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La guerra privata di Trump

Sembra esserci un altro scontro all’interno dell’amministrazione Trump tra Pentagono e consiglieri del Presidente. Questa volta, il tema caldo è quello della guerra in Afghanistan. Secondo quanto riportato dal New York Times, i consiglieri del presidente Jared Kushner e Steve Bannon avrebbero messo su una nuova strategia del governo per la guerra in Afghanistan che prevede il coinvolgimento sempre più forte di aziende private di contractors per combattere le milizie jihadiste del Paese, siano esse dello Stato islamico che talebane. Il tutto con lo scopo di fare in modo che la presidenza Trump non si trovi nel difficoltoso compito di dire alla nazione che è necessario un nuovo sforzo di uomini e mezzi in un conflitto che ha già suscitato forti perplessità nell’opinione pubblica degli States. In particolare nell’America profonda di cui Trump vuole essere garante.

I due consiglieri del presidente, già sotto la lente d’ingrandimento della stampa per il Russiagate, hanno chiesto il consiglio di due importanti e noti volti del mondo dei contractors per preparare un piano da presentare al Segretario alla Difesa, Mattis. I due personaggi chiave sono: Erik Prince, fondatore della compagnia Blackwater, e Stephen Feinberg, proprietario dell’azienda di mercenari DynCorp International. Il primo di essi, in particolare, è salito agli onori della cronaca, si fa per dire, perché la sua compagnia, impegnata in Afghanistan e Iraq, ha ricevuto pesanti accuse di commettere crimini di guerra e di aver ucciso civili disarmati mentre era impegnata al fianco delle truppe regolari degli Stati Uniti. Accuse di cui si è fatta carico la giustizia americana che ha in (pochissime) occasioni condannato i membri della Blackwater a pesanti condanne detentive per gli efferati delitti in territorio iracheno.

Lo scopo del programma è in realtà abbastanza chiaro: invece d inviare un nuovo contingente dell’esercito americano, in Afghanistan si manderebbero i contractors di queste due società. Il tutto negoziando su un prezzo che, comunque, a detta del New York Times, sarebbe inferiore a quello preventivato in caso d’invio delle forze armate. I loro compiti sarebbero di unirsi alle truppe regolari, addestrare le forze armate afghane ed essere infine impegnate in singoli scenari della lotta al terrorismo direttamente al posto delle truppe.

Sabato mattina, c’è stato l’incontro al Pentagono fra Steve Bannon e James Mattis per discutere del tema. Secondo le fonti del quotidiano newyorchese, il Segretario alla Difesa avrebbe ascoltato con interesse ma avrebbe infine rifiutato. Questa strategia andrebbe, infatti, a contrastare con la linea di cambiamento intrapresa da lui e dal generale McMaster riguardo alla questione afghana. Ma in questo rifiuto, si può notare ancora una volta il conflitto di poteri e di politiche all’interno della cerchia di Donald Trump, dove è sempre più evidente uno scollamento fra il Pentagono e le volontà del presidente degli Stati Uniti. Il tycoon aveva autorizzato negli ultimi mesi il Pentagono a compiere i primi passi per un aumento di circa quattromila unità del contingente americano impiegato in Afghanistan. Il Pentagono aveva accolto molto positivamente questo impegno del presidente, il quale, tuttavia, nelle ultime settimane, sembra essere tornato sui suoi passi per il timore di immischiarsi in un conflitto in cui hanno naufragato le politiche dei suoi due predecessori: Bush e Obama.

L’idea dei contractors nascerebbe dunque in seno al consiglio di Trump come un’alternativa all’impiego di soldati americani pur rimanendo fedele all’impegno di rinforzare il numero di truppe sul territorio. Ma è un’idea che non avrebbe mai avuto grande accoglienza in seno al Pentagono. In primis, perché il rapporto fra soldati e contractors non è mai stato positivo. Queste società di mercenari 2.0 vivono in un limbo giuridico e di comando, dove è difficile stabilire regole di convivenza con le forze armate regolari nazionali e degli alleati. Inoltre il problema resta l’incapacità di gestire queste forze private all’interno del conflitto, specialmente nel rapporto con i civili. Ed è stato in particolare questo il grande limite per il quale il loro uso in guerra si è sempre limitato ad alcuni settori molto specifici e circoscritti. A questo si aggiunge poi il complicato rapporto con i governi locali, che se difficilmente accettano truppe stranieri sul proprio territorio, ancora meno desiderano avere milizie private di ogni parte del mondo impiegate nel Paese.

