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Bimbi prostituti ad Atene

Da Atene. Dicono che con l’arrivo dell’estate peggiorerà. Ma già ora il fenomeno della prostituzione minorile ad Atene ha assunto proporzioni spaventose.

Si calcolano a migliaia i profughi minorenni che pur di sopravvivere arrivano a vendere il proprio corpo in cambio di qualche spicciolo. Adolescenti imberbi che hanno lasciato la propria famiglia in Afghanistan o in Pakistan e sono diventati adulti troppo presto in un viaggio epico alla volta dell’Europa.

Ma il Vecchio Continente ci ha messo poco a svelarsi per quello che non è: l’Eldorado di opportunità e ricchezze che sognavano fuggendo. Secondo l’associazione Steps – fra le pochissime che nella capitale greca si occupa del problema – i minori che si prostituiscono per le vie e nei parchi pubblici di Atene sarebbero almeno tremila.

Il fenomeno è esploso da marzo dell’anno scorso, quando l’accordo fra Turchia e Ue sui profughi ha bloccato in Grecia decine di migliaia di migranti senza un posto dove andare. Mentre il piano europeo di ricollocamenti langue, i Greci hanno sistemato i richiedenti asilo in enormi campi d’accoglienza, quasi sempre sono gestiti dai militari.

Il maggiore di questi centri è stato installato al vecchio aeroporto di Atene, il celebre scalo di Helleniko, chiuso al traffico ormai da quindici anni. Affacciate sul Mediterraneo, le strutture dell’aeroporto sono ancora intatte. Nei terminal abbandonati sorgono le tende da campeggio dei siriani, i bimbi giocano con i vecchi carrelli portabagagli.

I più grandi, dai quattordici ai venticinque anni, trascorrono i pomeriggi fra continue partite di pallone e interminabili passeggiate sul lungomare. Al calare del sole, però, molti di loro prendono la metropolitana alla volta del centro città.
Si radunano intorno alle aiuole di piazza Victoria, scherzano fra di loro ascoltando la musica dal cellulare.

Di tanto in tanto dal gruppo si stacca un ragazzo dall’aria distratta, va a sedersi su una panchina isolata. Pochi istanti e viene raggiunto da un uomo più anziano, di solito un greco sulla sessantina. I due chiacchierano per qualche minuto, poi si allontanano verso uno dei tanti alberghi a ore della zona. Raramente il costo di una prestazione supera i trenta euro.

In alcuni casi i rapporti avvengono in auto, ma non è raro che i clienti ospitino in casa propria i giovani concubini. I profughi trovano l’occasione per trascorrere qualche notte al caldo, mangiare un pasto decente e fare una doccia.
Ma la maggior parte è alla ricerca dei soldi necessari per pagare un trafficante e uscire clandestinamente dal Paese.

Il parco di Pedion Areos è ridotto a un bordello a cielo aperto, dove gli appuntamenti si succedono senza sosta ad ogni ora del giorno. Fra i cespugli vicini ai cancelli che si affacciano su Leoforos Alexandras il terreno è cosparso di un tappeto di preservativi usati.

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Insieme ai ragazzini, i clienti di questo mercato dell’orrore possono trovare facilmente anche droga e ogni genere di merce di contrabbando.

“Mi ci è voluto mesi per capire quale fosse il meccanismo – spiega a Gli Occhi della Guerra l’assistente sociale Tassos Smetopoulos – Pedion Areos funziona come un centro commerciale: si possono trovare ragazzini in vendita, droghe, lavoro semischiavile. Ma all’uscita bisogna pagare. Dopo la chiusura del confine macedone, all’inizio del 2016, la gente ha capito che i siriani sarebbero rimasti. I migranti, specie se minori, sono preoccupati per il loro futuro. Nei campi nessuno dice loro che succederà. E quando finiscono i soldi sanno già chi contattare per procurarsene di nuovi, in un modo o nell’altro: esistono persino dei siti di appuntamenti, dove i minorenni contattano i loro clienti”.

“Io consiglio loro di richiedere asilo in Grecia, fare i documenti o comunque di seguire le vie legali – conclude amareggiato – Ma solo alcuni mi ascoltano; molti continuano a prostituirsi”.

