Cattura

Il Paese più inquinato d’Europa

(Sarajevo) Dieci decessi al giorno: a tanto ammonta, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, il conto dei morti in Bosnia ed Erzegovina. Paese-simbolo della tormentata storia dei Balcani, la Bosnia è in pace da oltre venti anni ma deve comunque districarsi fra numerose difficoltà: al primo posto c’è senza dubbio l’inquinamento.

Aria, acque e suolo sono gravemente contaminate per una serie di fattori. Tradizionalmente il regime comunista non ha mai prestato particolare cura alla protezione dell’ambiente; la devastazione portata dalle guerre ha impedito l’ammodernamento di industrie ed impianti privati, sia per quanto riguarda il riscaldamento che per il traffico veicolare che per lo smaltimento dei rifiuti. Molte industrie scelgono di delocalizzare qui la produzione non solo per il costo del lavoro ma anche per la legislazione ambientale assai meno severa che nella vicina Unione europea. 

L’approvvigionamento energetico è ancora strettamente legato alla dipendenza dal carbone: nonostante il Paese sia ricco di risorse naturali, le Nazioni Unite calcolano che la Bosnia usi il 20% del proprio pil in energia. Una percentuale tripla rispetto a quella di Usa e Ue.

Al primo posto nella classifica degli elementi più inquinati c’è sicuramente l’aria. L’Oms ha calcolato che ogni anno Sarajevo perda addirittura il 21,5% del proprio Pil a causa dell’inquinamento dell’atmosfera, fra decessi, malattie croniche e giornate di lavoro e di studio perse. Il Paese è al quinto posto nella classifica globale degli Stati con la maggior mortalità dovuta alla qualità dell’aria.

L’aria inquinata di Sarajevo

A Sarajevo nei mesi invernali i livelli di polveri sottili sono costantemente al di sopra della media. Il limite per le emissioni di pm10 nella capitale è stato fissato a 450 microgrammi per metro cubo ma nel gennaio 2016 ne vennero rilevati anche 750. A Milano la soglia è di 50 microgrammi. Ad aggravare la situazione c’è il fatto che in città circolano decine di migliaia di auto private diesel che risalgono in molti casi al secolo scorso. Nell’inverno di tre anni fa la scuola di scienze ambientali della capitale venne chiusa anticipatamente perché era impossibile respirare per lo smog. Un po’ dappertutto nel Paese, poi, fra i più poveri è diffusa la pratica di riscaldare le case con carbone o bruciando combustibili di fortuna e in qualche caso addirittura i rifiuti.

Se però le autorità fanno poco o niente contro queste cattive pratiche, quando ad inquinare sono gli impianti industriali la reazione dei poteri pubblici è ancora più debole.

Una struttura istituzionale complessa e iper-burocratizzata consente ad ogni livello amministrativo di addossare la colpa ad altri enti, in un circolo vizioso che non consente di individuare i responsabili. Gli Occhi della Guerra ha potuto verificarlo in un approfondimento dedicato alla centrale termoelettrica a carbone di Tuzla.

La fabbrica di giocattoli tra rifiuti cancerogeni 

Ma l’inquinamento non è solo un problema di emissioni e di qualità dell’aria. Anche il suolo è spesso contaminato, a causa della pessima gestione dei rifiuti industriali e civili.

Nella prima metà del 2018 ha fatto scalpore l’inchiesta del “Center for Investigative reporting” su un sito di stoccaggio abusivo di rifiuti tossici a Tuzla. A poche centinaia di metri dalla centrale esiste un’area industriale dismessa dove un tempo sorgeva una fabbrica di isolanti. La produzione è ferma da anni ma i rifiuti e le scorie tossiche sono ancora lì: barili pieni di terra e mercurio, contenitori metallici e tubi zeppi di ossido di propilene, toluene diisocianato – un elemento altamente cancerogeno – seppelliti nel terreno. Analisi condotte in laboratori specializzate hanno dimostrato come nel suolo siano presenti nichel, cadmio e arsenico in misura superiore ad ogni soglia di guardia.

Gli Occhi della Guerra ha tentato di visitare l’aria industriale ma la proprietà non ha concesso i permessi necessari. Una delle guardie all’ingresso, però, ha rivelato che sul sito dovrebbe presto aprire una fabbrica di giocattoli. 

Quel che è peggio è che il governo federale non è in possesso di dati affidabili e completi sulla mole di rifiuti tossici presenti sul sito: una mancanza di informazioni che purtroppo sembra cronica e che affligge diverse località della Bosnia, soprattutto nelle città più inquinate.

Foto di Ivo Saglietti

  • i.v.l.c.1.a

    Ci dovremmo mandare in esilio tutti i troll che vivono di menzogne e faziosità come Anita Mueller o Gian Paolo Cardelli.

