Shìite Popular Mobilization Forces (PMF) gather with Iraqi army on the outskirts of Tal Afar, Iraq, August 22, 2017. REUTERS/Stringer

“Barcellona è soltanto l’inizio.
In Europa ci sono 50mila jihadisti”

Dopo gli attentati di Madrid del 2004, l’Unione europea decise di creare la figura del coordinatore dell’antiterrorismo. Dal 2007, su nomina di Javier Solana, a rivestire l’incarico è Gilles de Kerchove, belga classe 1956 e una vita passata tra Commissione europea e governo del Belgio. Nonostante sia stato spesso dimenticato dai media anche dopo gli attentati che hanno ferito i Paesi membri dell’Unione europea, il lavoro di questa figura riveste un ruolo primario nel coordinamento alla lotta al terrorismo, tanto che nel 2014, negli orientamenti strategici in materia di giustizia e affari interni, il Consiglio europeo ha voluto ribadire l’importanza del coordinatore antiterrorismo. Egli deve infatti: coordinare i lavori del Consiglio nella lotta al terrorismo; presentare raccomandazioni al Consiglio e definire i settori prioritari d’azione; monitorare da vicino l’attuazione della strategia antiterrorismo dell’UE; assicurare che l’Unione svolga un ruolo attivo nella lotta al terrorismo e migliorare la comunicazione con i paesi terzi proprio al fine di ottimizzare questa lotta.

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Dopo gli attentati di Barcellona e Cambrils, de Kerchove è stato spesso menzionato dalla stampa spagnola e non solo, perché si è sentita la necessità di approfondire le dinamiche europee nella lotta al terrorismo rispetto al pur fondamentale ruolo delle sole intelligence nazionali. L’idea è che dietro i nuovi attentati che hanno insanguinato la Spagna via sia una tale rete internazionale che passa dal Belgio alla Francia alla Spagna, e che lambisce anche l’Italia, per cui sembra impossibile pensare alla lotta al terrorismo internazionale di matrice islamica senza un’unità d’azione in Europa. E questo risulta estremamente chiaro nell’ultima intervista rilasciata proprio da de Kerchove a El Mundo, in cui però, oltre ai segnali di ottimismo sul coordinamento europeo, giungono segnali molto preoccupanti riguardo la minaccia del terrorismo islamico.

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I segnali preoccupanti che scaturiscono dall’intervista rilasciato al quotidiano iberico sono sostanzialmente tre: il numero di jihadisti in Europa, l’incapacità di prevedere molti attentati, ma soprattutto la definizione del terrorismo islamico come di un “problema generazionale”. Secondo de Kerchove, “sembra evidente che quello che è successo a Barcellona, accadrà di nuovo”, perché è impossibile in generale fermare ogni tipo di soggetto autoradicalizzato con un coltello o con una patente. Per il coordinatore dell’antiterrorismo Ue, quello che deve essere chiaro, e che ha ricordato recentemente anche Jonathan Evans, dell’MI-5 britannico, ci troviamo di fronte a un problema generazionale. Non è qualcosa che si ferma in pochi mesi o in pochi anni. La lotta al terrorismo va avanti da decenni, e ogni settimana si smantellano cellule jihadiste in Europa. Se si pensa alla Spagna, nel 2015 sono stati arresti 75 jihadisti, nel 2016, 69 e soltanto nei primi otto mesi del 2017, 51 persone. Il problema è che adesso ci si trova di fronte a un numero impressionante di potenziali terroristi e di estremisti islamici che è difficile colpire in particolare perché sono in apparenza totalmente avulsi dall’archetipo del terrorista. Gli attentati di Barcellona, per esempio, segnalano come i ragazzi che hanno compiuto la strage, fino a pochi mesi prima dell’attacco erano perfettamente integrati nella società e nelle ultime settimane, pur cambiando degli atteggiamenti, non avevano in alcun modo insospettito le autorità locali di pubblica sicurezza né dato modo all’intelligence di attivarsi.

