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La Cina mette le mani sulla Brexit
Si prepara lo scontro con gli Usa

Il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt è andato in Cina per discutere con i vertici di Pechino i rapporti fra la Gran Bretagna e il gigante asiatico. Relazioni importanti, ben più di quanto ci si possa credere. Dove la Brexit assume un ruolo di primo piano.

L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea non è in fatti un tema che riguarda soltanto l’Europa. Come ovvio, le conseguenze politiche ed economiche a livello globale sono enormi. E come gli Stati Uniti sostengono la Brexit, con il presidente Usa al fianco della linea dura contro Bruxelles, così anche la Cina osserva con estrema attenzione quanto avviene fra le due sponde della Manica. Specialmente per via del settore finanziario, visto che la City di Londra ha rapporti strettissimi con le maggiori aziende cinesi.

Che Pechino abbia messo da tempo gli occhi su Londra non è un mistero. L’uscita del Regno dall’Unione europea lo rende un partner differente. E l’economia cinese, soprattutto i miliardi che essa detiene, ha forti interessi nel mercato finanziario inglese. Inoltre, l’assenza di accordi vincolanti a livello commerciale con l’Ue fa sì che la Gran Bretagna si trasformi in un partner economico completamente diverso, libero da quella cornice normativa rappresentata dai trattati europei.

Proprio per questo motivo, mentre la Brexit è sempre stata vista come un oscuro piano della Russia per distruggere l’Europa, forse sarebbe stato già a suo tempo più utile volgere lo sguardo un po’ più a Oriente, al di là degli Urali, per capire cosa stesse accadendo effettivamente Oltremanica. L’incubo di Mosca è stata una grande sceneggiata per coprire quali fossero i veri artefici di questa lotta. La Russia, infatti, se può aver guadagnato uno scossone contro l’Unione europea, di fatto ha semplicemente ricavato un Regno Unito mai così russofobo. E gli ultimi casi come l’affare Skripal ne sono la dimostrazione.

Al contrario, sia la Cina che gli Stati Uniti (soprattutto attraverso la longa manus saudita) hanno guadagnato un potenziale partner commerciale strappandolo ai vincoli europei. E non a caso, sia Pechino che Washington si sono attivate praticamente in contemporanea con la loro diplomazia per stringere i legami con Londra. Gli Stati Uniti possono fare affidamento sulla tradizionale special relationship atlantica. Ma Pechino può contare su qualcosa di altrettanto invitante: il fiume di denaro dei fondi cinesi.

Questo chiaramente non nasconde i motivi profondi dietro la scelta del popolo britannico che, in quel referendum del 2016, scelse la via del leave. Ma fa capire arche come mai il governo britannico si sia lasciato andare in un’avventura che è sì una sfida, ma anche fondata su garanzie precise e contatti internazionali molto chiari. Londra non si muove mai per caso. Se lo fa, ha il suo tornaconto. O comunque non lo fa per perdere più di quanto pensa di guadagnare.

Jeremy Hunt arriva quindi a Pechino con uno scopo molto semplice: capire cosa offre la Cina per dare definitivamente il via libera agli accordi post-Brexit. A Londra, quell’ipotesi paventata anni fa di trasformare la City nella Singapore dell’Atlantico, con la Borsa a fare da collettore dello yuan piace e molto. E la capitale inglese potrebbe trasformarsi nel terminale finanziario della Nuova Via della Seta. Ma occorrono certezze. E queste garanzie o assicurazioni per il futuro potrebbero essere arrivate proprio durante il viaggio nella capitale cinese.

Il Segretario per gli Affari Esteri di Sua Maestà ha incontrato il ministro degli Esteri, Wang Yi, e altri funzionari di alto livello del Partito comunista cinese per discutere proprio di quanto proposto dal dragone in vista dell’uscita di Londra dall’Ue. “Abbiamo discusso l’offerta presentata dal ministro degli Esteri Wang di aprire la discussione su un possibile accordo di libero scambio tra Regno Unito e Cina, dopo la Brexit”, ha spiegato Hunt in conferenza stampa, “la accogliamo e abbiamo risposto che la esamineremo”.

Non ci sono dubbi. Così come non ci sono dubbi che la esamineranno a Washington. La Casa Bianca osserva con timore questo avvicinamento tra l’impero cinese e quello britannico. Trump ha investito da subito sulla Brexit, ma non vorrebbe vedersi soffiare la Gran Bretagna proprio dal suo rivale strategico: la Cina. Ma Xi Jinping non è certo un leader che possa improvvisare. Pechino ha sempre una visione a lungo termine. E il rischio di uno scontro che abbia come terreno Londra, è molto alto.