai cinesini … un bel giorno ci sveglieremo tutti quanti con un bel cappio al collo ! o qualcuno pensa davvero che quei tizi dal colorito giallognolo siano qui per farci un favore, che lo facciano per il nostro bene !? ma per cortesia … sono un miliardo e mezzo ! e le risorse ormai magre di questo pianeta di certo non le lasceranno a noi ! forse le briciole, ma così tanto per non farci morire d’inedia … stiamo attenti, i più rapaci tra i nostri profittatori europei della storia non sono stati che dei dilettanti nei loro confronti, basta leggere la storia di come gli ometti orientali hanno da sempre trattato il loro prossimo, il singolo individuo per loro non vale NULLA ! meno di zero ! o meglio vale nella misura in cui è in grado di dare il massimo a beneficio dei progetti politici ed economici molto spesso azzardati a vantaggio della loro di volta in volta èlite al potere ! non per nulla si dicono ancora comunisti ! non per nulla i peggiori massacri e nefandezze sono avvenute proprio da quelle parti ! non per nulla i loro avversari e loro diretti cugini competitori di primo grado Taiwanesi, si guardano ben bene dal cedere alle lusinghe, per la verità molto poche, dal momento che sono ben più le esplicite minacce, ricatti e ultimatum che intimano il rientro della piccola isola tra le robuste braccia di Pechino … ma i taiwanesi non intendono demordere conoscendo di quale pasta sono fatti pertanto non abboccano affatto, certi e consapevoli che la loro giovane e proficua democrazia finirebbe in una bolla di sapone e bye bye …

    • paolo045

      Con quest’ultimo tuo intervento sei arrivato al 97% di livello di imbecillità, e per di più, razzista.
      Non ti sei mai chiesto perchè quello che stanno facendo i cinesi non lo hanno fatto, e non lo fanno, l’UE e gli USA?

    • Zeneize

      Ma tu non vali davvero nulla, carletto, non è colpa dei cinesi.

    • Luigi za

      Beh Potier questa volta concordo con quanto da te esposto. Verrà giorno che rimpiangeremo il ‘giogo lasco’ degli anglosassoni e la loro Common Law integrata col Diritto romano, ma non certo la loro stupidità che è la vera causa della ascesa pare irresistibile, della Cina.

      • potier

        nessuno è perfetto, tanto meno i politici, la politica, gli stati le ideologie e quant’altro. ma in ogni caso tutto sta nello scegliere il male minore. e il male minore non sono di certo realtà come quella cinese dove la controfigura cinese di Winnie the Pooh si è poco tempo fa auto attribuito eletto a vita ! ci rendiamo conto !? mentre l’altro omologo russo anche lui non da meno, dopo essere stato uno spiantato, mediocre ed oscuro poco pagato funzionario dell’ex KGB, dopo solo pochissimi anni di politica attiva come vice sindaco della sua città di origine, già si faceva vedere ad es, non già con un modesto orologio russo da pochi rubli, ma bensì con uno svizzero d’oro da 60.000 $ al pezzo senza nessuno
        gli chiedesse conto da dove lo avesse preso o comunque guadagnato … chi ha l’intelligenza per capire lo capisca.
        chi non vuole capire si arrangi e continui farneticando a sproposito di quelle che per me sono dittature molto poco edificanti da cui sicuramente non c’è da prendere ad esempio e tanto meno da imitare … chiaro il concetto !?

  • johnny rotten

    Non bastavano i Troll Russi a minacciare la nostra “civiltà”, adesso siamo circondati dai Cinesi, quelli che costruiscono le infrastrutture, questi devono avere sicuramente malvagie intenzioni, non come quei bravi ragazzi fratelli mussulmani del Qatar o wahabiti dei Saud, questi possono certamente comprare pezzi strategici delle industrie, del calcio e anche delle reti televisive pubbliche e private, finanziare moschee tutto compreso di predicatori salafiti, quelli che giorno dopo giorno conquistano interi quartieri delle città svedesi e tedesche, certo questi non sono problemi importanti nel mondo fantastico abitato dai Troll Russi e dai finanziatori Cinesi di infrastrutture di cui, tra l’altro, abbiamo impellente bisogno per averle da tempo abbandonate in nome del folle disegno neo-liberista.

  • http://virgilio.it Oraculus

    Cina e Islam sono i nemici mortali per distruggere l’autonomia sociopolítica della congraga europea , strano che politici professionali non abbiano saputo cogliere che con la dissoluzione della ex Juguslavia si stava decidendo un tenebroso futuro della intera Europa.

  • http://virgilio.it Oraculus

    Questa dipendenza económica dalla Cina sembra non interessi minimamente i “collioni” che a Bruxelles sono instupiditi dagli agi economici che ormai li vede come una casta con a capo quel Juncker , un lussemburghese assurto ad una carica inconcepibile per le sue responsabilita’ se proporzionate alla gestione di uno degli Stati piu’ ininfluenti della EU!!!.

  • http://virgilio.it Oraculus

    L’Europa sta sempre piu’ scivolando verso dipendenze inconcepibili , milioni e milioni di europei sono soppraffatti da una gestione di pochi scellerati capitalisti…che credono piu’ nella globalizzazione (quella dei loro prodotti) che nelle indipendenze industriali dei loro paesi perche’ non privilegiate…proprio per favorire i loro interessi e non quelli delle loro comunita’ , ossia la Comunita’ Europea.

  • http://virgilio.it Oraculus

    Non stimare Cina , paesi orientali e l’Islam come nemici mortali degli europei e’ la piu’ grave depressione della intelligezia europea di questi ultimi decenni , si sono cosi’ persi tutti quegli avanzamenti del dopo ultima guerra mondiale…per farsi ritrovare invasi da uomini e prodotti inutili , improduttivi…anzi nocivi per un progresso socioeconómico di una Comunita’ che i padri fondatori cosi’ come quella di oggi , certo non era nei loro preventivi!!……

  • http://virgilio.it Oraculus

    La Cina & Co.??…stanno praticando una política capitalcomunista ingegnosa e premiante…capitalisti e comunisti collaborano per premiare le entrambe professionalita’…la una che compensa le altre…mentre nel mezzo stanno azzittiti i lavoratori…educati a condizioni inequivocabili…perche’ rappresentati da chi ben governa…e i risultati sono realta’…impressionanti . e invece dove capitalismo e comunismo si fanno la guerra??…nell’intero Occidente troviamo i risultati…Italia capolista!!.

    • leo spini

      Condivido tutti i tuoi commenti. Essi sono lucidi e realisti. Mi spaventa il fatto che registrino,per ora, solo il mio like.. Segnale che il QI del lettore medio, è infimo.

  • NSA

    Per me o Cina o USA lostesi balordi ,loro fano tutto per loro interessi .EU come colonia di USA e come schiava della NATO,non puo fare niente, solo guardare cosa succede .Cina sicuramente batte USA in questo momento, e lo farà anche nel futuro.USA si sono messi piu nella Ucraina e Georgia,Polonia,solo l per rompere le palle ai Russia e Putin.Invece Cina si mangia Tutta sud Europa e Africa hahahahahaha bella questa.