A questo problema di dissimulazione e di semi-integrazione che rendono difficile ed estremamente complesso il lavoro dell’antiterrorismo, si aggiungono poi i numeri, ormai spaventosi, degli islamici radicali e di coloro che condividono i valori dello jihadismo in Europa. Per de Kerchove ci sono circa 50mila islamisti in tutto il continente europeo. I dati segnalano come in Regno Unito vi siano già almeno 20mila fondamentalisti, in Francia 17mila, in Spagna 5mila, e in altri Paesi come il Belgio e i Paesi scandinavi la situazione non migliora troppo. Inoltre, a questi jihadisti di casa, si aggiunge la lista dei foreign fighters partiti per la Siria e l’Iraq ed ora già di ritorno dopo la sconfitta del Califfato. Più di un migliaio di terroristi è rientrato in Europa, e rappresentano un pericolo gravissimo per la sicurezza dei cittadini europei.

De Kerchove ha puntato il dito anche sulla cyber-sicurezza, per ora un tema tralasciato dal terrorismo islamico, che si è occupato di colpire i cittadini europei con bombe, accoltellamenti e usando i camion come strumento di morte. Nel futuro, il rischio di un utilizzo di internet non solo come propaganda di idee ma anche come strumento di guerra, potrebbe diventare rilevante, e pertanto è necessario che si attuino il prima possibile politiche comunitarie di tutela della sicurezza informatica dei siti nucleari, centrali elettriche e delle infrastrutture fondamentali dei Paesi. Perché il terrorismo islamico, a detta del coordinatore europeo, è qualcosa con cui dovremo convivere per molti anni, forse anche altri 20 o 30. Ed è necessario avviare prima di tutto una politica dell’antiterrorismo che anticipi le mosse di un nemico oscuro ma sempre più radicato nel cuore d’Europa.

  • dottor Strange

    bastano 50.000 pallottole e gente preparata e silenziosa. poi si fanno sparire i cadaveri e fine della storia. qualcuno pensa che questi soggetti possano vivere da persone normali? O noi o loro. chiaramente, espulsione di parenti, affini e collaterali. però ci vuole una classe politica con gli attributi. la mancanza di uno come Ronald Reagan è incolmabile…

    • Demy M

      Anche Margaret Thatcher è da rimpiangere.

    • mariolino

      E lei pensa che sia facile trovarli, va bene che siamo tutti schedati dalla nascita, ma la lettura del pensiero anche non cè, se uno stà zitto e si fa gli affaracci suoi, ha tutto il tempo di agire all’improvviso, basta sterzare e accellerare se vedi una processione o qualcosa di simile.
      Se poi vuole la ghestapo o roba simile ricordo che quando sono attive sono per tutti, anche per noi

    • beppe casciano

      cavoli… a me Reagan piaceva… ma è cominciato tutto con lui sto casino della madonna

  • Demy M

    Fino a quando i terroristi colpiranno dei Cittadini non camierà nulla. Solo, e se, alzeranno il tiro contro la classe politica si troveranno le giuste misure per combatterli. L’esempio del terrorismo Italiano ci dovrebbe far ricordare la reazione politica quando furono “attaccati” direttamente.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Il problema non riguarda solo l’Italia. Il problema non riguarda solo i paesi cristiani.

      • giulio03

        Il problema è il risveglio della violenza nell’ambito della religione islamica, pericolo già segnalato 30 anni addietro da Bernard Lewis.
        Gli Islamici si sbranano tra di loro, come quattrocento anni fa Cattolici e Protestanti, e attaccano non solo l’Occidente ma i fedeli di tutte le altre religioni, dovunque.
        Il problema sta nell’Islam, nei suoi imam irresponsabili ed arroganti, nei suoi fondamentalisti.

        • dagoleo

          E’ per questo che la Birmania scaccia i Rohinga, per frenare l’invasione islamica, ed il mondo la condanna. L’opinione pubblica mondiale difende i musulmani e vuole l’espansione dell’islam in tutto il pianeta. Sospetto che i giornali ed i giornalisti di tutto il mondo siano pagati dall’Arabia Saudita e dal Qatar per sostenere la causa dei musulmani in tutto il mondo, anche di fronte alle violenze di questi contro cristiani e buddisti, che invece vengono taciute.

