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I democratici Usa in guerra: ecco chi sfiderà Trump

Lo sfidante di Donald Trump , stando ai pronostici, sarà uno tra Bernie Sanders e Joe Biden. Per avere qualche certezza bisognerà aspettare la prossima estate. I sondaggi sui caucus in Iowa, che è il primo appuntamento sul calendario, già programmato per il 3 febbraio del 2020,  parlano chiaro: la turnata elettorale in questione premierà il senatore del Vermont e l’ex vice di Barack Obama.

Le primarie prevedono consultazioni interne e consultazioni esterne, cioè aperte anche ai simpatizzanti. I caucus sono assemblee in cui hanno facoltà di votare solo i dirigenti e gli iscritti. Di solito, per via di questo meccanismo, vengono premiati i candidati “partitici”. 

Secondo quanto riportato da Politico, Bernie Sanders, che per quanto si stia normalizzando rimane un indipendente per storia personale e istanze sostenute, si affermerà su quasi tutti i suoi avversari con un 25% in grado di sigillare la credibilità della sua candidatura. Il “vecchio leone”, nelle rilevazioni, è preceduto da un solo competitor: quel Joe Biden che non ha ancora deciso il da farsi e che pare si sia ritirato con la famiglia in campagna per una settimana, proprio col fine di sentenziare sul suo futuro politico. In Iowa dovrebbe prendere il 27%, ma è un tasso di consensi più basso rispetto a quello che ci si aspettava e a quello che era stato registrato qualche mese fa. 

Queste statistiche hanno la loro importanza perché le poche cose che sappiamo sulle primarie democratiche raccontano tutte la stessa storia: sarà una sfida a due tra Sanders e Biden. Gli altri nomi di peso, almeno in Iowa, sono distanziati: Elizabeth Warren è al 9%; Kamala Harris, che doveva rappresentare qualcosa di più pesante in termini elettorali, è ferma al 7%; Beto O’Rourke, che è un altro che deve ancora annunciare la sua discesa in campo, si attesta solo al 5%. Vuol dire che Sanders sta occupando tutti gli spazi che potevano essere sfruttati per incarnare una “novità”.

Non sembra esserci molto spazio per gli outsider: il senatore del Vermont sta monopolizzando la parte sinistra del campo, lasciando libero solo il centro. La sensazione è questa: se Biden non dovesse partecipare alla corsa, Sanders vincerebbe in maniera agile. 

Pure a causa di questi pochi ragionamenti, è lecito aspettarsi che Biden venga forzato dagli elettori moderati. Altrimenti quei consensi finirebbero sulle spalle di Kamala Harris, che si ritroverebbe al canape, cioè all’inizio della corsa, potendo vantare di essere l’unica candidata spendibile per una piattaforma programmatica moderata. Le primarie americane sono complicate: in questo anno può davvero succedere di tutto. Trump, se tutto dovesse andare come annunciato, se la vedrà con uno tra Sanders e Biden.

Nel primo caso, il tycoon punterà sulla polarizzazione: o la sua conferma o il socialismo. Nel secondo, invece, la partita sarà molto più ostica.