Giovanni Giacalone

  • Putin all'assemblea plenaria dei Brics. REUTERS/Fred Dufour/Pool

    Qatar nel Consiglio d’Europa
    E Bruxelles fa la guerra alla Russia…

    Il Consiglio d’Europa ha accettato il Qatar come membro osservatore, come è stato reso noto durante la firma dell’accordo e la relativa cerimonia dello scorso 26 marzo a Bruxelles, alla presenza di Gabriela Pattani, vice segretario generale del Consiglio d’Europa. Il giorno precedente alla firma dell’accordo, il rappresentante qatariota al Consiglio, Ibrahim Khalil Al-Muhannadi, aveva messo in evidenza l’importanza dell’adesione del Qatar al Consiglio europeo e aveva annunciato che il Paese del Golfo sarebbe diventato membro attivo del Consiglio europeo entro il periodo di due anni.

    Dal canto loro, gli Stati membri del Consiglio europeo avrebbero accolto favorevolmente il conferimento dello status di osservatore a Doha, dal momento che “il Paese godrebbe di una buona reputazione in tutti i campi a livello internazionale, secondo quanto riferito dal quotidiano Al-Jazeera in lingua araba”.

    Secondo quanto si legge nella nota diffusa dal Ministero degli esteri del Qatar, l’accordo è mirato allo scambio di informazioni, alla cooperazione in tema di sicurezza anche in previsione dei mondiali di calcio del 2022 e a creare partnership in tema di sicurezza.

    Una decisione che non può non destare serie preoccupazioni visto e considerato che il Qatar non è soltanto il quartier generale dell’organizzazione islamista radicale dei “Fratelli Musulmani”, ma è proprio il Qatar che ha sostenuto e finanziato apertamente le milizie dei tagliagole attive in Siria e i vari esponenti dell’Islamismo radicale come l’ex presidente egiziano Mohamed Morsy e il leader spirituale della Fratellanza, Yusuf Qaradawi, che proprio da Doha inneggiava al jihad in Siria.

    La stessa emittente televisiva “al-Jazeera”, con base proprio in Qatar, ha svolto un ruolo attivo nella diffusione dell’ideologia islamista, a favore di gruppi jihadisti come l’ex Jabhat al-Nusra (gruppo qaedista) e dei quei “ribelli moderati” siriani che di moderato non avevano assolutamente nulla. E’ proprio dagli schermi di al-Jazeera che pontificava poi Yusuf Qaradawi. Insomma, sentire al-Jazeera che da opinione positiva sul Qatar fa decisamente sorridere.

    E’ curioso come L’UE (Assieme a USA, Canada, Israele e Australia) inserisca Jabhat al-Nusra nella lista nera delle organizzazioni terroriste per poi accogliere il Paese che l’ha finanziata per anni.

    Nel 2017 il Qatar era stato isolato persino da Egitto, Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi e Yemen, con l’accusa di voler destabilizzare l’area finanziando formazioni terroriste e il gruppo islamista radicale dei Fratelli Musulmani. Il Qatar era inoltre stato indicato come sostenitore delle formazioni islamiste attive in Libia.

    Non è certo un caso che molte organizzazioni islamiste in Europa, ideologicamente legate ai Fratelli Musulmani, mantengano stretti legami proprio con il Qatar e con le sue fondazioni caritatevoli.

    Come si può dunque pensare a una “cooperazione per la sicurezza” in UE con un Paese sostenitore di quell’islamismo radicale che punta a colpire l’Europa e ad egemonizzare quelle realtà islamiche presenti in suolo europeo?

    Gli USA rafforzano la presenza militare in Qatar

    L’ingresso del Qatar come membro osservatore nel Consiglio d’Europa viene reso noto due mesi dopo che le autorità qatariote annunciavano una vasta espansione della base militare statunitense di al-Udeid, la più grande del Medio Oriente e d’importanza vitale per le operazioni di Washington nello scacchiere mediorientale e afghano. In aggiunta, circa l’80% dei rifornimenti aerei in volo viene coordinato proprio dalla base di al-Udeid, come reso noto dal Ministro della Difesa qatariota Khalid bin Mohammad al-Attiyah.

    Secondo i piani di espansione, il complesso dovrebbe arrivare ad ospitare circa 11mila militari statunitensi, con l’aggiunta di 200 unità abitative per il personale militare di Washington. Nel 2017 l’esercito statunitense e quello qatariota avevano partecipato ad esercitazioni congiunte volte a rafforzare la partnership tra i due Paesi.