          • giulio03

            Non è che la Birmania scacci i Rohinga, la polizia e l’esercito birmani hanno contrattaccato ribelli armati Rohinga. I musulmani locali, parte di loro almeno, vorrebbe creare uno stato islamico all’interno della Birmania. Siamo alle solite. E’ successo lo stesso nello Shri Lanka. Ci vuole l’esercito, perché capiscono solo la legge del più forte.
            personalmente sono stupefatto dell’incoscienza e dell’incapacità di comprendere di coloro che stanno costantemente a proteggere, osannare i musulmani. A mio avviso sono dei dimmhi a loro insaputa. A parte quelli prezzolati.

  • Mr.Joe

    Ora sarebbero 50.000! Domani uscirà un altro rapporto portando i numeri a 100.000. Fra un mese, un documento dei servizi dirà che siano addirittura 500.000! Capite il gioco? Per me, possono arrivare anche a 50.000.000! In ogni caso, il popolo si sveglierà e verranno rimandato in dietro o in una bara o con un lungo viaggio di ritorno…a piedi nudi. L’Europa e peri i popoli europei! Possono dire addio al loro progetto di “miscegenation” tanto voluto dai soliti noti!

    • AlbertNola

      Dai soliti ignoti? Gli ebrei forse…

  • Ling Noi

    Oggi l’esercito di Assad con gli alleati russi ha rotto l’assedio di Deir Ez Zor, nessuna notizia sulla stampa europea, nessun elogio a chi cerca di distruggere il terrorismo islamico, neache un saluto ai soldati russi che sono morti anche per la nostra libertà, anzi solo sanzioni. https://uploads.disquscdn.com/images/6a062155d935dbd985321bef4aad14fdd31d392e642598ada890c67ac5e1470f.jpg

    • Demy M

      Che possano Riposare in Pace.

    • MrV

      La notizia è uscita defilata su qualche giornale europeo. In Italia, il nulla assoluto, il vuoto pneumatico

      Stiamo parlando di una città di 100000 persone assediate dall’ISIS da 3 anni. Se fossero dalla parte Giusta della Storia, Hollywood avrebbe già pronto un film.

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Storie … Il Sole 24 Ore del 5 settembre 2017 … Siria, l’esercito rompe l’assedio dell’Isis a Deir Ezzor …

      • beppe casciano

        sono dalla parte giusta della storia… è hollywood che ha sempre raccontato storie distorte…

    • beppe casciano

      onore ai soldati siriani e russi caduti per la libertà

      • AlbertNola

        D’accordo, ma non son caduti per la libertà…

        • Ling Noi

          Preferiresti vivere in un califfato islamico, vero?

        • beppe casciano

          la siria è più libera di noi… di tutta l’europa… ha una banca centrale sua… credi ancora alla libertà intesa come la raccontano i libri di storia o i giornali?

  • montezuma

    Se 20 anni fa mi avessero detto che i maomettani avrebbero marciato su Roma, ci avrei riso sopra. Oggi non ne sono tanto sicuro. Siamo troppo soft, abbiamo troppi musulmani e troppi COLLABORAZIONISTI!

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Hai descritto la Russia.

  • antonio sambestiano

    Mi limito a un paio di osservazioni: 1) non pare che questo signore, “una vita passata tra Commissione europea e governo del Belgio” (appunto!), da ben dieci anni “coordinatore dell’antiterrorismo”, abbia conseguito risultati spettacolari; b) sensazionale, invece, l’ipotesi che attentati come quello di Barcellona ce ne saranno ancora (ma va!? ma chi l’avrebbe mai sospettato, chi l’avrebbe mai detto se non ce lo avesse rivelato questo burocrate euro!); c) che molti aspiranti terroristi sono già comodamente ospitati dagli europei, e quindi difficili da intercettare, anche questo, chi l’avrebbe mai detto?
    Infine che vuol dire “problema generazionale”? che nel mondo musulmano, specialmente di casa nostra, il problema è legato all’attuale generazione giovanile e poi potremo stare tranquilli? che ci vorrà una generazione per sconfiggerlo (e poi potremo stare tranquilli)? Mah…

    • AlbertNola

      Troppe domande. Datti una risposta.

