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Aleppo, ora è guerra di “fake news”

Mentre l’esercito arabo siriano fedele al presidente Bashar al-Assad festeggia la liberazione di Aleppo, incasellando una vittoria di portata storica, con la popolazione scesa per le strade a celebrare la capitolazione dei ribelli, la guerra in Siria prosegue anche su un altro piano: quello mediatico. Sia chiaro, nessuno può mettere in discussione le atrocità della guerra, che la prospettiva sia quella governativa o dei ribelli – “moderati” e non – e come ogni conflitto sono spesso i civili, purtroppo, a farne le spese. Fatta questa doverosa premessa quello che va sottolineato, tuttavia, è l’escalation di notizie false – “fake news” – circolate sui social network e riguardanti la liberazione di Aleppo, che ha toccato vette inimmaginabili, tra bufale, clamorose manipolazioni e propaganda spicciola.

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Tweet falsi e manipolati

Dietro a questa ondata di “fake news” riguardanti le presente atrocità commesse dagli uomini di Assad sulla popolazione inerme e sui civili, ci sarebbe, talvolta, la mano dei ribelli anti-governativi, spesso filo-islamisti: ne è un esempio lampante il tweet che racconta della bambina “che corre e scappa per sopravvivere, dopo che tutta la sua famiglia è stata trucidata” dalle forze lealiste con tanto di hashtag “#Save_Aleppo” , diventato subito virale: peccato sia a tutti gli effetti uno scatto falso, giacché si tratta, in realtà, di un’immagine ripescata da un videoclip della cantante libanese Hiba Tawaji che con Aleppo non c’entra evidentemente nulla.

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Il video “virale” dell’attivista filo-ribelle Lina Shamy

La tv qatariota Al-Jaazera ha inoltre divulgato, nelle ultime ore, un video che ha fatto il giro del web, ripreso con grande fervore da gran parte dei media. È l’appello disperato dell’attivista filo-ribelli Lina Shamy, molto vicina all’ambiguo Free Syrian Army, non certo una voce imparziale e super-partes del conflitto siriano. “Per tutti quelli che possono sentirmi – racconta la giovane Shamy – qui ad Aleppo siamo esposti a un genocidio. Questo potrebbe essere il mio ultimo video. Oltre 50mila civili che si sono ribellati contro il dittatore al-Assad sono minacciati da esecuzioni sul campo o dalle bombe”.

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È sufficiente tuttavia fare un banale ricerca e dare un’occhiata al profilo twitter della nota attivista anti-Assad per scorgere tra i suoi follower – le persone che lei ha deciso, di sua iniziativa, di “seguire” – molti militanti del Aḥrār al-Shām, gruppo armato siriano che raduna varie formazioni minori d’impronta ideologica islamista e salafita; insomma, non si tratta certo di “moderati”, come qualcuno tenta di spacciarli. E tra questi spunta persino il profilo di qualche simpatizzante jihadista.

La “bufala” del cantante siriano anti-Assad ucciso

A tutto questo si aggiunge un’altra, incredibile, storia: ve lo ricordate il cantante siriano “sgozzato e buttato nel fiume”? “L’usignolo della rivoluzione siriana”, per anni dato per morto dai media occidentali, “ucciso dal regime barbaro e spietato di Bashar al-Asssad”? Ebbene, come ha recentemente scoperto il giornalista James Harkin in un articolo pubblicato su GQ, quella storia era una bufala e quell’artista – il cui nome reale è Abdul Rahman Farhood – è vivo e vegeto. Farhood divenne famoso con il nome di Ibrahim Qashoush nei giorni delle prime proteste contro il governo Assad grazie alla canzone “Yalla Erhal Ya Bashar“, diventata un vero e proprio inno della “rivoluzione”.