    • Giuseppe Mirisciotti

      La differenza è che Gian paolo Cardelli ci mette nome e cognome e tu invece un acronimo, vedi un po’ tu chi è il troll.

      • i.v.l.c.1.a

        È troppo esibizionista, e ci mette pure le foto. Spera che i suoi commenti raccolgano approvazioni e like, ma uno che racconta continuamente menzogne o la cui esagerata faziosità gli impedisce di essere obiettivo, gli provoca l’effetto contrario. Io quando faccio qualcosa di buono o di bello non ho bisogno di appendere la mia foto o il mio nome ai quattro venti.

      • AlbertNola

        Non è un troll, ma un topo da fogna.

      • Zeneize

        Perché difendi quell’idiota? Sei la sua “graziosa” moglie? LOL
        Certo che, se non capisci perché lo chiamiamo tutti idiota, non so cosa farci.

  • unamattinamisonsvegliato

    Penso che sia uno scontro fra Titani, perchè anche l’Italia non scherza. Oltre a sopportare un carico antropico oggi quadruplo del sostenibile, possiede tra le tante la Pianura padana, area fra le aree più inquinate del continente, anche per quanto riguarda le polveri sottili – note anche come Pm 2,5. L’italia con circa 91.000 morti premature all’anno per inquinamento atmosferico è prima (Gran Bretagna 50.000 per fare un esempio): l’Italia ha il primato di patologie respiratorie e neoplasie polmonari. E il problema non sono solo il traffico o l’industria: il rapporto «La sfida della qualità dell’aria nelle città italiane» (2017) punta il dito anche contro un’agricoltura che produce troppa
    ammoniaca da concime e deiezioni animali (ammoniaca che reagendo con
    gli scarichi delle auto diventa particolato), tanto che, rileva il
    rapporto, il 35% delle PM10 di Milano viene proprio dalle coltivazioni.
    Tuttavia pare che la priorità, per alcuni, sia di far arrivare altra gente a casaccio, e promuovere perfino la natalità, a causa di una isteria dilagante in certi ambienti che vede una diminuzione della popolazione, che, purtroppo per i viventi e la loro qualità di vita, ancora non c’è.

    • robbert67

      In gran Bretagna grazie al loro sistema sanitario principalmente gestito privatamente i dati ovviamente sono poco attendibili. Ci stiamo arrivando anche noi per carità, ma ad oggi pp

    • Pietro M.

      Si consideri che tra Italia e Gran Bretagna la differenza principale non sta nelle emissioni inquinanti, ma nel vento, che da loro soffia continuamente dall’oceano favorendo un continuo ricambio, mentre nella pianura Padana non si muove foglia…

      • LebesgueIntegral

        E bravo colonnello Bernacca!

    • Carlo Raab

      Ma infatti, il calo demografico in Italia e in Europa non può essere più benefico. Il carico antropico è già oltre ogni limite. Anche al gap generazionale pensionistico, che è temporaneo, si può ovviare in altro modo che “importando giovani africani”. La realtà è che gli speculatori internazionale, insomma i soliti noti kippati, si preoccupano per la sostenibilità del nostro debito. Insomma, si chiedono chi gli pagherà gli interessi, quindi vogliono nuovi schiavi se le donne italiane – giustamente – smettono di farne. Ma si illudono: i migranti africani (e asiatici) sono complessivamente solo costi e ulteriore debito e pertanto i pro-accoglienza stanno seminando una imminente guerra civile tra poveri.

    • MONDO FALSO

      Dimentiche le scie chimiche E i centinaia di aerei che ogni giorno per atterrare o decollare in Italia sorvolano a bassa quota i centri abitati

  • Giano2

    Abbiamo avviato un processo irreversibile di inquinamento globale del pianeta; moriremo avvelenati e sommersi dai rifiuti. Non c’è scampo, mettetevi l’animo in pace. I posteri ci malediranno, ma noi non ci saremo.

    • Shaq Boom

      …un destino ineluttabile…

    • MONDO FALSO

      serve una catastrofe per fermare questa umanita’ distruttrice

  • venzan

    E con l’accoglienza totale dei migranti aumenterà l’inquinamento e il degrado della terra, dato che si riproducono come conigli.

    • Carlo Raab

      Una volta che son qui, non si riproducono più come conigli. Stuprano, magari si mettono con una locale buonista o attirata dall’esotico e al massimo fanno 1 o 2 figli. Li vedete arrivare qui con le loro donne? Macché. Che ci pagheranno pensioni e ringiovaniranno l’Italia è una balla colossale.

  • best67

    ex paesi comunisti!

    • Aleksandr Nevskij

      la seconda potenza economica mondiale non è neppure ex

      • best67

        ha ragione.