regno unito

Brexit, un affare per i britannici
Pioggia di soldi agli eurodeputati

Brexit sì, Brexit no? Comunque vada per gli europarlamentari britannici sarà un affare da centinaia di migliaia di euro. Secondo un documento riservato di 22 pagine pubblicato da Politico e intitolato “Deputati britannici a fine mandato”, questi ultimi riceveranno un assegno di 8.611,31 euro lordi per un massimo di due anni, a seconda della durata del loro mandato. Complessivamente, si tratta di una spesa per i contribuenti europei di alcuni milioni di euro.

La documentazione, che analizza i “diritti dei deputati, del loro personale e della logistica nell’ambito della Brexit”, è stata distribuita ai deputati inglesi prima di Natale. Contiene informazioni pratiche per i deputati che dovranno lasciare i loro uffici di Strasburgo e Bruxelles prima del prossimo 29 marzo. Gli eurodeputati britannici devono anche ricordarsi di lasciare la loro scheda di voto, pass dell’Ue, carta d’identità speciale belga, iPad, laptop e chiavi dell’ufficio – ma sono autorizzati a conservare il loro badge come ricordo.

Migliaia di euro ai deputati inglesi post-Brexit: Farage tra i più pagati

Quando si tratta di casta e di privilegi, l’Unione Europea non si smentisce mai, nemmeno contro i suoi più acerrimi nemici. Secondo Politico, i paladini della Brexit Nigel Farage e Daniel Hannan, che hanno entrambi iniziato il loro mandato nel 1999, avranno diritto a oltre 172.000 euro a testa, almeno che non assumano un altro incarico pubblico o parlamentare nei 20 mesi successivi alla Brexit.

I deputati britannici avranno anche diritto alla metà della franchigia per spese generali (Gea) – un pagamento di 4.416 euro al mese – per tre mesi a partire dal 29 marzo 2019. La Gea è utilizzata per pagare le spese d’ufficio e altre spese – anche se alcuni ritengono che venga impiegata per spese personali che esulano dall’attività politica. 

Anche l’ultimo viaggio pagato

Secondo il documento diffuso da Politico, i deputati della terra d’Albione avranno inoltre diritto al loro “ultimo viaggio a casa” pagato oltre al rimborso di “6 viaggi di ritorno per via aerea, in treno o in barca” nello “Stato membro di elezione” fino al 29 marzo. “Il Parlamento non è troppo generoso”, ha dichiarato un deputato in forma anonima. “È il sistema nel suo insieme che è ingiusto. Queste persone sono state elette. È il risultato della democrazia “.

May supplica i dissidenti: “Sostenetemi o Brexit a rischio”

Nel frattempo, si attende l’esito del dibattito parlamentare in corso nel Regno Unito che assume sempre di più i toni di uno psicodramma per Theresa May. “Abbiamo già raggiunto un accordo sulla Brexit con il governo britannico ed è il migliore possibile e non sarà rinegoziato” ha ribadito nei giorni scorsi la portavoce della Commissione europea Mina Andreeva ribadendo la posizione Ue in merito alla Brexit.

Il Primo ministro May, scrivendo sul Sunday Express, ha supplicato i parlamentari di sostenere il suo accordo sulla Brexit nella votazione che si terrà alla Camera dei comuni, la camera bassa del Parlamento, nelle prossime ore. Un fallimento, ha ammonito May, sarebbe “una violazione catastrofica e imperdonabile della fiducia nella nostra democrazia”. Senza un voto utile, ha sottolineato, si “rischia che il Regno Unito lasci l’Ue senza un accordo o che la Brexit non accada affatto”.