Pochi giorni dopo, lo stesso Farhood scoprì dalla televisione – Al-Jaazera – di essere stato selvaggiamente ucciso dagli uomini di Assad. “Il fatto è che a entrambe le fazioni andava bene così – spiega Farhood nell’intervista esclusiva – ed era meglio lasciare le cose così come stavano. Ad ogni modo la protesta non-violenta degli inizi era stata sostituita da quella degli affiliati di al-Qaeda, ossia Jabhat al-Nusra”.

Lo scivolone dell’ambasciatore siriano

Ad onor di cronaca, questa strategia di utilizzare immagini false – ma potenzialmente verosimili – è stata recentemente impiegata, più o meno consapevolmente, anche dalla controparte, ossia dal governo siriano. Come riporta infatti l’Independent, l’ambasciatore siriano alle Nazioni Unite, Bashar Jaafari, parlando della crisi umanitaria di Aleppo nel consiglio d’emergenza svoltosi ieri a New York, avrebbe mostrato una fotografia delle milizie sciite irachene, risalente allo scorso marzo, mentre queste ultime prestavano soccorso ai civili nella città di Fallujah, spacciandola altresì per un’azione dell’esercito siriano ad Aleppo delle ultime ore. Intenzionale o meno, una brutta “gaffe” dell’ambasciatore siriano.

  • PSG1-a1

    È proprio grottesco che “ilGiornale” – maestro della disinformazione, e delle notizie FAKE su commissione russa – si permetta il lusso, anzi la sfacciataggine di indicare eventuali “fake” altrui…

    Siete veramente una farsa di giornale! Come erano belli i tempi i giornalisti de ilGiornale avevano la schiena dritta, anche contro tutti e tutto…

    È una pena vedere questo grande giornale “ex-liberale”, ormai ridotto ad una pezza da piedi di putler.

    • CARLO FILE

      Certo che USA con George Bush Junior avevano ammazzato più di 1 milione di civili Iracheni per niente,per armi chimiche mai trovate. E adesso USA il primo killer del mondo vuole dire che in Mosul non e morto nessun civile di bombe democratiche USA,hahahahaha
      VIVA PUTIN,VAFFANCULO MUSLUMANO HUSSEIN BARRAC OBAMA .
      Negro Nobel per la pace )))))))))

      • PSG1-a1

        Cortesemente, fornisca i dati della caxxata del milione di morti iracheni.

        Lei é solo un neo-nazi sbarbatello, si capisce benissimo da come usa quei quattro neuroni (forniti sin troppo generosamente da madre natura), e dalle frasi da teen-ager che inneggiano al razzismo.

        Lei é troppo ignorante per capire che il razzismo é un’arma a doppio taglio, e c’é sempre qualcuno altro, magari un pó piú a Nord di lei che – per gli stessi motivi – potrebbe darle del terrone mangiaspaghetti itagliano dimmerda…

        La stupiditá gira come un cerchio, é lei ne é il suo centro.

        • CARLO FILE

          E non rompere coglioni,sempre con le bugie, e non dimostri niente,
          Io nazi hahahahaha quelli li trovi in Kiev hahahahaha tuoi amici hahaha
          Eco tuoi amici qui:
          https://uploads.disquscdn.com/images/881364f9c4c10dc246613f3363e0fefb052152c08950b6be0d12e4b2aba8bcff.jpg
          Paragonando il tasso di mortalità ufficiale riportato nei 26 mesi prima della guerra con quello misurato durante il conflitto, gli studiosi hanno calcolato che da marzo 2003 a giugno 2011 il tasso di mortalità era aumentato del 50%, con circa 405,000 “morti in eccesso”, ossia decessi che in assenza di conflitto non sarebbero avvenuti. A questi si aggiungono poi i 56000 morti emigrati, le persone che erano fuggite dall’Iraq ed erano morte all’estero, arrivando a 461000 morti (un valore di cui gli scienziati si dicono piuttosto certi, ma che, basandosi sulle analisi statistiche, potrebbe variare da un minimo di 48000 a un massimo di 751000). La fascia di età più colpita era quella compresa tra 15 e 60 anni, con un numero totale di vittime pari a 376000.