  • carlo

    non sarebbe una novità, questa pratica la sta in un certo senso mettendo in azione il nanerottolo Putin in Donbass e in Siria.
    in Ucraina i mercenari di Putin sono la punta di diamante dell’occupazione militare di quella regione, infatti oltretutto si comportano e compiono atti tali e quali da classica stereotipata soldataglia mercenaria di antica e infausta memoria.
    del resto con la miserevole condizioni di vita a cui sono costretti in alcune regioni russe certe minoranze, e non solo, questo è uno sbocco al quale in tanti, trovano di che vivere … del resto se andiamo a ben vedere, in Siria, la maggioranza della soldataglia mercenaria li presente a sostegno del dittatore Assad, provengono praticamente tutti, ma non solo, dalle zone caucasiche della Cecenia e limitrofe zone.
    pertanto, che anche gli americani, se iniziassero anche loro a formare un esercito mercenario nella fattispecie privato, non ci sarebbe da stupirsi
    (già ora ne fanno ampio uso, vedere l’organizzazione Blackwater)
    sarebbe uno sbocco naturale prevedibile e naturale.
    in quanto nonostante, un esercito sia pure formato da elementi di carriera, in ogni caso non avrebbe con il loro sacrificio, l’approvazione della maggior parte dell’opinione pubblica americana.
    (naturalmente lo stesso discorso vale per la Russia)

  • nopolcorrect

    Fu in Afghanistan che gli Americani compirono il loro primo errore fatale distribuendo missili ai guerriglieri per combattere contro i Russi, un favore ripagato poi con l’11 settembre, e non venendo poi a patti coi talebani. Sul letto di morte il Generale Mac Arthur consigliò Kennedy di non impelagarsi in una guerra nella giungla del Vietnam. I deserti e le caverne dell’Afghanistan sono qualcosa di simile. La strategia giusta è quella di appoggiare ed istruire forze locali amiche, come dovremmo fare noi ora in Libia.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Il comunismo andava sconfitto come poi è stato. L’Unione Sovietica è andata a provocare il mondo islamico invadendo l’Afghanistan.

      • carlo

        perché non ricordare l’Afghanistan del re Zahir Shah il quale si stava accingendo nel modernizzare il paese, ma fu prematuramente destituito per mezzo di un colpo di stato comunista sostenuto dai Russi-sovietici ? da li in poi, iniziarono tutti i guai
        dell’Afghanistan … guai che troviamo ancora oggi … triste realtà ed eredità di un regime politico con chiare e piene responsabilità, che derivano da una certa cultura che trova ancora la sua massima aspirazione nel modello che conosciamo tuttora e che produce ancora molti guai, come ad esempio nell’est Ucraina o in Siria tanto per citare i due casi più macroscopici …

  • albertzanna

    I mercenari si chiamano così per una ragione evidente: per loro la guerra è una merce come un’altra, su cui guadagnare, e poichè “pecunia non olet”, i soldi si prendono da qualsiasi parte vengano

    Per i mercenari le regole degli eserciti tradizionali non valgono, quindo si tatti di agire in maniera fuori dalle convenzioni (da quando in qua i mercaneri accettano la Convenzione di ginevra??), i mercenari non si fanno scrupoli, e pur di arrivare ad un risultato che cauteli i loro compensi, si butta il bambino assieme all’acqua sporca: una volta gettato il problema per un mercenario è risolto.

    Mi piacerebbe tanto prendere per un orecchio il Mr. George W. Bush past president facendogli notare che, una cosa è l’arrivano i nostri di texana memoria contro i nativo americani, che in fondo un codice etico e religioso lo avevano, e un conto è andarsi ad ingolfare in guerre, Iraq ed Afghanistan, contro gente subdola, vigliacca e bugiarda come gli islamici che adorano un falso dio ed un falso profeta che ha scritto un libello politicalpseudoreligioso dove viene imposta la mendacia, la disumanità e l’assogettamento di tutti i popoli non mussulmani, usando il taglio di gola per chi non accetta.

    Tre presidenti, Clinton, Bush e Obama, due democratici e un repubblicano troppo smaniosio del potere (basta vedere la candidatura farsa 2016 del fratello Jeb, che hanno condannato il mondo libero, e americano, a doversi impegnare in una guerra che il mondo libero, e americano, non voleva. Tutti e tre dovrebbero essere ciondannati a guardarsi, una volta ogni mezza giornata, il film “nato il 4 luglio”.

    Questa è l’America malata che ha ereditato Donald Trump, e figuriamo se oggi al potere ci fosse la pazza Hillary, ancora più smaniosa di potere e soldi

    • Raoul Pontalti

      Ecco il ragionmento capovolto del solito banans con laurea tecnica: “da quando in qua i merceneri accettano la Convenzione di ginevra??” scrive lo sprovveduto ignorando che giuridicamente vale l’opposto: le Convenzioni internazionali impongono a chiunque sia coinvolto in un conflitto di rispettare le regole di guera e le norme di carattere umanitario e per contro vietano espressamente il reclutamento, l’addestramento e l’impiego di mercenari ed esplicitamente (art. 47 del I Protocollo aggiuntivo delle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1977, ratificato dall’Italia con legge 11 dicembre 1985, n. 762) affermano che “Un mercenario non ha diritto allo statuto di combattente o di prigioniero di guerra”. Ribadisco inoltre che il mercenario che non rispetta le norme di carattere umanitario è sanzionabile.

