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Trump cerca un ruolo in Africa:
ma la strada è tutta in salita

Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari è stato il primo leader africano a far visita a Donald Trumpsolo tre mesi dopo che il presidente degli Stati Uniti ha definito i Paesi del continente come “shithole“. Ma i due leader durante l’incontro hanno accuratamente evitato l’argomento, professando il rispetto l’uno dell’altro e dei loro rispettivi paesi.

“Ci sono alcuni Paesi in cattive condizioni e luoghi difficili in cui vivere”, ha detto Trump durante una conferenza stampa con Buhari nel giardino delle rose, a cui un giornalista ha chiesto conto della sua espressione volgare per descrivere l’Africa. “Il presidente mi conosce, e sa da dove vengo, e lo apprezzo”. Buhari, da parte sua, ha detto di non essere sicuro di credere alle notizie sui commenti di Trump. “Sono molto attento a ciò che dice la stampa”, ha detto. “Non sono sicuro se questa accusa contro il presidente sia vera o meno, quindi la cosa migliore per me è tacere”.

Ma a gennaio, è stato riferito che Trump in un incontro privato tra i deputati americani avrebbe chiesto: “Perché stiamo facendo venire qui tutte queste persone che provengono da shithole?”.

Il commento – che Trump ha negato – si riferiva in particolare ai Paesi africani, secondo il senatore Dick Durbin che era presente alla riunione. All’epoca, Durbin aveva confermato che la lingua era “piena di odio, vile e razzista”. Trump però ha risposto ai giornalisti: “Sono la persona meno razzista che abbiate mai intervistato”.

Il New York Times aveva già riferito che in una riunione dell’ufficio ovale lo scorso giugno, Trump aveva commentato in privato che i nigeriani che avevano ottenuto i visti per entrare negli Stati Uniti non avrebbero mai potuto tornare alle loro “capanne” una volta che avevano visto la bontà degli Stati Uniti.

Ma l’incontro tra i due presidenti, seppur così lontani, non ha avuto intoppi. I due hanno parlato della loro cooperazione in materia di sicurezza, compresi gli sforzi nel campo del controterrorismo contro lo Stato islamico e Boko Haram, e Trump ha detto di essere felice di vendere una dozzina di aerei A-29 Super Tucano alla Nigeria. La vendita degli aerei era stata bloccata dall’amministrazione Obama, per preoccupazioni sulle violazioni dei diritti umani da parte dell’esercito nigeriano.

Buhari si è congratulato con Trump per l'”impressionante” performance dell’economia americana, e per aver interpretato un ruolo di “statista” con la Corea del Nord sulla denuclearizzazione della penisola coreana.

L’incontro è arrivato settimane dopo che Rex Tillerson, allora Segretario di stato americano, aveva visitato la Nigeria e altri paesi africani. Quel viaggio è stato visto come un tentativo di facilitare le relazioni dopo che i presunti commenti di Trump avevano causato indignazione in tutto il continente.

Botswana, Ghana, Haiti, Namibia, Senegal e l’Unione africana hanno protestato contro i commenti di Trump. Il Botswana ha persino chiesto esplicitamente agli Stati Uniti “di chiarire se il Botswana” fosse un paese da considerare tale.

Da allora Trump ha cercato di recuperare. Ha scritto una lettera alle nazioni africane dicendo che “rispetta profondamente” il popolo africano e che avrebbe inviato Rex W. Tillerson, per una lunga visita nel continente a marzo. La lettera ha spinto l’Unione africana ad astenersi dall’esprimere una risoluzione che criticasse l’espressione di Trump ed esigesse le sue scuse.

A margine dell’incontro la portavoce della Casa Bianca Sarah Huckabee Sanders ha affermato che “il presidente Trump non vede l’ora di discutere i modi per migliorare la nostra partnership strategica e far progredire le nostre priorità condivise”. Ha aggiunto che le priorità includeranno “la promozione della crescita economica e delle riforme, la lotta al terrorismo e altre minacce alla pace e alla sicurezza, e la costruzione del ruolo della Nigeria come leader democratico nella regione”.

Ma sono molte e contraddizioni. Perché Buhari, ex capo militare di 75 anni, dovrebbe rappresentare l’impegno per la democrazia, nonostante le notizie di corruzione dilagante e di cattiva governance nel suo Paese.

Inoltre secondo John Campbell, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Nigeria e analista al Council on Foreign Relations: “Lo scambio amichevole tra i due leader però potrebbe aver mascherato l’amarezza che permane tra i nigeriani e gli altri africani riguardo le osservazioni di Trump. L’hanno trovato profondamente offensivo, e ogni volta che incontro gli africani ne parlano sempre”. Tuttavia Buhari ha estremamente bisogno dell’aiuto americano per le importanti sfide sulla sicurezza che dovrà affrontare, in primis i Boko Haram.

  • Alox2

    Trump e’ una bandiera al vento…presidente confuso.

    • Mario Marini

      Sempre meglio degli Obama, delle Clinton e dei mc cain che in europa hanno solo fatto danni e hanno rotto le scatole, gente arrogante da cacciare via. Dei veri nani di cervello…..forza Putin

      • Alox2

        Putin e’ un falso dittatore mafioso…verra’ appeso a gambe all’aria.

  • enricodiba

    Dopo obama che ha regalato l’africa ai cinesi lavedo dura.