    Non bisogna inoltre dimenticare che presso la base di al-Udied opera anche la Royal Air Force britannica ed è proprio da qui che è decollato in diverse occasioni l’aereo-spia RC-135 per raggiungere i cieli della Siria.

    In Qatar è poi presente anche una base militare turca con al suo interno circa 250 militari, sito visitato dal presidente turco Tayyip Erdogan a metà novembre 2017, quando aveva sottolineato la fratellanza tra turchi e qatarioti, enfatizzando l’amicizia, la fiducia e la pace tra i due Paesi.

    In effetti un comun denominatore Turchia e Qatar ce l’hanno e cioè hanno entrambi sostenuto le milizie jihadiste in Siria, che si tratti di gruppi islamisti legati ai Fratelli Musulmani, ai qaedisti o all’Isis e tutto in chiave anti-Assad.

    Se da una parte il Qatar ha tutto l’interesse a rafforzare la presenza militare anglo-americana e turca sul proprio territorio dall’altro è fondamentale che venga risolta la crisi con i Paesi vicini, come annunciato dallo stesso Ministro degli esteri qatariota a gennaio:

    “Credo che l’unica persona che possa risolvere questo problema sia il presidente Trump e credo anche che possa risolverlo con una semplice telefonata”.

    Washington e Bruxelles ordinano e Roma esegue

    Il Qatar è un alleato chiave per gli interessi geopolitici anglo-americani in Medio Oriente, in particolare in chiave anti-russa, anti-Assad, anti-Iran e in un momento in cui le cose per Washington si sono messe veramente male in Medio Oriente con l’esercito governativo siriano che sta riconquistando i territori e con Assad che sembra uscire rafforzato dal conflitto siriano che ha dimostrato di essere tutto tranne che una guerra civile, con numerosi attori esterni coinvolti.

    L’asse sciita che da Teheran raggiunge il Libano passando per Iraq e Siria non è stato spezzato, la presenza russa nell’area mediorientale si è rafforzata; la Turchia, seppur membro della NATO e fortemente anti-Assad, ha paradossalmente affiancato Mosca nel suo intervento a favore di Assad; questione di sopravvivenza, Erdogan non aveva scelta.

    Gli anglo-americani non possono dunque permettersi di perdere altro terreno in Medio Oriente e il Qatar non soltanto riconferma il suo ruolo primario sullo scacchiere, ma lo rafforza ulteriormente, consapevole del fatto che senza le proprie basi gli aerei della “Coalizione” non possono volare.

    Ecco allora che vediamo il Qatar, principale sostenitore dell’estremismo islamista, stringere accordi con Washington mentre Bruxelles inserisce Doha nel Consiglio europeo, ovviamente tutto a discapito della sicurezza dei Paesi membri dell’UE.

    Nel frattempo, sempre su spinta anglosassone, vengono inasprite le misure nei confronti del Cremlino, accusato dell’omicidio della spia russa passata all’MI6, Sergei Skripal e nonostante Londra non abbia presentato alcuna prova che possa dimostrare un’eventuale responsabilità russa.

    Del resto è stata la stessa portavoce della Casa Bianca, Heather Nauert, in conferenza stampa a dire che sul caso Skripal gli Stati Uniti non avevano bisogno di prove ma soltanto della parola di Londra per procedere all’espulsione dei diplomatici russi.

    L’Unione Europea ovviamente ha seguito a ruota gli anglo-americani e poco importa se un ulteriore peggioramento dei rapporti tra UE e Russia avrà un impatto pesantissimo sulle già difficili situazioni economiche di paesi come l’Italia, che intratteneva relazioni di primaria importanza con Mosca. Insomma, per fare gli interessi geo-politici e strategici di “corpi estranei” il governo uscente segue gli ordini che arrivano dall’estero; poco importa se ciò mette a rischio la propria sicurezza e intacca negativamente l’economia italiana, questo è il quadro che emerge. La Russia che ha combattuto e sconfitto l’estremismo islamista nel Caucaso e in Siria è il nemico; il Qatar lo ha supportato ma è benvenuto in Unione Europea. E’ proprio vero che non è più chiaro chi siano gli “amici” e chi i “nemici”.

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