      • albertzanna

        Per l’appunto buffone

        e sei tanto pajasso che ti dai anche la zappa sui piedi citando “art. 47 del I Protocollo aggiuntivo delle Convenzioni di Ginevra del 12
        agosto 1977, ratificato dall’Italia con legge 11 dicembre 1985, n. 762” che precisa che un mercenario non ha diritto allo statuto di combattente o di prigioniero di guerra

        Te l’ho appena scritto io che per i mercenari la Convenzione di Ginevra non esiste, e non perchè esiste l’articolo che hai citato, ma proprio perchè ai mercenari la Convenzione non interessa, per loro è solo un inciampo su cui mettere i piedi.

        Dal che si evince che tu sei tutto un copia/incolla, ma usare il mononeurone che hai in testa non lo fai, perchè per te sarebbe una fatica sovrumana tentare di collegarlo con le defecazioni che scrivi di continuo

        • Raoul Pontalti

          Rincogonito dall’arteriosclerosi ti faccio notare che i mercenari rispettano invece le regole di guerra quando hanno di fronte eserciti regolari perché sanno a cosa andrebbero incontro nel caso fossero presi. Fanno i furbi quelli che formalmente sono impiegati come addestratori di polizia o come supporto alle forze dell’ordine locali o agiscono alla stregua delle nostre guardie giurate meglio note come viigilantes perché agendo non in prima linea ma nelle retrovie in territorio controllato dalla nazione committente (sia essa quella locale o quellla occupante) ritengono di correre meno rischi (ma quattro furboni italiani in Iraq si sono fatti beccare dai resistenti locali e uno è stato fatto fuori (pur cadendo con onore e meritandosi quindi anche il mio rispetto) e gli altri tre sono stati compravenduti. L’idea di Trump, aberrante secondo il diritto internazionale e anche secondo un’etica politca nemmeno troppo virtuosa, non è peraltro peregrina: il significato è che gli USA dichiarano cessato (già formalmente con Bush e poi con Obama) il conflitto militare afghano che prosegue come operazione di polizia affidata politicamente al governo afghano che si avvale di forze propirie sia militari che di polizia, di forze militari e di polizia straniere, di consulenti militari e di polizia, nonché di istruttori e di guardie privati (i contractors). In altri termni se l’Afghanistan vuiole ancor più indebitarsi con gli USA basta che paghi i contractors.

          • albertzanna

            Povero bamboccio mai cresciuto
            Sei una razza estinta, quella dei comumistfascistianarcoidi che fanno da mediatori fra il basso schiena e il culo

          • Raoul Pontalti

            Tu hai il ganglio nervoso coordinante emozioni e movimenti sito tra il canale inguinale e l’apice del glande. Per sintesi puoi definirmi fascista celiniano quale in effetti sono (vai a vedere chi fu Céline).

          • albertzanna

            No, tu sei un fascista staraciano.
            Quello era u buffone, e tu ne sei il continuatore, fioi dela mama compagna embriaga

  • http://vincenzoaliasilcontadino.wordpress.com/ Vincenzo Di Tolve

    Penso che sia giusto poco costoso ma con rischi tanti:
    Nel film ” Diritto di uccidere ” Un gruppo di Fondamentalisti Islamici facenti parte di un gruppo terroristico, vengono individuati in un’abitazione mentre organizzano un nuovo attentato. Ecco la Helen Mirren con gradi di colonnello è alle prese di spedire all’altro mondo i Terroristi, ma per una vittima innocente può diventare collaterale e vedi giudizi trasversale Governi Usa-Gb. Il Tycoon Trump ha già provveduto che l’operazioni con droni tanto caro ad Obama usare il Joystick, oggi è problema del Pentagono: Insomma, possibile per una tattica rapida diventa problematica con la solita burocrazia? Piaccia o no p, Trump ha le palle e tutti gli altri nemmeno le palline da ping pong, altro Macron a sollecitare dialogo tra sordi e senza cuore e cervello fritto di Hezebollah-Hamas che saranno pureceletti come dice il Molotoviano D’Alema disarcinatore, intanto il Popolo muore di fame e sotto kalingskov usando i bambini come ostaggi e kamikaze!

  • johnny rotten

    Hanno creato i Talebani e poi sono andati a combatterli, hanno creato l’isis ed ora fanno finta di combatterli, sono impantanati da 17 anni in una guerra che è servita solo ad imporre agli Afghani la coltura intensiva dell’oppio, in casa loro i mangia schifezze ogm nel 2016 hanno contato 30.000 morti da overdose di oppiacei, secondo i dati ufficiali del governo americano, stanno facendo danni al mondo e a sè stessi, bisogna fermarli prima che ci trascinino nel loro fallimento totale.