          La causa maggiore del numero elevato di “morti in eccesso” erano gli scontri tra le forze della coalizione internazionale e la milizia irachena, ossia bombardamenti, sparatorie, esplosioni e attentati. Tuttavia una percentuale non trascurabile di decessi (intorno al 30%) era attribuibile a cause indirettamente collegate alla guerra, quali il collasso delle infrastrutture sanitarie e sociali e il blocco dei sistemi di trasporto. In pratica, i ricercatori hanno calcolato che per tre persone uccise in modo violento, due morivano per mancanza di cure mediche, cibo o acqua.

          • PSG1-a1

            Bella la fonte copiata da sputnik news…

            Ma lei é talmente invasato che ha messo nel conteggio I MORTI DAL 2003 AD OGGI, NON QUELLI DI “BUSH”!!!

            Ha messo in conto pure i morti dovute alle stragi con autobombe, attentati e persino le lotte tribali tra sunniti e sciiti che tutt’ora si scannano tra di loro!

            Peccato che il governo iracheno, tramite il suo ministro per i diritti umani abbia detto che i morti siano stati 85,694… Cifra molto vicina a quella USA di 76.939…

            Il sito “Iraq Body Count” dice testualmente: “Total deaths 2003-2010

            More than 150,000 people have been recorded killed in the Iraq war to date.
            80% of those killed were civilians.
            The Iraq War Logs record deaths of all types, including combatant deaths that fall outside the scope of IBC’s civilian deaths database. This means that they can also contribute to a broader accounting of the total number of persons killed in the war, civilian and combatant alike. Such a figure can be derived by combining the IBC database, the new logs (2004-2009), and other official information available on combatant deaths in 2003, 2010 and the two months missing from the logs (May 2004 and March 2009).

            Combining these sources, the detailed calculation below provides a figure of total Iraqi deaths, both civilian and combatant, of 150,726. Adding figures on Coalition military deaths, which now stand at 4,744, brings the number up to 155,470. That is, given our analysis of the new logs, as combined with other previously reported deaths, we are now able to say that more than 150,000 people have been recorded killed in the Iraq war since 2003, of which around 80% were civilian.
            Iraq Body Count 2003-10 October 2010
            107,369
            Iraq War Logs new ‘Civilian’ and comparable ‘Host Nation’ – central estimate 15,114
            Iraq War Logs ‘Host Nation’ combatant – central estimate 5,575
            Iraq War Logs ‘Enemy’ (minus IBC overlaps) – central estimate 20,499
            Insurgents killed June-December 2003 597
            Insurgents & Iraqi soldiers killed January-September 2010 861
            Insurgents killed May 2004 652
            Insurgents & Iraqi soldiers killed March 2009 59
            TOTAL IRAQI
            150,726
            US & Coalition military killed 4,744

            TOTAL
            155,470

          • PSG1-a1

            Buffone… Guarda cosa succede nella Russia del porco criminale putler! Lí i neo-nazi sono supportati dal governo stesso che li arma e manda a farsi ammazzare in Dombass… Almeno in Ucraina hanno messo fuorilegge tutti i gruppi di estrema destra… Mentre in Russia li alimentano!

            Ti allego un articoletto che fará bruciare – ancor di piú – il tuo sederino giá arrossato da tutti gli sputtanamenti in dirette: UCRAINA: Altro che “compagni”. La Repubblica di Donetsk e l’ombra nera di Aleksandr Dugin

            La Repubblica Popolare di Donetsk è stata fondata il 7 aprile 2014 dai separatisti ucraini filo-russi in lotta contro il governo centrale di Kiev ed è oggi la loro principale roccaforte; insieme alla vicina Repubblica Popolare di Lugansk forma la Repubblica Federale di Nuova Russia (Novorossiya), stato che non è riconosciuto internazionalmente.

