Members of Unidos da Tijuca samba school perform during the first night of Rio's Carnival at the Sambadrome in Rio de Janeiro on March 4, 2019. (Photo by Mauro Pimentel / AFP)

La storia non detta del Carnevale di Rio

“Brasil chegou a vez de ouvir as Marias, Mahins, Marielles e Malês” (Brasile, è tempo di ascoltare tutte le Maria, Mahin, Marielle e dei Malê). Questa è una parte del testo che verrà cantato dalla Estação Primeira de Mangueira, una delle più importanti e tradizionali scuole di samba di Rio de Janeiro, durante la parata di carnevale di quest’anno, il 4 marzo.

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Il testo è un tributo alla lotta per la libertà, intesa sia come affrancamento dalla schiavitù (abolita nel 1888), sia come opposizione alla dittatura militare (1964-1985), sia come l’odierna lotta contro la violenza e per un Paese migliore, condotta da numerosi e coraggiosi uomini e donne brasiliani. Essa mette in luce la resistenza del popolo nero, soprattutto delle donne di colore come Marielle Franco e Luísa Mahins.

Il carnevale è il più grande evento nel calendario di Rio de Janeiro. Per pochi giorni la popolazione ha l’opportunità di dimenticare i propri problemi e festeggiare nelle strade della città, indossando costumi e cantando al ritmo della samba delle proprie scuole preferite. Il carnevale è anche una fonte di reddito per migliaia di famiglie, che lavorano tutto l’anno per costruire le scenografie delle scuole di samba in un industria di vitale importanza per lo stato di Rio de Janeiro. Tuttavia, una società costantemente segnata dalla violenza, che sia delle gang della droga, delle milizie o della polizia del governo, non poteva non cantare anche i propri problemi al Sambodromo Marquês de Sapucaí.

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È una festa, ma profondamente radicata nelle problematiche della società di Rio de Janeiro. Merielle Franco, consigliera e attivista per i diritti umani uccisa in un’imboscata quasi un anno fa a Rio de Janeiro, e sul cui caso che ha commosso il mondo la polizia sta ancora indagando, è diventata un simbolo di resistenza, e il suo nome all’internodel Sambodromo quando la scuola Mangueira canterà del suo coraggio (e di quello di altri personaggi storici).

La macchina in cui si trovava fu presa d’assalto il 14 marzo 2018 da alcuni criminali che le spararono quattro colpi alla testa e uccisero anche il suo autista, Anderson Gomes. Si sospetta che nel crimine fossero coinvolti anche membri delle milizie, gruppi protagonisti di varie attività criminali e composti soprattutto da membri delle forze di sicurezza in servizio o in pensione, che contestano la gestione delle comunità più povere di Rio de Janeiro, e che godono di grande supporto politico (lo stesso presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, è noto per aver già espresso dichiarazioni favorevoli nei confronti di questi gruppi in passato).

“Il fatto che Marielle sia il simbolo più celebrato dalla parata della scuola Mangueira può indicare l’emergere di specifiche agende, come quella femminista e antirazzista, che presagiscono, ma ancora non rappresentano pienamente, l’espressione di una più vasta presa di posizione politica da parte della popolazione”, dice Antônio Spirito Santo, musicista ed esperto di storia della Samba.

Fra i vari personaggi a cui verrà reso onore, c’è anche Luísa Mahins, una ex schiava di discendenza africana che avrebbe preso parte all’organizzazione di tutte le rivolte e delle proteste degli schiavi che hanno agitato la provincia di Bahia nei primi decenni del XIX secolo, come la rivolta dei Malê.

La Samba ha una lunga storia di resistenza, tuttavia “non è mai stata radicale, perché la linea dei leader delle scuole è sempre stata conciliatoria. Forse la definizione più appropriata in questo caso sarebbe quella di resilienza” spiega Spirito Santo. Ritmo nato dal popolo nero, con varie influenze provenienti dalla musica e dalle usanze africane (ma anche dai ritmi europei), la samba è la vera anima del carnevale di Rio, e le scuole di samba, strettamente legate alle comunità e ai quartieri poveri, tradizionalmente cantano storie di esclusione e lotta, di dolore e amore, e quest’anno non farà eccezione.

Gabriel Borges, dottorando in letteratura con un focus sulla musica brasiliana all’Università Federale di Rio de Janeiro, afferma che “da una parte, la natura marginale del genere ha nella schiavitù uno dei suoi fondamenti d’origine. Non sorprende che la samba urbana si sia inizialmente accostata alla figura del furfante [o del vagabondo], il cui rifiuto di lavorare è dovuto agli strascichi sociali dello sfruttamento della schiavitù. D’altra parte, il genere rappresenta abbondantemente anche le aspirazioni della popolazione nera di integrarsi nella società [dei bianchi], provando a superare questo stato di emarginazione. È significativo che i pionieri del genere nella città di Rio de Janeiro cercassero di stabilire un legame con la classe media urbana e tenessero le porte aperte anche ai bianchi e ai mestizos che lavoravano come funzionari pubblici, giornalisti e intellettuali, ed anche ad altri membri della cosiddetta “società carioca”, che abbracciava le novità provenienti dalle classi subalterne”.

Ecco che le scuole di samba, quindi, gli spazi della resistenza nera nelle favelas di Rio de Janeiro – gli artisti della samba furono perseguitati e criminalizzati all’inizio del secolo scorso, ma con grande fatica riuscirono a trasformare la samba e il carnevale di Rio in veri e propri simboli del Brasile -, ma anche un punto di contatto tra le classi povere e la classe media della città, un modo per mantenere in vita una tradizione dei subalterni mentre la modernità e la crescita della città di Rio si intensificano.

“È molto comune nei i samba enredos  (la musica delle scuole di samba, NdR), attenersi alla versione ufficiale dei personaggi e dei momenti che vogliono rappresentare, poiché solitamente è lo stato a sponsorizzare le parate. Tuttavia, anche le narrative che cercano di rendere giustizia alla lotta delle classi subalterne, fino a poco tempo fa segnate dall’emarginazione, specialmente quella della popolazione nera contro l’oppressione schiavista, hanno un impatto sul genere”, aggiunge Borges.

La scuola Mangueira sfilerà nelle prime ore del 4 marzo al Marquês de Sapucaí, a Rio de Janeiro, comunicando al mondo il messaggio di Marielle, Mahíns e di altri guerrieri della libertà e della giustizia.