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Budget raggiunto:
si parte per l’America profonda

Ancora una volta i nostri lettori ci hanno piacevolmente sorpreso con la loro generosità: in appena 90 giorni, il budget necessario per il reportage sull’Alt Right americana è stato raggiunto.  

Tra pochissimi giorni Edoardo Cigolini, uno dei vincitore del Reporter Day, partirà alla volta degli Stati Uniti. Il giovane reporter, insieme ad un cameraman, attraverserà ben otto Stati americani per realizzare un reportage politicamente scorretto sul mondo dell’Alt Right e dei sostenitori di “the Donald”.

Il reportage inizierà dalla capitale, Washington, cuore pulsante della politica statunitense, per poi addentrarsi nell’America profonda, quella dei minatori di carbone e degli immigrati italiani del West Virginia, raccontandoci anche della  cosiddetta “guerra delle statue” che si combatte in Virginia fra Repubblicani e Democratici. Sarà un viaggio anche nell’America sudista: dall’Alabama, passando per la Georgia e il South e North Carolina, il giornalista incontrerà contadini, operai, intellettuali e studenti, tutti uniti al grido “let’s make America great again”.

L’ultima tappa sarà Chicago, nell’Illinois, una città che sta vivendo fortissime tensioni razziali fra bianchi e neri, dove il politicamente corretto si scontra con la visione degli identitari.trump_volantino2

Qui racconteremo della difesa da parte della comunità italo-americana dei propri simboli: in particolare della statua al regista della trasvolata atlantica Italo Balbo, diventata oggetto di polemiche perché accusata di essere un simbolo fascista.

Grazie al sostegno dei lettori, Gli Occhi della Guerra sono pronti a raccontare questa realtà senza giudizi preconfezionati o etichette. 

  • Pierfrancesco

    beh, proprio Mississipi e Louisiana avete escluso?

  • bruno

    attenti a non beccarvi una revolverata o una raffica di mitra nel paradiso terrestre della democrazia e occhio alle schifezze che mangerete

  • Leonardo

    Questa storia delle statue, è quanto di più stupido ci sia. Non è neanche politicamente corretto, è stupidità al potere.