            I separatisti sono stati identificati più volte da vari esponenti (non solo italiani) di sinistra come dei “partigiani”, degli “antifascisti”, in lotta contro il governo di destra di Kiev.

            L’ideologia politica che sta alla base della Repubblica di Donetsk è però molto lontana da questa descrizione, ad esempio l’attuale Governatore del Popolo della Repubblica Popolare di Donetsk, Pavel Gubarev, ha iniziato la sua carriera politica nell’organizzazione neonazista “Unione Nazionale Russa” e non sembra affatto aver abbandonato la sua anima neofascista. Al congresso del nuovo partito da lui fondato il 14 maggio, Nuova Russia, con l’obiettivo di rappresentare l’anima politica delle Repubbliche Popolari, erano presenti come relatori lo scrittore russo “nazi-stalinista” Alexander Prokhanov e il filosofo dell’estrema destra Alexander Dugin.

            Prokhanov è editore di “Zavtra”, un giornale della destra imperialista russa, e nel 1999 invitò David Duke, leader del Ku-Klux-Klan a visitare la Federazione Russa. Oltre ad essere vicino al governatore Pavel Gubarev, Prokhanov ha avuto ottime parole anche per il primo ministro della Repubblica Popolare di Donetsk Alexander Borodai, definendolo un “vero nazionalista russo bianco”. I due si conoscevano da tempo: Borodai, che è un cittadino russo, fino all’inverno scorso scriveva su “Zavtra”.

            Nella stessa rivista scriveva anche Igor Strelkov, l’attuale Comandante della Milizia Popolare del Donbass (l’esercito di Donetsk), un soldato russo che aveva precedentemente combattuto in Transnistria, Bosnia e Cecenia e che ha alle spalle una militanza in organizzazioni monarchiche.

            Ma rapporti ancora più stretti esistono tra la Repubblica Popolare di Donetsk e Aleksandr Dugin, anch’esso presente al congresso fondativo del partito Nuova Russia e vicinissimo agli attuali leader di Donetsk fin da prima dello scoppio del conflitto. I suoi articoli vengono pubblicati frequentemente sul sito del partito, che lo considera il suo punto di riferimento ideologico.

            Dugin, che è stato di recente in Italia invitato ad una conferenza organizzata da una associazione legata alla Lega Nord, fu uno dei fondatori del Partito Nazional-Bolscevico (quello con la bandiera nazista e la falce e il martello neri al posto della svastica) ma se ne staccò poi da destra, accusando l’altro fondatore, Eduard Limonov, di essere troppo filo-occidentale. In un suo famoso articolo del 1997 dal titolo “Fascismo immenso e rosso”, Dugin sosteneva la necessità per la Russia di “un fascismo originale, reale, radicalmente rivoluzionario”. Oggi ritiene che la Russia dovrebbe tornare ad avere una politica più marcatamente imperialista.

            Sono stati tracciati brevemente i profili dei leader più importanti, ovvero il Governatore del Popolo, il Primo Ministro e il Capo dell’esercito, e dei loro riferimenti politici, ma la lista potrebbe continuare, citando ad esempio Aleksandr Matyushin, che fu in prima fila durante le occupazioni degli edifici pubblici di Dontsek allo scoppio del conflitto e oggi gestisce i rapporti della Repubblica Popolare con la Russia e la Bielorussia, grazie ai suoi rapporti di lunga data con Dugin. Durante un comizio pubblico disse ai manifestanti:

            “In Europa c’è la sodomia, ci sono matrimoni tra persone dello stesso sesso, c’è una piena degradazione della società. L’Europa sta arretrando di fronte all’Islam e nel continente il nome più diffuso tra i neonati è Mohamed. [Gli europei] si preoccupano troppo dei diritti umani e hanno paura di offendere qualcuno. Per questo gli islamici si fanno sempre più arroganti. Anche da noi sarà così. L’Europa ci cancellerà, rischiamo di essere invasi dall’Islam, che si sta già sviluppando in Crimea. Io sono a favore del nazionalismo russo, e dell’amore per il mio popolo”.

