The Emir of Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani delivers a speech at the opening of the Germany - Qatar Forum, also attended by the German Chancellor, at the Maritim Hotel in Berlin, on September 7, 2018. (Photo by Tobias SCHWARZ / AFP)

Tra calcio e diritti televisivi:
la crisi del Golfo si gioca sul campo

Diritti televisivi e pirateria. L’ultima escalation della crisi diplomatica in corso tra i Paesi del Golfo passa anche da qui. Arabia Saudita e Qatar si sono scontrate sui diritti televisivi sportivi poco prima dell’inizio dei Mondiali in Russia lo scorso giugno e ora l’emittente qatariota beIN Sport, fino al 2014 controllata di Al Jazeera, ha deciso di intraprendere azioni legali contro i sauditi. Il network sportivo globale di proprietà di beIN Media Group ha chiesto un risarcimento di un miliardo di dollari a Riad, accusata di “violazione del diritto internazionale” in relazione allo streaming di eventi sportivi. 

La guerra per i diritti tv

Considerata una delle tante sfaccettature della crisi del Golfo, la disputa tra Qatar e Arabia Saudita per i diritti televisivi è entrata ancora più nel vivo a ridosso del fischio d’inizio della Coppa del mondo in Russia. Già a  partire da giugno 2017, quando la coalizione a guida saudita aveva interrotto le relazioni diplomatiche e sospeso tutti i rapporti con Doha, le emittenti qatariote nel regno erano state bloccate e le trasmissioni bandite. Punto fondamentale dell’ultimatum inviato al Qatar dai sauditi per ristabilire le relazioni era la richiesta  – negata subito da Doha – di chiudere Al Jazeera e i network connessi, tra i quali anche beIN. 

Da quel momento, gli eventi sportivi per i quali beIN Sport detiene i diritti esclusivi in Medio Oriente sono stati trasmessi nel regno attraverso la piattaforma pirata BeoutQ. Alla vigilia dei mondiali in Russia, a nulla sono valsi i negoziati tra il network qatariota e la General Sports Authority saudita per consentire ai cittadini del regno di seguire la propria Nazionale. Così in campo è scesa anche la FIFA che ha preso posizione contro BeoutQ, accusata di trasmettere illegalmente i mondiali, piratando il segnale di beIN Sports. Logo del network qatariota sullo sfondo, copertura degli stessi eventi sportivi e programmi intervallati da contenuti anti-Qatar: così si presentano ancora oggi le trasmissioni-fotocopia di BeoutQ. 

Secondo il Qatar la piattaforma pirata avrebbe legami con Arabsat, principale operatore di comunicazioni satellitari nel mondo arabo con sede a Riad. beIn Media Group ha così deciso di avviare un procedimento dinanzi all’Organizzazione mondiale del commercio (Omc), accusando il regno saudita di violazione dei diritti di proprietà intellettuale. “beIN Corporation ha lanciato un arbitrato internazionale sugli investimenti contro il regno dell’Arabia Saudita per danni per oltre un miliardo di dollari, essendo stato illegittimamente cacciato dal mercato saudita e sottoposto a quella che è stata definita come la più diffusa azione di pirateria di trasmissioni sportive che il mondo abbia mai visto”, si legge in una nota del network

La risposta saudita

L’Arabia Saudita si è sempre detta estranea alle trasmissioni di BeoutQ, dichiarando che la piattaforma non ha sede nel regno. I sauditi starebbero anche confiscando i dispositivi utilizzati per diffondere il canale. “Siamo fiduciosi che la nostra rete satellitare non sia stata utilizzata da BeoutQ”, ha dichiarato Khalid Balkheyour, Ceo di Arabsat. “È in corso un’indagine per eliminare ogni dubbio e fornire le prove”. 

Interrotte tutte le relazioni diplomatiche, espulsi i rappresentanti, bloccati voli e confini. La crisi politica e diplomatica tra i Paesi del Golfo si sta estendendo a ogni settore della società ed è arrivata a investire anche il mondo dello sport. A distanza di oltre un anno, la situazione nella regione non è migliorata. Neanche i due mediatori per eccellenza, Stati Uniti e Kuwait sono riusciti a porre fine alla disputa che si è accentuata ancora di più ora che alla base delle tensioni c’è il mondo dello sport. Nel 2022 il Qatar ospiterà i mondiali di calcio che si terranno per la prima volta nella storia in Medio Oriente. La partita tra i rivali del Golfo è ancora aperta e si giocherà, in parte, anche sul rettangolo verde.