  • Georgi Mihaylov

    USA merde finanziatori del terrorismo !! quelli di barcellona di londra di parigi ecc.. non sono nient’ altro che l’effetto colatterale di chi gli finanzia in maniera massiccia cioè UE E USA.

    ma ovviamente loro sono la piu grande democrazia del mondo!!! (facepalm)

  • Lady_Cassandra

    50.000 mi sembrano pochi dato che si stima che solo in Inghilterra ve ne siano almeno 25k, dico “si stima” perchè è ovviamente piuttosto difficile censirli.

  • Menono Incariola

    “un numero impressionante di potenziali terroristi e di estremisti
    islamici che è difficile colpire in particolare perché sono in apparenza
    totalmente avulsi dall’archetipo del terrorista…”
    Difficile colpire fintanto che si continuano IMBECILMENTE ad usare i criteri di garanzia validi per una societa` pacifica. Nella presente situazione, prendendo atto che le politiche d’integrazione hanno FALLITO, bisognerebbe invece CANCELLARE I SANTUARI e procedere al RASTRELLAMENTO SISTEMATICO e settimanale nei quartieri dove allignano simili soggetti, creando un vero incubo ai residenti, che alla fine o decideranno da soli di tornare ai lidi d’origine o si faranno venire la mosca al naso e finiranno col DDT… Sharia, moschee e quant’altro dichiarati FUORI LEGGE ed immediatamente SMANTELLATI. Chi non e` d’accordo, vada a farlo da qualche altra parte o lo faccia a rischio concreto della propria vita.
    Porto d’arma facilitato (e allenamenti OBBLIGATORI) per tutti quelli che possono vantare la nazionalita` dei propri bisnonni.

  • Piersabatino Deola

    Sembra che a Barcellona sia stato il Mossad e non i jiadisti.

    • dagoleo

      Quelli che gli spagnoli hanno ammazzato erano tutti marocchini o tu hai contatti con i servizi segreti e sai cose segretissime note solo a pochi eletti?

  • dagoleo

    Gli attentati accaduti fino ad ora sono nulla in confronto a quelli che accadranno in futuro. Prepariamoci a delle ecatombe che non abbiamno la minima idea. I terroristi islamici hanno in mente un solo desiderio, la distruzione dell’occidente e purtroppo grazie ai collaborazionisti della sinistra ci riusciranno.

    • Demy M

      Non ho mai condiviso la “politica” Hitleriana ma, in questo caso, si dovrebbe procedere a rastrellamenti mirati per fare pulizia una volta per tutte. Ne và della nostra esistenza.

  • gfranco0039

    li avete fatti entrare si? E allora cosa reclamate?

  • Il Paninaro

    Cinquanta o centomila non importa.Basterebbe combatterli come si deve QUI dove sono loro e fargli vedere che tutto quello che fanno loro lo facciamo anche noi,vedi che le cose cambiano.
    No ius soli

  • dagoleo

    La religione islamica non è una religione spirituale. E’ una religione politica. Non è un caso quest’alleanza comunisti – musulmani. I primi sono una religione atea che persegue l’espansione e la conquista del mondo con la forza e la rivoluzione. La seconda è una religione politica che persegue la conquista del mondo con la forza e con l’invasione demografica. Si trovano in quanto sono molto simili ed oggi sono entrambe coalizzate contro il mondo cristiano.
    Mondo cristiano che si trova comunque molto diviso anche al suo interno e debole nella risposta da dare a questi due movimenti ideologici.
    Chi salvò l’europa dall’islam dilagante? I cristiani cattolici uniti dal Papa. I protestanti a Lepanto ed a Vienna non mossero un dito perchè per loro il crollo della cristianità cattolica sarebbe stato positivo.
    Gli unici con cui i cattolici possono allearsi sono gli ortodossi. I protestanti sarebbe ben felici del crollo del mondo cattolico. Lutero ha instillato odio ma è anche vero che le loro chiese sono talmente vuote che ormai i protestanti si sono di fatto estinti. Non hanno radici perchè Lutero non ha costruito radici e la pianta si è seccata.
    Non è un caso che migliaia di religiosi protestanti si unirono all’ideologia nazista, mentre nessun cattolico lo fece.