            Per quanto riguarda invece la Costituzione della Repubblica Popolare di Donetsk, adottata il 14 maggio 2014, è molto eloquente nel confermare i legami ideologici con l’estrema destra russa. L’articolo 31.3 vieta ogni possibile forma di unione “perversa” tra persone dello stesso sesso, che verrà perseguitata. L’articolo 9.2 dichiara che la fede ortodossa professata dalla Chiesa Ortodossa Russa (Patriarcato di Mosca) è la religione di stato. L’articolo 6.5 dichiara che tutte le autorità politiche della Repubblica dovranno rispettare i valori tradizionali religiosi, sociali e culturali del “Mondo Russo”. Gli articoli 3 e 12.2 sanciscono il diritto alla vita fin dal momento del concepimento, implicando in tale modo il divieto all’aborto.

            Comprendere il carattere reazionario e neofascista delle Repubbliche Popolari non significa negare lo spostamento a destra del governo di Kiev, né i suoi legami coi movimenti neofascisti ucraini. Significa invece comprendere – per citare un gruppo ucraino di sinistra – l’allarmante situazione che vede nazionalisti di estrema destra e spesso anche apertamente neonazisti presenti in entrambe le parti del conflitto. E’ questo, secondo loro, il fattore principale che ostacola una soluzione politica della crisi.”

            Questi sono i criminali del gruppo neo-nazi “rusich” mandati a far la carne da cannone in bocca agli ucraini…

            https://uploads.disquscdn.com/images/186185f6f974667fe022d1b7f689337864e9c052bff7df6f6e1e9cd6b5ba1576.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/fc47ef241ad458742a63c71e50fe070de6f5de08f1f3fc3a2cc031dc873a266e.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/84bc86d897d564be8020f50988a28545a114a01ccabcb1f1ab7fc150148dcaac.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/c8b9bd903f94939f61e1e367ae70c956277549c6a0ef449149e700b50cfd2e52.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/b5c3263c2b9447f66ff667f52083afbcc8209448686dc5609b57a9c67d9ed245.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/87c450ad10b72299f9f3dc2216717a0eeabd8cd1e92627fbad15bb93db8e9f51.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/cc28d278c9ca12d686307a212e18f9ea4a046969323609348ca090bcb51dbf06.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/80ec6c3467f1a74c4b2f2b8c79ec1bc7b98e5feb1d525850833883a14fc02594.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/e5a3e15fd5594b10f8997a330942eca318b5a6c31b85d30d4bf457b02abf17f6.jpg

        • Lamberto Z

          ti basta la dichiarazione della madeleine albright che disse la morte dei 500.000 bambini Iraqeni è stata necessaria per abbattere Saddam!

        • virgilio

          zitto comunista mangia cazzi!!

          • PSG1-a1

            Comunista sará tua madre…

          • CARLO FILE

            TUA MADRE E UNA GRANDE PUTANA NAZISTA DI KIEV,E TU SEI UNO FIGLIO DI PUTANA NAZISTA.

          • PSG1-a1

            I tuoi insulti ti tornano dritti-dritti indietro perché non sei in grado di controbattere con le parole e col cervello… Sei solo un cumulo di parolacce ed insulti che coprono la realtá di un essere misero, frustrato, privo di idee…

            In una parola: PERDENTE!

            Sei un perdente nato, perdente per come scrivi… Perdente per come insulti… Perdente per l’assoluta mancanza di idee… Perdente per l’accecante frustrazione che non ti fá capire che insultando fai solo vedere quello che sei in realtá: un PERDENTE NATO!

            Continua pure ad insultare… Ma due cose non avrai mai: il cervello per rispondere con i ragionamenti, e la dignitá di rispondere delle tue provocazioni da 4 soldi.

          • CARLO FILE

            perdente sei tu, ma non vedi che sei uno idiota,una persona piena di odio e di bugie. Sei un figlio di putana di nazisti di Kiev,uno povero servo di Puroscemo. Si siete perdenti, avete portato Ucraina più povera di ghana.

