Il presidente Trump e il segretario Pompeo assistono alla nomina di Gina Haspel come nuovo direttore della Cia

Chi è e cosa ha fatto Mike Pompeo,
il regista del vertice Trump-Kim

Tra i tanti artefici dell’incontro di Singapore tra Donald Trump e Kim Jong-un, il segretario di Stato Mike Pompeomerita certamente un posto di primo piano. È lui a essere stato il vero canale diplomatico fra Pyongyang e Washington. La sua successione a Rex Tillerson ha cambiato il volto della diplomazia Usa. L’unione d’intenti fra Casa Bianca e Dipartimento di Stato è molto netta. Ma la sua scalata, inizia da lontano.

Da businessman al Congresso

La vita professionale di Pompeo ricorda molto da vicino quella di altri grandi rappresentanti della nuova amministrazione americana. Inizia come avvocato presso lo studio Williams & Connolly. Poi si dedica all’impresa. Acquisisce società che si dedicano alla produzione di parti per aerei. Nasce la Thayer Aerospace, e si consolida il sodalizio con Brian Bulatao, conosciuto negli anni dei corsi all’Accademia di West Point.

Nel 2006 vende la sua quota di Thayer. Subito dopo, Pompeo diventa presidente di Sentry International, una società di attrezzature per l’estrazione petrolifera partner di Koch Industries, stessa società che aveva investito nei primi passi della Thayer.

Un legame, quello fra le industrie Koch e Pompeo che si vedrà anche nei primi anni della sua carriera politica. Nelle elezioni per i rappresentanti del Kansas, l’attuale segretario di Stato ha ricevuto 80mila dollari per la campagna elettorale proprio da Koch industries. E dal 2010 al 2016 vince tutte le elezioni.

È in questi anni che Pompeo prende parte alla vita del deep State americano, entrando nei circuiti che si interessano di politica estera, commercio e intelligence. Entra nella Commissione permanente per l’Intelligence lavora nel Comitato della Camera per l’Energia e il Commercio, e, tra le varie sottocommissioni cui partecipa c’è anche quella sulla Cia.

Fra i vari incarichi, uno, in particolare, merita attenzione. Nel 2014 entra nello United States House Select Committee sui fatti di Bengasi. Il Comitato è stato creato dallo Speaker della Camera John Boehner il 2 maggio 2014 per indagare sull’attacco di Bengasi dell’11 settembre 2012, quando venne ucciso l’ambasciatore statunitense J. Christopher Stevens insieme ad altri tre cittadini americani.

Negli anni, si può notare il suo interesse per la Corea del Nord e l’Iran, ma soprattutto due obiettivi di fondo: la denuclearizzazione di Pyongyang e la fine dell’accordo sul nucleare iraniano.

Nel novembre 2015, Pompeo visita Israele e ricorda che “il primo ministro Netanyahu è un vero partner del popolo americano” aggiungendo la sua “ammirazione” per la lotta di Israele contro la possibilità che l’Iran si doti di un arsenale atomico.

Direttore della Cia

In questi anni, Pompeo assume un ruolo sempre più importante nel panorama repubblicano. Negli anni attacca direttamente Barack Obama, i candidati democratici e parla di politica estera e di sicurezza nazionale con toni duri, decisi e a tratti estremi.

È l’uomo giusto di Donald Trump, stessa lunghezza d’onda, stessa essenza irriverente, stesso modo di porsi. E soprattutto stesse idee su dossier più importanti della politica estera americana, dal rapporto con l’Iran a quello con Israele, fino all’assoluta contrarietà alla Fratellanza musulmana, che Pompeo vuole bandire da sempre come organizzazione terrorista.

Il 18 novembre 2016, Donald Trump annuncia che avrebbe nominato Pompeo come direttore della Central Intelligence Agency. Per lui l’incarico non è solo intelligence, è anche andare in giro per il mondo a incontrare gli alleati. Il primo esempio è nel febbraio 2017, quando si reca in Turchia e in Arabia Saudita. 

Nel giugno 2017, Pompeo nomina Michael D’Andrea a capo delle missioni in Iran. Per alcuni è “Dark Prince”, il “Principe oscuro”. Per altri, “Ayatollah Mike”. I soprannomi se li è guadagnati nella caccia a Osama bin Laden e nella campagna con cui ha bombardato Afghanistan e Pakistan con i droni uccidendo islamisti ma anche centinaia di civili inermi. Il segnale è chiaro: per Pompeo, l’Iran è un problema molto serio.

In questa fase, lo scontro con il suo predecessore al Dipartimento di Stato, Rex Tillerson, è molto alta. I due hanno una linea del tutto differente. Tillerson è un uomo più da compromesso e ancorato alle regole della diplomazia, pur provenendo anche lui da una carriera totalmente diversa.

Ed è proprio in questo momento che i “falchi” si alzano in volo sulla Casa Bianca. Tillerson cade in disgrazia: Iran e Corea del Nord non sembrano pronte a scendere a patti. E Trump rimuove la colomba, per promuovere Pompeo alla guida della diplomazia americana.

Pompeo segretario di Stato e il vertice Kim-Trump

Il 13 marzo 2018 Trump annuncia la decisione di nominare Pompeo come Segretario di Stato, succedendo a Tillerson il 31 marzo. Ad aprile, il Senato ratifica prima la candidatura, poi la nomina.

A Pasqua del 2018 il primo atto, importantissimo, ma ufficializzato solo dopo giorni: Pompeo va a Pyongyang e incontra Kim Jong-un, il leader della Corea del Nord. Un incontro segreto, il primo. Ne seguirà un altro, i primi di maggio, proprio mentre Trump annuncia l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano.

Proprio sul nucleare iraniano però, il Segretario fonda una linea durissima che appare irreale. I 12 punti sull’Iran non sono una strategia verosimile ma una vera e propria minaccia che Teheran non può fare altro che respingere. Mentre per quanto riguarda la Corea del Nord, Pompeo appare molto più collaborativo. Incontra Kim fa di tutto per avvenire il summit di Singapore. E viaggia tra Seul e Pechino per spiegare quanto accaduto nell’incontro.

Le mani del nuovo Segretario di vedono. La politica estera Usa diventa suo appannaggio, i suoi obiettivi sono quelli della Casa Bianca. Una perfetta sinergia che però lascia aperto un dubbio: chi detta la linea? Trump o Pompeo? La linea unilaterale del nuovo Segretario rischia di essere un pendio molto scivoloso. E il mondo ha bisogno di pace.

Varrà per l’Iran quanto fatto con la Corea del Nord? Forse. In fondo Pompeo potrebbe anche avere orizzonti molto più ampi. E c’è chi ne parla come futuro candidato presidente.