    • giulio03

      Trovo il Suo ragionamento piuttosto fuori quadro.
      Prima di tutto va ricordato che i Musulmani furono fortemente pronazismo.
      In secondo luogo se Pio XI fu un convinto antinazista, uomini del Vaticano e della Chiesa collaborarono attivamente nel consentire la fuga dei gerarchi nazisti attraverso l’Italia per raggiungere paesi dell’America del Sud in cui erano state costituite imprese commerciali e industrie ( Argentina e Paraguay essenzialmente ), che i suddetti gerarchi andarono a gestire.
      In terzo luogo ufficiali nazisti ripararono anche in paesi mussulmani ove collaborarono a servizi segreti e all’istruzione militare di reparti specializzati. N.B. Prima e terza osservazione si legano tra loro.
      Quarto lo scontro attuale non è tra religioni, ma tra civiltà, o meglio tra modi di pensare. Da un lato il fondamentalismo islamico, che ha bloccato la creatività e alterato il modo di pensare dei credenti mettendo la fede innanzi alla ragione, e dall’altro il mondo occidentale, figlio del pensiero geco e dell’illuminismo e con sicuri apporti del Cristianesimo e dell’Ebraismo. Gli Islamici non accettano il ruolo che la donna ha nel mondo occidentale e rifiutano sia la musica che l’arte ( pittura e scultura ) che riproduca le fattezze umane.
      Quinto è verissimo che Lepanto e Vienna non videro coinvolti gli stati protestanti, ma erano esclusivamente battaglie nell’ambito di guerre strategiche per liberarsi delle interferenze degli Ottomani nei traffici delle Repubbliche marinare italiane ( Venezia in testa ), e per spingerli fuori dall’Austria e poi dai Balcani. L’ultimo che diede una sonora lezione ai Turchi fu lo zar Alessandro II nel 1876 a Plevna col determinante concorso dei Rumeni, che in tal modo si liberarono completamente dalle vessazioni turche. La mossa strategica dello Zar ( sia lode a lui come a Carlo Martello e al Principe Eugenio ) avveniva esclusivamente nell’alveo della linea geopolitica che vedeva la Russia espandersi in Asia ( da qui contrasti coll’impero inglese ).

      • dagoleo

        I musulmani si alleano di volta in volta con chi può essere loro utile. Nazisti o comunisti vanno bene comunque.

        I nazisti che fuggirono in sud america fuggirono grazie all’aiuto delle gerarchie religiose protestanti tedesche, che avevano comunque in sud america contatti con le comunità tedesche di quei paesi. I cattolici fecero qualcosa ma ben poco.
        Gl’islamici non riconoscono la trinità. Per loro Dio è uno ed indivisibile. Per noi è trino ed il fatto che noi veneriamo Gesù come suo figlio ed anche Dio fatto carne umana per loro è una autentica bestemmia che non possono accettare. E’ quasi un politeismo secondo la loro visione.

        Se Vienna fosse caduta l’Europa sarebbe stata aperta all’invasione islamica. Nonostante il rischio i protestanti non fecero nulla per aiutare i cattolici contro l’Islam. Del resto il nemico del mio nemico è mio amico. Anche oggi fatte le dovute eccezioni non è molto diverso da com’era in passato.
        La Merkel figlia di un prete protestante luterano non vede nell’islam un vero nemico. Il suo nemico peggiore forse restano i cattolici ed un Papa Cattolico e tedesco era una cosa davevro poco piacevole. Meglio farlo rimuovere insieme a Berlusconi, specie quando entrambi si mossero per un riavvicinamento dell’Europa alla Russia, osteggiato sia dalla Germania sia dagli USA di Obama.