        • Panthera Pardus

          Così si espresse uno user che cianciava di fake news (cito)
          Nel contesto oltretutto dell’iraq (!) Che dalle incubatrici alle armi di distrAzione di massa è lo zenit della disinformazione occidentale (corso. Powell all’UN con le fialette)

          Cosa dice comunque detto user?
          “PSG1-a1
          13 ore fa
          Cortesemente, fornisca i dati della caxxata del milione di morti iracheni”

          Prima o dopo essere liberati ?

          Vi è (spazio al posto di punto)
          www iraqbodycount org
          Dal 2003

          La citazione ” dead iraqi children worth it ” ( valeva il prezzi la morte di bambini iracheni” ) in qualsiasi motore di ricerca trova la Madeline Albright nel suo considerare i 500000 mila bambini morti (notare che non contesta il numero)

          Etc..

          • PSG1-a1

            Secondo me, lei é completamente suonato…

            Copio ed incollo direttamente dal sito che lei ha citato, FACENDO NOTARE CHE IL PERIODO TEMPORALE É DAL 2003 AL 2010, QUINDI UN ANNO DOPO GEORGE BUSH…

            FROM IRAQ BODY COUNT site

            Total deaths 2003-2010

            More than 150,000 people have been recorded killed in the Iraq war to date.
            80% of those killed were civilians.
            The Iraq War Logs record deaths of all types, including combatant deaths that fall outside the scope of IBC’s civilian deaths database. This means that they can also contribute to a broader accounting of the total number of persons killed in the war, civilian and combatant alike. Such a figure can be derived by combining the IBC database, the new logs (2004-2009), and other official information available on combatant deaths in 2003, 2010 and the two months missing from the logs (May 2004 and March 2009).

            Combining these sources, the detailed calculation below provides a figure of total Iraqi deaths, both civilian and combatant, of 150,726. Adding figures on Coalition military deaths, which now stand at 4,744, brings the number up to 155,470. That is, given our analysis of the new logs, as combined with other previously reported deaths, we are now able to say that more than 150,000 people have been recorded killed in the Iraq war since 2003, of which around 80% were civilian.
            Iraq Body Count 2003-10 October 2010
            107,369
            Iraq War Logs new ‘Civilian’ and comparable ‘Host Nation’ – central estimate 15,114
            Iraq War Logs ‘Host Nation’ combatant – central estimate 5,575
            Iraq War Logs ‘Enemy’ (minus IBC overlaps) – central estimate 20,499
            Insurgents killed June-December 2003 597
            Insurgents & Iraqi soldiers killed January-September 2010 861
            Insurgents killed May 2004 652
            Insurgents & Iraqi soldiers killed March 2009 59
            TOTAL IRAQI
            150,726
            US & Coalition military killed 4,744

            TOTAL
            155,470

            Come vede, l’ho svergognata con le sue stesse fonti!

    • filippo linotti

      seguiti a leggere i soliti giornalacci che propongono le solite voci interessate. lo faccia e non rompa i coglioni a chi ha fortunatamente un’altra visione.

    • virgilio

      stai zitto comunista!

    • Lucaf

      e che palle.

      • PSG1-a1

        Per una volta condivido: che palle gli articoli FAKE de ilGiornale!

        • virgilio

          suka!!

  • ZapBrannigan

    al Giornale ci sono 2 tipi di giornalisti, quelli fedeli alla verità come l’autore dell’articolo e quelli fedeli a Sion.

    basta tirare una linea

  • Buba17

    quella delle fake news, con tanto di foto e video taroccati, non è una novità al pari dell’ uso della parola “genocidio” e viene usata da tutte le fazioni islamiche per ottenere fondi e sostegno dai paesi occidentali. come per altre cose, tipo omicidi veicolari ed accoltellamenti, i palestinesi si sono dimostrati dei precursori.