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Alta tensione fra Croazia e Slovenia per il golfo di Pirano

Alta tensione fra Croazia e Slovenia, non lontano dal confine con l’Italia. Tutto nasce da uno scontro antico e durissimo fra i governi dei due Stati per l’accesso diretto al mare Adriatico nel golfo di Pirano e che va  avanti dall’indipendenza dopo il dissolvimento della Jugoslavia. La sentenza della Corte arbitrale dell’Aja, arrivata il 29 giugno dell’anno scorso, ha assegnato allo Stato sloveno un’area di circa tre quarti della baia di Pirano cui si deve aggiungere un corridoio che le consente l’accesso alle acque internazionali. Una decisione estremamente favorevole a Lubiana e che ha suscitato le ire di Zagabria, da subito intenzionata a non rispettare ciò che la Corte arbitrale aveva statuito.

Come riportato da Il Piccolo, la decisione “statuisce che il confine tra Slovenia e Croazia segue il corso della Dragogna e finisce nel mezzo del canale di San Odorico”. Un confine che si ripercuote anche sullo spazio marittimo di competenza degli Stati, in quanto la linea di confine inizia dalla foce della Dragogna e raggiunge la fine del golfo di Pirano assegnando alla Slovenia un corridoio largo 2,5 miglia nautiche e lungo 10, che permette alle imbarcazioni slovene di raggiungere le acque internazionali senza dover passare necessariamente per le acque territoriali croate. Una vittoria di Lubiana che la Croazia non ha mai deciso di accettare, tanto che due anni prima della decisione il governo di Zagabria aveva addirittura annunciato di non ritenere valida qualsiasi decisione dalla Corte come segno di protesta per le accuse rivolte a uno dei giudici di avere contatti diretti con Lubiana dopo lo scoop del quotidiano croato Vecernji list.

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Il problema però è che nonostante la Croazia non abbia accolto la sentenza arbitrale, la Slovenia ha naturalmente iniziato a comportarsi nel rispetto della decisione. Il che comporta, inevitabilmente, che vi siano enormi problemi di natura giuridica che coinvolgono soprattutto i pescatori croati e sloveni, che si ritrovano ad essere oggetto di una vera e propria guerra delle multe. Le motovedette delle marine dei due Paesi continuano, infatti, a controllare il passaggio nelle acque con diversi parametri, una ritenendo validi i confini prescritti dall’Aja e un’altra ritenendoli non validi e facendo riferimento ai confini decisi da Schengen. Così i pescatori sloveni si vedono condannati a pagare migliaia di euro di multa inflitte dalle autorità di Zagabria, mentre i pescatori croati subiscono lo stesso trattamento da parte delle autorità slovene. Uno scenario davvero curioso e anche rischioso per la stabilità dell’area, poiché nessuno sembra intenzionato a cedere. E la disputa che non è di poco conto, sia per la quantità di denaro richiesta (si parla di decine di migliaia di euro di multa a peschereccio) sia perché nelle rispettive economie locali la pesca e l’accesso alle acque internazionali hanno un ruolo essenziale. Intanto, i rapporti fra i due Stati si stanno incrinando e, in una regione storicamente bollente come i Balcani nulla di tutto ciò è considerato positivo. A margine del verdetto dell’Aja, il premier sloveno Cerar dovette richiamare all’ordine il presidente della commissione parlamentare Difesa, Žan Mahnič, il quale aveva convocato la commissione per fare il punto sullo stato dell’esercito e sulla capacità di fronteggiare un conflitto con la Croazia per la baia di Pirano. E, dopo le recenti multe, il ministro degli Esteri sloveno, Karl Erjavec, ha confermato che quelle acque sono slovene e che la Croazia “vive fuori dal mondo se manda multe ai pescatori sloveni per aver pescato in acque territoriali slovene”.

La questione di Pirano si allarga poi a macchia d’olio andando a interessare tutta una serie di problematiche di natura politica che coinvolgono la costa adriatica dei Balcani. Croazia e Slovenia giocano, infatti, un ruolo di primo piano nella regione e sono Stati in grande competizione in molteplici settori economici. Zagabria è riuscita negli ultimi anni a ritagliarsi un ruolo di primo piano nella regione, e, in questo senso, come ricorda Libero, lo stanziamento di 101.4 milioni di euro a fondo perduto, da parte dell’Unione europea, per il rigassificatore dell’isola di Veglia, è un segnale inequivocabile dell’importanza della Croazia per la geopolitica europea nei Balcani. Per l’Europa l’obiettivo è chiaro: evitare che la Croazia, e con essa gli Stati limitrofi, dipendano dal gas proveniente dalla Russia. Il rigassificatore nell’Adriatico consente, infatti, di diversificare le fonti e, non a caso, anche gli Stati Uniti sono fortemente interessati all’opera per poter far approdare le navi metaniere cariche di Gnl. E in questo l’Italia ha avuto un ruolo, poiché scelse, a suo tempo, di abbandonare il progetto concorrente di Trieste spalancando le porte degli investimenti in Croazia. Questa centralità croata reca chiaramente insofferenza alla Slovenia, che adesso, con la decisione su Pirano, può farsi valere in un settore di estrema importanza come l’accesso alle acque internazionali.

  • Zeneize

    Selvaggi, tutti a mare.

    • virgilio

      selvaggio sarai tu troglodita!

      • AlbertNola

        No, è croato come te!

  • RASTI

    I xè sempre sciavi

    • virgilio

      sciavo sarai tu da 70 anni oramai koglione!