        • giulio03

          Evidentemente Lei deve essere un cattolico convinto per scrivere: ” I nazisti che fuggirono in sud america fuggirono grazie all’aiuto delle gerarchie religiose protestanti tedesche,…”. Ignora l’operazione Odessa, le cui due vie di fuga passavano per la Spagna e per Roma. A Roma a capo dell’operazione c’era il Vescovo Alois Hudal, Rettore di un Istituto Pontificio e commissario dell’episcopato dei Cattolici tedeschi in Italia. Tra i coadiutori il Sacerdote Bruno Wustenberg, poi promosso Nunzio Apostolico….. . Veda anche Monsignor Krunoslav Draganovic e l’Arcivescovo Ivan Bucko. Sede il Monastero di San Girolamo degli Illirici.
          Oltre 5000 nazisti espatriarono illegalmente grazie alla ” Via dei Monasteri ” o ” Ratline”. I soldi li metteva il papa, come ha riferito uno dei prelati intervistato molti anni dopo.
          Ci sono vari libri sull’argomento.

          • dagoleo

            Conosco i libri sull’argomento ma so anche che molte tesi in merito all’aiuto per l’espatrio dato ai nazisti dal Vaticano sono state contestate e confutate con argomentazioni molto solide e fu anche dimostrato che molte tesi in questo senso furono costruite ad arte dai comunisti italiani e Spagnoli, dietro indicazione dei sovietici, per cercare di dimostrare il coinvolgimento del Vaticano in tali attività per tramite della Spagna franchista e screditarlo di fronte al mondo. Ma di fatto non ci sono mai riusciti per davvero perchè le attività cui lei accenna non furono di fatto mai provate.
            E’ vero invece che molti nazisti furono aiutati a fuggire anche dai servizi inglesi che dovevano nascondere una serie di collusioni che molti di quei criminali avrebbero potuto svelare se catturati e che di fatto alcuni tentarono di fare durante il processo di Norimberga ma non vennero creduti.
            Non fu un caso che Hesse fece un viaggio segreto in aereo a Londra per trattare una resa con l’Inghilterra. Poi venne arrestato e detenuto e sappiamo la storia. Ma contatti tra i due servizi c’erano eccome e furono proprio questi che aiutarono molti nazisti a fuggire. Il famigerato dott. Mengele si dice che venne aiutato proprio dagl’inglesi.

          • giulio03

            Migliaia di nazisti finirono in Sudamerica, per alcuni di loro è provato che si imbarcarono a Genova con passaporti rilasciati dalla CRI. I servizi segreti americani monitorarono i movimenti. Anche a Roma tra Vaticano e Monastero di San Girolamo degli Illiri.

            C’è ampia letteratura .

            Secondo stime furono almeno 5000 quelli che usufruirono dei servizi della Ratline

            A proposito di un mostro come Eichmann, da Wikipedia:

            ” Eichmann, … , nel giugno 1948 venne munito dal vicario di Bressanone, Alois Pompanin[6] di documenti di identità falsi a nome Riccardo Klement, rilasciati dal Comune di Termeno e che asserivano la sua nascita nello stesso comune altoatesino.[7]. Nel 2007[8] è stato ritrovato, tra i documenti coperti dal segreto di stato in Argentina, il passaporto falso con il quale Eichmann lasciò l’Italia nel 1950: era intestato a Riccardo Klement, altoatesino, e rilasciato dalla Croce Rossa di Ginevra (dottore Leo Biaggi de Blasys) in base alla testimonianza del padre francescano Edoardo Domoter “…………………………

          • dagoleo

            Americani ed Inglesi monitorarono i movimenti in partenza di questi fuggiaschi, anche perchè in quel periodo sapevano bene che molti nazisti stavano cercando di scappare in ogni modo e quindi si aspettavano che cercassero vie di fuga per il sud america ovunque queste fossero disponibili.
            Quindi è accertato che vi siano state connivenze e coperture da ampie parti.
            Ed accusiamo il Vaticano di averli aiutati a fuggire? Il Vaticano salvò migliaia di ebrei dai campi di concentramento nascondendoli nei suoi confini o dentro le chiese.

            La Chiesa Cattolica ed il Vaticano di allora fecero quello che potevano ed aiutarono hci poterono aiutare. I nazisti non toccarono mai San Pietro pur sapendo che all’interno si nascondevano migliaia di ebrei.

