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Caos Libia, il ministro degli esteri del Qatar atteso a Roma

Un inizio di settimana frenetico, sotto il profilo diplomatico, tra Palazzo Chigi e Farnesina: già domenica sera è prevista la capitale il ministro degli esteri del Qatar, Mohammed Bin Abdulrahman Al Thani, uno dei rampolli della famiglia reale di Doha. È l’ennesima dimostrazione dei rapporti tra l’Italia ed il piccolo emirato affacciato sul Golfo. La visita a Roma del rappresentante della diplomazia qatariota è incentrata inevitabilmente sulla Libia. E non è un caso che tra lunedì e martedì è previsto il ritorno nel nostro paese di una tanto vecchia quanto in realtà mai passata conoscenza della politica italiana, ossia il numero due del governo libico Ahmed Maitig. Una due giorni che segna una sorta di “offensiva” diplomatica di Al Sarraj e dei suoi alleati. 

La visita del ministro degli esteri del Qatar

La conferma dell’arrivo a Roma del rappresentante del governo di Doha arriva solo nel primo pomeriggio di questo sabato. Una giornata, tra l’altro, ricca già di tensione: i bombardamenti nei pressi degli stabilimenti Eni di Mellitah ad opera di Haftar, le avanzate del generale a sud di Tripoli, i raid sia della sua aviazione che di quella fedele ad Al Sarraj sempre nelle zone meridionali della capitale libica, sono questi tutti elementi che contribuiscono ad alimentare numerose incognite e tanti timori. La battaglia per la presa della città arriva oramai al decimo giorno, tanti spettri si agitano sul terreno: la paura per uno stallo che impedisce la ripresa di immediati colloqui, lo spauracchio di una guerra casa per casa in una Tripoli che teme di andare verso la stessa sorte di Bengasi. 

È in questo contesto che arriva per l’appunto la notizia della visita del ministro degli Esteri del Qatar in Italia. Doha è alleata di Al Sarraj, il cui governo è riconosciuto dall’Onu e dall’Italia in particolar modo. L’emirato finanzia la Fratellanza musulmana, a cui appartengono diversi membri dell’esecutivo guidato da Al Sarraj. Il Qatar sa che si sta giocando una partita fondamentale per i suoi piani in politica estera: di fatto, specialmente con la conferma che l’avanzata su Tripoli da parte di Haftar è finanziata soprattutto dal rivale saudita, quella in atto è una riproposizione in terra libica del duello con Riad. E se per davvero il generale dovesse arrivare al centro di Tripoli, Doha perderebbe la possibilità di tenere alta la sua influenza in Libia. 

L’improvvisa, o quasi, visita di un esponente degli Al Thani in Italia indica l’attenzione del Qatar sul dossier libico. Ma forse anche un rischio per l’Italia di apparire ulteriormente sbilanciata verso Al Sarraj. Gli Al Thani vogliono vederci chiaro e dà il via ad un’offensiva diplomatica volta a salvare il salvabile e ad evitare una presa manu militari di Tripoli da parte di Haftar. Per adesso la capitale tiene grazie alla resistenza da parte delle milizie rimaste fedeli ad Al Sarraj, ma è palese come una difesa ad oltranza di Tripoli a lungo termine non appare possibile. Ecco perchè adesso Qatar ed alleati cercano di fare quadrato politicamente attorno ad Al Sarraj. 

Il ritorno a Roma di Ahmed Maitig

Ed in questa offensiva, sia il Qatar che Tripoli giocano una delle carte ritenute più affidabili: quella del vice di Al Sarraj, Ahmed Maitig. Quest’ultimo rappresenta una delle figure politiche più importanti di Misurata, la città Stato a cui appartengono le milizie militarmente più preparate presenti a Tripoli. Maitig è un uomo d’affari impegnato nel settore dell’edilizia ed appartiene ad una delle famiglie più importanti di Misurata, ma per quanto concerne il dossier libico il vice di Al Sarraj si pone come tra gli interlocutori più in vista per via dei suoi trascorsi come studente a Parma. Maitig parla infatti un perfetto italiano, da quando il consiglio presidenziale è insediato a Tripoli è lui a fare da tramite tra Roma e la capitale libica. Poi però, dopo il vertice di Palermo, arriva un certo ridimensionamento del suo ruolo.

Paga, in particolare, l’essere accreditato come molto vicino ai Fratelli Musulmani e l’Italia, per cercare di aprire un dialogo più ampio con Haftar, pone in secondo piano i membri della fratellanza. Ma nonostante ciò, ora che Al Sarraj ha bisogno di tenere aperta una finestra di dialogo con Roma per provare a rimanere a galla, sia lui che l’alleato qatariota si affidano a Maitig. Il vice – premier libico è atteso nella capitale lunedì. Qui dovrebbe incontrare sia il ministro degli interni, Matteo Salvini, sia il ministro degli esteri, Enzo Moavero Milanesi. Poi Maitig dovrebbe proseguire il suo tour anche in Germania e Gran Bretagna. Almeno così fanno sapere da Tripoli: segno della volontà di voler giocare ancora la carta diplomatica.