• Dvd e gole tagliate: qui l’Isis fa proseliti

    Herat Civili decapitati, comandanti che giurano fedeltà al califfato, libretti di propaganda intitolati Fatah (Vittoria) e addirittura adesivi sulle macchine con il marchio Is dello stato islamico. I nuovi tagliagole stanno spuntando in Afghanistan e soprattutto Pakistan. Uno dei seguaci del califfo, Qari Abdul Jalal Ruhani, avrebbe combattuto contro i soldati italiani ad Herat.

  • Al fronte con le truppe afghane

    “I poliziotti sono caduti in un’imboscata. Un primo agente è morto sul colpo, ma altri cinque erano vivi, anche se feriti” racconta il soldato semplice Maitullah Wafa, reduce da una furiosa battaglia.

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    “Vogliono uccidermi con un kamikaze”

    HERAT – “Le minacce di morte arrivano via sms. – spiega Maria Bashir, come se fosse normale – I servizi di sicurezza mi hanno informata che i talebani stanno preparando un attacco suicida

  • Intersos, la Ong che resiste

    Non vivono blindati come la Cooperazione allo sviluppo, ma pure loro evitano di uscire dalla città per controllare i progetti nell’entroterra infestato dai talebani.

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    Trasparenza / Afghanistan Goodbye

    A fine settembre 2014, il giornalista Fausto Biloslavo è andato in Afghanistan per raccontare cosa rimane dell’Italia a pochi mesi dal ritiro delle truppe Nato.