      • AlbertNola

        La Croazia fa schifo!

  • Bob184 —

    Ennesima prova come la “fratellanza socialista” teneva tutti soggiogati sotto il pugno ferreo della dittatura del partito unico. Da quando si sono liberati dal giogo comunista, sono risorti i nazionalismi mai sopiti e ciascuno cura i propri interessi.

    • montezuma

      Ho faticato a capire la ferocia che purtroppo mi è capitato di dover vedere di persona tra e all’interno di Stati (ex)socialisti. Uno dei motivi per cui ritengo il comunismo o socialismo reale un fallimento anche oltre i nazionalismi sanguinari, è la rapidità con la quale sono passati dal brater (evidentemente di maniera) alle coltellate. Marx non solo non ha cambiato il destino dell’umanità, ma l’ha complicato! I Balcani in particolare, dovrebbero essere (e forse lo sono) studiati per questo.

      • Drake

        Per regolare lo stesso problema, il traffico, gli esseri umani usano circa 200 codici della strada. Per esprimere le stesse parole usano circa 7.000 lingue. C’è poco da studiare quando manca la percezione del problema.

  • montezuma

    L’arbitrato c’è stato. In merito alla questione io penso che dovrebbero godersi le belle coste e spiagge che hanno senza tener conto della frontiera visto che si può attraversare liberamente. Sinceramente non capisco come fare un dramma di poche centinaia di metri.

  • MAUROC59

    litigano su terre italiane!! Bravi pero!!

    • virgilio

      terre mai state italiane

      • MAUROC59

        virgilio, guarda attentamente la foto…. e’ una piccola Venezia…. e andando verso sud fino ad arrivare alla Grecia , fino al Dodecanneso e’ un susseguirsi di piccole venezie, forti e bastioni veneziani…. che con gli ” illirici ” ( croati / sloveni slovacchi,/ lombardi / veneti combattevano i turchi. Inoltre la popolazione istriana era all’ottanta per cento italiana ( quella vera pero ). Vero che noi non esistiamo piu’ e siamo una colonia, ma questo non e’ dovuto a me e pochi altri, ma alla massa di co..ni di cui e’ composta questa nazione ( in piccolo )

        • Strottz

          Guarda che è inutile cercare di ragionare con Virgilio perché sprovvisto di cervello. Però è simpatico.

          Come fai a sapere che bevo il “ciaj”? – non è paranoia, solo curiosità.

          • MAUROC59

            forse ci siamo visti dalle parti di Krasnodar o Samara?:)) Virgilio e’ simpatico, ma a forza di simpatici con simpatia abbiamo svenduto il tutto. Alla fine non e’ piu’ simpatia e’ stu….a:))

        • virgilio

          la popolazione italiana in Istria era neanche il 40% solo la costa era popolata da popolazione con lingua italiana tutto l’interno erano slavi,e poi non parliamo della
          Dalmazia che era praticamente a 95% slava,studia

      • Zorz.zorz

        Oltre che Mona sei ignorante.

        • Zeneize

          Io penso sempre alla tua povera madre: sì, è colpa sua ma io non posso disprezzarla per il mestiere che faceva. sono cose che capitano. Tu però avresti un gran bisogno di bastonate, per insegnarti un po’ di normale educazione.

          • Zorz.zorz

            Il raglio dell’asino non arriva al cielo.

          • Zeneize

            Davvero, un paio di bastonate ti farebbero un gran bene. Latreresti un po’, poi velocemente impareresti le basi della buona educazione. È un sistema collaudato a prova di stupidi.

        • virgilio

          suka fasciosionista!

          • AlbertNola

            E io cosa sono?

      • AlbertNola

        La Croazia diventerà una colonia islamica.

  • Giorgio Petricich

    Il verdetto è semplice: è tutta Italia fino al Carnaro.

    • virgilio

      Petricich un slavo venduto nel kulo l’hai preso Ustascia vieni a riprendertelo se hai il coraggio??

      • AlbertNola

        I croati sono al 70% analfabeti.

  • random640

    a proposito di Slovenia..fu la Iugoslavia a esigere i danni di guerra dall’Italia, e riapropriarsi dell’Istria e Dalmazia..il ministro Martino del primo governo Berlusconi fu uno dei pochi a riproporre la questione dopo la frammentazione delle guerre civili, con la Slovenia si dovera riconsiderare tutto, chiaramente con l’avvento dei soliti antinazionali sinistri vedi Prodi tutto fini nel dimenticatoio..

  • Primo Terzi

    istria e dalmazia italiane!!! ANZI, VENEXIANE!!!

    • virgilio

      anche per te vale questo…….terre mai state italiane,neanche su quella che vivi atualmente non e italiana ma e una concezione in affitto che paghi agli USraeliani,coijon!

      • AlbertNola

        La Croazia non la vogliamo nemmeno se ce la regalano!!

      • Primo Terzi

        ??? posa il fiasco e beviti due litri di camomilla

        • virgilio

          e si koglione tu pensavi che era casa tua invece no il propretario yankee
          ti da un calcio nei koglioni quando vuole e come vuole…..ahahahahaahahah
          servo

  • Luigi Biasini

    I trattati non sono scolpiti nella roccia. Quando non funzionano più vanno rinegoziati. Ecco un’occasione per ONU ed EU per rendersi utili nel portare i due contendenti ad una nuova trattativa senza aspettare che scoppi un nuovo conflitto che ne innescherebbe anche tanti altri, di cui abbiamo già visto gli effetti nefasti.