            Che il vaticano aiutò i nazisti non credo sia vero, perchè un mio parente sacerdote operava in Vaticano come addetto alla manutenzione delle aree verdi e delle fontane e ricordava di aver visto moltissimi ebrei nascosti in Vaticano in quegli anni ma di non aver mai visto o sentito di nazisti nascosti in attesa di scappare in sud america dopo la guerra. Se l’aiuto è venuto da qualche prelato autonomamente per ragioni varie od anche per denaro è altra questione, ma il Vaticano non aiutò mai i nazisti a scappare.

            Comunque è certo che moltissimi riuscirono a fuggire attraverso l’italia o la Spagna ed a rifiugiare in Argentina e Paraguay, aiutati ovviamente da qualcuno, probabilmente dietro lauti compensi.

            Io sò per certo che anche una famiglia ebrea di Livorno, che conoscevo, aiutò 2 nazisti a scappare in Paraguay dietro ovviamente pagamento di somme enormi. Avevano perso tutto e quel denaro gli serviva. Se l’avessero fatto catturare il denaro se lo sarebbero fregato i partigiani comunisti, per cui lo fecero per necessità e grazie a quei soldi poterono avviare un’attività economica che oggi a Livorno è anche ben nota, ma non cito per riservatezza.

            Scrupoli gli ebrei ne hanno sempre avuti pochi, specie se si tratta di denaro. Ma loro a dire il vero queste cose le giudicano molto diversamente da noi. Le accettano in un modo che per noi è incomprensibile, mentre per loro invece fà parte della vita. Il fine ultimo era quello di sopravvivere e quei soldi anche se macchiati dal sangue dei consimili era necessario e quindi “pecunia non olet” lo accettavano comunque, anche se proveniva da nazisti in fuga.
            L’unica cosa che mi dissero, non li salutarono quando partirono, presero i soldi e li imbarcarono su un natante che li portò su una nave già in navigazione, destinazione Spagna e poi Montevideo. In questo modo si salvarono e loro poterono, con i soldi ricavati, mangiare e ripartire.

            Storia autentica e vera.

          • giulio03

            C’é abbastanza razzismo etnico e confessionale nel Suo scritto, almeno per la mia sensibilità.
            Non sono ebreo, non ho ascendenze ebraiche, ma non gradisco aver più a dialogare con Lei.

          • dagoleo

            Guardi che io questa famiglia ebra la conosco ancora ed ho ottimi rapporti quindi non sono assolutamente razzista nei loro confronti.
            Ho citato solo questo episodio per far notare come i nazisti vennero salvati da molte persone, talora le più impensabili per le più disparate ragioni, che potevano andare dalla condivisione delle idee politiche all’esigenza economica più impellente.
            Gli ebrei salvati perchè nascosti in Vaticano mi sono stati raccontati da mio zio e lui non notò mai nazisti nascosti negli stessi luoghi, per cui escludeva che nazisti fossero stati salvati da prelati del Vaticano. Magari da altri Prelati, ma non dal Vaticano.
            La mia considerazione sugli ebrei opportunisti fino all’estremo è una considerazione che nasce spontanea quando si conoscono certe storie, sia quando si approfondisce la storia del popolo ebraico, che per salvarsi dalle terribili persecuzioni che ha subito nei secoli è ricorso a tutto per sopravvivere, anche a scendere a patti con i suoi stessi carnefici.
            Si tratta di etica che purtroppo può variare molto da popolo a popolo, da cultura a cultura. Ciò che è etico per un musulmano può non esserlo per me e viceversa. Lo stesso vale per un ebreo. Per loro la sopravvivenza del nucleo famigliare o del clan passa sopra a qualunque altra cosa. In quel caso fu una storia dura e cruda che non si concluse come nei film nella morte del cattivo, ovvero nel lieto fine. In quel caso il cattivo sopravvisse e le vittime si salvarono con i suoi soldi, probabilmente sottratti a qualche loro consimile.
            Non c’è da farci molta morale. E’ la storia nuda e cruda e và presa così com’è. Voltando pagina e cercando di riscriverla in modo migliore, se ci riusciamo, altrimenti si ripeterà, periodicamente, sempre uguale.