Il governo si limita a dichiarare che all’interno dei campi gestiti dallo Stato non vi è prostituzione, ma declina ogni responsabilità per quanto avviene al di fuori. Certo, molto probabilmente anche sgomberando Pedion Areos il problema verrebbe solo spostato di qualche isolato, ma questa non è comunque una buona ragione per non intervenire.

Anche perché è assai probabile che con il sopraggiungere della primavera e dei milioni di turisti che la bella stagione porta con sé il mercato della prostituzione possa crescere vertiginosamente.

“Questa non è la Thailandia, non si prostituiscono bimbi piccoli – sospira Smetoupolos – Ma dietro questo giro di minori in vendita c’è una potente organizzazione di tipo mafioso. E chi prova a contrastare il fenomeno rischia la vita.”

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  • ADL

    CE LO CHIEDE LA UE EUROPA INSIEME AGLI USA ESPORTATORI DI DEMOCRAZIA E CIVILTA’ !!!

  • montezuma

    Queste sono le conseguenze delle politiche “sinistre” di apertura all’immigrazione incontrollata a tutti i costi. I componenti di governi come quelli Renzi-Gentiloni e Tsipras portano sulla coscienza (ammesso ne abbiano una) queste infami tragedie. Inoltre quello dei minori usati come animali (peggio degli animali) in Europa, è quello che vediamo. Ma quello che subiscono DURANTE i viaggi supera le fantasie più perverse. Molto meglio respingere questi arrivi senza eccezioni e, di conseguenza, scoraggiare le partenze piuttosto che permettere quanto presentato in questo articolo.

  • Al Capolinea

    Basta leggersi i testi sui “sex workers” albanesi per sapere che un’altissima percentuale degli albanesi che oggi hanno 40-45-50 anni e che magari hanno messo su famiglia, quando arrivarono con la Partizani (Febbraio 1991) o con la Vlora (Agosto) non avevano a loro disposizione che il loro corpo (ricercatissimo da noi italiani), per cui….niente di nuovo sotto il sole…

    • Lorenzo Perugini

      Quando sei troppo povero ..con fame e con la paura del domani…sia a causa di guerre ..caarestie..abbandoni..o qualsiasi tipo di evento negativo..da che esiste l umanita..la prostituzione ha sempre rappresentato l unica salvezza per i piu derelitti..uomini o donne…alcuni studiosi ritengono il rapporto privilegiato con un partner…diventato poi matrimonio…una delle forme piu antiche di prostituzione

  • carlo

    tutta una generazione che da adulta probabilmente oltre ad essere manovalanza per la criminalità, sarà portata a compiere reati e crimini magari anche efferati, dal momento che con questi traumi alle spalle subiti in gioventù, questi soggetti perderanno per la maggior parte di loro tutti quanti i freni inibitori.

    • umbvas

      anzi il contrario,saranno schifati e vorranno farsi una famiglia e odieranno i vecchi e saranno omofobi per vendetta
      le cose quando le fai per necessita sono diverse dalle scelte
      e qui scelta,non c e’
      ce fame e fare soldi

  • alan ladd

    Prendiamo solo i bimbi .Gli adulti mandiamoli a casa loro a lavorare !

  • Ling Noi

    Bimbi piccoli che si prostituiscono in Thailandia? Ancora con queste calunnie? Chiunque abbia visitato la Thailandia sa che non è vero. Li le leggi sono più pesanti nei confronti degli stranieri, per cui se un turista cercasse una cosa del genere finirebbe immediatamente nei guai.

    • Stefano61

      Esatto. Questo è un altro mito da sfatare. La prostituzione minorile in Thailandia vale ne piu ne meno di uno stato europeo.

  • Stefano61

    Comunque sia, vero o no, i responsabili sono chiari. Le sinistra infame, con le idee del multiculturalismo e meticciato, con le migrazioni sorrette dal nulla. Solo ideologia becera. Poi i più deboli pagano.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      La prostituzione è un fenomeno globale …

  • umbvas

    ora che avete dato la notizia
    andranno da tutto il mondo
    e turismo sessuale
    forse per proteggerli era meglio dire altro
    ora la peggiore risma andra’ la